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Pell90

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  1. Ogni tanto ci provo Magari questa è la storia che riesco a portare avanti (la speranza è l'ultima a morire)
  2. La tappa promette bene per il finale
  3. Nasce l'East European Cycling Team "Con l'obiettivo di creare una realtà ciclistica che rappresenti le nostre terre e di affermarci come uno dei maggiori team del circuito mondiale, siamo lieti di presentarvi l'East European Cycling Team" Sono queste le parole utilizzate da Rinat Akhmetov nella conferenza stampa tenuta ieri presso Kiyv, con la quale ha annunciato la nascita della della nuova formazione. Il magnate ucraino è poi sceso nei dettagli affermando che il team avrà una licenza professional, ma che, almeno per questo 2012, difficilmente sarà al via di prove World Tour (forse solamente al Giro di Polonia). Il finanziamento di base sarà posto da una cordata di imprenditori delle zone dell'est Europa, ma già dal prossimo anno si andrà alla ricerca di qualche sponsorizzazione importante. L'obiettivo, come ha affermato Akhmetov, sarà quello di creare una formazione concorrente al monopolio della Katusha. Ovviamente la strada sarà lunga, ma le basi per un progetto importante ci sono. Andiamo ora a scoprire il team... GLI UNDER 20 Nikolay Monarev (UCRAINA) 18 anni - Il più giovane della squadra. Nelle categorie minori ha messo in mostra un discreto talento in salita. Gli osservatori lo ritengono promettente, anche se dovrà lavorare molto per raggiungere livelli importanti Peter Palotai (UNGHERIA) 19 anni - Per la sua età dispone già di una muscolatura sviluppata. Molto alto, ha dimostrato di essere un discreto passista ma non sembra avere enormi margini di miglioramento. Anton Storchous (UCRAINA) 19 anni - Altro scalatore di prospettiva. Da giovane si è distinto per il suo coraggio e la sua generosità, che non gli hanno impedito di conquistare risultati importanti. Non ha un grandissimo potenziale e questo potrebbe essere un problema per la sua carriera negli anni a venire. LE PROMESSE Oleg Berdos (MOLDAVIA) 24 anni - Sono ormai diversi anni che questo ragazzo è presente nel giro del ciclismo professionistico. Si difende bene sugli strappetti e con un buon allenamento può migliorare ulteriormente. Sylwester Janizcewski (POLONIA) 23 anni - Occhi puntati su questo ragazzo, che forse è uno dei maggiori talenti del ciclismo polacco. Molto veloce e in grado di difendersi sugli strappetti, è dotato di un buon margine di miglioramento che potrebbe renderlo nel tempo un ottimo cacciatore di tappe. Jiri Polnicky (REP.CECA) 22 anni - Altro uomo veloce per il team, chiamato principalmente a fare esperienza in questa annata. Ha dei buoni margini di miglioramento anche se, più che un capitano, potrebbe diventare un ottimo apripista. I GREGARI Dmytro Archynos (UCRAINA) 24 anni - Corridore completo, in grado di difendersi in maniera passabile su tutti i terreni. Sarà fondamentale nelle prime fasi della corsa, al fianco dei capitani. Vitaliy Buts (UCRAINA) 25 anni - Era approdato in Europa, prima con la maglia della Liquigas e poi con quella della Lampre, con tante speranze al seguito, purtroppo mai mantenute. Dopo anni difficili, ha deciso di ripartire dal basso, mettendosi a disposizione di questa nuova squadra. Corridore abbastanza completo, potrebbe essere molto utile alla causa dei capitani. Jakub Novak (SLOVACCHIA) 23 anni - Qualche anno fa vinceva a mani basse diverse corse minori, poi i problemi fisici ne hanno rallentato la crescita. Nonostante sia molto giovane, non sembra avere enormi margini di miglioramento, e quest'anno si metterà a disposizione della squadra. I VELOCISTI Krzysztof Szczawinski (POLONIA) 32 anni - L'uomo dal nome più odiato della storia del ciclismo, è uno degli uomini d'esperienza della formazione ucraina. Molto veloce ma bravissimo a difendersi anche sulle salite dure, potrebbe portare risultati importanti alla squadra. Yuri Metlushenko (UCRAINA) 35 anni - Strappato all'Amore&Vita, è il più "anziano" della squadra. Nonostante questo ha ancora una gran voglia di lottare e di mettersi in gioco. La sua abilità in volata sarà fondamentale per portare piazzamenti nelle corse pianeggianti. Questa è la prima parte della squadra, ora mancano i pezzi da novanta che vi presenteremo tra poco...
  4. L'importante che oiggi sei riuscito a limitare i danni
  5. Ammazza Petacchi l'ha vinta praticamente per distacco...
  6. Dai che con Gesink sei ancora lì
  7. Intervista esclusiva a Rinat Akhmetov: Io, lo Shaktar e i nuovi orizzonti. Abbiamo l'onore oggi di ospitare sulle frequenze di Radio Due uno degli uomini più ricchi d'Europa, il magnate Rinat Akhmetov, presidente della SCM Holdings e, soprattutto, patron di una delle realtà emergenti del calcio europeo, lo Shaktar Donetsk, che da anni sta dominando nel campionato ucraino, riuscendo però ad imporsi anche in campo internazionale, come ha confermato la vittoria nell'Europa League del 2009. Signor Akhmetov, ci vuole raccontare come è nato il progetto Shaktar? Beh, io ho rilevato la squadra nel 1996 e ci trovavamo di fronte ad una situazione particolare. In Ucraina a dominare c'era la Dinamo Kiyv, ma lo Shaktar stava lentamente crescendo, riuscendo a conquistare la Coppa di Lega. Ci trovavamo però di fronte ad una seria arretratezza delle strutture, sia per la squadra professionistica, ma soprattutto per le giovanili. E così, con il Consiglio di Amministrazione abbiamo avviato un'opera di modernizzazione, che ci ha permesso col tempo di poter portare dalla nostra parte atleti di altissimo livello, fino ad arrivare alla conquista del campionato nel 2001 - 2002. Da quel momento si è aperto un ciclo vincente che, lo dico con grande orgoglio, è tutt'ora aperto. [... l'intevista continua per una mezz'oretta...] Lo Shaktar Donetsk rappresenta un grande impegno, anche sotto il profilo economico. In questa fase di crisi non ha pensato di fare una riduzione delle spese? Ti dirò che l'andamento della squadra negli ultimi anni, mi ha permesso di allentare un po' la presa. Gli introiti dei diritti tv, scaturiti dalle nostre partecipazioni alla Champions League, oltre al fatto che siamo riusciti a creare un solido blocco di giocatori che ci dà garanzie importanti, mi ha permesso di diminuire gli investimenti sulla squadra. Ora però, ti dò una piccola anticipazione, sto avventurandomi anche all'interno di un altro progetto sportivo. Interessante! Vuole rivelare ai nostri ascoltatori di cosa si tratta? Purtroppo non potrò essere molto chiaro. Sta di fatto che con altri imprenditori dell'est Europa, con l'appoggio delle Federazioni, stiamo tentando di lanciare un progetto di una squadra ciclistica. Anche questo è un movimento in crescita dalle parti nostre, basti pensare al successo che sta ottenendo il Giro di Polonia, e vorremmo cercare di aumentare l'interesse intorno a questo sport, creando una formazione in grado di rappresentare le nazioni dell'est, oltre la Russia che già ha diversi team di spicco. L'operazione è comunque ancora in fase di elaborazione, ma nei prossimi giorni sapremo dirvi di più. Sarà sicuramente da seguire attentamente questo progetto, perchè se vi ci dedicherete come avete fatto con lo Shaktar, probabilmente nel giro di pochi anni assisteremo alla nascita di un altro squadrone. Bene, siamo giunti al termine, vogliamo ringraziare il signor Rinat Akhmetov di essere stato con noi e gli auguriamo tutta la fortuna possibile per il futuro. Grazie a voi. Arrivederci.
  8. Peccato a Montepulciano, comunque il terreno per rifarsi c'è
  9. Se non ricordo male siamo sempre sul 5-6% nella prima parte (vado però a memoria perchè l'ho fatta qualche mese fa) Comunque grandissima crono
  10. Al di là dei pronostici, ti consiglio di puntare molto sulla cronoscalata del Nivolet... anche io ho corso questo Giro e sono riuscito ad arrivare sul podio con Dan Martin proprio grazie a quella tappa che, secondo me, l'AI gestisce male essendo molto lunga
  11. Bella Startlist Si prospetta un Giro interessante
  12. Ottimo lavoro Grazie
  13. Un secondo posto alla Roubaix non è mai da buttare via
  14. Mica male per il primo anno
  15. Durante la tappa lo criptano credo
  16. CAPITOLO 3 - PARTENZA VELOCE 2 Il Gp Costa degli Etruschi è una classica per velocisti, ma il percorso presenta, soprattutto nelle prime fasi, diverse asperità che potrebbero rimanere nelle gambe degli uomini veloci nelle fasi finali. L'inizio della corsa è stato velocissimo con numerosi tentativi di fuga, incentivati soprattutto dagli uomini della Little Sheep. Ci hanno provato, in rapida successione Andrea Casolaro, Alessandro Proni, Giovanni Proietti e Antonello Idrizi, ma il gruppo non ha mai lasciato spazio. - Ao ma perchè non fate andà via la fuga? - chiese Giovanni a Rabottini, un corridore della Farnese Selle Italia, la squadra che stava lavorando di più in quella prima fase. - Ordini di squadra - rispose l'abruzzese - dobbiamo cercare di fare corsa dura, mi dispiace. - Contenti voi... - disse Giovanni sbuffando. Lui, che era alto quasi due metri, soffriva particolarmente quel ritmo in salita e dopo il tentativo di fuga si sentiva le gambe molto pesanti. Girandosi indietro, vide anche Fabio, il velocista, avere una pedalata pesante. Con l'aiuto di Arashiro riusciva comunque ad occupare le prime posizioni del gruppo. Vedendo che la Farnese Selle Italia non lasciava spazio, i corridori hanno per un po' desistito ai tentativi di fuga, aspettando la fine delle montagne. Alla fine il tentativo buono è partito quando al traguardo mancavano 87 chilometri, con protagonisti Jan Bakelants, Laurent Didier e Joost Posthuma (Radioshack Nissan), Evgeni Petrov e Tanel Kangert (Astana), Daniele Pietropolli (Lampre ISD), Claudio Corioni (Acqua e Sapone), Nicola Francesconi (Amore e Vita), Daniele Pietropolli (Lampre ISD), Sacha Modolo (Colnago CSF) e Ivan Rovny (Little Sheep). Il tentativo, molto interessante, ha preoccupato e molto il gruppo. La Farnese, aiutata dall'Omega Pharma Quick Step di Ciolek e la Liquigas di Oss, ha tenuto sempre sotto controllo il tentativo, concedendogli un vantaggio massimo di 3 minuti. Il gruppo inseguiva ad andatura molto elevata. Antonello, che si sentiva abbastanza bene, si era lasciato sfilare per parlare con l'ammiraglia e prendere le borracce - Tito, allora che facciamo? - domandò - Qui stanno tirando come bestie, difficile che la fuga arrivi. - Lo so - disse Tito - Fabio come sta? - Un po' stanchino - rispose Antonello - però lo sprint lo vuole fare. - Vabbè allora cominciate a preparare il treno - disse Tito - Yukiya, Giovanni e Julien sono i quattro uomini. Te però mo rientra perchè dovrai fare una bella fatica. - Lo vedo... - mormorò Antonello preoccupato. Il ragazzo, dopo aver preso le borracce, iniziò la lenta e faticosa risalita sul gruppo. Posando lo sguardo sul suo contachilometri vide che stava andando quasi a 60 km/h... All'ultimo giro del circuito finale, il gruppo ormai aveva nel mirino i battistrada che, nonostante tutto, continuavano a crederci nel tentativo proseguendo con un discreto accordo. [continua...] Per le corse adotterò un metodo di racconto parallelo. Il testo scritto normale è la cronaca della corsa, mentre col carattere utilizzato fino ad ora racconterò le sensazioni dei corridori della Little Sheep. Spero vi piaccia l'idea.
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