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sateo

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Tutti i contenuti di sateo

  1. Sicuramente non la perderò...su Rai Sport Satellite dalle 15:00!!!
  2. Beh...Steve...avevi appena promesso di non rincominciare ad insultare e provocare!!!
  3. sateo

    Giro del Trentino 2006

    Tutto sul minigiro nella zone delle Dolomiti: corsa altamente spettacolare che vedrà il primo duello Cunego - Simoni con Rujano pronto ad approfittarne. Tutto sulla corsa qui: "]http://www.cicloweb.it/SchedeCorse/2006/06...6tren1.html
  4. Ci sarà anche Ivan Basso.
  5. URGE INTERVENTO DEI MODERATORI...Ragazzi ma non vi vergognate ad insultarvi...stiamo parlando di qualcosa di serio: IL FUTURO DEL NOSTRO PAESE...se non siete capaci di controllarvi non entrate neanche in questo topic!!! SCUSATE LO SFOGO...MA ERA NECESSARIO!!!
  6. Bravo Jussi!!! Però come organico la Liquigas ha più alternative, mentre la Lampre è tutta attorno a Cunego, apparte Ballan che sta facendo una grande stagione ed è 2° nel Pro Tour.
  7. Le pagelle della Amstel Team Csc - 9 La Csc è partita più piano rispetto al 2004 di Jaksche e al 2005 di Julich e Voigt, ma ora è partita davvero, eccome se è partita: Cancellara a Roubaix, Sastre ad Amorebieta ed ora il lussemburghese a Valkenburg hanno dato il giro di chiave al potente motore della fuoriserie di Riis, già punzecchiato da un Basso eccellente al Critérium International. E dire che gli infortuni di Andy Schleck, di Bak, di O'Grady e di Breschel avrebbero abbattuto un plotone militare, figuarsi una squadra di ciclismo. Ora lo stesso Basso si riaffaccerà tra Huy ed Ans prima del Giro d'Italia, mentre oggi il prezioso lavoro di Kroon ha prima scremato il gruppo sull'Eyserbosweg, poi quando è partito Frank ha tamponato, controllato e tenuto a bada gli inseguitori. Well done! Schleck F. - 9 Ottima progressione che ha sfiancato il pur bravo Sinkewitz nel tentativo di accodarsi, invano. Determinato il passista lussemburghese che non ha mai fatto trapelare la minima intenzione di voltarsi e di verificare cosa stesse accadendo alle proprie spalle. Ha fatto il vuoto oggi, Frank, e dopo il bellissimo 2005 ed un 2006 iniziato tra alti e bassi (5° alla Parigi-Nizza, bravo a Sanremo, sfortunato protagonista di una caduta al País Vasco) ha brindato al primo successo, e che successo!, con birra e lacrime. Sapore amaro al gusto, forse, ma dolcissimo per tutti gli altri sensi. Wesemann - 9 Non sempre il secondo è il primo dei battuti, e non sempre è meno bravo del primo. Oggi lo svizzero (ma vinse il Fiandre battendo bandiera germanica) Steffen è stato semplicemente più sfortunato di Schleck, e - ahilui - ha la sfortuna di correre in una corazzata (Paolo Villaggio l'accosterebbe alla Potëmkin, accompagnando il tutto da un paio d'aggettivi non proprio complimentosi) che perde pezzi, e occasioni, in tutti i modi ipotizzabili. Ha saltato il "suo" Fiandre per infortunio, ma l'abbiamo visto davanti sia alla Roubaix sia con lo splendido piazzamento di oggi: fuga, lavoro per Ivanov, ancora un tentativo, 2° posto sul Cauberg. Bravo. Rebellin - 8 McEwen le aveva incrinate, e in via Roma arrivò con una vagonata di minuti da Pozzato sul groppone; Davide, che le Ardenne le ama come alcune tra le cose più preziose, oggi ha corso con una costola fratturata. Sì, fratturata. Ed è arrivato 6°, patendo soltanto un po' il ritmo dell'ottimo Kroon sull'Eyserboweg e rientrando sui migliori in discesa, con Wegmann. Non ha dato cambi, non gli spettava: oggi gli spettano soltanto i nostri più sinceri applausi non solo per il piazzamento finale, ottimo se arrivato anche al 100%, ma soprattutto per la voglia di esserci, per la sofferenza di saper lottare in ogni condizione e perché, vivaddio!, il ciclismo ha forse chiuso con i finti certificati. Davide corre anche con le costole fratturate: giovani, prendete esempio. Boogerd - 7,5 Ieri, solo ieri, il ciclismo ha festeggiato il compleanno di "PouPou" Poulidor, il francese che correva quando Anquetil prima e Merckx poi monopolizzavano le corse. I francesi lo amavano perché lottava sempre, nonostante spesso arrivasse secondo (anche se ha il palmares del campione che effettivamente era). Oggi Michael è arrivato 3°, con le braccia e il capo ciondolanti e intenti quasi a chiedere scusa al pubblico olandese, e già finì 2° nel 2005, nel 2004 e nel 2003, ancora 3° nel 2002. Fortuna che una volta, almeno, l'ha vinta. L'Olanda ama il suo "BouBou". Kroon - 7 Ha promosso la fuga decisiva, scongiurando per l'ennesima volta in troppi pochi anni il gruppo più o meno compatto ai piedi del Cauberg. Ha scelto la "bartoliana" salita dell'antenna Eyserboweg per accelerare, ed è stata un'azione che ha fatto male a molti. Poi il lavoro di copertura per Schleck è stato encomiabile ed il 4° posto finale è anche una grossa soddisfazione per un olandese. Bettini - 7 Ha dimostrato di esserci, è rimasto un po' vuoto sul Cauberg, ma probabilmente avrà pagato lo sforzo per riprendere Wesemann prima del Keutenberg e quando ha visto che il gruppo aveva desistito dall'inseguire il lussemburghese della Csc, e poi anche lo svizzero della T-Mobile, avrà preservato qualche energia per mercoledì, anche se il suo obiettivo dichiarato è la Doyenne, già vinta due volte, domenica prossima. Ballan - 6,5 Peccato per l'11° posto, un punto nel Pro Tour se lo sarebbe meritato questo lungagnone veneto che sembra non conoscere fatica. In realtà la fatica l'ha patita, perché altrimenti quelli davanti non gli sarebbero scappati. Onore alla volontà di Ballan, comunque, che - lo ricordiamo per i distratti - è dal 14 febbraio (vinse il Laigueglia) che è nelle primissime posizioni in ogni ordine d'arrivo (han fatto eccezione la Tre Giorni di La Panne e la Gand-Wevelgem). Alla fine ha addirittura accennato ad una probabile partecipazione alla Liegi: sarebbe una scelta coraggiosa che col cuore appoggiamo, ma che con la testa ci sentiamo di sconsigliare. La stagione è lunga, Ale, e dopo il Tour ci sono un sacco di belle classiche. Albasini e Thjis - 6 Partono in fuga al km 5, con Moreau e Schmitz, e sono gli ultimi ad arrendersi al ritorno del plotone. Coraggiosi, bravissimi e - da noi - sempre applauditi gli attaccanti di giornata. Freire - 5,5 Pensavamo francamente potesse essere uno dei più seri candidati alla vittoria finale, ma evidentemente il fascino che questa corsa suscita ad un olandese è ben maggiore rispetto a quanto possa accadere ad uno spagnolo. E poi Boogerd era assolutamente in palla, il gruppetto con lo spagnolo di Torrelavega è arrivato vicinissimo al gruppo che si è giocato la corsa, ma non ce l'ha fatta. Ha comunque concluso nei 20, probabilmente la scarsa attività dell'anno scorso lo fa ancora un po' patire sulle lunghe distanze. La Freccia è più corta di una cinquantina di km, chissà... Garzelli e Paolini - 5 Il primo può essere anche parzialmente scusato, aspettando le prossime corse di mercoledì e domenica. Il comasco invece manca clamorosamente, eppure era piazzato benissimo nel momento dell'allungo di Kroon. Il Nord del team di Amadio è iniziato malissimo con l'infortunio di Backstedt, il reindirizzo di Danilo Di Luca finora non sta trovando riscontri nel resto del team. Si attendono Freccia e Liegi, si attendono Garzelli e Di Luca. Nel caso di nuova impasse, diano spazio a Nibali, almeno è capace di farci saltare dalla poltrona! Valverde - 4,5 Eh no, queste corse (ancora?) non le sente. Difetta di cattiveria e di visione di corsa. Spiace perché è un corridore potenzialmente in grado di vincere ogni classica, se solo ci provasse con determinazione. È ancora giovane, per carità, ma le classiche le stanno vincendo i corridori classe '80 come lui (Boonen e Schleck) o addirittura '81 (Pozzato e Cancellara), quindi ci vuole una svegliata, e di corsa, perché se si vince solo in Spagna (e neanche le corse più importanti) e in qualche tappa in Francia (Parigi-Nizza e Tour de France 2005) evidentemente c'è qualcosa che non va. Sinkewitz - 4,5 Sarà stato stanco perché accodarsi al gruppetto di Kroon non è stato semplice e quel Leukemans davanti col cambio che non andava non era certo ciò che ci voleva, sotto sforzo. Però una volta nel drappello dei migliori si fa vedere pochissime volte davanti, e i più si aspettano uno scatto. Invece gli parte un paio di posizioni più avanti Schleck, e il giovanotto già 4° al País Vasco prova a seguirlo: venti metri che diventano venticinque, poi trenta, poi quaranta, poi si rialza. E nemmeno aiuta Wesemann, Bettini e Martín Perdiguero, i più attivi nell'inseguimento all'uomo di Riis. Ciononostante, all'arrivo si piazza 5°. Chi gli ha insegnato a dosare le energie? T-Mobile - 4 "Ci sono un tedesco, un russo ed uno svizzero in bicicletta. Lo svizzero scatta, e viene ripreso; lo stesso lavora per i capitani, ma un avversario gli scatta in faccia; il tedesco, nel frattempo, prova ad accodarsi all'avversario, ma non ce la fa; e allora ancora lo svizzero si rimette a lavorare...". Li salva solo Wesemann. È vero, sembra una barzelletta. Sembra? (cicloweb)
  8. AMSTEL GOLD RACE - 253.1 km 1 Frank Schleck Lussemburgo Team Csc 6h25'39" 2 Steffen Wesemann Svizzera T-Mobile Team a 22" 3 Michael Boogerd Olanda Rabobank a 46" 4 Karsten Kroon Olanda Team Csc a 48" 5 Patrick Sinkewitz Germania T-Mobile Team a 48" 6 Davide Rebellin Italia Gerolsteiner a 48" 7 Miguel Angel Martín Perdiguero Spagna Phonak Hearing Systems a 48" 8 Paolo Bettini Italia Quick Step - Innergetic a 53" 9 Stefan Schumacher Germania Gerolsteiner a 57" 10 Serguei Ivanov Russia T-Mobile Team a 1'07" 11 Alessandro Ballan Italia Lampre - Fondital a 1'12" 12 Alexandre Moos Svizzera Phonak Hearing Systems a 1'12" 13 Fabian Wegmann Germania Gerolsteiner a 1'12" 14 David Etxebarria Alkorta Spagna Liberty Seguros - Würth Team a 1'12" 15 Samuel Sánchez González Spagna Euskaltel - Euskadi a 1'20" 16 Andrea Moletta Italia Gerolsteiner a 1'22" 17 Oscar Freire Gómez Spagna Rabobank a 1'25" 18 Cristian Moreni Italia Cofidis, le Credit par Télephone a 1'25" 19 Thomas Dekker Olanda Rabobank a 1'25" 20 Christopher Horner Usa Davitamon - Lotto a 1'30" 21 Matthias Kessler Germania T-Mobile Team a 1'33" 22 Constantino Zaballa Gutiérrez Spagna Caisse d'Epargne - Illes Balears a 1'34" 23 Alejandro Valverde Belmonte Spagna Caisse d'Epargne - Illes Balears a 1'34" 24 Andriy Grivko Ucraina Team Milram a 1'36" 25 Leonardo Bertagnolli Italia Cofidis, le Credit par Télephone a 1'36" 26 Mario Aerts Belgio Davitamon - Lotto a 1'49" 27 Igor Astarloa Askasibar Spagna Barloworld a 1'53" 28 Martin Elmiger Svizzera Phonak Hearing Systems a 2'54" 29 Nicki Sorensen Danimarca Team Csc a 2'54" 30 Jurgen Van den Broeck Belgio Discovery Channel Pro Cycling Team a 2'54" Che regalo che si è concesso Frank Schleck per il suo ventiseiesimo compleanno: una classica d'eccezione, la Amstel Gold Race, conquistata dopo una fuga durata nove km. Sin dal km 5, appena lasciata Maastricht, la corsa si fa movimentata: va all'attacco un quartetto composto da Albasini (Liquigas), Thijs (Unibet), Moreau (AG2R) e Schmitz (T-Mobile). Durante i primi 70 km la pioggia cade sulla corsa, poi finalmente cessa. Al km 122 il vantaggio massimo della fuga: 8'35" sul gruppo. Moreau, al km 160 circa, perde le energie indispensabili per restare al comando e desiste dall'azione. Ai piedi del Bemelerberg (km 194) sono in due a restare al comando perché anche Schmitz non ce la fa più e si attarda. La coppia in avanscoperta ha 1'50" sul gruppo, tirato dalla Rabobank che rosicchia secondi preziosi ai battistrada. Sullo strappo Wesemann (T-Mobile) cerca l'azione da lontano ma Flecha (Rabobank) chiude il buco. Il forcing operato dalla T-Mobile sul muro provoca un notevole allungamento del plotone. Al termine del Bemelerberg, in cinque rientrano sui fuggitivi: Pozzato (Quick Step), Nicki Sørensen, Kroon (Csc), Kessler (T-Mobile) e Flecha. Presto il gruppo riassorbe i fuggitivi. All'approssimarsi del Wolfsberg (km 210) Wesemann tenta nuovamente di andarsene, ma è raggiunto e superato da Van Summeren (Davitamon) all'inizio dello strappo. Poi tenta Den Bakker (Milram), agguantato inizialmente solo da Chavanel (Cofidis) e successivamente anche da Gusev, Joachim (Discovery), Mazzoleni, Sinkewitz (T-Mobile), Horner (Davitamon), Schumacher (Gerolsteiner), Moreau (AG2R), Baguet (Quick Step) e repentinamente pure da Bettini (Quick Step). Ai piedi del Wolfsberg il loro vantaggio sul gruppo trainato dalla Rabobank è di 11". Sul muro il gruppo si ricompatta e poi Wesemann ritenta l'attacco. Lo svizzero-tedesco fa il buco: invano Bertagnolli (Cofidis) e Astarloa (Barloworld) tentano di ricucire il distacco creatosi. In pianura, dal plotone, allunga ancora Den Bakker, sul Kruisberg (km 230) prova Grivko (Milram), con Kroon a ruota e presto raggiunto dal gruppo. Ad Eys ha inizio l'erta di Eyserbosweg (km 232). Nel tratto più impegnativo dell'ascesa Kroon allunga, imitato da Bettini. I due non riescono a fare il buco, tuttavia creano una grande selezione: si forma un gruppetto composto da una decina d'unità, fra cui Ballan (Lampre), Rebellin, Wegmann (Gerolsteiner), Ivanov (T-Mobile), Leukemans (Davitamon) e Schleck (CSC). Prima del Keutenberg Bettini scatta e va a riprendere l'uomo al comando, Wesemann. Il gruppo li riprende molto presto, ma non è il plotone, bensì un piccolo gruppetto comprendente i migliori e inseguito a poca distanza da un altro drappello. Al km 244, Schleck si rende autore di un attacco molto pericoloso: nessuno sembra in grado di riportarsi sul campione lussemburghese e lui guadagna sempre più secondi sugli inseguitori. Ai meno 5 km il portacolori della Csc ha già 15" di vantaggio sul gruppo di Boogerd e Bettini. Nella discesa che conduce ai piedi del Cauberg è Ivanov a fare un gran lavoro per tentare il ricongiungimento con Schleck. Una volta intrapreso il muro finale, il Cauberg appunto, la vittoria del giovane Schleck è ormai scontata: a pochi metri dalla conclusione Frank si volta e non scorge nessuno. In lacrime allora taglia vittorioso il traguardo di Valkenburg. Alle sue spalle il combattivo Wesemann scatta per l'ultima volta e la sua sparata è efficace, in quanto riesce a classificarsi secondo, a circa 20" dal vincitore. A un minuto (circa) giunge il gruppetto di Bettini: in volata Boogerd ottiene il terzo posto. Per quanto riguarda gli italiani, Rebellin si piazza sesto mentre Bettini è ottavo. (cicloweb)
  9. Grande azione di Schleck che festeggia al meglio il suo 26° compleanno. La sua vittoria è stata favorita dal gruppo inseguitore che invece di organizzarsi ha tentennato troppo lasciando andare Schleck e poi un generosissimo Wesemann. Rebellin (6°) e Bettini (8°) non sono ancora al top, vedremo se lo saranno domenica alla Liegi - Bastogne - Liegi. Buon 11° posto di Ballan!!!
  10. I favoriti di Michele Bartoli: http://www.cicloweb.it/micro008.html
  11. E' ancora presto per fare previsioni!!!
  12. 5 anni
  13. Di Luca non è in forma, al Giro dei Paesi Baschi ha preso distacchi pesanti!!! Stanno bene Bettini, Valverde e Rebellin!!!
  14. Le pagelle della Roubaix Cancellara - 10 È stato perfetto sin dalle prime battute di gara, prendendo nelle posizioni d'avanguardia la Foresta d'Arenberg e mantenendo costante il suo ritmo - anche grazie alla presenza di Michaelsen, suo compagno di squadra, appena dietro di lui - fino all'uscita, riprendendo mano a mano tutti i fuggitivi della prima ora. A Camphin-en Pévèle ha deciso di innestare il turbo ed il solo Gusev ha saputo accodarsi. Fino al Carrefour de l'Arbre, però, perché lì Fabian al turbo ha aggiunto la turbina, e s'è involato verso un meritatissimo successo. L'avremmo definito "un treno", ma più giù vi spieghiamo perché abbiamo evitato. Hincapie - 9,5 Non ci interessa il risultato. Ma Mons-en-Pévèle rimarrà un ricordo indelebile, come mille altri alla Roubaix, per il newyorkese di Bruyneel. Non gli bastava la cunetta del 2002, neanche le tante volte in cui si è giocato più o meno fino all'ultimo le proprie carte al velodromo: no, non gli bastava, e stavolta è stato il proprio manubrio a tirargli uno scherzetto assolutamente non divertente e fuori luogo. Gli si è staccato. No, non rileggete la frase per cercare l'errore. Gli si è letteralmente smontato il manubrio tramite le sollecitazioni del pavè!!! Avremmo pagato di tasca nostra per rialzarlo o quantomeno per asciugargli le lacrime che, copiosamente, stavano scendendo (e stanno continuando a scendere, ci scommettiamo) sul volto dell'ex luogotenente di Armstrong ed alfiere degli americani al Nord. Ci venne la pelle d'oca quando vinse la tappa pirenaica di Saint-Lary-Soulan, e un po' ancora ci vengono strani pensieri se proviamo a vederlo battersi coi migliori in salita alla prossima Grande Boucle. Ma non vogliamo essere ingenerosi, non possiamo e non dobbiamo. Profonda solidarietà, George. Ballan - 9 Pimpante, bello, slanciato, potente, agile, poderoso, leggiadro, stanco, affaticato, dolorante, diffidente, attardato, coraggioso, temerario, impolverato, affranto, sfrontato, pallido, determinato, veloce, concentrato. Abbiam finito gli aggettivi. Sesto o terzo non conta: anzi, conta solo per i punti Pro Tour e per il podio di una corsa stupenda come la Roubaix. Quella progressione post-caduta è stata stupenda, sceglie Boonen come ruota al Carrefour de l'Arbre e non Van Petegem (Cancellara era imprendibile), che pure era stato il suo faro fino alla scivolata di Gusev: inesperienza. "Signor Corridore", confermiamo con gioia tale appellativo. Boonen - 8,5 È umano. Non fosse per Cancellara, sarebbe la vera notizia del giorno. Tom s'è stancato, oggi. S'è stancato tanto, e Flecha e lo stesso svizzero della Csc hanno contribuito molto a tale stanchezza. Lasciato solo dalla squadra, è parso in grado di amministrare facilmente la corsa fino ad una ventina di chilometri dall'arrivo. Poi Fabian gli si è affiancato, lo ha visto con la bocca aperta in ipoventilazione a cercare più aria possibile da incamerare. In affanno, in pratica. Era in verità apparso un pochino meno altezzoso alla vigilia, un po' meno spavaldo, forse sentendo un po' la pressione. Tiriamo un sospiro di sollievo, però. Van bene i Fenomeni, van bene i Mostri, per carità: ma gli automi fan paura. Tom è un Fenomeno, un Mostro. E un uomo. Française des Jeux - 8 Per una squadra francese, piazzare due (o tre ?) uomini tra i primi 10 è un fatto assolutamente storico e meritorio. Bravissimo Eisel, bravo Guesdon, applausi anche a Mengin. Non erano certo loro a dover attaccare i migliori: dovevano salvarsi e puntare alla sorpresa, e possiamo dire che la sorpresa è assolutamente arrivata. Molte volte abbiam puntato il dito contro le squadre transalpine, e certo una rondine non fa primavera. Oggi, però, son stati bravi. Flecha - 6,5 Costantemente coi primi alla Roubaix, ama questa corsa e si vede: forse la ama troppo, però, visto che il prezioso punto d'appoggio offertogli da Posthuma è stato pressoché ignorato dallo spagnolo, che pure in più tratti di pavè ha provato ad assestare il colpo decisivo. Troppo generoso, troppo solo ed avversari abbottonati (ci riferiamo soprattutto ai Discovery e ai Davitamon, e ci avremmo aggiunto Michaelsen, ma con un Cancellara del genere abbiamo capito il perché). Quando doserà un po' meglio le (tantissime) energie, vincerà la Roubaix. Franzoi - 6,5 Esce in quinta posizione, o giù di lì, dalla Foresta di Arenberg, e con l'amico-teammate Ballan son gli unici due italiani in testa alla corsa, quando questa si accende. Molto pimpante, ma ha patito la distanza quando i battistrada hanno affrontato Tilloy - Sars-et-Rosières. Bravissimo Enrico, comunque! Portal - 6 L'anno scorso ci riuscirono Brard e Coyot, quest'anno ci ha provato con ogni mezzo lecito Nicolas Portal a restare attaccato coi denti alla scia dei più forti del plotone. Ci è riuscito anch'egli fino a Rosières, quando con Franzoi son stati scacciati all'indietro. Menzione speciale anche per Schreck, Pronk, Hoj, Flores, Posthuma, Righetto e Bergès. E menzione specialissima per Dimitri Konishev: 40 anni e la voglia di giustificare l'invito dell'Aso al Team L.P.R. dopo il ritiro di Pieri. Monumentale. Hushovd - 5,5 Inizia a forare al ritrovo di partenza. E poi prosegue, imperterrito, per tutto il percorso. Appena passata Arenberg, si ferma per la terza volta. Roba da pianto e da crisi di nervi. Ci riproverà. Pozzato - 5 Vederlo pedalare, anche sul pavè, è uno spettacolo puro. Elegantissimo e potente. Però esce da Arenberg già con un minuto abbondante di ritardo da Cancellara. Temeva quell'ingresso, ed evidentemente la paura ha prevalso sulla classe. Ha lamentato un contatto con un Csc che gli ha fatto perdere posizioni, ma il succo non sarebbe cambiato. Però, pedalando in quel modo, quando la classe sarà accompagnata da un po' più d'esperienza lo vedremo lottare davanti. Discovery Channel - 4,5 «A piedi, fino a Lourdes!». Fossimo in Bruyneel, ci autoinfliggeremmo questa punizione, e ci faremmo seguire a braccetto da Hincapie, Gusev ed Hoste. Il manubrio che si stacca e ammacca il newyorkese, la sbarra che si abbassa e colpisce le teste del belga e del russo. Una situazione tattica favorevole (dopo Arenberg c'erano 3 Discovery, 2 Csc, 2 Davitamon, 2 Française, 2 Lampre, poi un Rabobank, un Quick Step ed un Caisse d'Epargne), una condotta di gara troppo parsimoniosa (Gusev avrebbe dovuto attaccare da più lontano, sull'asfalto, e non seguire Cancellara sul pavè), e poi le tre docce fredde. Hincapie caduto e a casa in lacrime. Hoste 2° e Gusev 4°: prima della squalifica, però. Dopo, a casa in lacrime, ci son andati tutti gli "esploratori". Quick Step-Innergetic - 4 «Quanno ce vo', ce vo'», impossibile non ammetterlo. Squadra che si sfalda molto presto, Pozzato un po' timoroso, Knaven assolutamente impalpabile, gli altri addirittura non pervenuti, a parte i soliti Hulsmans e Cretskens che si sono sfiancati nei primi chilometri. Lo stesso forcing di Boonen nella Foresta di Arenberg li ha tagliati fuori dai giochi. Poi la classe di Tom ha salvato la baracca, ma sicuramente la non-brillantezza finale del campione del Mondo è dovuta anche alla solitudine post-Arenberg patita dal ragazzone di Mol. Fortunatamente, Discovery e Davitamon non hanno infierito. Anzi. Hoste, Van Petegem e Gusev - 3 Sono stati sfortunati. Non hanno avuto lucidità. Si son trovati in ballo, ed hanno ballato. Queste son solo tre (come il voto) delle probabili "giustificazioni" alla leggerezza che li ha portati alla squalifica. Inevitabile. Le colpe dell'organizzazione sono maggiori, per carità, ma dei corridori devono sapere il regolamento. Soprattutto Van Petegem, con l'esperienza che ha, non doveva passare con le sbarre del passaggio a livello abbassate. Peccato, perché se Hoste era stato un po' anonimo per tutto il giorno, Van Petegem è stato quello che, dopo Cancellara, ha pedalato meglio sul pavè e Gusev, nonostante la caduta, è stato l'unico a tenere (seppur per poco) il passo dell'indiavolato svizzero. Dietro la lavagna. ASO - 2 Ad un tratto della Roubaix è apparso un cartello che recitava (più o meno) così: «Merci, Jean-Marie!». Quel grazie era riferito a Jean-Marie Leblanc, ex patron del Tour de France ed attuale presidente del comitato "Amici della Roubaix": gli sarà anche amico, non lo mettiamo in dubbio, ma evidentemente deve essersi inimicato qualche pezzo grosso delle ferrovie francesi. Cancellara precede anche il treno, e va bene, ma Gusev, Hoste e Van Petegem no. E neanche Ballan, Boonen e Flecha. Fortunatamente, qualche causa di forza maggiore (divinità? geometrie astrali? mah...), induce un motociclista al seguito a consigliare la giusta prudenza al terzetto comprendente l'iridato. Fortunati loro tre, fortunato Jean-Marie, fortunatissima l'Aso: il treno passa dopo 4 o 5 secondi dopo il loro stop. Un treno merci. Come? Merci? Cacchio, riprendete quello striscione: «Merci, Jean-Marie!»... lo stavano avvisando, altro che "grazie"! (cicloweb)
  15. PARIS - ROUBAIX - 259.0 km 1 Fabian Cancellara Svizzera Team Csc 6h07'54" 2 Tom Boonen Belgio Quick Step - Innergetic a 1'49" 3 Alessandro Ballan Italia Lampre - Fondital a 1'49" 4 Juan Antonio Flecha Giannoni Spagna Rabobank a 1'49" 5 Bernhard Eisel Austria Française des Jeux a 3'24" 6 Steffen Wesemann Svizzera T-Mobile Team 7 Frédéric Guesdon Francia Française des Jeux 8 Bert Roesems Belgio Davitamon - Lotto 9 Christophe Mengin Francia Française des Jeux 10 Staf Scheirlinckx Belgio Cofidis, le Credit par Télephone La consacrazione di Fabian Cancellara arriva alla Parigi-Roubaix, la corsa più amata dallo svizzero, già quarto qui due anni fa. La partenza della classica è tutta un susseguirsi di scatti e attacchi, senza che nessuno vada in porto, fino al km 62, quando si muovono Posthuma (Rabobank), Nicolas Portal (Caisse), Schreck (T-Mobile) e Konyshev (L.P.R.). Al km 87 all'inseguimento si pongono Righetto (Liquigas), Stéphane Bergès (Agritubel) e Flores (Euskaltel). Il vantaggio massimo del quartetto di testa è toccato al km 110: oltre 4' sul gruppo. A 2'25" ci sono i 3 immediati inseguitori, a 2'55" Hoj (Gerolsteiner), Pronk (Unibet) e Verstrepen (Landbouwkrediet). I tratti in pavè iniziano a susseguirsi frequenti, i primi inseguitori mollano, il gruppo tirato dalla Quick Step si avvicina. Konyshev è il primo ad arrendersi tra i 4 di testa. Nella Foresta di Arenberg (km 163) gli altri 3 perdono oltre 1' e vengono ripresi dal plotone. La Quick Step sparisce dalla testa del gruppo, tirato dal solo Boonen, poi da Hincapie (Discovery), e poi da Cancellara (Csc), che fa una bella trenata e quasi si avvantaggia sugli altri. Dopo Arenberg in testa ci sono 17 uomini (compresi i 3 della precedente fuga): sono Van Petegem, Steegmans (Davitamon), Hincapie, Hoste, Gusev (Discovery), Cancellara, Michaelsen (Csc), Boonen (Quick Step), Wesemann, Schreck (T-Mobile), Guesdon, Eisel (Française), Flecha, Posthuma (Rabobank), Portal (Caisse), Ballan e Franzoi (Lampre). Hushovd (Crédit) fora, la sua Roubaix di fatto finisce lì. Il gap tra i primi e il gruppo è di 40". Dietro sono i Quick Step a tirare, avendo davanti Boonen da solo ed esposto ad attacchi incrociati. Il margine scende a meno di 30", ma i fuggitivi sono motivati, e la fuga riprende vigore: saranno loro a giocarsi il successo. Posthuma, Schreck e Portal si staccano a Hornaing (tratto 15 di pavè, km 176). Michaelsen tira a fondo in favore di Cancellara. Franzoi va in difficoltà e si stacca, Wesemann prova a forzare, Boonen chiude. I Quick Step dietro mollano, al km 180 il margine è tornato a +45" e continuerà a crescere. Portal, tenacissimo, rientra in un tratto di asfalto, Franzoi no. Warlaing (settore 14, km 184): ormai il gruppo è tagliato fuori, la lotta è ristretta a questi 14: Van Petegem, Steegmans (Davitamon), Hincapie, Hoste, Gusev (Discovery), Cancellara, Michaelsen (Csc), Boonen (Quick Step), Wesemann (T-Mobile), Guesdon, Eisel (Française des Jeux), Flecha (Rabobank), Portal (Caisse), Ballan (Lampre). Flecha è scatenato: c'è sempre lui a tirare sul pavè, a Tilloy (settore 13, km 187) come ad Orchies (settore 12, km 198). Hincapie dà qualche cambio, Michaelsen idem, Portal fa sempre l'elastico. Ad Auchy-lez-Orchies (settore 11, km 205) Wesemann forza, poi parte Flecha, e Boonen gli va dietro. Cancellara è presente. C'è un minimo di selezione sono i Discovery a chiudere il buco. Steegmans va in difficoltà, Wesemann di più, Portal come ormai d'abitudine, ma tutti e tre rientrano poco dopo. Sull'asfalto parte Guesdon, Flecha lo prende, Hincapie fa il buco in favore di Hoste. Van Petegem e Michaelsen chiudono. Sul durissimo tratto di Mons-en-Pévèle (settore 10, km 210) Cancellara fa l'andatura, con Ballan in buona posizione. Flecha attacca ancora, in progressione dalla testa del plotoncino. Ballan è lì in terza ruota (dietro a Van Petegem e davanti a Boonen e Cancellara). Portal si stacca definitivamente, e anche Michaelsen. La sfortuna colpisce Hincapie, che rompe il manubrio e cade, rimanendo in lacrime seduto sul ciglio della stradina. A quel punto Boonen si mette a forzare, e la selezione è vera: all'uscita dal settore, a meno 45 dal traguardo, ci sono in testa Boonen, Cancellara, Ballan e Van Petegem. Dietro inseguono Hoste, Flecha, Gusev e Eisel. Un terzo gruppo, formato da Wesemann, Steegmans e Guesdon, è ormai tagliato fuori. A Mérignies (settore 9, km 216), Flecha guida l'inseguimento del secondo drappello, e riesce a riportarsi sui primi con Hoste e Gusev, mentre Eisel si stacca, ma rientrerà anche lui dopo il tratto di Pont-Thibaut (settore 8, km 219). A Templeuve (settore 7, km 225). Il margine sugli immediati inseguitori si amplia. A Cysoing (settore 6, km 232) Boonen fa l'andatura. In una curva Gusev cade e si porta giù Ballan (la cui bici rimbalzando colpisce Flecha alle spalle). Ma l'italiano è fenomenale e rientra subito, mentre Gusev ci mette qualche chilometro (si riporta sui primi ai meno 20 dal traguardo). A Camphin-en-Pévèle (settore 5, km 239), Flecha è come sempre davanti, Ballan in terza ruota. Gusev accelera, Cancellara va in contropiede con lo stesso Gusev. I due guadagnano terreno, dietro è Flecha a tirare per qualche metro, mentre Boonen tentenna: l'accordo manca. Sul Carrefour de l'Arbre (settore 4, km 242) Ballan è in testa al gruppo, e anche Van Petegem dà una decisa trenata (che costa qualcosa a Flecha). Nel frattempo Cancellara stacca Gusev a 15 km dalla fine e fa il vuoto. A Gruson (settore 3, km 244), Hoste parte forte, Van Petegem gli si accoda e i due si avviano a riprendere Gusev. Boonen è in riserva, viene staccato anche da Ballan che però non riesce a raggiungere Van Petegem e Hoste, e viene riacciuffato da Boonen e Flecha ai meno 11. Ai 10 km, situazione grottesca: dopo che passa Cancellara, un passaggio a livello si chiude in attesa di un treno merci. Il secondo gruppetto, dopo un momento di indecisione, passa tra le sbarre (che occupano metà carreggiata), mentre Boonen, Ballan e Flecha sono costretti a fermarsi per il sopraggiungere del treno: secondo regolamento, quando le sbarre sono abbassate ci si deve fermare, essendo considerato tale imprevisto alla stregua di un incidente meccanico. Per questo motivo a nulla vale la volata con cui Hoste beffa Van Petegem e conquista il secondo posto (mentre Cancellara, già arrivato in solitaria, è in trionfo al centro del velodromo di Roubaix): entrambi saranno squalificati, esattamente come Gusev. Buon per Boonen e Ballan, che si vedono così proiettati sul podio pur essendo arrivati quinto e sesto. (cicloweb)
  16. Scena da altri tempi quella del passaggio a livello!!! Mi dispiace per Gusev, Hoste e Van Petegem, la squalifica è pesante soprattutto dopo una faticaccia come la Roubaix.
  17. Secondo me vincerà Tom Boonen
  18. Cadamuro che però viene utilizzato come penultimo uomo prima di Zabel!!!
  19. Wevelgem, Uragano Thor Gand a Hushovd, Petacchi battuto "Tra i due litiganti, il terzo gode"; mai proverbio fu più appropriato per ricucire addosso ai protagonisti di questa Gand-Wevelgem i motivi principali di discussione. I due litiganti sarebbero dovuti essere Alessandro Petacchi e Tom Boonen, ma alla fine dei conti dobbiamo ringraziare in primis due corridori: Bert Roesems, passistone della Davitamon-Lotto, e Filippo Pozzato, e non dobbiamo certo spiegarvi chi è. Assolutamente inatteso uno, pronosticabilissimo l'altro, ci hanno tenuto incollati alle sedie fino allo striscione d'arrivo. La Gand-Wevelgem non è certamente una classica da cardiopalma e non è un caso se spesso ha sorriso, e sorriderà, alle ruote veloci. È una classica strana, una corsa in linea che molte volte è decisa dal vento e che non basta affrontare con la mentalità del velocista, perché ti taglia le gambe. Sotto questi punti di vista, la corsa di oggi ha ricalcato in pieno questi cliché, perché è vero che l'ha vinta un velocista, al secolo Thor Hushovd (se Alessandro è diventato "Jet" e Tom è diventato "Tornado", Thor può essere definito benissimo "Uragano"), ma è anche vero che quel "velocista" durante il primo passaggio sul Kemmelberg, muretto da affrontare due volte, si è avvantaggiato sul plotone dei migliori un po' come ha fatto Boonen domenica scorsa sul Koppenberg. Tutto un altro muro, sia ben chiaro; tutta un'altra corsa, ci mancherebbe. Ma l'analogia rimane, ed è sintomatica riguardo al modo di correre le classiche del Belgio di chi disputa (anche) le volate di gruppo nei grandi giri. Sì, è una bacchettata verso Petacchi, avete intuito dove vogliamo andare a parare. Lo è non tanto per il 3° posto colto alla prima partecipazione, ma per il modo in cui tale podio è scaturito. Una squadra che oggi è stata perfetta, una squadra che ha lanciato Cortinovis in fuga insieme all'olandese De Jongh (un Quick Step, un uomo di Boonen) e che poi ha beneficiato del ventaglio per colpa del quale l'iridato (finalmente l'Uci ha effettuato una scelta di buonsenso ed ha permesso al belga di vestire l'iride in simbiosi con la maglia bianca di leader Pro Tour; Freire a casa si sarà mangiato le mani) è rimasto tagliato fuori dal gruppo dei migliori. Poi sono arrivati Michaelsen e Roesems in rapida successione a sfalsare un po' i piani di Stanga, ma se il danese (già vincente a Wevelgem nel 1995, complimenti per la longevità) non ha impensierito i luogotenenti di AleJet, il belga della Davitamon, ottimo cronoman e per questo abituato alla solitudine ed al vento in faccia, ha fatto penare molto i vari Den Bakker e Cadamuro su tutti. Sei km di inseguimento molto corposo, e come se non bastasse - dopo l'agognato ricongiungimento - è partito come un fulmine quel diavolaccio d'un Pozzato. Lì la Milram s'è disunita, e se non fosse stato per Flecha prima (per chi?) e Cooke poi (a La Panne lanciò Eisel, oggi ci è riuscito con Kopp ed Hushovd; peccato corrano per squadre diverse dalla sua) oggi il biondo vicentino di Sandrigo starebbe festeggiando la sua seconda vittoria importante del 2006. E invece s'è dovuto accontentare del 4° posto (bravissimo!), perché a 150 metri dal traguardo il tedesco Kopp e, soprattutto, Uragano Thor gli si sono avventati prima alle spalle, poi al fianco, per passarlo di slancio negli ultimi 100 metri. Cenni di fotofinish iniziale che non serve, perché il norvegese Hushovd ha vinto pulito ed alza con fiducia le braccia al cielo. Ci aveva un po' deluso alla Sanremo, perché dopo la tappa di Civitanova Marche della scorsa Tirreno, vinta a scapito dello stesso Petacchi, pensavamo potesse contrastare maggiormente la volata di AleJet e TornadoTom in Via Roma, ma anche lì un certo Pozzato devastò i piani dei favoriti. Poi al Fiandre è stato lì davanti coi migliori sino al Leberg, per poi patire le pendenze finali, arrivando in fondo a Meerbeke insieme a Pozzato. Anche oggi Pozzato nel destino, ma questa volta a sorridere è UraganoThor. E sicuramente il norvegese, potendo contare sulla voglia di non arrendersi di un terzetto come Hincapie, Flecha e Cancellara assolutamente in palla, sarà uno dei principali accreditati a spodestare dal trono, che tutti abbiamo già preventivamente fotografato per domenica, Re Tom IV (in virtù del doppio Fiandre, della Roubaix e del Mondiale già vinti). Anche se, dalla sua, il Re ha un moschettiere d'eccezione: D'Artagnan Pozzato, difatti, ha già sguainato la spada per affrontare il pavè. Non vediamo l'ora. (cicloweb)
  20. Corsa tremenda, arrivare al traguardo è già un miracolo. La situazione diventa drammatica se piove, perchè diventa come correre per 250 km nel fango.
  21. FIERO DI ESSERE COGLIONE!!!
  22. Sei arrivato un pò in ritardo!!!
  23. Grandissimo numero di Pozzato, scatto micidiale, tentativo fallito solo a 100 metri dal traguardo, per lui solo 4°. Proprio lo scatto di Pozzato ha distrutto il treno Milram che si è frantumato in vagoncini e Petacchi (non brillantissimo) non è riuscito a rimontare. A me sembra che i Milram non siano molto in condizione, visto che non è la prima volta quest'anno che arrivano a -1 km con solo Zabel e Petacchi, perchè si spremono troppo prima per recuperare i controattaccanti.
  24. sateo

    X VOI INTERISTI

    ...IL MITO CONTINUA...GRAZIE INTER PER LE EMOZIONI (e anche le godurie) CHE CI REGALI!!!
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