Ottobre 2009
Canada! Un posto stupendo. Fresco, spazi aperti e città stupende, forse un po' affollate, ma stupende. Le mie giornate trascorrevano dolci e liete. A poco a poco la bicicletta prese il posto della corsa a piedi: era troppo bello vivere all'aria aperta, visitare luoghi nuovi e stare ore e ore con il vento fra i capelli. La corsa sì, mi piaceva, ma era troppo confinata in spazi chiusi, recintati. Il mondo non poteva essere osservato in quella gabbia. E un giorno, proprio in una di queste uscite, incappando in un gruppo di ciclisti, accettai una sfida, su una salita. La vinsi, anzi stravinsi. Quei ciclisti mi chiesero chi fossi e da dove provenissi. Non credevano ai loro occhi: un giovane di 18 anni, venuto dall'Italia, patria della pizza e dei mafiosi, aveva intrigato quei cicloamatori così come una danzatrice incanta il suo pubblico. E fra essi, un signore robusto con un completino monomarca mi si avvicinò e iniziammo a parlare. Dopo poco scoprì che era Mr.Dorel, padrone della Cannondale.