Jump to content
  • Sign Up

Disponibile Pro Cycling Manager 2021

Pro Cycling Manager 2021 e Tour de France 2021sono finalmente disponibili
Leggi di più

Hai già scoperto i nostri tutorial?

Come sottoscrivo una mod su Steam? Come modifico un database? Come posso creare una maglia personalizzata? Per queste ed altre domande visita la nostra sezione tutorial!
Tutorial

Seguici su Discord

Unisciti al server Discord di PCM Italia per rimanere sempre in contatto con noi, parlare di ciclismo e vivere un'esperienza multiplayer ottimale
Unisciti al server

PCM Italia è su Tapatalk

Scarica Tapatalk gratuitamente sul tuo smartphone per consultare in maniera facile e veloce PCM Italia anche da mobile!
Leggi di più

La nostra RECENSIONE di Pro Cycling Manager 2020

Leggi e guarda la nostra recensione di Pro Cycling Manager 2020, a cura di BubbaDJ
Leggi di più

[PCM 2006]Protouristi per caso


Recommended Posts

In quel freddissimo 2 gennaio 2008 due corridori, da poco compagni di squadra, si ritrovarono per allenarsi. Entrambi, mentre pedalavano e parlavano tra loro, stavano pensando la stessa cosa, ossia che erano stati fortunati a trovare un ingaggio per quell'anno. Il primo, velocista estone, era stato scaricato dalla Cofidis nel 2005 ed era stato costretto ad accasarsi per l'anno successivo in una squadra italiana "di brocconi" come velocista principale. Il primo anno era andato malissimo, non aveva mai superato il sesto posto anche quando era in un buon stato di forma. Il suo d.s. glielo disse chiaramente: correrai da noi nel 2007 solo perchè hai firmato un biennale. Il 2007 fu ottimo, se rapportato all'anno prima: oltre a cogliere qualche piazzamento sul podio qua e là, il corridore si era riciclato come uomo del treno per il velocista principale della squadra, Szczawinski, che grazie a lui ottenne due vittorie, fino a quando un infortunio alla Corsa della Pace non lo mise ko da giugno a settembre, e si guadagnò il rinnovo. Il suo compagno di allenamento se la passava decisamente peggio. Veniva da due anni alla Landbouwkrediet-Colnago, in cui il suo miglior piazzamento era stato un settimo posto ottenuto grazie ad una fuga. Tipico passistone belga, se la cavava in volata e anche sul pavè, e quando sentì che una squadra neopromossa nel Pro Tour cercava un corridore per il pavè, possibilmente a poco prezzo, accettò immediatamente.

p.s. il primo messaggio è noioso ma il bello viene poi

Link to comment
Share on other sites

Guest gibo (un uomo un mito)
In quel freddissimo 2 gennaio 2008 due corridori, da poco compagni di squadra, si ritrovarono per allenarsi. Entrambi, mentre pedalavano e parlavano tra loro, stavano pensando la stessa cosa, ossia che erano stati fortunati a trovare un ingaggio per quell'anno. Il primo, velocista estone, era stato scaricato dalla Cofidis nel 2005 ed era stato costretto ad accasarsi per l'anno successivo in una squadra italiana "di brocconi" come velocista principale. Il primo anno era andato malissimo, non aveva mai superato il sesto posto anche quando era in un buon stato di forma. Il suo d.s. glielo disse chiaramente: correrai da noi nel 2007 solo perchè hai firmato un biennale. Il 2007 fu ottimo, se rapportato all'anno prima: oltre a cogliere qualche piazzamento sul podio qua e là, il corridore si era riciclato come uomo del treno per il velocista principale della squadra, Szczawinski, che grazie a lui ottenne due vittorie, fino a quando un infortunio alla Corsa della Pace non lo mise ko da giugno a settembre, e si guadagnò il rinnovo. Il suo compagno di allenamento se la passava decisamente peggio. Veniva da due anni alla Landbouwkrediet-Colnago, in cui il suo miglior piazzamento era stato un settimo posto ottenuto grazie ad una fuga. Tipico passistone belga, se la cavava in volata e anche sul pavè, e quando sentì che una squadra neopromossa nel Pro Tour cercava un corridore per il pavè, possibilmente a poco prezzo, accettò immediatamente.

p.s. il primo messaggio è noioso ma il bello viene poi

bella storia :thumbup:

Link to comment
Share on other sites

La loro volontà di riscossa si conciliava benissimo con la volontà di far bene del loro direttore sportivo. Robert Marconato, nato in una cittadina non specificata del Veneto nel 1977 ma cresciuto nella verde isola, si considerava italiano e irlandese "al 50-50" ed era uno dei pochi irlandesi del mondo del ciclismo a non provenire dall'Eire come i vari Kelly e Roche. Cresciuto in un quartiere nazionalista e cattolico della capitale nordirlandese, Belfast, era arrivato al ciclismo quasi per caso, alla tarda età di 18 anni, dopo aver giocato a calcio per 9 anni nella locale squadra del Cliftonville. Di quel periodo ricordava una finale giovanile persa col Glentoran, dopo aver eliminato gli odiati rivali del Linfield (una sorta di Rangers belfastiani) e la squadra giovanile della RUC, la temibile polizia nordirlandese.

Successivamente passò al ciclismo, prima come junior e poi come elite. Racconto quasi comico, dato che una delle sue squadre aveva una maglia rossa-blu-verde, era riservata a gallesi, scozzesi e irlandesi e aveva come motto "Fermiamo questo scempio. Diamo all'Inghilterra la possibilità di partecipare alle Olimpiadi di calcio". Qualche anno dopo aveva smesso per scarsità di risultati e quando alla fine del 2005 uomini della Ceramica Flaminia erano arrivati in Scozia per cercare di far firmare David Millar, al rientro dalla squalifica (obiettivo quasi impossibile per l'elevato stipendio) avevano trovato lui, di ritorno dall'Old Firm ebbro sia per la vittoria del Celtic sui Rangers, sia per un pò di Kilkenny trincata prima della partita e che cominciava a dare il suo effetto. Fortunatamente il tasso alcolico non superava il 4% e così Robert fu abbastanza lucido per discutere di ciclismo con gli uomini Flaminia, dire che era un direttore sportivo, che alla squadra italiana mancava, e firmare il contratto. Appena visto il roster della squadra Marconato meditò di tornare a Belfast, a dare una mano al suo Cliftonville, ma con un terzetto di acquisti, ossia Bayarri, Bridge e Tombak, si risolse quasi tutto.

Il primo anno fu problematico, solo una vittoria e per di più in un campionato nazionale di dubbio valore (Polonia), mentre nel secondo arrivò una valanga di vittorie, ben 13, ma con un altro "problema": la promozione in Pro Tour, che obbligava il veneto di Belfast a rinforzare pesantemente la squadra.

p.s. cercate di indovinare chi è il secondo ciclista anche se è molto difficile

Link to comment
Share on other sites

Nel biennio 2006-2007 erano successe parecchie cose, il ciclismo, sia nel movimento italiano sia in quello internazionale, sembrava essersi "democratizzato". Non c'era un autentico dominatore, né a livello nazionale né a livello mondiale (se escludiamo Valverde nelle classiche collinari); le squadre si equivalevano un pò tutte, team come la Liberty e la Caisse d'Epargne si erano rinforzate sul pavè ma avevano perso molta forza in salita, al contrario la Quick Step e la Lotto sembravano aver perso la supremazia al nord, così come l'ormai ex-fortissima T-Mobile aveva perso molti corridori forti. Nel 2006 il Giro d'Italia era andato a Damiano Cunego e un monotono Tour de France a Jan Ullrich, mentre il mondiale aveva premiato una fuga a 5 con Joaquin Rodriguez che aveva fregato l'azzurro Celestino in volata. Il 2007 era stato altamente spettacolare, sia per i colori Flaminia sia in generale, con un duello al Giro fra Cunego e Di Luca vinto dal veronese, il vecchio Van Petegem che a 37 anni conquistò il Fiandre, mentre al Tour il duello fu tra Basso e Vinokourov, con l'italiano vincitore per 1'03". Al mondiale Rodriguez e Celestino, riconfermati capitani, furono battuti da uno straripante Patrick Sinkewitz (79 in collina) finendo così 2° e 3°. Pur con queste premesse, Marconato si trovò davanti a un problema grosso: rimanere in Pro Tour, senza sfondare il budget di 3,5 mln, con questa squadra:

apag6x.png

A preoccuparlo non erano tanto le classiche collinari, poichè aveva Bridge e Vicioso a disposizione più alcuni buoni gregari, né le volate dato che Markov teneva bene sul passo e in salita, e neanche il pavè, che non era fra gli obiettivi della squadra (era messo comunque meglio di altri team come Saunier Duval, Bouygues e, incredibile ma vero, Rabobank). Lo preoccupavano mediamente le cronometro, anche se aveva comunque qualche buon elemento come De Kort e Varini, ma il vero guaio era la montagna. Volodimir Gustov era stato l'unico corridore in scadenza ad accettare l'offerta Flaminia, non era certo un brocco, si difendeva bene anche a cronometro, e Marconato pensava di fargli fare Giro e Vuelta, ma dubitava che i soli Facci e Bayarri sarebbero bastati per aiutarlo, data la difficoltà dei percorsi. La sua squadra era arrivata nel Pro Tour quasi per caso, ora toccava ai ragazzi dimostrare di aver meritato questa promozione.

Link to comment
Share on other sites

Dopo un breve stage a La Londe, in Francia, la prima corsa fu il campionato australiano in linea. L'unico a partecipare per la Flaminia era Bridge, campione uscente nel 2007 quando vinse una volata ristretta. La tattica era sempre quella di attaccare, visto che la bassa partecipazione avrebbe impedito a una singola squadra di tirare per riprendere i fuggitivi. E così a 5 giri dalla fine Bridge attaccò in un tratto di pianura.

dopeom.png

Altri corridori partirono assieme a lui, tra di essi Bradley McGee, che si era trasferito alla Cofidis, e Cadel Evans, il leader per le corse a tappe della Credit Agricole.

16tbhf.png

Quasi subito si vide che McGee e Day in salita non andavano, e dopo meno di un giro Bridge ed Evans si ritrovarono soli in testa.

1hrtyd.png

Bridge era favorito, essendo più forte di Evans allo sprint, ma fu costretto a lanciare la volata dalla testa, perdendo un pò del vantaggio che aveva.

24gvgav.png

Probabilmente il fatto di essersi risparmiato, rallentando prima della volata, aiutò molto Bridge, che raccolse il suo quinto successo in due anni e la maglia biancogialloverde di campione australiano precedendo Evans e McGee.

qo80f8.png

Gli uomini Flaminia erano ora attesi dal Tour Down Under, prima gara del circuito Continental, in cui Marconato avrebbe portato un paio di neoprofessionisti per fare esperienza.

p.s: Scoponi è creato dal gioco, come pure "Nunziante" Cigolini, ma la perla di quell'edizione era "Alessandra Maglio" :mrgreen:

Link to comment
Share on other sites

Guest gibo (un uomo un mito)
Dopo un breve stage a La Londe, in Francia, la prima corsa fu il campionato australiano in linea. L'unico a partecipare per la Flaminia era Bridge, campione uscente nel 2007 quando vinse una volata ristretta. La tattica era sempre quella di attaccare, visto che la bassa partecipazione avrebbe impedito a una singola squadra di tirare per riprendere i fuggitivi. E così a 5 giri dalla fine Bridge attaccò in un tratto di pianura.

dopeom.png

Altri corridori partirono assieme a lui, tra di essi Bradley McGee, che si era trasferito alla Cofidis, e Cadel Evans, il leader per le corse a tappe della Credit Agricole.

16tbhf.png

Quasi subito si vide che McGee e Day in salita non andavano, e dopo meno di un giro Bridge ed Evans si ritrovarono soli in testa.

1hrtyd.png

Bridge era favorito, essendo più forte di Evans allo sprint, ma fu costretto a lanciare la volata dalla testa, perdendo un pò del vantaggio che aveva.

24gvgav.png

Probabilmente il fatto di essersi risparmiato, rallentando prima della volata, aiutò molto Bridge, che raccolse il suo quinto successo in due anni e la maglia biancogialloverde di campione australiano precedendo Evans e McGee.

qo80f8.png

Gli uomini Flaminia erano ora attesi dal Tour Down Under, prima gara del circuito Continental, in cui Marconato avrebbe portato un paio di neoprofessionisti per fare esperienza.

p.s: Scoponi è creato dal gioco, come pure "Nunziante" Cigolini, ma la perla di quell'edizione era "Alessandra Maglio" :mrgreen:

si! bela vittoria :woohoo:

Link to comment
Share on other sites

Al Tour Down Under non andò molto bene in fatto di risultati, ma il d.s. della Flaminia non se ne preoccupava, dato che la squadra portata era ricca di seconde linee e mancavano tutti i leader. Ebbe alcuni segnali positivi, come il 9°posto di Bayarri, ottenuto senza attaccare e semplicemente andando con il proprio passo sull'unica salita un pò difficile, nella penultima tappa, la buona tenuta e la freschezza di Lastras a cui per poco non era riuscito il colpaccio in una tappa di pianura, e i tre giorni in maglia rossa (leader degli scalatori) di Kilikevich, segno che il ragazzo stava venendo su bene, anche se soffriva molto in pianura. Negli allenamenti molti suoi corridori miglioravano nelle caratteristiche.

Link to comment
Share on other sites

Hai letto bene... quando ho cominciato la carriera ho usato il database originale della patch, e quando mi sono accorto avevo già fatto un paio di acquisti, anche se ho sostituito l'orrenda divisa della "Lost Channel" (con i colori scambiati e il disegno del 2005) con una creata da me

Link to comment
Share on other sites

Hai letto bene... quando ho cominciato la carriera ho usato il database originale della patch, e quando mi sono accorto avevo già fatto un paio di acquisti, anche se ho sostituito l'orrenda divisa della "Lost Channel" (con i colori scambiati e il disegno del 2005) con una creata da me

se può esserti utile...

dismaillot.jpg

e se ti serve qualche altra divisa chiedi pure :rolleyes:

Link to comment
Share on other sites

Nella corsa successiva, il Challenge Mallorca, le cose andarono meglio rispetto al Down Under. Nella prima tappa, una passerella di 84 km sul lungomare paragonabile all'ultima tappa della corsa australiana, ci fu una fuga a 8 con Koen De Kort in prima linea.

o9h10x.png

Ripresa la fuga, verso i -15, si preparava la volata. Un Markov piuttosto stanco, visto che il corridore che avrebbe dovuto proteggerlo, De Groot, era caduto (senza conseguenze) si piazzò dietro al velocista della Valenciana, Napolitano.

sv00uu.png

Napolitano si piantò leggermente e Markov, cercando di uscire, fu risucchiato. Vittoria a Oscar Freire su Clerc.

vgsdx0.png

La seconda tappa andò ancora peggio, il velocista russo finì addirittura 9° anche perchè De Kort, che avrebbe dovuto lanciare il tentativo di treno della Flaminia, rallentò nel momento in cui gli altri partivano, costringendo Tombak (il terzo del treno) a uscire subito e Markov a partire da lontanissimo. Nella terza tappa, collinare, sulla salita finale Gustov e Bridge non risposero agli attacchi e preferirono salire con il loro passo. Sbagliando, dato che arrivarono entrambi a oltre 1'.

166ysl3.png

Ora la squadra era attesa da due tappe collinari, che non avrebbero fatto molta selezione, con arrivo in discesa.

Link to comment
Share on other sites

ho anche questa...

dismaillot2.jpg

...entrambe modificate in contrasto e nitidezza da me... :mrgreen:

Diciamo che la mia maglia è un pò una fusione di tutte le maglie Discovery, dato che è nera, con il logo Discovery orizzontale, fasce azzurre sui lati e un'aggiunta mia, ossia il logo della Us Postal sui calzoncini

Link to comment
Share on other sites

Nella quarta tappa del Challenge Marconato ricevette segnali molto positivi dalla squadra. Facci e Gustov si stavano rivelando acquisti giusti, almeno per quanto riguarda le gare collinari, nonostante Facci fosse debole in pianura. All'inizio della gara partì la classica fuga di 12 ciclisti tra cui Pecharroman, Glomser, Beltran. Sull'ultima salita rimasero in 4: Pecharroman della Valenciana, Mazur della Saunier Duval, Glomser della Vorarlberg e il bulgaro Petrov della Milaneza.

9kox6t.png

La salita terminava a 17 km dalla fine, ed era seguita da una discesa di 14 km. Ai -12 attaccò il campione australiano Bridge.

mr4tqa.png

Il gruppo, pur tirato a tutta velocità da Rabobank ed Euskaltel, non riuscì a riprendere i fuggitivi. In volata a spuntarla fu lo spagnolo Pecharroman davanti a Petrov, solo terzo Glomser, che sulla carta era il più veloce del gruppetto.

2415mhg.png

Bridge riuscì ad anticipare il gruppo della maglia gialla Mayo, seppure di pochi secondi. Riuscì a guadagnare 19''.

2r4qt86.png

Bridge superò in classifica Hincapie e Mancebo, portandosi all'11°posto, nell'ultima tappa sarebbe stato molto difficile guadagnare altre posizioni, anche perchè l'ultima salita era molto più leggera di quella della quarta tappa, e anche la discesa non superava mai il 4%. Il rischio era quello di saltare, anche se il Bridge di oggi avrebbe potuto guadagnare altri 30".

20kpx09.png

Link to comment
Share on other sites

Nell'ultima tappa non c'erano grosse possibilità di recuperare. Partì una fuga con protagonisti Voigt, nel frattempo passato alla Phonak, e Pecharroman, che non contento della vittoria del giorno prima voleva anche la maglia rossa di miglior scalatore. Riuscì nel suo intento, ma non riuscì a rispondere allo scatto del tedesco avvenuto ai 37 dal termine.

jtmdtd.jpg

La Flaminia non riuscì a imporre la propria tattica, dal momento che il Bridge odierno non era quello di ieri. A tentare ugualmente la pazzia, conscio che sarebbe stato impossibile riprendere Voigt, forse anche Pecharroman, e guadagnare secondi, fu l'ucraino Volodimir Gustov.

sc9sfk.png

Per la vittoria di tappa non ci furono problemi per Jens Voigt, alla prima vittoria stagionale, sempre in attacco anche a 37 anni.

2nslv00.png

Gustov terminò terzo, riuscì a riprendere Pecharroman, ma senza guadagnare secondi sul gruppo, e con l'abbuono tolse l'undicesima piazza a Bridge.

11j5g8z.png

Dopo l'ottavo posto di Andrea Pagoto al Laigueglia la Ceramica Flaminia partì, per la prima volta nella storia della squadra, verso il continente americano, destinazione Giro di California.

Link to comment
Share on other sites

Il resto del mese di febbraio trascorse con alcuni piazzamenti da parte dei corridori Flaminia come un secondo e un terzo posto di Markov al Giro di California dietro a un incredibile Rigotto (80 in volata) al quale bastava partire dalla prima piazza per vincere le volate. Al Gp di Lugano, prima "vera" gara collinare della stagione con un roster buono (Pineau, Fothen, Rast, Bertagnolli, Fedrigo alcuni dei nomi) Bridge terminò 4°, secondo del gruppo, facendo felice lo sponsor. La vittoria andò a Fothen, ora Marconato & friends erano attesi dalla prima gara della stagione Pro Tour, la prima gara in cui avrebbero dovuto dare il 120% per rimanere nella massima divisione ciclistica.

Link to comment
Share on other sites

Il resto del mese di febbraio trascorse con alcuni piazzamenti da parte dei corridori Flaminia come un secondo e un terzo posto di Markov al Giro di California dietro a un incredibile Rigotto (80 in volata) al quale bastava partire dalla prima piazza per vincere le volate. Al Gp di Lugano, prima "vera" gara collinare della stagione con un roster buono (Pineau, Fothen, Rast, Bertagnolli, Fedrigo alcuni dei nomi) Bridge terminò 4°, secondo del gruppo, facendo felice lo sponsor. La vittoria andò a Fothen, ora Marconato & friends erano attesi dalla prima gara della stagione Pro Tour, la prima gara in cui avrebbero dovuto dare il 120% per rimanere nella massima divisione ciclistica.

Perchè, Chiasso? :rolleyes: E anche il Tour de Var...

Link to comment
Share on other sites

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now
  • Recently Browsing   0 members

    • No registered users viewing this page.


×
×
  • Create New...