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La Gazza scende in campo


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***premessa: avevo iniziato un'altra story ma non essendo pratico di pcm edizioni successive alla 7 l'ho mandato a monte con delle modifiche al database che evidentemente non mi hanno più fatto partire il file del salvataggio***

Siamo a inizio 2013. Liquigas ha lasciato il ciclismo come annunciato, la squadra diventa la Oracle - Cannondale, ora tutta americana. Ci voleva quindi la nascita di un nuovo team italiano a compensare questo vuoto. Oppure anche no, però siccome ho finito gli esami e non so che fare, l'ho creato io.

La Gazzetta dello Sport ha deciso di impegnarsi ancora più a fondo nel ciclismo finanziando una squadra equilibrata, con tanti giovani, ma anche con alcuni corridori esperti che proveranno a far bene fin da subito. 25 corridori, uomini competitivi su ogni terreno. Corridori giovani e corridori esperti affiancati per migliorare insieme. I leader del team sono Alessandro Ballan, Domenico Pozzovivo, Rinaldo Nocentini, Moreno Moser e Andrea Guardini. Su questi ultimi due si basa il progetto per il futuro. In squadra anche Matteo Trentin, giovane promessa per le classiche del nord, Josè Rujano, grande scalatore, e tanti altri corridori, provenienti per lo più dall'Italia o dall'Europa dell'Est.

Tra gli obiettivi c'è naturalmente quello di riuscire a ottenere un invito per il Giro d'Italia visto che non siamo nel World Tour. Chissà se RCS inviterà la squadra che sponsorizza? Non vedo conflitti d'interessi. Cercheremo di essere competitivi anche nelle classiche, dalla Milano - Sanremo alla Roubaix.

La maglia ufficiale è questa:

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Per l'unico campione nazionale che ho in squadra, invece, ho creato questa, che naturalmente è la maglia di campione lituano:

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Il roster del team è questo:

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La stagione comincia piuttosto tardi al Gp Costa degli Etruschi, il 4 febbraio. Puntiamo al successo con Andrea Guardini, che avrà al proprio fianco Angelo Furlan, che dovrà essere il suo Angelo custode per tutta la stagione. Esordio anche per Trentin, Paolini e Moser, mentre Navardauskas, Benedetti e Franzoi sono gli uomini di fatica.

Nella prima parte di gara stiamo a guardare perchè non siamo la squadra più forte e non ci conviene fare corsa dura visto che puntiamo su Guardini. Siamo entrati in azione ai meno cinquanta, ma l'azione decisiva è stata del Team Sky, che schierava Boasson Hagen. Nel finale l'andatura cresce e il gruppo si spezza. Guardini rimane davanti ma molto imbottigliato e non riesce a risalire negli ultimi 6 chilometri. Così lo sprint lo fanno Paolini e Furlan. Il più forte è Edvald Boasson Hagen e lo dimostra vincendo nettamente davanti a Xavi Florencio. Terzo un ottimo Luca Paolini, già molto brillante, come sempre nella prima parte di stagione. Dodicesimo Furlan, ventiduesimo Matteo Trentin.

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Ne approfitto per riassumere i movimenti di ciclomercato: Cancellara e Fuglsang sono passati alla Saxo Bank, Posthuma alla Vacansoleil, Nibali all'Astana con Agnoli e Vanotti, De Gendt alla Radioshack

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La seconda gara è il Challenge Mallorca. Porto una squadra abbastanza mista senza velocisti ma con due ottimi scalatori: Brajkovic e Rujano. Per le prime due tappe c'è Alessandro Ballan, ma cercheremo di andare in fuga. Gli altri sono Bagdonas, Mugerlj, Firsanov, Preidler e Nose.

Nella prima tappa l'imperativo è: stare davanti. Il gruppo si frazionerà certamente e Rujano e Brajkovic non devono farsi sorprendere. In fuga va Geminas Bagdonas, che così può mettere in mostra la nuova maglia di campione lituano:

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Bagdonas è l'ultimo ad essere ripreso, ai meno 7. Una caduta toglie di mezzo buona parte dei velocisti, rimane in piedi Peter Sagan, che vince facilmente (indossando una maglia che andrà rivista...). Battuti Julien Simon e Enrico Gasparotto. Decimo Alessandro Ballan, subito in palla.

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La Garmin ha deciso di rovinarmi la giornata, così mi rende difficilissimo andare in fuga. Ci provo con Preidler per trenta chilometri, alla fine ci riesce Firsanov, che se ne va con altri due (poi si aggiungono ulteriori due corridori):

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Firsanov conquista la maglia di leader dei gpm che era l'obiettivo di questa tappa visto che senza velocista non c'erano molte altre possibilità di mettersi in mostra. Nel finale ancora una caduta, stavolta coinvolto Peter Sagan, capoclassifica, che deve rinunciare a fare la volata. Il gruppo si fraziona, davanti rimangono circa in 70, i miei ci sono tutti a parte Preidler. In volata Josè Rojas batte Michel Kreder. Ballan è ventesimo

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La terza tappa è molto più dura, Alessandro Ballan scatta nei primi chilometri e riesce ad andare in fuga. Rujano è molto attento nelle prime posizioni, Brajkovic un po' più indietro. In fuga anche Dumoulin, Longo Borghini, Livramento, Terpstra e Kuschinsky

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Nose si stacca quasi subito, Bagdonas poco più tardi. A metà tappa il gruppo si spezza e davanti rimangono una settantina di corridori, cedono Sagan e Pellizotti. In testa rimangono in tre, Ballan si stacca, come Terpstra e Livramento. Sul penultimo gpm Ballan ritrova il ritmo, riprende i primi e si avvia in discesa con Kuschinsky, Longo Borghini e Dumoulin, ma il gruppo è vicino.

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I quattro vengono ripresi all'inizio della penultima salita (l'ultima non vale come gpm). Il primo scatto è di Sella, gli va dietro Josè Rujano. Si avvantaggiano in 6: De Weert, Sella, Rujano, Wiggins, Hesjedal e Vanendert

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Nel gruppo maglia gialla controlla la Movistar, prima con Konovalovas, poi con Quintana (che stacca praticamente tutti). Dei miei rimangono in gruppo solo Brajkovic e Ballan, che però tra un po' cederà. I sei davanti hanno un minuto e mezzo al gpm. In discesa si forma un gruppetto di 17 corridori all'inseguimento dei primi. Samuel Sanchez riesce a rientrare da solo. Poco più tardi rientrano anche gli altri: 24 uomini al comando.

Tanti scatti, si avvantaggiano in 10: Sanchez S., Sanchez L., Wegmann, Hivert, Valverde, Simon, Betancurt, Rojas, Spilak e Rujano:

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Rujano va in crisi e si stacca sull'ultimo dente, su di lui rientra Van den Broeck. Davanti Luis Leon Sanchez si avvantaggia ai meno quattro e vince in solitaria. Secondo un grande Rojas, poi Betancurt. Rujano è undicesimo, Brajkovic trentaduesimo

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Nell'ultima tappa si decide la classifica generale. Per noi l'obiettivo è risalire un po' sfruttando la lunga salita finale. All'inizio va in fuga Firsanov con altri 5:

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Il gruppo è tirato dall'Acqua e Sapone di Betancur, che evidentemente vuole provare a vincere. I sei cominciano la salita finale con tre minuti di vantaggio e riescono a mantenerli intatti finchè in testa al gruppo non passa Valverde. Tiralongo riesce ad evadere dal gruppo e raggiunge i primi (nel frattempo rimasti in 4, tra cui Firsanov). Rujano è brillante è rimane nel gruppo maglia gialla, Brajkovic invece perde contatto. Firsanov e compagni vengono raggiunti in discesa, ma il russo ha ancora energie e riesce a rimanere in testa al gruppo neutralizzando vari tentativi.

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Rujano ci prova sull'ultimo tratto in salita, ma non riesce ad avvantaggiarsi. Alla fine la tappa si decide allo sprint, con Carlos Betancur che ha la meglio su Julien Simon al fotofinish

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Rujano è ventiduesimo, la classifica generale premia Josè Rojas Gil. Il primo dei miei in classifica è sempre Rujano, ventitreesimo.

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Al Giro della Provincia di Reggio Calabria partecipano in 7, tutti italiani. Esordi per Capecchi, Pozzovivo e Nocentini, ci sono anche Paolini, Moser, Rocchetti e Trentin. L'obiettivo è un successo di tappa, la prima è più adatta visto che è un po' più dura, ma dovremo rendere la corsa molto impegnativa.

In fuga subito Federico Rocchetti, nella prima parte si va molto lenti. Rocchetti conquista i due sprint con abbuoni e arriva ad avere nove minuti di vantaggio. Sulla prima salita il gruppo si spezza, allora si muove anche Rinaldo Nocentini, per provare ad animare la corsa e staccare i velocisti. Per un po' il gruppo non reagisce e Nocentini guadagna due minuti e mezzo, che quando raggiunge Rocchetti sono diventati tre e venti

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In gruppo rimangono in cinquanta, Trentin chiude sugli attacchi di Durasek e Monsalve, ma i due davanti perdono. Nocentini stacca Rocchetti che viene ripreso. Ai meno sedici il fuggitivo ha ancora più di un minuto di vantaggio e dietro solamente Trentin ha lavorato per ricucire sui vari tentativi di allungo, gli altri sono tutti freschi.

A sei chilometri dal traguardo il vantaggio è sceso sotto il minuto ma in gruppo le forze sono poche, tira solamente Giampaolo Caruso, compagno di Kristoff. Ai meno cinque allungo di Zeits, risponde Moser, che poi ha la forza per riprendere anche Durasek. Nocentini vince in solitaria. Dietro Daniele Ratto regola Kristoff. Moser è quinto, Paolini sesto.

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Nella seconda tappa si tratta solo di controllare. Vanno in fuga Monguzzi e Denifl, io faccio un ritmo abbastanza lento con Rocchetti e Trentin e la tappa va avanti così per buona parte. Naturalmente si arriva in volata, con Alexander Kristoff che vince davanti a Daniele Ratto. Paolini è sesto, Moser settimo, Nocentini poco più indietro, la generale è sua.

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Prima di andare al Tour du Haut Var arrivano gli inviti per tutte le classiche dei mesi di marzo e aprile, che è già un'ottima notizia.

In Francia vado con Brandle, Guardini, Lander, Majka, Navardauskas, Nocentini, Preidler e Vrecer. Il capitano naturalmente è Nocentini, Guardini è qui solo per mettere qualche chilometro nelle gambe, Majka e Vrecer cercheranno di inserirsi nelle fughe.

I primi chilometri della prima tappa vengono affrontati ad un'andatura altissima. Il gruppo si spezza in tre parti, riescono ad andare via in quattro: Kadri, Mandri, Vegard Laengen e Failli. Nessuno dei miei. La tappa procede tranquillamente e rientrano tutti. A 60 km dal traguardo, con i 4 davanti, Preidler prova a smuovere un po' le acque. La Katusha chiude dopo pochi chilometri, allora ci provano Marcato Moncoutiè e Bertagnolli. Niente da fare, ma intanto il gruppo inizia a selezionarsi.

Ai meno dieci i 4 vengono ripresi, ci prova Linus Gerdemann, inseguito da SImon, Spilak e Rui Costa. Nocentini capisce che può essere il tentativo buono e si inserisce. Gerdemann rimane davanti, i 4 al suo inseguimento vengono ripresi. Sul muro finale parte lo sprint, con Roux che scatta per primo. Valverde è il più forte, ma riesce a raggiungere Gerdemann solamente sulla linea del traguardo, così la vittoria va al tedesco. Nocentini si pianta ed è trentaduesimo, nel primo gruppo anche Navardauskas e Majka

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Lo stesso giorno della prima tappa dell'Haut Var si corre il Trofeo Laigueglia. Il capitano della mia squadra è Alessandro Ballan, che in passato ha fatto bene su questo traguardo. Presenti anche il campione uscente Moreno Moser, Cesare Benedetti, Federico Rocchetti, Luca Paolini, Eros Capecchi, Matteo Trentin e Antonio Santoro.

Situazione tranquilla con una fuga poco importante. A novanta chilometri dalla conclusione Capecchi si lancia da solo all'inseguimento dei primi. Il gruppo non reagisce e al termine della seconda salita Eros raggiunge i fuggitivi con quasi quattro minuti di vantaggio sul gruppo.

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Sulla terza salita la situazione cambia parzialmente: dal gruppo escono Langeveld, Brutt, Astarloza e Didier. Gli ultimi due riescono a rientrare, gli altri no. Sull'ultima salita quindi sette uomini al comando, poi il gruppo a più di due minuti. I sette vengono ripresi presto e dal gruppo escono Ponzi, Sella, Chalapud e Cataldo, che iniziano la discesa con un po' di margine. si staccano Trentin e Ballan.

Nel gruppo principale rimangono 17 corridori, tra cui Moser e Capecchi. Davanti ai meno quindici ci sono ancora Ponzi e Sella. Ripreso Sella dal gruppo è uscito Filippo Pozzato, che è riuscito a riportarsi su ponzi. Uno scatto di Moser non ha avuto fortuna, le energie ormai erano poche.

Pozzato e Ponzi sono stati ripresi, così la vittoria è stata assegnata in volata. Vittoria piuttosto facile per Pozzato, davanti ad un bravissimo Moreno Moser e a Danilo Di Luca

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La seconda tappa del Tour du Haut Var è la più dura, Nocentini è il capitano della squadra, puntiamo al successo. In fuga va Majka insieme ad altri 5 tra cui Madrazo e Koretzki. Madrazo fa il ritmo, Majka si stacca sull'ultimo gpm di prima categoria e deve rinunciare alla maglia di miglior scalatore. Sulla corsa comincia a piovere.

Con i 5 fuggitivi ancora davanti si muove Navardauskas, seguito e poi staccato da Moncoutiè e Bertagnolli. La corsa esplode ai meno quindici, si muovono un po' tutti, compreso il capoclassifica Gerdemann. Nocentini rimane fermo per un po', si muove solo ai meno cinque, raggiungendo Valverde e Betancur, che erano all'inseguimento di un certo Zimine, uno dei corridori rimasti della fuga iniziale.

Sul muro finale i tre vengono ripresi, scattano Julien Simon e ancora Betancur. Rodriguez li riprende e nel finale li supera

Nocentini arriva tredicesimo, in un gruppetto con Valverde ed è venticinquesimo nella classifica finale. Primo Rodriguez

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