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Inviato
Ma tutti sapevano che scattava ma nessuno ha provato a stargli dietro.

Cmq se è come dite voi si sapeva che Cancellara avrebbe vinto, perchè se nemmeno il treno milram lo raggiungeva, per voi Cancellara avrebbe vinto al 100%.

nn al 100% la all'80% e ti spiego il perchè: in una tappa normale di pianura tutti avrebbero avuto le forza x stargli dietro e riprenderlo ... ma purtroppo per tutti era la Sanremo e per di più quest'anno c'era una salita (quella delle Maine) in + ke ha fatto molto male ... quindi nesuno aveva le forza x prenderlo :mrgreen:

Inviato
Infatti!!! Ma ci sarà un motivo per cui TUTTI, e per tutti intendo gli addetti ai lavori, che capiscono realmente di ciclismo, davano per favorito Cancellara... Te lo sei chiesto?

Hai visto el quote snai?

Se puntavi su Canecllara ci guadagnavi un sacco.

Inviato

OOOOOOOO!!!!! Le quote Snai????? ma che centrano le quote snai!!!! Vabbè dai!!! lasciamo perdere, io ci rinuncio!!! non so campione regionale, ma io ci rinuncio.... le quote Snai... :mrgreen::cry2::cry2:

Inviato

Cancellara non si ferma

"Voglio Roubaix e Fiandre"

Il trionfatore della Sanremo non è stanco e ambisce a una primavera di successi. Pozzato ci resta male: "Non era imbattibile, gli è andata bene". Petacchi ammette: "Sul Poggio ho capito che non c'era più niente da fare"

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Fabian Cancellara è nato a Berna il 18 marzo 1981. Reuters

SANREMO (Imperia) , 22 marzo 2008 - "Ho vinto la Roubaix, un Mondiale a cronometro e tante altre corse. Ma arrivare a questa corsa è diverso. E’ speciale. In Italia ho parte delle mie origini, amici, bei ricordi. E la Sanremo è la corsa più importante che c’è in questo paese". Fabian Cancellara, 27 anni, è il cannibale del 2008: classifica finale alla Tirreno (con una tappa), Eroica e cronoprologo al Giro di California. "Ma non voglio fermarmi. Ho altre due corse da vincere, un’altra Roubaix (dopo quella del 2006, ndr) e il Giro delle Fiandre. Qui è andato tutto alla perfezione, sognavo di poter arrivare a braccia alzate...".

POZZATO - Chi lo ha visto alla Tirreno sapeva che lo svizzero della Csc avrebbe messo nella corsa qualcosa di speciale. E’ stato così, perché quando Fabian va così forte è difficile fermarlo. "Ma non era imbattibile, gli è andata bene perché dietro non c’è stata grande collaborazione - ha aggiunto Filippo Pozzato, secondo a 4 secondi -. Tutti aspettavano lo sprint ed è andata così, ma non mi rimprovero nulla, mi dispiace perché avevo la gamba per vincere. Prendo questo secondo posto come un bel punto di partenza per un grande Fiandre".

PETACCHI - Niente sprint per Alessandro Petacchi, che aspettava questa corsa da mesi. "E’ semplice, sono andati più forte. Sul Poggio ho capito che non c’era più niente da fare. Peccato, perché Zabel e Sabatini erano vicini e potevo fare una grande volata. Speravo che non andassero d’accordo davanti ma non c’è stato niente da fare". Meno arrabbiato Paolo Bettini, protagonista sulla Cipressa dell’azione che ha portato Savoldelli, Axelsson, Rebellin e Lovkvist ad accumulare un vantaggio di 33". "C’è stato accordo ma non è bastato. Il gruppo dietro tirava a tutta e siamo stati ripresi. Non ero certo al 100% ma sono contento di come è andata".

Gazzetta.it

Inviato

Cancellara a vele spiegate

La Sanremo dopo la Tirreno

Lo svizzero della Csc, vincitore della Tirreno-Adriatico, beffa tutti a due chilometri dal traguardo e si aggiudica anche la 99ª edizione della Classicissima di Primavera. Vanificato un attacco di Bettini sulla Cipressa

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Fabian Cancellara, 27 anni, al quinto centro stagionale. Ap

SANREMO , 22 marzo 2008 - Fabian Cancellara ha vinto la Milano-Sanremo. A modo suo, come aveva fatto nel 2006 alla Parigi-Roubaix. Un attacco in contropiede, a meno di 2 chilometri dal traguardo, impossibile da parare per il gruppo dei migliori, guidato da Pozzato (secondo) e Gilbert (terzo). Niente da fare per Freire e Petacchi, i grandi favoriti della vigilia, "giustiziati" ben prima del Lungomare Calvino.

VIA IN QUATTRO - Prima c'era stata una fuga di 254 chilometri, iniziata al km 23. Sono in quattro: gli italiani Savini (Csf) e D'Andrea (Miche), il lettone Belohvoscics (Saunier) e l'americano Frishkorn (Slipstream). Attacco coraggioso, che porta a un vantaggio massimo (16'08") alla scadenza delle prime due ore di corsa, filate a ritmo sostenuto (rispettivamente a 45,100 e 43,000).

SUBITO ALL'ATTACCO - La salita più temuta, quella de Le Manie, incide pesantemente sul destino della Sanremo. Alle prime rampe il gruppo ha già abbattuto metà del distacco. A tirare non ci sono solo i Rabobank di Freire e i Milram di Petacchi ma anche i Lampre di Ballan, che sganciano Bruseghin. Il primo dei quattro fuggitivi a saltare è D'Andrea. Dietro, i "Barloworld" Soler e Gasparotto fanno selezione. Si staccano un po' a sorpresa tanti big, da Chavanel a Steegmans, da Napolitano a McEwen. Così, alla fine della salita (pendenza media 6,7%) il terzetto formato da Savini, Belohvoscics e Frishkorn ha meno di 5 minuti. Ma i fuochi d'artificio proseguono anche in discesa, perché tutti sanno che arrivare in volata sarebbe un suicidio. Così perdono contatto Zabel e Petacchi, costretti a spendere parecchie energie per rientrare.

BETTINI BOOM - Ai 75 dall'arrivo i migliori sono tutti insieme, lanciati all'inseguimento dei tre di testa, che scollinano su Capo Mele con poco meno di 4 minuti. Quando comincia la bagarre per prendere la Cipressa davanti, il destino della fuga è segnato. Il primo ad approfittare del ricongiungimento è Paolo Bettini, che attacca le rampe di costa Rainera a tutta. Alla sua ruota lo svedese Lovkvist (High Road), terzo alla Tirreno, e poco dopo Rebellin (Gerolsteiner) con Axelsson (Diquigiovanni). Mancano meno di 30 chilometri all'arrivo. Sembra la fuga buona, soprattutto quando si aggiunge Paolo Savoldelli (Lpr), il falco che ci vuole per attaccare in discesa. Non a caso il vantaggio tocca i 30", ma è troppo presto per sperare e ai piedi del Poggio è già finita.

BERTO - Il grosso del lavoro lo fanno i Csc di Cancellara, ma l'uomo che rompe gli equilibri è Alessandro Bertolini. Il trentino dà uno strappo deciso a 9 km dall'arrivo. Poi si muovono Popovych, Gasparotto e ancora Rebellin, impagabile. Gilbert e Cancellara sono i primi a scendere dal Poggio e nel gruppetto di 12 uomini in testa alla corsa c'è anche Freire.

SCATTO - Poi succede quello che chi ha corso la Tirreno-Adriatico temeva. A due chilometri lo svizzero di origini italiane affonda il colpo. "Bjarne mi ha urlato alla radio di andare a tutta, ma l'ha fatto così forte che ho dovuto staccarlo", dirà dopo l'arrivo il vincitore, partito in contropiede sullo spagnolo Landaluze. Nessuno gli sta dietro. Pozzato e Gilbert provano a recuperare ma è tutto inutile. Lo sguardo rassegnato di Ballan ai 500 metri è il segnale della resa. Vince Cancellara, che infila la Classicissima nella sua collezione che raccoglie anche Tirreno ed Eroica nei primi tre mesi del 2008. Il suo anno d'oro non è ancora finito.

Gazzetta.it

Inviato

ma ovvio che nessunogli è andato dietro...non ne avevano........erano al gancio, falli te 298 km...!!!!! lui ne aveva di più ed è stato furbo, potevavincere come perdere...ha vinto...punto e basta

Inviato

Sanremo: splendida impresa di Cancellara

Fabian Cancellara vince la 99a edizione della Milano-Sanremo, secondo svizzero della storia della Classicissima. Il capitano della CSC ha imposto la sua forza devastante, pedalando sempre in prima fila nelle fasi importanti della corsa, sul Poggio ha risposto alla grande agli attacchi di Rebellin e Gilbert. Quando la corsa è tornata sulla via Aurelia, Cancellara sapeva di avere una sola freccia la suo arco e l'ha scoccata a due chilometri dal traguardo, staccando gli avversari di un gruppetto di contrattaccanti e resistendo fino sul traguardo del lungomate Italo Calvino per conquistare uno strepitoso trionfo. Alle sue spalle, Filippo Pozzato ha regolato in volata il belga Philippe Gilbert.

La cronaca della corsa

- Quattro i fuggitivi di giornata: Filippo Savini (CSF Navigare), William Frischkorn (Slipstream), Raivis Belohovosciks (Saunier Duval Scott) e Nicola D’Andrea (Miche Silver Cross) sono scattati alla Certosa di Pavia. Il loro vantaggio massimo è stato di sedici minuti. D’Andrea è stato il primo a mollare sulle Manie, gli altri sono stati raggiunti sulle prime rampe della Cipressa.

- Prima dei capi il russo Rovny (Tinkoff Credit Systems) esce dal gruppo e insegue da solo i battistrada, ripresi dal grosso del gruppo su Capo Berta.

- Cipressa: atttacca subito Bettini con Lovkvist al seguito. Dietro di loro scatta Gutierrez Palacios, mentre la Rabobank si incarica di tirare il gruppo. Bettini e Lovkvist sono raggiunti poi da Rebellin e Axelsson. In cima scatta Savoldelli per affrontare davanti la discesa molto tecnica. Vantaggio massimo sull’Aurelia di 33”. A guidare l’inseguimento in pianura sono CSC e Liquigas che ricuciono pian piano il distacco.

- Annullato il tntativo dei cinque proprio ai piedi del Poggio. Il primo a scattare sull’ultima salita è Alessandro Bertolini. Poi ci provano Gasparotto, ancora Rebellin, Ballan, quindi il belga Gilbert che scollina per primo. Salita e discesa del Poggio selezionano un gruppetto del quale fanno parte, tra gli altri, Freire, Pozzato, Rebellin, Ballan e Cancellara.

- Splendido attacco di Cancellara a due chilometri dal traguardo. Impressionante e irresistibile. Nessuno può tenergli la ruota, nessuno ha le gambe per rincorrerlo. Ed è vittoria.

Ordine d'arrivo

1. Fabian Cancellaara (CSC) km 298, in 7h 14' 35" media 41,142

2. Filippo Pozzato (Liquigas) a 4"

3. Philippe Gilbert (Française des Jeux)

4. Davide Rebellin (Gerolsteiner)

5. Mirko Lorenzetto (Lampre)

6. Anthony Geslin (Bouygues Telecom)

7. Rinaldo Nocentini (AG2r)

8. Oscar Freire (Rabobank) a 5"

9. Thor Hushovd (Credit Agricole)

10. Kurt Asle Arvesen (CSC)

11. Alessandro Bertolini

12. Enrico Gasparotto

13. Raffaele Illiano a 8"

14. Intxausaga Landaluze a 11"

15. Franco Pellizotti a 12"

16. Alessandro Ballan a 13"

17. Erik Zabel a 14"

18. Alessandro Petacchi

19. Baden Cooke

20. Nick Nuyens

Tuttobiciweb.it

Inviato

Le interviste. Gasparotto: per me, un compleanno amaro

«Io credo che più che noi, la corsa l'abbiano persa la Liquigas e la Lampre: erano in due nel gruppetto, spettava a loro chiudere su Cancellara, perché tutti sapevano che avrebbe attaccato lì». Enrico Gasparotto sperava di festeggiare in maniera migliore il suo ventiseiesimo compleanno ed è stato protagonista di una buona corsa. «Ho provato ad attaccare sul Poggio, ma eravanmo tutti stanchi e non sono riuscito a fare la differenza. Speravo che il finale andasse diversamente, anche perché la condizione è davvero eccellente. Adesso andrò in Belgio per puntare a qualche risultato importante». Ecco l'intervista raccolta a Sanremo dal nostro Roberto Sardelli.

Tuttobiciweb.it

Inviato

Le interviste. Bertolini: ci ho provato sul Poggio, bene così

Alessandro Bertolini è stato l'autore dello scatto più bello sul Poggio e alla fine è contento della sua Sanremo. «Forse avrei potuto crederci un po' di più - commenta - ma ho dimostrato di esserci anche se questo non è il periodo a me più congeniale. Il finale? Doveva essere Pellizotti a chiudere il buco su Cancellara. Noi abbiamo dato il massimo e personalmente ora aspetto il Giro per correre alla grande al fianco di Simoni». Ascoltiamo le parole di Bertolini (nella foto con la figlia Rebecca) nell'intervista raccolta da Roberto Sardelli.

Tuttobiciweb.it

Inviato

Petacchi: ho sperato di poter arrivare allo sprint

Alessandro Petacchi commenta così la sua Sanremo: “Non sono arrabbiato. La mia condizione era buona, ma purtroppo non super e così ho preferito non rispondere agli ultimi scatti sul Poggio. La mia unica possibilità è che non andassero d’accordo davanti e poter provare a fare lo sprint con i compagni che mi erano rimasti a fianco, vale a dire Zabel e Sabatini. È andata così: meglio dell’anno scorso, ma non abbastanza per provare a vincere. La mia stagione non finisce qui. Lunedì correrò a Colonia e poi preparerò la Gand Vewelgem”.

Altro velocista battuto, il belga Tom Boonen: “Era previsto che Bettini attaccase sulla Cipressa e che Tosatto restasse vicino a me per lo sprint. Purtroppo sul Poggio Popovych ha aperto un buco di 50 metri e dopo trecento chilometri diventa difficile riuscire a chiudere con facilità”.

Tuttobiciweb.it

Inviato

Le interviste. Illiano: ci abbiamo provato, grande Sanremo

Dopo la Tirreno-Adriatico, anche alla Sanremo Raffaele Illiano è stato tra i protagonisti: sempre presente nelle fasi calde della corsa, il napoletano della Diquigiovanni Androni si è sacrificato nel finale per Bertolini. Ascoltiamo le sue impressioni e quelle del team manager Gianni Savio nell'intervista raccolta da Roberto Sardelli.

Tuttobiciweb.it

Inviato

Le interviste. Bettini: se si fosse formato un bel gruppetto...

Ci ha provato, il campione del mondo Paolo Bettini, e la sua azione sulla Cipressa resta una delle immagini più belle della Milano-Sanremo. «Ci siamo trovati in cinque, speravo in un gruppetto più numeroso, visto la difficoltà che aveva creato la salita della Manie». Ascoltiamo l'intervista a Bettini raccolta dopo la gara dal nostro Roberto Sardelli.

Tuttobiciweb.it

Inviato
è vero, ma solo grazie alle Manie...

grazie alle manie e al coraggio di alcuni corridori....sono collegate le due cose, ma col fatto di accontentarsi sempre di arrivare in volate nessuno ha mai attaccato come quest'anno

Inviato

A mio parere un Pozzato con questa forma poteva riuscire a tenere la ruota di Fabian e magari batterlo in volata...certo non sarebbe stato facile, ma Pozzato ieri aveva una grande gamba..

Onore anche all'eterno Rebellin, l'unico degli attaccanti sulla Cipressa, che è riuscito a stare con i migliori anche sul Poggio (pensate che Bettini è giunto a 5 minuti, e Savoldelli e Lövkvist a 2...

Ultima considerazione e apprezzamento va a Gasparotto, senza il quale probabilmente non ci sarebbe stata la grande selezione sul Poggio e di conseguenza la formazione del gruppetto Cancellara

Inviato

vabbè se volete avere la ragione tenetevela.

Io so solo che alcuni corridori tra cui Pozzato hanno detto che marcando Cancellara si poteva seguirlo e se si tirava da subito quasi raggiungerlo, poi se voi volete dire che vinceva anche con il treno milram dietro, non so cosa dirvi; io pensa che ha fatto un' azione strepitosa ma che marcandolo e stando attento qualcuno poteva riuscire a seguirlo, tutto qui.

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