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Disponibile Pro Cycling Manager 2021

Pro Cycling Manager 2021 e Tour de France 2021sono finalmente disponibili
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Dal Meridione sognando il pro tour


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Ciao a tutti. Ho cominciato questa carriera nel periodo di inattività del forum, sono al secondo anno. Faccio una breve cronistoria, poi se vi interessa cerco di postare (quando ho tempo, magari potessi giocare tutto il giorno..)

Ho creato una squadra personalizzata, chiamandola col nome antico del mio paese, ovvero Reghinna Major (vivo a Maiori, in Costiera Amalfitana). Non so fare kit, quindi utilizzo una divisa standard. Ho scelto un budget da normale squadra continental, quindi non ho potuto permettermi grandi nomi. Il capitano per le corse a tappe è Mauricio Soler, forte in salita, fermo a cronometro. Poi C.Sutton per le volate, Sioutsu per le corse vallonate, Bono gragario di montagna, Coppel e Bovay per le crono. Ingaggio anche Totò Commesso, che fa il gregario di lusso, insieme ad una schiera di giovani che portano le borracce e all'americano Louder, un lottatore, uomo da fuga in grado anche di tirare il gruppo, se serve.

L'esordio è subito positivo, vinco i campionati australiani per distacco con Sutton. Parto bene anche nelle corse minori, strappando piazzamenti col velocista australiano e con Sioutsu. Faccio la presenza alla Sanremo, dove ottengo un venticinquesimo posto con Sutton, e corro un'ottima Tirreno, dove vinco due tappe con Commesso e mi piazzo in diverse volate con Sutton. Ad aprile sono primo nel continental, l'invito al giro non me lo leva nessuno.

Questo è l'inizio, se siete interessati, vi racconto tutto il primo anno. Purtroppo non posso postare screen.

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Giro D'Italia

Giro del centenario. Ci presentiamo con Soler leader e Sutton per le volate (scelta sbagliatissima, sutton non prenderà mai mezza volata davanti e si ritererà sul monte petrano dove prende oltre un'ora). Alla crono a squadre siamo penultimi, davanti all'Euskadi che al giro ci viene per guardarsi il panorama (quest'anno si passava per la mia splendida Costiera, del resto). Le tappe dure arrivano subito. Pellizzotti, già dilagante al trentino, non ci mette molto a sfilare la maglia rosa a Cunego, conquistata in una splendida crono della Lampre. A San Martino di Castrozza Soler è l'ultimo a mollare la ruota di Pellizzotti, che sembra salire in moto. A Bergamo, tappa vallonata, Soler prende due minuti. Decido, a quel punto, di dedicarmi anche ai gpm, visto che avevo già accumulato diversi minuti. Ne prendo due e trenta dagli specialisti (tutto sommato discreto) alle cinque terre, poi tappe di trasferimento (alla tredicesima trionfa il mio Coppel). Arriva il monte Petrano. Tutti cominciano a dare segni di cedimento. Tranne uno, Pellizzotti, che mi batte in volata. Anche Cunego attardato. E poi Blockhouse. Basso si sta riprendendo (Giro corso da gregario, per lui ci sarà il Tour). Qui scoppiano i vari Di Luca, Nocentini, Colom, Pereiro e Barredo. Ai -3 siamo solo io e Pellizzotti. Basso rientra e prova lo scatto, ma sbaglia. Contrattacco, il varesino è alla frutta, Pellizzotti accusa il colpo di una salita fatta a scatti per tentare di seminarmi. Sono solo. I due Liquigas salgono del loro passo, io vinco in solitaria. Si riaprono i giochi. Balzo al quarto posto, a meno di trenta secondi da Barredo, terzo, e con qualche spicciolo su Pereiro, andato in difficoltà. C'è ancora il Vesuvio. Vorrei far notare che già in questa tappa ho 15 minuti di ritardo, Cunego, secondo, ne ha circa 5. Mi sa che Pellizzotti ha preso qualcosa, perchè sembra un mostro. Al Vesuvio le energie sono al lumicino per tutti. Provo ad attaccare quando il gruppo dei migliori si sgrana. Vado a tutta, con Pellizzotti e Basso dietro. Barredo e Colom si staccano, Pereiro e Di Luca vanno in crisi nera, Cunego tiene, tanto il secondo posto non glielo leva nessuno. Ad un Km e mezzo parte il duo liquigas, Soler è alla frutta, preferisco non rispondere. Al traguardo guadagno una quarantina di secondi, sono terzo, ad un quarto d'ora dal leader e con pochi secondi su Barredo, Colom a circa un minuto.

Cronometro di Roma corsa con la forza della disperazione. non basta. Devo far spazio a Barredo e Colom, finisco il giro quinto, con una vittoria di prestigio ed un'altra con Coppel, con la maglia verde sulle spalle di soler. Pellizzotti dominatore, vince anche la ciclamino...

Come valutate il mio giro?

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Bene allora proseguo a raccontare. Il grande giro mi vale l'invito, del tutto inatteso, al tour. Mi presento con la squadra pressochè identica (i ciclisti quelli sono), dopo diversi stage e poche corse, per non spremerci troppo. Soler nel frattempo è diventato campione colombiano, infliggendo minuti a tutti nella prova in linea.

Il Tour non è il giro. Le salite non si addicono per niente a Soler, scalatore puro. Inoltre fatico anche ad entrare nelle fughe con gli altri ciclisti. A cronometro come sempre volano i minuti, e al primo arrivo in quota, ad Andorra, se non erro, capisco che per soler sarà difficile entrare anche nei primi dieci. Cambio dunque obiettivo, concentrandomi sulla maglia a pois. Non attacco da lontano, perchè sono abbastanza controllato, ma cerco sempre di vincere i gpm. Cosa che mi riesce. Il testa a testa è con Evans. In una delle ultime tappe vado in crisi, perdo sei minuti e l'australiano mi sfila la maglia. Arriva la tappa del Ventoux. Contador ha ormai vinto ma non capisco il folle inseguimento che fanno al mio soler, che scatta sulla prima salita. Dopo diversi tentativi si convincono a lasciarmi un paio di minuti,quel tanto che basta per aggiudicarmi tutti gli sprint in quota. Ai piedi del ventoux Soler è sfinito, ma ormai il risultato è raggiunto. A Parigi c'è spazio anche per il campione colombiano, miglior scalatore del Tour stravinto da Contador.

Partecipare al tour è stato un grosso errore per due motivi: in primis, a parte Soler, nessuno era adeguato a correre questa corsa, anche perchè la maggior parte di loro partiva con diversi giorni di gare. In secondo luogo, non ho potuto prendere parte alle tante gare continental, cosa che mi è costata cara, perchè parecchie formazioni mi hanno superato in classifica impedendomi di entrare nel pro tour. Corro il giro di Danimarca che vinco con l'ottimo Coppel, bravo nel distanziare tutti a cronometro. Provo a vincere il giro del Portogallo con Soler che, però, stanchissimo, cede in una tappa ai danni di Pozzovivo e Niemec. La vittoria va a quest'ultimo, che stacca tutti a cronometro.

Corro poche gare per via della condizione che manca. Ai mondiali di Mendrisio alleno l'Italia. Punto tutto su Ballan, Pellizzotti e Cunego (non convoco Di Luca per ripicca). Solo il Delfino di Bibione tiene sul percorso durissimo, ma a sorpresa la spunta Kirchen, con Pellizzotti (abile a staccare Valverde e compagnia) in rimonta, ma secondo.

Questo è quanto accaduto il primo anno.

Che ne dite?

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Dico solo una cosa

Provo a vincere il giro del Portogallo con Soler che, però, stanchissimo, cede in una tappa ai danni di Pozzovivo e Niemec. La vittoria va a quest'ultimo, che stacca tutti a cronometro

:woohoo::woohoo:

A parte gli scherzi, comunque buona la vittoria della maglia di miglior scalatore al tour :thumbup:

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Calcoliamo che sono nuovo del gioco, già dal secondo anno ho saputo correre meglio. Grande campagna acquisti. Arrivano Visconti, Gasparotto, Rujano, Paredes Reverter, Day, Roberts e Carrara. Obiettivo primario: vincere il giro

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