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sateo

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  1. Bettini quest'anno ha vinto poco non per colpa sua, il fatto che sia sempre nel vivo della corsa dimostra che è uno dei più forti, il problema è che gi altri hannop squadre che li coprono per 220 km, mentre il Grillo non ha una squadra competitiva su cui puntare. Infatti Bettini ha intenzione di andare via dalla Quick Step e di andare alla T - Mobile.
  2. Domani
  3. Valverde difficilmente vincerà perchè ci sono 2 cronometro. Vedo bene Bobby Julich e Thomas Dekker, se terranno il passo dei migliori nell'arrivo in salita.
  4. sateo

    hacker?

    C'era scritto: Hacked by ... Turkish Hacker
  5. sateo

    Tour de Romandie 2006

    Le tappe: http://www.cicloweb.it/art457.html [/b]La startlist: "]http://www.cyclingnews.com/road/2006/apr06...d=startlist
  6. Le pagelle della Liegi Valverde - 10 Della serie: "come ti cambia una vittoria". Corre con una sicurezza disarmante, si forgia del lavoro di prezioso appoggio svolto da Rodríguez Oliver alle spalle di Boogerd e cura semplicemente le ruote più veloci del suo gruppo, al secolo Bettini, Cunego e Di Luca. Risponde bene agli allunghi di Martín Perdiguero prima e Basso poi sulla Côte d'Ans e poi si incolla anche alla ruota di Sinkewitz il quale, dopo, quasi si scusa tirandogli una volata coi fiocchi. Vince facile allo sprint, ma è soprattutto la condotta di gara a darci ottimi segnali. Ormai sarà sicurissimo di sé il "Principe delle Ardenne". Cunego - 9 Che fosse forte lo si sapeva da tempo, che fosse assolutamente competitivo per le classiche più dure del calendario lo si era capito dal Lombardia edizione 2004 e dalla Liegi edizione 2005. Il veronese prova addirittura l'allungo sulla Redoute, dosando poi le energie quando si accorge che il gruppo è "solo" allungato. È molto pimpante, trae il massimo risultato da una Liegi corsa «solo per allenarsi sul lungo chilometraggio» (testuali parole di Damiano dopo il Trentino): e se avesse voluto vincerla? Rodríguez Oliver - 8,5 È la chiave di volta tattica di Echavarri che scardina le certezze che sino a quel momento si erano costruiti gli altri team. Dapprima in solitaria, poi inseguendo Boogerd, lo scalatore spagnolo permette a Valverde e alla Caisse d'Epargne di dormire sonni assolutamente tranquilli, anche perché in caso di arrivo a due lo spagnolo mangerebbe in un sol boccone le velleità allo sprint dell'olandese. In più nel finale, ad Ans, tiene alta l'andatura per impedire scatti che infastidirebbero Valverde. Bettini - 8,5 Arriva 2° solo perché un ragazzo di nome Valverde è semplicemente lo scalatore più veloce in volata. Bettini è come al solito impagabile, tentando la sortita solitaria per andare a riprendere Boogerd e Rodríguez Oliver e rialzandosi quando si accorge di star da troppi chilometri a bagnomaria. Sceglie la ruota di Valverde nel finale, ma non riesce neanche ad avvicinarlo. Bravo Paolo, e complimenti anche per la franchezza nelle frecciatine verso la tua (futura ex?) squadra. Basso - 8 La Csc oggi non è impeccabile, ma Ivan è assolutamente esente da colpe e voglioso di testarsi a fondo sul lungo chilometraggio, contro i migliori, e contro quasi tutti i pretendenti alla classifica finale del Giro d'Italia (mancava il solo Savoldelli, martedì in corsa al Romandia). Non ha avuto nelle gambe la "stoccata", ma ci ha provato più volte e questo non può che farci piacere. Di Luca - 7,5 In volata è mancato, e questo è un chiaro segnale della forma meno smagliante rispetto ai primi tre, perché il Di Luca migliore è assolutamente in grado di battagliare con Bettini e Cunego per il podio dietro Valverde, imprendibile per tutti. Però l'abruzzese è bello tonico, è costantemente nelle posizioni di avanguardia ed in un frangente lancia anche Pellizotti in avanscoperta quasi a voler far presagire un attacco in prima persona, invece si "limita" nel seguire bene Kashechkin sul Saint-Nicolas, ma troppo a ridosso dello scollinamento. Simoni - 7 Ecco un altro gatto da sette vite, o anche qualcuna in più. La colpa è di averla corsa per la prima volta a 34 anni, il merito è di averla corsa davanti fino al Saint-Nicolas, pagando poi neanche troppo nel finale. Cunego, Basso e Di Luca erano davanti, però, e lui non poteva di certo mancare. Voigt e Stangelj - 6,5 In due frangenti differenti di corsa è il loro lavoro a tenere l'andatura del gruppo e permettere a quest'ultimo di riportarsi sui battistrada. Sotto i colpi inferti ai pedali dal tedesco di Riis cede l'elvetico Wesemann, mentre il forcing dello sloveno di Bontempi permette al gruppo di Cunego e Valverde di arrivare ai piedi del Saint-Nicolas con uno svantaggio minimo rispetto a Boogerd e Rodríguez Oliver, lavoro che ha permesso la bagarre scatenata da Kashechkin e Martín Perdiguero prima del ricompattamento generale ai piedi della Côte d'Ans. Due così fanno la fortuna di molti capitani. Due così, li troveremo di fianco a Basso e Cunego al Giro d'Italia. Non è poco. Wesemann - 6 Non vi citiamo tutti e 25 i corridori in fuga ad inizio giornata, e allora scegliamo l'ultimo supersite, quel Wesemann già 6° alla Roubaix e 2° all'Amstel Gold Race che, nonostante il percorso poco si addica alle sue caratteristiche, prova a fungere da importante punto d'appoggio per Kessler e Sinkewitz, e in parte il suo lavoro riesce bene. Complimenti per la tenacia. Sinkewitz - 5,5 Ci prova più volte e per questo è da applaudire. Aveva una miriade di uomini più veloci di lui nello stesso drappello ed era la cosa giusta da fare. Sia sulla Côte de Sprimont che sulla Côte d'Ans prova due anticipi non da poco che costringono il gruppo ad allungarsi tantissimo. Poi, però, una volta ripreso, non si capisce perché faccia da ultimo uomo a Valverde. Inerzia? Istinto? Volontà di prendersi il miglior piazzamento? Mah, peccato veniale magari, ma scelta abbastanza incomprensibile. Martín Perdiguero - 5 È veloce, e non si spiega perché abbia speso così tante energie tra Redoute, Saint-Nicolas ed Ans. Poteva giocarsela tranquillamente con Bettini e Cunego, lui che vinse una Clasica San Sebastian poco meno di un anno e mezzo fa davanti allo stesso Bettini e a Davide Rebellin. Probabilmente non era lui a dover smuovere le acque, perché è davvero un peccato non giocarsi tutte le proprie possibilità per una sorta di "ansia d'attacco". Team Csc - 5 Abbiamo applaudito spesso il team di Riis per la fantasia in corsa, ma oggi francamente se fossimo nei panni di Voigt chiederemmo quantomeno delle spiegazioni: Basso ci prova, è vero, Schleck anche, ma più timidamente. Kroon incorre in una foratura che lo mette fuori causa dopo la Redoute, ma le carte Basso-Schleck ce le saremmo giocate con più coraggio. Ma magari Schleck era un po' in calando e Basso è ancora (ovviamente) in crescendo, e quindi non infieriamo. Boogerd - 4,5 Se all'Amstel era rimasto ingannato dalla tattica suicida della T-Mobile, oggi non è giustificabile. E non tanto per l'attacco da lontano, anzi, fin lì applaudiamo con assoluto vigore il tentativo dell'olandese di anticipare tutto il resto del plotone. Era la cosa giusta da fare, ma poi - benedetto figliolo - una volta ripreso, perché chiudere in prima persona tutti i buchi che si creavano? Prima Martín Perdiguero e Rodríguez Oliver, poi Sinkewitz e Basso: tutti tentativi scongiurati dall'olandese. Che - ahilui - non riesce proprio ad entrare nella mentalità del vincente: evidentemente, e semplicemente, non ce l'ha. Quick Step - Innergetic - 4 Vada puntare su Boonen e Pozzato con assoluta decisione e scaricare Bettini dal 2007; vada anche costruire un team più incentrato sul fiammingo campione del Mondo piuttosto che sull'olimpionico livornese, comunque un non-belga. Però tra Amstel, Freccia e Liegi la Quick Step si è degnata di offrire a Bettini l'aiuto singolo di Pozzato in Olanda (circoscritto ai primi frangenti, tra l'altro) e un terzetto non troppo adatto né troppo in forma come Baguet, Garate e Tankink. Facile che Bettini rimanga solo, poi, e facile che si sprema per chiudere sui fuggitivi di giornata. Facile anche, poi, che Bettini non trovi in volata lo spunto che gli permetta di rivaleggiare più da vicino col murciano Valverde. Facilissimo anche, infine, poi dire: "Boonen e Pozzato hanno vinto meglio nel 2006". Voltafaccia un po' troppo brusco e francamente immeritato. Auspichiamo per Bettini tutele maggiori. (cicloweb)
  7. Hai ragione, Cunego esce all'ultima curva in 5° posizione, un pò troppo dietro, ma negli ultimi 200 metri è il più veloce supera Sinkevitz e un altro e avvicina Bettini!!!
  8. Corsa straordinaria, percorso fanatstico che ha premiato dei corridori straordinari. Valverde in questi 3 giorni tra Freccia Vallone e Liegi ha dimostrato di essere un Campione in grado di vincere volate e arrivi in salita, è il nuovo Bettini, ma è addiritura più forte in salita (2 anni fa vinse sull'Alto de Angliru) e ha uno sprint più bruciante del Grillo Livornese. Ma soprattutto oggi abbiamo assaporato lo spettacolo del prossimo Giro d'Italia: Basso, Cunego, Di Luca (in ordine alfabetico) ci faranno vivere 3 settimane indimenticabili!!!
  9. Sogno una sfida epica tra Basso - Cunego, sicuramente i più forti scalatori in attività!!!
  10. I favoriti di Moreno Argentin: http://www.cicloweb.it/micro010.html
  11. Attenzione a Ivan Basso che nella Freccia - Vallone ha lavorato molto per Kroon e Schleck, dimostrando una buona forma!!!
  12. Oggi sintesi Rai Sport Satellite a partire dalle 16.55!!!
  13. Cunego dal Trentino alla Liegi Dopo la terza tappa, conquistata dallo spagnolo Munoz, il veronese si avvicina al successo finale. E domenica correrà la Doyenne: "Ma senza l'obbligo di vincerla" Lo spagnolo David Munoz ha vinto la terza tappa del Giro del Trentino, Damiano Cunego ha mantenuto la maglia di leader della classifica. Sole, pioggia, vento. Salita (il Passo Campo Carlo Magno, sopra Madonna di Campiglio), discesa, pianura in circuito. Una fuga da lontano, troppo lontano, una fuga da vicino, riuscita. Un gruppo di avventurieri (Munoz, Kuchynski, Pidgornyy, Codol, Siutsou, Belohvoschiks e Ginestri), uniti dal destino e dalla fame, e che per una vittoria avrebbero dato l’anima. Chissà se l’ha data Munoz, che ha preceduto il bielorusso Aliaksandr Kuchynski e l’ucraino Ruslan Pidgornyy. Per Cunego, giunto nel gruppo a 49" regolato da Pietropolli, è stata una giornata tranquilla: "Con una squadra così forte si può controllare la corsa. La vittoria finale non è un’ossessione, ma vincere fa sempre bene. Ormai è quasi fatta". Fatto anche il calendario dei prossimi impegni. «Domenica corro la Liegi-Bastogne-Liegi (l'anno scorso arrivò 9°, ndr), ma senza l’obbligo di vincerla. E’ una bella corsa, che mi serve da allenamento lungo". Per Gilberto Simoni è stato un buon allenamento: "Il mio obiettivo è il Giro". Anche lui farà la Liegi: «Mi andava bene anche il Giro dell’Appennino, ma per la mia squadra hanno la precedenza le corse del ProTour». Obiettivo Giro d’Italia anche per Josè Rujano: "Ho attaccato sul Passo Campo Carlo Magno, un po’ per provare me, un po’ per provare gli altri». Domani la quarta e ultima tappa del Trentino, Tione-Arco, 172,3 chilometri, mossa nella prima parte, dolce nella seconda, in circuito nel finale. (gazzetta)
  14. Cunego dal Trentino alla Liegi Dopo la terza tappa, conquistata dallo spagnolo Munoz, il veronese si avvicina al successo finale. E domenica correrà la Doyenne: "Ma senza l'obbligo di vincerla" Lo spagnolo David Munoz ha vinto la terza tappa del Giro del Trentino, Damiano Cunego ha mantenuto la maglia di leader della classifica. Sole, pioggia, vento. Salita (il Passo Campo Carlo Magno, sopra Madonna di Campiglio), discesa, pianura in circuito. Una fuga da lontano, troppo lontano, una fuga da vicino, riuscita. Un gruppo di avventurieri (Munoz, Kuchynski, Pidgornyy, Codol, Siutsou, Belohvoschiks e Ginestri), uniti dal destino e dalla fame, e che per una vittoria avrebbero dato l’anima. Chissà se l’ha data Munoz, che ha preceduto il bielorusso Aliaksandr Kuchynski e l’ucraino Ruslan Pidgornyy. Per Cunego, giunto nel gruppo a 49" regolato da Pietropolli, è stata una giornata tranquilla: "Con una squadra così forte si può controllare la corsa. La vittoria finale non è un’ossessione, ma vincere fa sempre bene. Ormai è quasi fatta". Fatto anche il calendario dei prossimi impegni. «Domenica corro la Liegi-Bastogne-Liegi (l'anno scorso arrivò 9°, ndr), ma senza l’obbligo di vincerla. E’ una bella corsa, che mi serve da allenamento lungo". Per Gilberto Simoni è stato un buon allenamento: "Il mio obiettivo è il Giro". Anche lui farà la Liegi: «Mi andava bene anche il Giro dell’Appennino, ma per la mia squadra hanno la precedenza le corse del ProTour». Obiettivo Giro d’Italia anche per Josè Rujano: "Ho attaccato sul Passo Campo Carlo Magno, un po’ per provare me, un po’ per provare gli altri». Domani la quarta e ultima tappa del Trentino, Tione-Arco, 172,3 chilometri, mossa nella prima parte, dolce nella seconda, in circuito nel finale. (gazzetta)
  15. Mi sta impressionando questo Samuel Sanchez, ottimo scalatore e veloce anche nelle volate di gruppetto. Finalmente Valverde si è sbloccato...vinceva solo in Spagna e all'estero fino ad ora aveva solo fallito...Bravo Alejandro!!!
  16. [OT]1000 MESSAGGIO...SONO UN BIG FAN
  17. Results - 202 km 1 Alejandro Valverde (Spa) Caisse d'Epargne-Illes Balears 4.42.45 (42.865 km/h) 2 Samuel Sanchez (Spa) Euskaltel-Euskadi 3 Karsten Kroon (Ned) Team CSC 4 Frank Schleck (Lux) Team CSC 5 Patrik Sinkewitz (Ger) T-Mobile Team 0.03 6 Danilo Di Luca (Ita) Liquigas 0.05 7 David Etxebarria (Spa) Liberty Seguros-Würth Team 0.07 8 Koldo Gil Perez (Spa) Saunier Duval-Prodir 0.10 9 Serguei Ivanov (Rus) T-Mobile Team 0.12 10 Matthias Kessler (Ger) T-Mobile Team 0.14 11 Fabian Wegmann (Ger) Gerolsteiner 0.16 12 Paolo Bettini (Ita) Quick Step-Innergetic 13 Benoit Salmon (Fra) Agritubel 0.23 14 Eddy Mazzoleni (Ita) T-Mobile Team 0.24 15 Juan Jose Cobo Acebo (Spa) Saunier Duval-Prodir 0.26 16 Igor Astarloa (Spa) Barloworld 17 Maxim Iglinskiy (Kaz) Team Milram 0.29 18 Iban Mayo (Spa) Euskaltel-Euskadi 19 Christopher Horner (USA) Davitamon-Lotto 20 Jurgen Van Den Broeck (Bel) Discovery Channel Pro Cycling Team 0.31 ... 32 Ivan Basso (Ita) Team CSC 0.53
  18. Trentino, colpo doppio di Cunego Il 24enne veronese della Lampre-fondital regola in uno sprint a ranghi ridotti Gilberto Simoni e Andrea Tonti: 4° successo stagionale, è il nuovo leader della corsa Damiano Cunego ha vinto la seconda tappa del Giro del Trentino e, grazie all’abbuono, ha conquistato anche il primo posto in classifica. Ad avvalorare e a esaltare la sua vittoria c’è anche il secondo posto di Gilberto Simoni. Un duello al sole, finalmente, che sa già tanto di Giro d’Italia. Da Castello Tesino a Cles, cioè dalla Valsugana alla Val di Non, cioè 174,8 km prima giù e poi su, soprattutto quando i corridori hanno affrontato una salita di prima categoria, non solo come punteggio, ma come autentica durezza: la Forcella di Brez, 1397,8 metri di dislivello in 15 chilometri, con qualche rampa da garage. La corsa in poche righe: due avventurieri di giornata (Alessandro Bertolini e Maurizio Carta), un vantaggio massimo di 4’43", poi quando la corsa si è fatta dura, e i duri hanno cominciato a correre, i migliori si sono trovati soli e contro. Con due eccezioni: Cunego, cui all’attacco della salita è saltata la catena, e il leader Luca Mazzanti, poi rientrati in discesa. A una dozzina di chilometri dal traguardo l’ultimo colpo di scena: Franco Pellizotti, forse il più brillante, e certo il più accreditato nello sprint, ha dovuto mollare per uno stiramento, conseguenza della caduta di ieri. Infine la volata: Paolo Tiralongo prima, Sylvester Szmyd poi, hanno tirato Cunego. Buon secondo Simoni, che in tre settimane ha trovato la forma migliore, ottimo terzo Andrea Tonti, che di Simoni e Cunego era gregario fino a pochi mesi fa. Domani c’è la Romeno-Tione di Trento, 168,8 chilometri, con un gran premio della montagna di prima categoria, il Passo Campo Carlo Magno, 950 metri di dislivello in 15 chilometri, però a metà corsa. (gazzetta)
  19. Trentino, colpo doppio di Cunego Il 24enne veronese della Lampre-fondital regola in uno sprint a ranghi ridotti Gilberto Simoni e Andrea Tonti: 4° successo stagionale, è il nuovo leader della corsa Damiano Cunego ha vinto la seconda tappa del Giro del Trentino e, grazie all’abbuono, ha conquistato anche il primo posto in classifica. Ad avvalorare e a esaltare la sua vittoria c’è anche il secondo posto di Gilberto Simoni. Un duello al sole, finalmente, che sa già tanto di Giro d’Italia. Da Castello Tesino a Cles, cioè dalla Valsugana alla Val di Non, cioè 174,8 km prima giù e poi su, soprattutto quando i corridori hanno affrontato una salita di prima categoria, non solo come punteggio, ma come autentica durezza: la Forcella di Brez, 1397,8 metri di dislivello in 15 chilometri, con qualche rampa da garage. La corsa in poche righe: due avventurieri di giornata (Alessandro Bertolini e Maurizio Carta), un vantaggio massimo di 4’43", poi quando la corsa si è fatta dura, e i duri hanno cominciato a correre, i migliori si sono trovati soli e contro. Con due eccezioni: Cunego, cui all’attacco della salita è saltata la catena, e il leader Luca Mazzanti, poi rientrati in discesa. A una dozzina di chilometri dal traguardo l’ultimo colpo di scena: Franco Pellizotti, forse il più brillante, e certo il più accreditato nello sprint, ha dovuto mollare per uno stiramento, conseguenza della caduta di ieri. Infine la volata: Paolo Tiralongo prima, Sylvester Szmyd poi, hanno tirato Cunego. Buon secondo Simoni, che in tre settimane ha trovato la forma migliore, ottimo terzo Andrea Tonti, che di Simoni e Cunego era gregario fino a pochi mesi fa. Domani c’è la Romeno-Tione di Trento, 168,8 chilometri, con un gran premio della montagna di prima categoria, il Passo Campo Carlo Magno, 950 metri di dislivello in 15 chilometri, però a metà corsa. (gazzetta)
  20. Alejandro Valverde vince la Freccia Vallone Alejandro Valverde ha vinto la 70ª edizione della Freccia Vallone. Lo spagnolo della Balears, 25 anni, ha preceduto il connazionale Sanchez, Kroon, Schleck e Sinkewitz. Succede nell'albo d'oro a Danilo Di Luca, oggi sesto e miglior italiano. (gazzetta)
  21. Alejandro Valverde vince la Freccia Vallone Alejandro Valverde ha vinto la 70ª edizione della Freccia Vallone. Lo spagnolo della Balears, 25 anni, ha preceduto il connazionale Sanchez, Kroon, Schleck e Sinkewitz. Succede nell'albo d'oro a Danilo Di Luca, oggi sesto e miglior italiano. (gazzetta)
  22. Rebellin (uno dei favoriti) si è ritirato in seguito ad una caduta!!!
  23. Rai Sport Sat si vede male e a scatti!!! Cercherò Eurosport in streaming e poi vi faccio sapere!!!
  24. I favoriti di cicloweb: http://www.cicloweb.it/micro009.html
  25. Trentino, primo acuto di Mazzanti Nella prima tappa, da Arco a Castello Tesino, il bolognese della Panaria-Navigare precede allo sprint Ratti e Cunego cogliendo il primo successo stagionale Pioggia, nuvole, più autunno che primavera a far da sfondo al successo di Luca Mazzanti nella prima tappa del 30° Giro del Trentino davanti a Eddy Ratti e a Damiano Cunego. La corsa, da Arco a Castello Tesino, 162,8 chilometri con due gran premi della montagna, si è decisa sull’ultima salita, a 5 chilometri dall’arrivo. I tre fuggitivi (Giairo Ermeti, Micula De Matteis e il lituano Raivis Belohvosciks), scappati dopo una trentina di chilometri, venivano inghiottiti dal gruppo dei migliori, guidato dalla Lampre-Fondital di Cunego, che domenica al Giro d'oro ha centrato il 2° successo del 2006. Contropiede per Andrea Tonti ed Emanuele Sella. E quando, proprio allo scollinamento, anche questi due attaccanti sono stati raggiunti, scattava Mazzanti, compagno di Sella alla Panaria-Navigare. Mancavano 350 metri al traguardo. E il bolognese si aggiudicava la prima corsa dell’anno. In precedenza, a 10 chilometri dal traguardo, brivido per una caduta in salita al Passo Forcella (una dozzina di chilometri, con pendenza 5%), quando Cunego e Franco Pellizotti si sono arrotati: "Pelli" è caduto, e dietro di lui anche Wegelius, Nocentini e l'atteso Gilberto Simoni. Una sbucciatura al ginocchio per il veronese, una botta al fianco per il trentino, e per tutti e due l’impossibilità di recuperare per la vittoria. Domani si corre la Castello Tesino-Cles, 174,8 km, con un gran premio della montagna sulla Forcella di Brez a quota 1397 metri e a 40 chilometri dal traguardo. L'arrivo della tappa si è colorato di un episodio curioso che ha visto come protagonista il 19enne serbo Dejan Stefanovic. Indicato tra i ritirati, il portacolori del team Endeka (formazione diretta dall'ex professionista Alberto Elli) ha comunque portato a termine il percorso concludendo con fortissimo ritardo. Non trovando il pullman della propria squadra, ha gironzolato per un paio d'ore in Valsugana prima di presentarsi al quartier tappa dell'organizzazione per contattare telefonicamente il proprio direttore sportivo. (gazzetta)
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