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sateo

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  1. I pronostici di Guido Bontempi (ds Lampre): http://www.cicloweb.it/micro006.html
  2. Se si arriva in volata la sfida sarà ristretta a Petacchi e Boonen, ma non sono sicuro che Alejet terrà il ritmo di Tommy Boonen sul pavè!!!
  3. A parità di condizione in volata Petacchi dà una bicicletta di distacco a Boonen (vedi San Remo e Ruta del Sol). Ciò che fa di Boonen un campione è la potenza che gli permette di vincere corse su pavè, oltre alle volate.
  4. Ma che c'entra Petacchi??? Lui è il velocista più forte del mondo e la classe di Boonen non deve essere usata come mezzo per minimizzare lo strapotere di Alejet negli sprint.
  5. Ha vinto Boonen davanti ad Hoste, scattati insieme a -33 km dal traguardo. Segue un gruppettino regolato da Hincapie su Van Petegem e Ballan (ora secondo nella classifica Pro Tour). Male Petacchi, troppo dura questa corsa per un velocista puro come lui.
  6. Diretta audio Eurosport in italiano: http://www.eurosport-it.com/eurosport/mc_v..._vid20996.shtml
  7. Chi lo butta giù dal Muro? Boonen strafavorito nel Fiandre Non succede così spesso che una corsa abbia un faro tanto luminoso a rischiararne l'orizzonte. Nel Fiandre di domani, sì. Quel faro si chiama Tom Boonen, ed è strafavorito per il successo, tanto che i bookmakers quotano la sua affermazione a 2,75, una percentuale ridicola (puntando 1 euro se ne vincono 2,75) per il ciclismo, sport in cui l'imprevisto è sempre dietro l'angolo. Il punto è che Boonen, esploso esattamente un anno fa nello stesso Giro delle Fiandre (fin lì era un grande potenzialmente, dopo quella corsa l'avverbio iniziò ad essere cancellato, per scomparire del tutto una settimana dopo, alla Roubaix), si è mosso fin qui con disarmante facilità, e non solo tra le pieghe delle corse fiamminghe, quelle che in teoria vincerebbe con una gamba sola. È andato nel deserto e poco mancava lo facessero direttamente emiro del Qatar, vista la ricchezza di vittorie accumulata in appena una settimana; si è spostato al sole dell'Andalusia e, pur perdendo due volte da Petacchi (e va bene, allo sprint lo spezzino ha un'altra marcia, ancora), alla terza è riuscito a mostrare le terga ad AleJet; non parliamo poi della Parigi-Nizza, in cui ha fatto il bello e il cattivo tempo, arrivando a vincere una volata partendo da fermo a 100 metri dal traguardo. La Sanremo ce l'ha restituito sconfitto e felice, per aver in qualche modo indotto il successo del suo compagno Pozzato (ma anche qui, in volata avrebbe perso da Petacchi): un ruolo, quello dello specchietto per le allodole, che Tom ha vestito spessissimo anche nel natio Belgio, per esempio a Kuurne (vittoria di Nuyens, nel giorno del capolavoro Quick Step); invece nell'Attraverso il Fiandre, Boonen si è testato a fondo, scattando come un forsennato su alcuni dei muri che caratterizzeranno la corsa di domani; il successo l'ha cercato e trovato solo nel GP Harelbeke, che ormai (siamo a tre consecutivi) è diventata una corsa personale. Nell'occasione il Campione del Mondo si è mosso dietro a Ballan, che potrebbe risultare domani il più ostico degli avversari. Dopodiché, nella Tre Giorni di La Panne il bel Tom(o) si è nascosto, pure troppo secondo alcuni; ma in effetti è un giochetto che gli è riuscito alla perfezione in passato, per esempio alla Vuelta dell'anno scorso, quando tutti lo davano in condizioni non esaltanti, e invece lui estrasse poi dal cilindo un Mondiale perfetto, con tanto di maglia iridata conquistata davanti a Valverde e Geslin. Oltre a tutto il bene possibile che si può dire su Boonen, bisogna notare per di più che lui corre nella squadra di gran lunga più forte per questo tipo di corse (se non addirittura per l'intera gamma delle prove in linea). Il più forte nella squadra più forte: cosa deve succedere perché l'equazione non dia il risultato immaginato da tutti? Qualche congiunzione astrale, forse? Se è così, l'eclissi di sole dell'altro giorno può significare qualcosa... Ma se lasciamo perdere le ciance e torniamo a parlare di ciclismo, dobbiamo esaminare il ruolo di Paolo Bettini, team-mate di Tom e altro pretendente forte, fortissimo, di qualità. Il Grillo lo dice da mesi, che il Fiandre gli piace e gli manca, nella collezione di vittorie nelle grandi classiche. 20 giorni fa il toscano volava, letteralmente, poi la caduta alla Tirreno lo ha frenato fisicamente e raffreddato moralmente, ma anche lui è uno da prendere con le molle, visto che non fatica troppo a entrare in condizione e che quand'anche non fosse al meglio, una zampata saprebbe sempre darla. Ma pensare alla possibile tattica che attuerà la Quick Step è impresa ardua: troppi nomi, troppa bravura in quella squadra; alla Sanremo, tanto per fare l'esempio più fresco e vivido, qualcuno poteva aspettarsi l'exploit di Pozzato? Quello stesso Pozzato che domani potrà pur sempre far qualcosa di importante, visto che ormai, rotto il ghiaccio, le cose belle vengono più facilmente. Ma in squadra c'è anche Nuyens, che proprio Bettini considera come un suo possibile erede, e che da tempo è atteso a un colpo da campione; c'è Van Impe, nome importante per un corridore che sta crescendo in fretta e bene; c'è Baguet, che per essere un corridore non di primissimo piano, è pur sempre il campione nazionale belga; ci sono gregari tagliati a spigoli, proprio come le pietre cubiche del pavè, i Cretskens e gli Hulsmans, locomotive fiamminghe nell'anima sportiva, e non solo sulla carta d'identità. Opporsi a tale corazzata può un po' sembrare voler coprire il sole con un dito; eppure, potrà sembrare paradossale, ma ci sono altre squadre che avrebbero (avranno?) la forza di ribaltare il pronostico. C'è una Discovery Channel che ha appena dominato a La Panne, e che si gioca dei potenziali vincitori come Hincapie, Devolder o Hoste (indimenticabile il suo Fiandre 2004: in fuga per una vita, ripreso, staccato, rientrato, secondo al traguardo), accompagnati da gregari di lusso (Ekimov, Gusev, Hammond); c'è una Davitamon che, capitano Van Petegem, ha un ottima seconda punta come Steegmans e una pletora di corridori nati e cresciuti su queste strade e su questi muri. Poi, un gradino sotto, c'è la T-Mobile di Klier e Wesemann (l'uno secondo l'anno scorso, l'altro primo due anni fa), e Bernucci; la Gerolsteiner in cui Zabel proverà (magari aiutato da Petacchi, che però ha fin qui dimostrato scarsa esperienza su questi percorsi) a far sua una corsa che ama; la Rabobank con Erik Dekker e Van der Flecha, visti molto bene nel recente Critérium International. E poi, discorso a parte ma ricco di attese, c'è la Lampre. Nessuno degli 8 uomini schierati da Martinelli a Brugge è un campione conclamato, uno che attiri le folle, o che fermi il traffico. Eppure, eppure: il capitano è Alessandro Ballan, fantastico nella Milano-Sanremo, bravissimo allo stesso Fiandre un anno fa (sesto dopo un attacco a lunga gittata), e notevole nel succitato GP Harelbeke, quando ha fatto da sparring partner a Boonen, dimostrando però di essere in grado di attaccare e fare male. Insieme a Ballan correranno Matteo Carrara, che sta infilando una serie lunga e bella di ottimi piazzamenti in tutte le gare a cui partecipa; Claudio Corioni, visto bene a La Panne e molto a suo agio sul pavè; Enrico Franzoi, eccellente crossista che deve ancora farsi le ossa su strada, ma che ha tutto per fare un'ottima figura nel Fiandre e nella Roubaix, e senz'altro saprà dare una mano a Ballan. Dalle speranze della giovane Lampre da battaglia, all'esperienza dei "vecchi" della Tenax: invitata proprio grazie alla loro presenza, la squadra di Bordonali vivrà il momento di maggior prestigio dell'anno, con Baldato (due volte secondo) e Petito (quinto l'anno scorso) che hanno la forza, la voglia, la tenacia e la capacità di regalare al loro sponsor una giornata di gloria, il che sarebbe oro puro in quest'epoca di squadre Professional troppo bistrattate e condannate a vivere ai margini del grande ciclismo. In bocca al lupo, tifiamo anche per loro. (cicloweb)
  8. I favoriti di Andrea Tafi http://www.cicloweb.it/micro004.html
  9. Complimenti per l'organizzazione del topic!!! Fantastico, quante informazioni!!!
  10. sateo

    Milano-Sanremo

    Le pagelle della Sanremo Pozzato - 9,5 È stato davanti sin dalla Cipressa, andando a fare l'andatura con Boonen a ruota e Bettini al fianco; è stato il solo, pronto, a replicare allo scatto al fulmicotone del fortissimo Ballan. Poi, una volta in testa - con Boonen dietro a marcare Petacchi - non ha collaborato perché alla Quick Step andava bene sia arrivare col gruppetto (Pozzato è veloce e se la sarebbe giocata con Astarloa) che arrivare in volata (con il duello TornadoTom-AleJet). Ultima curva ad "S", Milram che rintuzza l'attacco, Nocentini che prova a partire, e Pozzato - gamba stratosferica - che lo marca. Il toscano si sposta, gli fa quasi il buco, il treno di Petacchi è stanco, e ai 250 metri Pozzato ha 30 metri di vantaggio sullo spezzino, ci crede e non li perde. Alza le braccia con due bici di vantaggio. Bravo Pippo!! Quick Step-Innergetic - 10 - L'abbraccio di Bramati a Pozzato in fondo a Via Roma, una volta terminata la corsa, è già da 7,5: ma la chiave di volta è Guido Trenti, carta impensabile che disorienta tutti, la Milram in primis. Nuyens che lavora da lontano, Bettini che è davanti ma non troppo (ha solo seguito Carrara lungo la discesa della Cipressa), un Pozzato maiuscolo ed un Boonen che sa essere faro e specchio per le allodole allo stesso tempo: fece così all'Het Volk (Pozzato 4°), fece così a Kuurne (Nuyens 1°); Bettini spera che si ripeta al Fiandre... Ballan 10 Ci perdonerà Pozzato, ed anche se non avrà la compiacenza di farlo, beh... Alessandro Ballan è il vincitore morale di questa Milano-Sanremo (il che, all'atto pratico, significa poco più di un "Premio Combattività"). Una selezione impensabile sul Poggio, una sparata da applausi e che ci ha fatto sobbalzare di gioia e stupore: ha avuto la sfortuna di trovarsi un Pozzato in versione Lupin, compresa la poca collaborazione di Astarloa, Nocentini, Frank Schleck (altro bellissimo corridore) e Samuel Sánchez. Ciononostante, 8° all'arrivo. Bravo Alessandro, bravo davvero. Boonen - 8,5 Ha un carisma unico. In casa Quick Step fa le pentole ed i coperchi: dispone di una squadra strepitosa e questo forse già si sapeva, ma di questi tempi un capitano - un Campione del Mondo - che corre una Milano-Sanremo in questo modo è soltanto da ammirare. Ha forse capito che non avrebbe mai battuto Petacchi, e forse l'ha capito mentre tirava Pozzato, sulla Cipressa, quando il belga s'è lasciato andare ad una linguaccia più di sofferenza che guascona. Sarà un bravissimo direttore sportivo, tra più di dieci anni, quando smetterà dopo aver vinto - e fatto vincere - parecchie altre corse. Lampre-Fondital - 8,5 A una giornata così, manca solo la vittoria. Anzi, manca la vittoria individuale, perché crediamo che il 5° posto di Napolitano (all'esordio, bravissimo Napodany!), l'8° di Ballan ed il 10° di Carrara valgano al team di Martinelli quantomeno il prestigioso titolo di team più bravo nella Classicissima. Gli attacchi (anche se il primo è stato più un timido allungo) di Carrara prima e di Ballan poi dimostrano come la condizione sia buona e come la voglia di non fare le comparse era tanta. Onore al merito. Petacchi - 8,5 Che volata, Alessandro: che volata! Peccato per lo spezzino che la Milram si sia sfaldata un po' troppo presto, ma del resto questa era un'eventualità che già da qualche giorno serpeggiava nelle nostre pagine. Doveva essere un po' più coraggioso Stanga, e mandare qualche uomo in fuga sin dalle prime battute per sgravare la sua squadra dall'inseguimento. Insomma, come ha fatto la Quick Step. AleJet disputa una volata forse ancora più poderosa del 2005, ma non c'è verso. E probabilmente è giusto così: ogni tanto, per vincere, si deve rischiare di perdere. Paolini - 7,5 Sì, lo ammettiamo: avevamo dubitato un po' di lui. Vero, verissimo, è inizio stagione e la forma non era ancora delle migliori. Ci cospargiamo il capo di cenere e lo ammettiamo senza problemi. Bello l'attacco di Garzelli sulla Cipressa, bravissimo il comasco a rimaner coperto fino alla fine e poi piazzare la zampata che lo porta sul gradino più basso del podio davanti a Boonen, già esultante per il compagno di squadra. Era commosso sul podio, magari ha perso il "treno-Ballan" e l'ha vissuta per un attimo come un'occasione persa. Ma non lo è. Lo rivedremo. Allegrini - 7 Il voto è ovviamente da estendere a Contrini, Scherilinkx, Cheula, Matveyev, Unai Etxebarria, Auger e Carlström, fuggitivi della prima ora. Però Mirko ci ha anche riprovato, con l'acqua alla gola, al momento del ricongiungimento col plotone, e poi è un nostro forumista, e non possiamo esimerci dall'applaudirlo con vigore. Massimiliano Mori - 6 Col fratello minore Manuele, 10° l'anno scorso, a casa per via di uno scafoide rotto e di una gastrite, il toscano della Naturino ci ha fatto prendere il più grosso spavento di giornata: ad Imperia, in una rotonda, è andato dritto ed ha picchiato il volto tra strada e marciapiede, rimanendo fermo steso per un po'. Poi si è rialzato, cosciente, con una ferita prettamente da pugile: con lo zigomo squarciato. Un incoraggiamento anche al team di Santoni: con lo spavento preso con Agnoli e poi il "guaio" occorso a Simeoni, sarebbe ora che la sfortuna lasciasse un po' in pace la compagine marchigiana. E magari si dimenticasse un po' del ciclismo. Hushovd - 5 Era atteso come grande protagonista, con Boonen era stato l'unico in grado di battere Petacchi in volata, stava bene e la Tirreno l'aveva dimostrato. Anche su Cipressa e Poggio era parso brillante e pimpante, stando costantemente a ruota dei Quick Step e dei Milram. Addirittura un suo compagno di squadra si è adoperato negli ultimi chilometri nel collaborare con Zabel e Sacchi nelle ultime pedalate. All'arrivo, però, completamente assente. E anche se aveva capito che Pozzato era irraggiungibile, la solfa non cambia. Peccato, ma lo rivedremo al Nord. Astarloa - 4,5 Perché, Igor? Perché Pozzato non collaborava, forse? Sì, vabbè, ma perché arrivare fuori da 10 quando puoi arrivare sul podio di una corsa come la Sanremo? Non la meritava, dici? Ma l'ha vinta uguale! Ci risiamo: la scarsa collaborazione alla fine del Poggio, sull'Aurelia, è sempre stato il capolinea di molti coraggiosi attaccanti. Evidentemente ad Astarloa è mancato parecchio coraggio. Milram - 4 Knees, Poitschke, Den Bakker e Cortinovis son diversi da Tosatto, Bruseghin, Gustov e Codol, non c'è niente da fare. C'è da dire che la Milram al box ha anche lasciato tre ragazzi come Rigotto, Grivko e Visconti ed un bel vagone come Cadamuro. C'era bisogno di qualcuno che lavorasse da lontano, è vero, ma la Quick Step ha dimostrato come gli uomini in fuga siano importanti nell'economia di una squadra. Magari non tutti e quattro, ma anche la metà (azzardiamo Rigotto e Grivko, molto attivi alla Parigi-Nizza) sarebbero bastati a rendere tutto meno amaro. Operatori Rai - 2 No, non siamo troppo cattivi, ma semplicemente giochiamo un po' sulle volte che gli uomini della Caisse d'Epargne di Echavarri si sono adoperati per mandare in un paese diverso da quello delle meraviglie la moto dell'operatore Rai che - a loro dire, e neanche troppo a torto - stava facendo un po' troppo da scia agli uomini Milram che inseguivano il gruppetto che comprendeva il loro compagno Reynés, 11° l'anno scorso, e sicuramente il più veloce - con Trenti - tra Moerenhout e Frank Schleck. Storcemmo il naso durante la scorsa Gand, bacchettiamo con decisione ora. Accanto, ragazzi, accanto: non davanti. Ok? (cicloweb)
  11. sateo

    Milano-Sanremo

    Pozzato, sei bellissimo Filippo vince una grande Sanremo Finora la cosa più famosa di Filippo Pozzato era la curatissima capigliatura: i più cattivelli del gruppo dicevano che non scattava mai se c'era vento, perché non lo si vedesse in primo piano con la chioma spettinata. E poi Pozzato a qualcuno non stava tanto simpatico: troppo bello, troppo vanitoso, troppo arrogante (fu tra i protagonisti del mobbing ai danni di Simeoni al Tour 2004). Troppo predestinato, pure: se ne parla da un secolo come di un possibile vincente, anzi stravincente, perché è dotatissimo; cresciuto nel vivaio Mapei, è da sempre circondato da un'attesa che qualche grattacapo (leggi: pressione) gliel'ha dato. Pozzato ha ancora l'invidiabile età di 24 anni, addirittura uno in meno di quel fenomeno di Boonen. E all'attivo ha una tappa vinta al Tour, un paio di Trofei Laigueglia, la Tirreno-Adriatico 2003, e - vinti nell'arco di una settimana l'anno scorso - una Classica di Amburgo e un Giro del Lazio. Tutto questo fino a ieri. Perché oggi Pozzato impareranno a conoscerlo tutti, proprio tutti: infatti Filippo, vicentino di Sandrigo, ha vinto nientemeno che la Milano-Sanremo. Una Milano-Sanremo bellissima, entusiasmante, incerta fino all'ultimo metro; una Milano-Sanremo che, dopo due volatoni consecutivi (Freire 2004 e Petacchi 2005) torna a sorridere ad un finisseur: e questo significa che forse il tanto sospirato cambiamento (indurimento) di percorso tarderà ancora a venire. Pozzato si è mosso in cima al Poggio, andando dietro ad un Ballan letteralmente scatenato, partito fortissimo e capace di scavare 10" tra sé e il gruppo (e tutti sanno quanto sia arduo, al giorno d'oggi, fare il vuoto sul Poggio). Pozzato, perfetto ingranaggio di una macchina altrettanto perfetta (la Quick Step), ha svolto molto bene il compito che gli spettava: ha preso la ruota del collega e non ha collaborato minimamente alla fuga perché nel plotone aveva Boonen, favorito (con Petacchi) in caso di arrivo in volata. Il peso dell'azione è rimasto per intero sulle spalle di un Ballan potentissimo; sui due, dopo qualche pedalata, è riuscito a riportarsi Astarloa, poi in discesa sono arrivati anche Schleck (che era davanti ed era stato superato lungo la salita), Nocentini e Sánchez González. 6 uomini in testa all'entrata di Sanremo, una situazione pro-attaccanti come da tempo non se ne vedevano. E dietro la Milram (squadra di Petacchi) a tirare disperatamente per ricucire un margine di 10" che ha iniziato a calare quando davanti è venuta a mancare la spinta propulsiva di Ballan, e gli altri non hanno trovato un accordo: Pozzato era troppo veloce perché i vari Astarloa e Nocentini scegliessero di portarlo in carrozza al traguardo, dove li avrebbe battuti con una gamba sola. Ma la Milram aveva già perso quasi tutti i suoi gregari in precedenza, per ricucire sulla prima fuga di giornata (otto uomini: Allegrini, Matveyev, Cheula, Contrini, Carlström, Etxebarria, Auger e Scheirlinckx, partiti al km 27 e ripresi al 260, dopo aver avuto fino a 11' sul gruppo), e poi su un'intensa azione del già citato Schleck e di Reynés, Moerenhout e Trenti, che ha preso le mosse dopo la Cipressa (a meno 16 dal traguardo). Eccola, proprio questa è l'azione chiave della giornata: il caso (il caso?) vuole infatti che Trenti sia un uomo della Quick Step, l'ennesimo uomo pericoloso (perché veloce) di cui lo squadrone belga pullula letteralmente. E così Boonen, Bettini, Pozzato e il resto del team a star caldi in mezzo al gruppo, e Milram a tirare chilometri e chilometri (aiutata nell'occasione dalla Rabobank, sul Poggio). Errore grave di Stanga: Zabel doveva entrare in quell'azione, lui o chiunque altro (anche Velo, o Sacchi, perché no?), a maggior ragione visto che la squadra aveva già perso qualche pezzo per strada: la Cipressa (su cui è successo poco: un forcing della Lampre, un bell'affondo di Garzelli, durato troppo poco, un contropiede di Moletta, stop. Niente Bettini, ma il Grillo non ci ha provato nemmeno dopo). Insomma, la Milram era messa talmente male che è stato addirittura Zabel a doversi sobbarcare una lunghissima trenata, dai meno 2 ai meno 1, per riportare il gruppo sui fuggitivi. Ma il plotone ci è arrivato col fiatone, sugli attaccanti; e nulla ha potuto quando, nel momento esatto del ricongiungimento, Nocentini è partito in contropiede, e Pozzato gli è andato appresso. Rinaldo, encomiabile, ha finito subito la benzina; il vicentino, invece, ne aveva ancora, essendosi fin lì risparmiato; e allora è volato da solo verso il traguardo, 400 metri di straordinaria bellezza emotiva, col gruppo che rombava alle sue spalle e lui che non s'è voltato neanche una volta, inseguendo la sua stella polare, quel traguardo da sempre sognato, una chimera diventata per una volta realtà. Appena 10 metri alla fine hanno separato il vincitore dal gruppo in cui un Petacchi superbo, senza ormai compagni di squadra a lanciarlo (ha le qualità per vincere anche senza treno, sì che le ha), è partito lunghissimo perché vedeva Pozzato ormai quasi irraggiungibile; e infatti non è riuscito a chiudere il buco, ma una cosa l'ha fatta: ha stracciato tutti i rivali, Boonen in primis. Ha dimostrato che se avesse avuto una squadra più forte, gliel'avrebbe fatta vedere, al Campione del Mondo. Può sembrare una magra consolazione, ma non lo è, e Petacchi qualche sassolino dalla scarpa (di quelli madrileni) potrà pure toglierselo. Poi Paolini (altro terzo posto dopo quello del 2003), poi Napolitano, tenace quanto basta per rientrare dopo essersi staccato sulla Cipressa e poi bravo nella volata (avrà tempo per migliorare), poi Freire (di più evidentemente non poteva) e anche Garzelli, che si è cimentato nello sprint con risultati lusinghieri. Poi gli altri, sconfitti, delusi, soddisfatti comunque, sarà per un'altra volta, per un'altra Sanremo; questa, di Sanremo, è tutta di Filippo Pozzato. (cicloweb)
  12. sateo

    Milano-Sanremo

  13. sateo

    Milano-Sanremo

    Zabel al 90% tirerà la volata a Petacchi!!!
  14. sateo

    Milano-Sanremo

    I Favoriti 1.Alessandro Petacchi (Team Milram) È il vincitore in carica, e questo lo pone come primo favorito (anche se il 2° favorito è lì che lo tallona): alla Tirreno ha inanellato un 2° posto a Civitanova Marche con errore, un 2° posto a Torricella Sicura inaspettato ed una bella vittoria, su cui non si discute, a San Benedetto del Tronto, quando qualcuno era già lì pronto ad additare i miglioramenti in salita come causa della volata non perfetta (sino ad allora) di AleJet. Alla Ruta del Sol ha battuto Boonen in 2 volate su 3: allunga le distanze o si fa rimontare? Dalla sua, l'ultimo vagone Zabel (4 Sanremo vinte), di contro, la squadra nuova in cui Cortinovis, Poitschke e Knees, con tutto il rispetto, non valgono Codol, Bruseghin e Tosatto. 2.Tom Boonen (Quick Step - Innergetic) Prendete il discorso di Petacchi e rigiratelo. Parigi-Nizza da assoluto dominatore in volata, con la diavoleria di Rasteau che resterà ben impressa nella nostra memoria per molti anni a venire. Tosatto e Trenti, ex-gregari di Petacchi, sono ora in Quick Step, e personaggi come Nuyens e Pozzato (soprattutto se Bettini non sarà al top) potrebbero essere importanti pedine tattiche. E se il Campione del Mondo partisse sul Poggio...? 3.Oscar Freire Gómez (Rabobank) Si nasconde, Oscarito, sta facendo finta di essere stanco e chiude la Tirreno-Adriatico in calando. Che volpe, lo spagnolo, un maestro di pretattica scaltro come nessuno in classiche simili. Dopo esser spuntato dall'ombra di Zabel a 4 o 5 centimetri dall'arrivo, nel 2004, proverà a tirare uno scherzetto alla coppia dei favoriti. L'anno scorso arrivò con una condizione eccelsa e coi fari puntati, ma non andò oltre il 5° posto. È tornato alla vittoria a Paglieta, e scommettiamo ci abbia preso di nuovo gusto. 4.Thor Hushovd (Crédit Agricole) Ha battuto Petacchi in volata; basta come biglietto da visita? Va bene l'errore dello spezzino che non ha considerato il vento, va bene Sabido della Barloworld che gli ha praticamente lanciato lo sprint ai 200 metri, ma il norvegese ha avuto il coraggio di mettersi sul binario parallelo di AleJet e di batterlo per una manciata di centimetri. Nel 2005 fu 3° a Sanremo senza aver brillato particolarmente alla Tirreno; nel 2006, con Boonen, è stato l'unico a battere in volata Petacchi (Bennati alla Valenciana e Bertagnolli alla Tirreno lo anticiparono). Se uno dei tre su citati sbaglierà qualcosa, Hushovd è pronto ad alzare le braccia. 5.Allan Davis (Liberty Seguros - Würth) È cresciuto molto allo sprint, e la Parigi-Nizza l'ha dimostrato. Con Boonen, è l'unico velocista che ha partecipato alla corsa francese in luogo di quella italiana, e gli ultimi anni (fino a Tchmil) hanno dimostrato che non è stata una scelta azzeccatissima. Ha una squadra forte anche di Vinokourov (che però è in ritardo), Kashechkin (vittoria di tappa alla Nizza) e Jaksche (2° alla Tirreno, come Freire 2004 e Petacchi 2005... scaramantici?), che potrebbe sgravarlo da troppe responsabilità. 6.Igor Astarloa (Barloworld) Ha disputato un'ottima Tirreno, e non è entrato in classifica causa alcune cadute, non sue, che gli hanno fatto perdere i treni decisivi a Frascati, soprattutto, e poi nella tappa conclusiva. La Milano-Torino ce lo ha restituito pimpante, la tappa di Paglieta ha dimostrato che non si trattava di un fuoco di paglia e la cronometro di Servigliano ci ha detto che la forma, insomma, c'è. Anche in caso di arrivo compatto, il capitano di Corti è in grado di ben figurare. 7.Philippe Gilbert (Française Des Jeux) Chi fa bene all'Omloop Het Volk, classica d'apertura del circuito belga, frequentemente corre una buona Milano-Sanremo. Questo talentuoso ragazzo, già 6° lo scorso anno, l'Het Volk l'ha addirittura vinta, e da gran dominatore. Se Eisel starà bene, proverà a partire col gruppetto degli attaccanti, se l'austriaco non passerà Cipressa e Poggio, invece, il belga si accontenterà del piazzamento in volata. Troppo importante figurare per la sua squadra. Vedremo. 8.Alejandro Valverde (Caisse d'Epargne) A.A.A. Cercasi Valverde! Buone prove alla Vuelta a Murcia, con tanto di vittoria di tappa; poi, il buio. L'anno scorso arrivò 2° alla Parigi-Nizza, ma quest'anno non si è presentato in Francia. "Correrà la Tirreno", abbiamo pensato; e invece niente. L'anno scorso fece 2° a Madrid dopo quasi 1 mese di inattività e un rientro blando. È capace di tutto, e sarà da tener d'occhio. 9.Robbie McEwen (Davitamon - Lotto) È malconcio il canguro, è caduto in una delle prove delle "Classiche di Museeuw", una rassegna di tre classiche che determinano una classifica generale finale. Si è scontrato proprio nell'ultima corsa, in volata, con Matti Breschel (ha avuto la peggio il danese, ahilui). Sta correndo con una costola rotta, pare, ciononostante ha fatto 2° a San Benedetto del Tronto. Tutto da verificare, e Leukemans e Van Bon sono pronti a raccoglierne il testimone. 10.Miguel Ángel Martín Perdiguero (Phonak Hearing Systems) Oltre la Challenge Mallorca di inizio febbraio ha corso pochissimo. Niente Parigi-Nizza, niente Tirreno-Adriatico, né corse precedenti in Spagna. Crediamo sia in ritardo di condizione, quindi, ma la Phonak - oltre allo spagnolo già 9° nel 2004 - può contare anche su altre ruote discretamente veloci come Hunter, Elmiger, Murn e Rast. Cinque corridori: per la legge dei grandi numeri, uno lo vediamo tra i piazzati. (cicloweb)
  15. sateo

    Milano-Sanremo

    Sanremo, confermato il forfeit di Ongarato (Milram) MILANO, 16 marzo 2006 - Imperniata sui leader Alessandro Petacchi ed Erik Zabel, nel palmares cinque vittorie complessive alla Milano-Sanremo, la Milram ha ufficializzato la formazione per la Classicissima di sabato che non prevede al via Alberto Ongarato, uno dei cardini del treno di Petacchi per le volate. Il corridore padovano, che si è ritirato alla Tirreno-Adriatico per attacco influenzale, è stato sostituito dall'esperto olandese Maarten Den Bakker. L'organico Milram è completato da Cortinovis, Poitschke, Knees e dai collaudati Velo e Sacchi. (gazzetta) Dunque Petacchi perde un importante vagone del suo treno, vedremo se Den Bakker svolgerà lo stesso ruolo di Ongarato o il treno sarà ridotto a Sacchi, Velo e Zabel.
  16. sateo

    Milano-Sanremo

    Petacchi e Boonen sono in forma, ma bisogna vedere se si arriva in volata, Bettini & co. non si faranno mettere sotto i piedi di velocisti e tenteranno qualche scatto. Tuttavia credo che le squadre dei velocisti riusciranno a tenere la corsa cucita fino allo sprint di Via Roma a San Remo. Attenzione alla Quick Step, che potrebbe fare il doppio gioco: in caso di attacco di Bettini non si metterà a tirare per riprenderlo e dunque sarà la Milram a dover guidare il gruppo!!!
  17. Classifica 1 Floyd Landis Usa Phonak Hearing Systems 31h54'41" 2 Francisco Javier "Patxi" Vila Errandonea Spagna Lampre - Fondital a 9" 3 Antonio Colom Mas Spagna Caisse d'Epargne - Illes Balears a 1'05" 4 Samuel Sánchez González Spagna Euskaltel - Euskadi a 1'13" 5 Frank Schleck Lussemburgo Team Csc a 1'22" 6 José Azevedo Portogallo Discovery Channel Pro Cycling Team a 1'35" 7 Erik Dekker Olanda Rabobank a 1'38" 8 Pietro Caucchioli Italia Crédit Agricole a 1'39" 9 José Luis "Chechu" Rubiera Vigil Spagna Discovery Channel Pro Cycling Team a 1'40" 10 Christopher Horner Usa Davitamon - Lotto a 1'43" 11 Evgeni Petrov Russia Lampre - Fondital a 3'16" 12 Sandy Casar Francia Française des Jeux a 3'25" 13 Luis Leon Sánchez Gil Spagna Liberty Seguros - Würth Team a 3'30" 14 Joost Posthuma Olanda Rabobank a 3'51" 15 Sylvain Chavanel Francia Cofidis, le Credit par Télephone a 3'56" 16 Matteo Carrara Italia Lampre - Fondital a 4'00" 17 Haimar Zubeldia Agirre Spagna Euskaltel - Euskadi a 4'08" 18 Cyril Dessel Francia AG2R Prevoyance a 4'13" 19 Thomas Lövkvist Svezia Française des Jeux a 4'22" 20 Dmitriy Fofonov Kazakistan Crédit Agricole a 4'30"
  18. 6a tappa: Dignes-les-Bains - Cannes - 179.0 km 1 Andrey Kashechkin Kazakistan Liberty Seguros - Würth Team 4h12'08" 2 Sylvain Chavanel Francia Cofidis, le Credit par Télephone a 1'06" 3 Sandy Casar Francia Française des Jeux a 1'11" 4 Thomas Voeckler Francia Bouygues Telecom a 1'11" 5 David Moncoutie Francia Cofidis, le Credit par Télephone a 1'11" 6 Jurgen Van de Walle Belgio Quick Step - Innergetic a 1'11" 7 Evgeni Petrov Russia Lampre - Fondital a 1'11" 8 Matteo Carrara Italia Lampre - Fondital a 1'33" 9 Tomas Vaitkus Lituania AG2R Prevoyance a 1'33" 10 Frank Schleck Lussemburgo Team Csc a 1'33" Andrey Kashechkin va a conquistare una vittoria di prestigio nella penultima tappa della Parigi-Nizza, in una giornata che prometteva qualche movimento in classifica (ben 8 i Gpm da affrontare), ma che ha lasciato praticamente tutto immutato. Sin dal km 0 ci sono attacchi, con Voigt (Csc) protagonista di diversi tentativi. Al km 10 il tedesco allunga con Navarro (Liberty) e Verbrugghe (Cofidis). Al km 24 escono dal gruppo, in caccia dei fuggitivi, Aitor Osa (Liberty), Durán (Saunier), Portal (Caisse), Boonen (Quick Step), Carlström (Liquigas), Dumoulin e Vaitkus (AG2R). I 7 prendono il terzetto di testa all'inizio del Col des Leques, in vetta al quale (km 41) passa per primo Voigt, davanti a Carlström e Verbrugghe. Dumoulin si stacca, ma il gruppo non lascia troppo spazio agli altri. Perdono terreno anche Durán, Boonen, Carlström e Vaitkus, poi allo sprint di La Garde (km 56) Verbrugghe precede Navarro e Voigt, ma il gruppo è lì a 17", e da esso fuoriescono Pérez Arrieta (Caisse), Monfort (Cofidis) e Van de Walle (Quick Step), che si portano sui primi. Ma sulla salita di Col de Luens, colle di 2a categoria, si muovono anche Julich (Csc), Popovych (Discovery), Moncoutie (Cofidis), Petrov (Lampre) Casar e Mourey (Française), e poi, ancora più su, anche Kashechkin (Liberty), Fofonov (Crédit), García Acosta (Caisse) e Voeckler (Bouygues). In vetta (km 59) Moncoutie transita per primo davanti a Voigt e Navarro. A 15" passa il quartetto comprendente Kashechkin, a 30" il gruppo. García Acosta perde un po' di terreno, poi viene raggiunto da Sylvain Chavanel (Cofidis), e i 2 riescono a riportarsi sugli altri fuggitivi solo dopo la Côte du Mousteiret (km 64), su cui passa in testa Moncoutie davanti a Mourey e Julich. Al km 70 il margine dei 19 di testa è di 2'30", poi il gruppo torna a recuperare. Sulla Côte du Clos d'Espargon (km 86) è sempre Moncoutie a scollinare per primo, davanti a Mourey e Voigt, col gruppo a 1'40". Sul Col de Saint-Arnoux (km 86) attacca Mourey, che scollina da solo (secondo Moncoutie, terzo Casar). Ma è sul successivo Col de Bourigaille (1a categoria, vetta al km 115) che il gruppo dei 19 si frantuma. Moncoutie attacca, García Acosta, Portal e Popovych vanno in difficoltà. Quindi è Petrov ad allungare, e il russo va via, scollina da solo con 22" su Moncoutie, Kashechkin, Casar, Chavanel e Van de Walle, più dietro gli altri, a 2'40" il gruppo. Petrov allunga ulteriormente, sulla Côte de Mons (km 122) ha 50" su Moncoutie, Casar e gli altri tre immediati inseguitori (Kashechkin, Chavanel e Van de Walle), col gruppo a 3'50". In discesa il gruppo di Voigt (comprendente anche Navarro, Osa, Fofonov, Popovych, García Acosta, Pérez Arrieta, Monfort, Verbrugghe, Voeckler e Mourey) si riporta su questi 5, e Fofonov parte in contropiede alla caccia di Petrov, ma sarà ripreso entro breve. Ci prova anche Verbrugghe, ma anche lui senza troppa fortuna. Allo sprint di Montauroux (km 144) Petrov è primo, Verbrugghe secondo a 1'40", Mourey terzo poco dietro. Il gruppo è a 3'40" dal battistrada. Tocca poi a Mourey e García Acosta tentare la via della fuga, ma anche la loro azione si spegne in fretta. Sul Col de Tanneron (2a categoria) restano in 7 alle spalle di Petrov: si tratta di Voeckler, Pérez Arrieta, Casar, Van de Walle, Moncoutie, Chavanel e Kashechkin. È quest'ultimo ad accelerare, e il suo allungo è di quelli che fanno male: il kazako riprende Petrov a 1 km dalla vetta, e quando scollina (al km 159) ha 25" su Petrov, raggiunto proprio in cima anche da Moncoutie (che passa terzo e conquista così la maglia di miglior scalatore, togliendola a Laurent), Van de Walle, Voeckler, Chavanel e Casar. Alla fine della discesa Chavanel parte in contrattacco. A 10 km dall'arrivo, Kashechkin ha 13" sul francese e 35" sugli altri inseguitori, ma il kazako tiene benissimo e anzi, guadagna nettamente su tutti andando a vincere con merito la tappa. Il gruppo chiude a 1'33", regolato da Carrara. In classifica solo Haimar Zubeldia (Euskaltel), tra gli uomini di vertice, perde terreno (era settimo a 1'37"). Non partito Lang (Gerolsteiner). Ritirati Steels (Davitamon), Förster e Schumacher (Gerolsteiner), Renshaw (Française), Steegmans (Davitamon) - che pure aveva tentato un attacco al km 0, Moreau (AG2R), . Classifica 1 Floyd Landis Usa Phonak Hearing Systems 28h24'45" 2 Francisco Javier "Patxi" Vila Errandonea Spagna Lampre - Fondital a 9" 3 Samuel Sánchez González Spagna Euskaltel - Euskadi a 1'13" 4 Antonio Colom Mas Spagna Caisse d'Epargne - Illes Balears a 1'23" 5 Frank Schleck Lussemburgo Team Csc a 1'23" 6 José Azevedo Portogallo Discovery Channel Pro Cycling Team a 1'35" 7 Pietro Caucchioli Italia Crédit Agricole a 1'39" 8 José Luis "Chechu" Rubiera Vigil Spagna Discovery Channel Pro Cycling Team a 1'40" 9 Erik Dekker Olanda Rabobank a 1'41" 10 Christopher Horner Usa Davitamon - Lotto a 1'43"
  19. 5a tappa: Avignon - Digne-les-Bains - 201.5 km 1 Joaquín Rodríguez Oliver Spagna Caisse d'Epargne - Illes Balears 4h43'34" 2 Joost Posthuma Olanda Rabobank a 19" 3 Jérôme Pineau Francia Bouygues Telecom a 33" 4 Matteo Carrara Italia Lampre - Fondital a 33" 5 Vincenzo Nibali Italia Liquigas a 33" 6 Sandy Casar Francia Française des Jeux a 33" 7 Erik Dekker Olanda Rabobank a 33" 8 Frank Schleck Lussemburgo Team Csc a 33" 9 Christopher Horner Usa Davitamon - Lotto a 33" 10 Cyril Dessel Francia AG2R Prevoyance a 33" La quinta frazione della Parigi-Nizza era attesa come un possibile trampolino per attacchi di uomini di classifica, vista la presenza del Col du Corobin vicino al traguardo. Invece tutto o quasi resta immutato in graduatoria, e vince a Digne-les-Bains Joaquín Rodríguez. Molti i tentativi in avvio, ma non se ne concretizza nessuno. Finché, intorno al km 40, sulle prime rampe del Col Notre-Dame-des-Abeilles, Mourey (Française) dà il la ad un'azione che coinvolge Contador (Liberty), Moncoutie (Cofidis) e Joaquín Rodríguez Oliver (Caisse). In cima (km 48) il primo è Moncoutie, davanti a Rodríguez e Contador. In discesa arrivano sui 4 fuggitivi altri 5 uomini: Posthuma (Rabobank), Portal (Caisse), Clement e Pineau (Bouygues), e Aerts (Davitamon). Dal km 58 la fuga è quindi composta da 9 uomini, che raggiungono in fretta un vantaggio sul gruppo di 4', vantaggio che resterà pressoché immutato per circa 120 km. Pineau precede Contador e Rodríguez sulla Côte de Sault (km 61, 3a categoria). Gli sprint intermedi di Oraison (km 128) e Mezel (km 164) premiano Posthuma, che precede prima Contador e Portal, e poi Aerts e Mourey. L'accordo tra i 9 è spezzato proprio da Posthuma, che per primo accelera all'inizio del Col du Corobin, al km 180 circa. Il drappello di testa si frantuma, con l'olandese restano Rodríguez, Contador e Moncoutie. Rodríguez ne ha di più e contrattacca, raggiunge Posthuma e lo pianta in asso, involandosi da solo verso la vetta. L'uomo della Caisse d'Epargne scollina (km 185) con 30" sui tre immediati inseguitori (Posthuma-Moncoutie-Contador nell'ordine) e 1'25" sul gruppo. Nella picchiata verso Digne, Rodríguez incrementa di qualche secondo il suo margine. Nel finale Posthuma stacca Contador e Moncoutie e riesce anche a riavvicinare il fuggitivo, ma ormai è troppo tardi: Rodríguez può festeggiare il suo successo di tappa. Il gruppo arriva a poco più di mezzo minuto, con tutti i migliori. Classifica 1 Floyd Landis Usa Phonak Hearing Systems 24h11'04" 2 Francisco Javier "Patxi" Vila Errandonea Spagna Lampre - Fondital a 9" 3 Samuel Sánchez González Spagna Euskaltel - Euskadi a 1'13" 4 Antonio Colom Mas Spagna Caisse d'Epargne - Illes Balears a 1'23" 5 Frank Schleck Lussemburgo Team Csc a 1'23" 6 José Azevedo Portogallo Discovery Channel Pro Cycling Team a 1'35" 7 Haimar Zubeldia Agirre Spagna Euskaltel - Euskadi a 1'37" 8 Pietro Caucchioli Italia Crédit Agricole a 1'39" 9 José Luis "Chechu" Rubiera Vigil Spagna Discovery Channel Pro Cycling Team a 1'40" 10 Erik Dekker Olanda Rabobank a 1'41"
  20. 4a tappa: Saint-Étienne - Rasteau - 193.0 km 1 Tom Boonen Belgio Quick Step - Innergetic 4h40'29" 2 Allan Davis Australia Liberty Seguros - Würth Team st 3 Stefan Schumacher Germania Gerolsteiner st 4 Elia Rigotto Italia Team Milram st 5 Gert Steegmans Belgio Davitamon - Lotto st 6 Sebastian Siedler Germania Team Milram st 7 Lilian Jegou Francia Française des Jeux st 8 Marcus Burghardt Germania T-Mobile Team st 9 Jérôme Pineau Francia Bouygues Telecom st 10 Mark Renshaw Australia Crédit Agricole st Terza vittoria in volata per Tom Boonen in questa Parigi-Nizza, malgrado il belga se la veda brutta e rischi di cadere a pochi metri dal traguardo. Inizio di tappa velocissimo, 46 km/h di media nella prima ora e attacchi che non trovano grosso spazio (tra gli altri, si vede Nibali). Sul Col de la Republique (1a categoria, km 12) passa per primo Laurent (Agritubel), che conquista così la testa della classifica dei Gpm, davanti a Leblacher (Française) e Crosbie (Agritubel). Al km 69 una manifestazione studentesca blocca la corsa, a Tournon-sur-Rhône. Si riparte dopo qualche minuto, e a Dion (AG2R), che al momento dell'interruzione era in fuga, viene concesso 1'10" di vantaggio. Ma il francese viene ripreso poco dopo, anche se fa in tempo a passare per primo al traguardo intermedio di Châteaubourg (km 78), dove transitano alle sue spalle nell'ordine Erik Dekker (Rabobank) e Schumacher (Gerolsteiner). Al km 82 parte la fuga di Giling (T-Mobile) e Leblacher. I due ottengono un vantaggio massimo di 5'25" al km 113. I passaggi ai Gpm: Col du Devès (km 125), primo Leblacher, secondo Giling, terzo Laurent. Côte d'Aleyrac (km 148), primo Leblacher, secondo Giling, terzo Laurent. Allo sprint intermedio di Valreas (km 164) Leblacher anticipa ancora Giling, e Schumacher è primo nel gruppo. Quick Step e Lampre inseguono la coppia di testa, che sulla Côte de Buisson (km 184) vengono ripresi prima da Marichal (Cofidis), poi dal resto del gruppo. Sulla salita c'è un contrattacco di Sylvain Chavanel (Cofidis), Voeckler (Bouygues) e Nibali (Liquigas), ma fra i tre c'è poco accordo, tanto che l'italiano prova ad allungare da solo. La tappa è comunque destinata a concludersi allo sprint, e così è. Boonen patisce nel finale un salto di catena (non gli entra l'11), la ruota posteriore gli parte e lui rischia di cadere. Mancano 250 metri al traguardo, il belga pare ormai tagliato fuori dai giochi, ma riesce a riportarsi sotto e a superare tutti nel breve volgere di poche decine di metri. Napolitano (Lampre), terzo, viene declassato all'ultimo posto e penalizzato di 20" per ripetute scie dietro le ammiraglie. Classifica 1 Floyd Landis Usa Phonak Hearing Systems 19h26'57" 2 Francisco Javier "Patxi" Vila Errandonea Spagna Lampre - Fondital a 9" 3 Samuel Sánchez González Spagna Euskaltel - Euskadi a 1'13" 4 Antonio Colom Mas Spagna Caisse d'Epargne - Illes Balears a 1'23" 5 Frank Schleck Lussemburgo Team Csc a 1'23" 6 Stefan Schumacher Germania Gerolsteiner a 1'33" 7 José Azevedo Portogallo Discovery Channel Pro Cycling Team a 1'35" 8 Haimar Zubeldia Agirre Spagna Euskaltel - Euskadi a 1'37" 9 Pietro Caucchioli Italia Crédit Agricole a 1'39" 10 José Luis "Chechu" Rubiera Vigil Spagna Discovery Channel Pro Cycling Team a 1'40"
  21. 3a tappa: Juliénas - Saint-Étienne - 168.5 km 1 Francisco Javier "Patxi" Vila Errandonea Spagna Lampre - Fondital 4h23'28" 2 Floyd Landis Usa Phonak Hearing Systems st 3 Samuel Sánchez González Spagna Euskaltel - Euskadi a 1'16" 4 Frank Schleck Lussemburgo Team Csc a 1'16" 5 Antonio Colom Mas Spagna Caisse d'Epargne - Illes Balears a 1'16" 6 Stefan Schumacher Germania Gerolsteiner a 1'25" 7 José Luis "Chechu" Rubiera Vigil Spagna Discovery Channel Pro Cycling Team a 1'26" 8 Haimar Zubeldia Agirre Spagna Euskaltel - Euskadi a 1'26" 9 Luis Leon Sánchez Gil Spagna Liberty Seguros - Würth Team a 1'26" 10 Pietro Caucchioli Italia Crédit Agricole a 1'26" La prima tappa difficile della Parigi-Nizza dà un notevole scrollone alla classifica e, nel giorno della prima vittoria da pro' di Patxi Vila, proietta in testa Floyd Landis, brillante sul Col de la Croix de Chaubouret, posto vicino al traguardo. Sul Col de Brouilly (km 18) Laurent (Agritubel) precede Aitor Osa (Liberty) e Leblacher (Française). Quest'ultimo è particolarmente attivo, e al km 26 dà il la a una fuga: a lui si uniscono Laurent, Voigt (Csc), Paulinho (Liberty) e poi Jalabert (Phonak), Allan Davis (Liberty), Botcharov (Crédit), Pérez Arrieta (Caisse), Monfort (Cofidis), Trenti (Quick Step), Pineau (Bouygues) e Fernández de Larrea (Euskaltel). L'azione non acquisisce un gran margine. Allo sprint di Brindas (km 82) Davis precede Pineau e Laurent, e il gruppo è a 1'25". Il vantaggio massimo viene toccato al km 88 ed è di 1'35". La seconda parte della tappa è altimetricamente molto accidentata. Laurent, su Botcharov e Paulinho, vince il traguardo della Côte de Saint-Martin-en-Haut, colle di 2a categoria posto al km 98. Lo stesso Laurent transita in testa sulla Côte de l'Aubépin (2a categoria), al km 111, davanti a Sánchez Gil (Liberty), rientrato lungo la salita, e a Monfort, che poco dopo fora. Sulla discesa restano davanti Laurent, Sánchez Gil e Botcharov, ma poi su di loro rinvengono alcuni contrattaccanti: Moos (Phonak), Van Summeren (Davitamon), Contador (Liberty), Cobo (Saunier), Rubiera (Discovery), Caucchioli (Crédit), Gerdemann (T-Mobile), Camaño e Haimar Zubeldia (Euskaltel), Casar (Française), Martínez Trinidad (Agritubel) e Pérez Arrieta e Leblacher, che si sono accodati ai contrattaccanti. Il gruppo, a 1'25", è tirato dai Rabobank. Sulla Côte de la Croix Blanche (3a categoria, vetta al km 124) Martínez Trinidad e Van Summeren si avvantaggiano (e transitano in quest'ordine al Gpm) su Botcharov, Gerdemann e Caucchioli, mentre tutti gli altri sono più staccati. Ma il gruppo rinviene forte. Van Summeren prova ad andarsene da solo in discesa, ma viene ripreso da Martínez. Allo sprint intermedio di Saint-Chamond (km 133) il belga passa davanti allo spagnolo, e il plotone (in testa Julich) transita a 40". Sulle prime rampe del Col de la Croix de Chaubouret, 1a categoria che scollina al km 150, Sánchez Gil esce ancora una volta dal gruppo, insieme a Camaño, Scholz (Gerolsteiner), Grivko (Milram), Marichal (Cofidis) e García Acosta (Caisse). Ma è Moncoutie (Cofidis) a fare l'azione più efficace, e a riportarsi prepotentemente su Martínez Trinidad, che nel frattempo ha staccato Van Summeren. Sui 2 arrivano anche Frank Schleck (Csc), Landis (Phonak), Sánchez González (Euskaltel), Colom (Caisse) e Vila (Lampre). Martínez molla, e anche Moncoutie si stacca di lì a poco. Lungo la salita, al km 146, i 5 di testa hanno 20" su Azevedo (Discovery), Caucchioli e Moncoutie, e 25" su Sánchez Gil, Schumacher (Gerolsteiner) e Vasseur (Quick Step). A quel punto Landis accelera, andandosene via insieme al solo Vila. L'americano passa per primo in vetta al Gpm (terzo Sánchez González), laddove la coppia di testa ha 30" sugli immediati inseguitori. L'accordo tra Landis e Vila è perfetto, e i due guadagnano su tutti: al km 158 hanno 1' sui Sánchez González, Schleck e Colom, e 1'30" sugli altri inseguitori, mentre il gruppo della maglia giallo-bianca Boonen è a quasi 5'. La situazione non cambia più, Vila vince senza sforzi la volata (Landis si accontenta della conquista della leadership in classifica) e ottiene il suo primo successo da professionista. Non partito Hiekmann (Gerolsteiner), ritirati strada facendo Blaudzun (Csc), De La Fuente (Saunier), Loda (Liquigas), Hunter (Phonak), Brown (Rabobank), Kirchen e Ziegler (T-Mobile), Sabaliauskas e Santambrogio (Lampre), McGee (Française), Calvente (Agritubel), Lorenzetto (Milram), Charteau (Crédit). Fuori tempo massimo Colli (Liquigas), Fernández de la Puebla (Saunier), Cadamuro (Milram) e Clerc (Phonak). Classifica 1 Floyd Landis Usa Phonak Hearing Systems 14h50'28" 2 Francisco Javier "Patxi" Vila Errandonea Spagna Lampre - Fondital a 9" 3 Samuel Sánchez González Spagna Euskaltel - Euskadi a 1'13" 4 Antonio Colom Mas Spagna Caisse d'Epargne - Illes Balears a 1'23" 5 Frank Schleck Lussemburgo Team Csc a 1'23" 6 José Azevedo Portogallo Discovery Channel Pro Cycling Team a 1'34" 7 Haimar Zubeldia Agirre Spagna Euskaltel - Euskadi a 1'36" 8 Pietro Caucchioli Italia Crédit Agricole a 1'38" 9 Stefan Schumacher Germania Gerolsteiner a 1'39" 10 José Luis "Chechu" Rubiera Vigil Spagna Discovery Channel Pro Cycling Team a 1'39"
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