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Eurolega: Roma fuori

Dura sconfitta per la Lottomatica (79-58) a Malaga, ma la squadra capitolina era già eliminata a causa del successo del Barcellona sul Cska. Gli uomini di Repesa in partita fino al terzo quarto

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L'aggressività di Crosario e Tonolli non è bastata. Afp

MALAGA (Spagna), 20 marzo 2008 - Finisce l'Eurolega della Lottomatica, nettamente sconfitta a Malaga ma eliminata già prima della sirena finale. In Catalogna infatti era già maturata la vittoria del Barcellona sul Cska Mosca che ha qualificato i blaugrana (oltre ai russi già certi del primato) alla fase successiva, rendendo inutile il risultato sul parquet andaluso.

PARTENZA FALSA - Gli argini romani erano in verità già crollati prima delle notizie provenienti da Barcellona nella serata in cui nel primo tempo questa Malaga senza Cabezas non pareva certo imbattibile, ma che lo è diventato per questa Roma priva di Ray che le ha permesso di prendere fiducia, ora a Jimenez, ora a Haislip, ora a Welsch, ora a Castle. In grado di rintuzzare fino al -3 di fine terzo quarto, Roma non ci ha neanche più provato quando ha visto che ogni fatica sarebbe stata vana: eliminate entrambe, ai quarti va il Barcellona.

FUGA - La Lottomatica era partita contratta, l'unico a dare qualcosa in attacco era De La Fuente sui tagli, ma con un solo canestro in quasi sei minuti l'Unicaja ne approfitta per scappare 10-2 al 5': con Ukic che si accontenta di alcune giocate personali, le triple di Jimenez mandano in orbita Malaga sul 17-6 all'8'. Alla lunga però anche l'attacco andaluso non è irresistibile, soprattutto quando l'energia della panchina romana alza la pressione: Roma tira male (35% dal campo nel primo quarto) ma Malaga non lo fa molto meglio e se tiene la testa avanti è per i tanti viaggi in lunetta conquistati.

ILLUSIONE - I nodi vengono al pettine presto e, abbassate le percentuali casalinghe (3/10 di partenza da due), Stefansson e Fucka capitalizzano i 5 minuti di digiuno spagnolo dal campo e ricuciono sul 19-18 al 12'. Castle da una parte e Ukic dall'altra alimentano il punto a punto, la difesa di Tonolli dà fiducia a Roma anche oltre il 29 pari raggiunto al 18'. A cavallo dell'intervallo però la Lottomatica subisce l'imperdonabile 9-0 da cui non rientra più, subendo Haislip e concedendo autostrade a Popovic. Sommato all'impatto di Welsch, il rientro morbido capitolino dall'intervallo costa caro, un 16-3 Unicaja che lancia Malaga 45-32 al 25'.

SIGILLO FINALE - Un colpo di reni con De La Fuente, Gabini e Stefansson illude il rientro sul 46-43 al 27', ma è un fuoco di paglia: l'ennesima tripla di Jimenez e una fuori equilibrio allo scadere dei 24" di Castle affondano la Lottomatica 54-43 al 29'. Roma non ci prova neanche a rientrare, perché da Barcellona giungono notizie della vittoria blau-grana che rende vano qualsiasi risultato sul parquet di Malaga: la squadra di Repesa tira i remi in barca fino al 67-50 al 36' con Ndong e il -21 finale.

Malaga: Castle e Welsch 15, Jimenez 12.

Roma: De la Fuente 15, Ukic 11, Fucka e Stefansson 9.

Gazzetta.it

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Boston travolge il Texas

Bene Lakers e Spurs

I Celtics ritrovano Allen e passano anche a Dallas chiudendo 6-0 le sfide con le potenze texane. San Antonio torna alla vittoria battendo Chicago, L.A., senza Gasol, vince in casa di Utah

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James Posey (Boston) contro Devean George (Dallas). Afp

MILANO, 21 marzo 2008 - Tre partite e tre vittorie esterne: l’ennesima prova di forza di Boston a Dallas (6-0 negli scontri stagionali contro le texane per i Celtics), la splendida vittoria dei Lakers (sempre senza Gasol) in casa di Utah e il ritorno al successo di San Antonio (+22 a Chicago) dopo quattro sconfitte consecutive.

Dallas Mavericks-Boston Celtics 90-94

Qualcuno è ancora un po’ dubbioso sui Celtics? Bene: con la vittoria in casa dei Dallas Mavericks i giocatori di Doc Rivers hanno chiuso le sfide contro le tremende potenze texane (Houston, San Antonio e Dallas) con un inequivocabile 6-0. Di più, i Celtics sono riusciti a vincere in trasferta consecutivamente in casa di tre delle più forti squadre della Lega nello spazio di quattro giorni. La grande notizia per Rivers era il ritorno in campo (e in quintetto) di Ray Allen, per ricomporre gli ormai arcinoti "Big Three", e l’ex di Milwaukee e Seattle ha messo 18 punti in 29 minuti giocati nei primi tre quarti (70-66 dopo 36’, con la tripla di Terry a chiudere la terza frazione). La gara è rimasta in equilibrio fino alla fine, Allen è rimasto seduto per quasi tutto l’ultimo quarto mentre Bass provava a dare il via a una fuga di Dallas (75-68), ripresa subito da Pierce e Posey (sua la tripla del +4, 84-80, a 5’31" dalla fine). Rientrato a 1’54" dalla fine al posto di Perkins (fuori per falli), “He Got Game” ha messo la tripla del sorpasso a 31” dalla sirena (90-88). Nowitzki, dall’altra parte, sbaglia per il pareggio e dopo il fallo di Kidd i Celtics prendono due possessi di vantaggio con i tiri liberi di James Posey (92-88 a 14” dalla fine). Sempre dalla lunetta, poi, Garnett risponde a Dampier e chiude la partita.

Dallas: Howard 24 (6/13, 2/2, 6/6 tl), Nowitzki 22, Stackhouse 17, Dampier e Bass 10. Rimbalzi: Nowitzki 19. Assist: Kidd 9.

Boston: Pierce 22 (6/11, 0/3, 10/13 tl), Allen 21, Garnett 20, Posey 12. Rimbalzi: Garnett e Pierce 13. Assist: Cassell 6.

Utah Jazz-Los Angeles Lakers 95-106

Non c’è Gasol, ma i “vecchi” Lakers vanno bene lo stesso: anzi, tanto bene da espugnare il campo della squadra con il miglior record interno della Lega (ora 29-4) e reduce da 19 vittorie consecutive tra le mura amiche (sconfitta precedente 98-104 contro Boston, il 29 dicembre). I Lakers hanno iniziato con 9 dei primi 10 tiri a segno, chiudendo addirittura a +20 alla fine del primo quarto (38-18). I Jazz hanno provato a rientrare nel finale, ma era un Bryant contro tutti: Boozer riporta i suoi a -10 (84-94) a 4’32" dalla fine, e Kobe risponde. Sul nuovo possesso Jazz, però, la stella gialloviola commette fallo sulla tripla (a segno) di Deron Williams, ed è -8 Jazz. Ancora Bryant, però, spezza l’incantesimo di Utah sul nascere: segna e poi serve l’assist del +12 a Walton (100-88 a 2’54" dalla fine), mandando un chiaro messaggio ai Jazz: per stasera niente da fare.

Utah: Williams 26 (5/10, 4/6, 4/5 tl), Boozer 23, Kirilenko 15, Brewer 12, Okur 10. Rimbalzi: Boozer 15. Assist: Williams 12.

LA Lakers: Bryant 27 (11/22, 0/2, 5/9 tl), Odom 21, Radmanovic 13, Fisher, Farmar e Vujacic 11. Rimbalzi: Odom 12. Assist: Bryant 7.

Chicago Bulls-San Antonio Spurs 80-102

Era già una partita difficile per i Bulls, contro una San Antonio arrabbiata perchè reduce da 6 sconfitte (di cui le ultime 4 consecutive) nelle ultime 7 gare. Senza Kirk Hinrich, fuori per una distorsione alla caviglia destra, la cosa poteva rivelarsi estremamente complicata. E così è stato. Malgrado un Ginobili da 1/8 al tiro ci hanno pensato Duncan e Parker a mettere gli Spurs sui binari giusti: sono loro due a confezionare un terribile parziale di 22-4 nel secondo quarto per andare sul +20 (53-33), e sempre loro combinano per 29 punti all’intervallo. Nel terzo quarto San Antonio tocca anche 28 punti di vantaggio (77-49, canestro e fallo di Duncan con 5’09 da giocare prima dell’ultima pausa), e Popovich decide poi di risparmiare le sue stelle nell’ultima frazione, ormai a successo acquisito. “Venivamo da brutta una striscia di sconfitte, ma questa partita è un passo verso la giusta direzione”, ha detto Duncan.

Chicago: Deng 18 (6/13, 6/6 tl), Gooden 16, Gordon 12, Hughes e Nocioni 10. Rimbalzi: Gordon 8. Assist: Gordon 3.

San Antonio: Parker 23 (8/15, 0/3, 7/10 tl), Duncan 22, Udoka 13, Finley 10. Rimbalzi: Duncan 10. Assist: Parker 6.

Gazzetta.it

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Ncaa, Hackett subito fuori

Duke all'ultimo respiro

Nel primo turno del torneo l'azzurro viene eliminato con Usc da Kansas State. Belmont a un passo da una clamorosa impresa contro i Blue Devils. Avanzano tutte le favorite

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OJ Mayo (Usc) in attacco contro Dominique Sutton (Kansas State). Afp

NEW YORK (Stati Uniti), 21 Marzo 2008 - Nessuna sorpresa nella prima giornata del torneo Ncaa, eccezion fatta per la vittoria di Kansas State sui Trojans del pesarese Daniel Hackett. Duke però rischia la clamorosa eliminazione e viene salvata da un canestro di Henderson a 11" dalla sirena.

Midwest Kansas State (11)-Usc (6) 80-67

Niente da fare per Daniel Hackett e il resto dei Trojans. Usc, infatti, non riesce a contenere la probabile prima scelta assoluta al prossimo draft Nba Michael Beasley e si fa eliminare al primo turno del Torneo Ncaa. Beasley, condizonato dai falli, fa solamente presenza nel primo tempo, realizzando cinque punti ma i Wildcats grazie ai canestri di Walker tengono saldamente in mano le redini del match. OJ Mayo non incide mentre Hackett difende con grande aggressività peccando comunque di lucidità in attacco. Nella ripresa Beasley cambia passo e Usc deve alzare bandiera bianca. Il freshman delle meraviglie stravince il duello con Mayo e incide sul match molto di più di quello che le sue statistiche, pur di tutto rispetto (23 punti e 11 rimbalzi) direbbero. Il pesarese, invece, chiude con nove punti (1/4 da due, 1/2 da tre e 4/4 ai liberi), 6 rimbalzi e 2 assist.

Kansas (1)-Portland State (16) 85-61

Troppo solida Kansas per Portland State, alla sua prima apparizione nel Torneo Ncaa. I Jayhawks dominano dal primo all’ultimo minuto mostrando anche un’eccellente condizione fisica.

Unlv (:banghead:-Kent State (9) 71-58

Doveva essere una delle partite più belle e incerte della prima giornata di March Madness, invece Unlv domina Kent State, concedendo ai rivali solamente 10 punti nel primo tempo. Davvero brutta la performance dei Golden Flashes che danno una mano ai Running Rebels commettendo ben 20 turnover.

Wisconsin (3)-Cal State Fullerton (14) 71-56

Wisconsin deva faticare per avere ragione di Cal State Fullerton. I Titans rimangono aggrappati al match fino agli ultimi minuti della gara. I Badgers peccano di autolesionismo, commettono 17 turnover e non pagano dazio per la loro scarsa precisione al tiro.

West Xavier (3)-Georgia (14) 73-61

La corsa di Georgia arriva al capolinea. I Bulldogs, dopo aver conquistato a sorpresa il titolo della SEC, giocano alla grande nel primo tempo, vanno avanti anche di 11 lunghezze ma nella ripresa devono subire il ritorno di Xavier che con un parziale di 22-6 riprende in mano le redini del match e centra il successo.

Purdue (6)-Baylor (11) 90-79

Ennesimo successo al primo turno per i Boilermakers. Quella contro Baylor, infatti, è la decima vittoria consecutiva nella prima gara del torneo Ncaa per Purdue che gioca un’eccellente pallacanestro nel primo tempo, tocca anche il +19, poi controlla senza mai correre rischi la reazione di Baylor nella ripresa.

Duke (2)-Belmont (15) 71-70

Al termine del match più appassionante della prima giornata Duke riesce a evitare la clamorosa sconfitta. Belmont senza nessun timore reverenziale tiene altissimo il ritmo della gara e fa venire i brividi ai Blue Devils. Dopo un primo tempo molto divertente Duke sembra in grado di scappare via ma Belmont torna in partita con un parziale di 9-0. La truppa di coach K arriva sull’orlo del baratro quando va sotto nelle battute finali 70-69. Ma il canestro di Gerald Henderson a 11" dalla sirena regala ai Blue Devils l’accesso al secondo turno.

Texas A&M (9)-Byu (:wink: 67-62

Sesta sconfitta consecutiva al primo turno del Torneo Ncaa per Byu. I Cougars non tirano particolarmente bene contro Texas A&M e soprattutto non riescono a trovare una risposta difensiva alla versatilità di un ottimo Josh Carter.

West Virginia (7)-Arizona (10) 75-65

Il freshman che piace tanto ai GM delle squadre al piano di sopra, Jerred Bayless, delude e i Wildcats non riescono a mettere in difficoltà West Virginia. I Mountaineers tirano con grande precisione della lunga distanza (11/19) e conquistano il successo.

Ucla (1)-Mississippi Valley State (16) 70-29

Non c'è partita tra i Bruins e i Delta Devils. Troppa la differenza di talento, Ucla così senza nemmeno spingere troppo sull’acceleratore distrugge Mississippi Valley State. A Kevin Love bastano solamente 21' per mettere a referto 20 punti e 9 rimbalzi.

South Michigan State (5)-Temple (12) 72-61

Ottima difesa di Michigan State che limita il pericolo pubblico numero uno Dionte Christmas. Il miglior realizzatore di Temple stecca clamorosamente, chiudendo con soli tre punti (1/12 dal campo), e gli Spartans non hanno grossi problemi a sbarazzarsi degli Owls.

Marquette (6)-Kentucky (11) 74-66

La straordinaria produzione offensiva del senior di Kentucky Joe Crawford non basta, i Wildcats chiudono al primo turno del torneo Ncaa una stagione con troppi alti e bassi. Un Crawford immarcabile segna 35 punti prima di uscire per falli.

Pittsburgh (4)-Oral Roberts (13) 82-63

Nessun problema per Pittsburgh, una delle squadra più calde di March Madness, che conquista senza grandi sforzi il suo sesto successo consecutivo limitando i Golden Eagles a un deludente 34% dal campo. Ottima la prova di Levance Fields: 23 punti e sette assist.

Stanford (3)-Cornell (14) 77-53

Un brutto inizio di gara non penalizza Stanford che cambia marcia a metà del primo tempo, mette a segno un parziale di 43-11 a cavallo tra la fine della prima frazione e l’inizio della seconda e alla fine domina Cornell.

East Washington State (4)-Winthrop (13) 71-40

Dopo un eccellente primo tempo Winthorp crolla nella ripresa, dando via libera ai Cougars. Washington State ci mette un po' a carburare e arriva al riposo appaiata a Winthorp (29 pari). Nella ripresa però la musica cambia e WSU chiude i conti piazzando un parziale di 23-4.

Notre Dame (5)-George Mason (12) 68-50

Due anni dopo aver stupito l’America raggiungendo contro ogni pronostico la Final Four, George Mason torna sulla terra facendosi eliminare al primo turno da Notre Dame. Troppo solidi gli Irish, guidati da un ottimo Luke Harangody, per i pur coraggiosi Patriots.

Gazzetta.it

Inviato
brutta sconfitta a malaga... bene de la fuente e ukic...

da noi de la fuente faceva poco o niente da voi forse è quello più in forma al momento... giusta cosa per dire che brutta aria passa alla benetton... già si sente parlare di un esonero di mahmuti

Inviato
da noi de la fuente faceva poco o niente da voi forse è quello più in forma al momento... giusta cosa per dire che brutta aria passa alla benetton... già si sente parlare di un esonero di mahmuti

vabbè ormai cosa lo esonerate a fare che mancheranno 7 partite?

Inviato

LeBron entra nella storia

contro i Raptors di Bargnani

Cleveland batte Toronto grazie alla sua stella che si laurea anche miglior marcatore della franchigia, polverizzando il record di Daugherty. Il Mago, impreciso al tiro, in campo solo 17'

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LeBron risponde all'omaggio dei tifosi dopo essere diventato il miglior marcatore dei Cavs. Reuters

NEW YORK, 22 marzo 2008 - I Raptors non giocano una brutta partita, ma dall’altra parte c’è un certo LeBron James che fa la differenza. Cleveland così, grazie alla prodezze della sua stella, riesce ad avere la meglio su Toronto e vince 90-83.

Nel primo quarto la Quicken Loans Arena tributa una standing ovation da brividi a LeBron James quando, a 4’10’’ dalla fine della frazione, il fenomeno trova il canestro diventando così il miglior marcatore nella storia della franchigia, superando Brad Daugherty. Per segnare 10.389 punti con la maglia dei Cavs Daugherty però ha avuto bisogno di 548 gare, a “King” James, invece, ne sono bastate 380. Davvero fenomenale. La partita comunque è equilibrata, nonostante alcuni passaggi a vuoto in attacco degli ospiti. Con Chris Bosh nel lineup Toronto è una squadra ben diversa e se ne accorgono anche i Cavaliers. I Raptors, infatti, pur non tirando bene dal campo, nel primo tempo riescono a creare problemi a LeBron James e compagni soprattutto con i canestri dalla zona pitturata di Bosh.

MAGO IN SERATA NO - Andrea Bargnani non viene cercato molto dai compagni in attacco e fallisce le sue prime due conclusioni dal campo. Poi dopo 7' l’azzurro commette il suo secondo fallo e Sam Mitchell decide di mandarlo in panchina, tenendolo fuori fino all’intervallo. Il solito Mitchell quindi. Gli ospiti vanno in difficoltà all’inizio del secondo quarto, quando, paradossalmente, LeBron James va a riposarsi in panchina. Con TJ Ford al posto di Jose’ Calderon Toronto inizia a fare confusione in attacco. Ma non a caso appena lo spagnolo torna sul parquet la musica cambia e i Raptors riescono a riavvicinarsi ai Cavaliers andando al riposo sotto di soli tre punti (45-42), nonostante un brutto 37% dal campo nel primo tempo. Nel terzo quarto Toronto trova il suo miglior momento. La squadra canadese si muove bene in attacco, guidata dalla regia di un buon Calderon e arriva anche al +6. Andrea Bargnani non è in grande serata al tiro, ma mostra intelligenza tattica e decide di non forzare, mettendosi al servizio dei compagni. Sam Mitchell però volta le spalle al giocatore italiano, togliendolo a 2’06’’ dalla fine del terzo quarto per non riproporlo più sul parquet. Un errore perché nell’ultimo periodo Cleveland ritrova ritmo in attacco, torna davanti con le triple di Damon Jones e nel finale si affida al suo fenomeno LeBron James. Il leader dei Cavs fa scendere il sipario sul match firmando 11 dei suoi 29 punti negli ultimi 7’19’’ della gara. Andrea Bargnani chiude senza punti a referto (0/3 da due e 0/2 da tre) rimanendo sul parquet solamente 17’.

Cleveland: James 29 (13/19, 1/3), Ilgauskas 16. Rimbalzi: James 12, Ilgauskas 10. Assist: Jones 7.

Toronto: Bosh 24 (7/18), Nesterovic 16. Rimbalzi: Moon 10. Assist: Ford 5.

Gazzetta.it

Inviato

McGrady tiene le distanze

I Warriors s'inchinano

La stella di Houston decisiva nella vittoria su Golden State che non riesce ad accorciare la classifica. Bene Denver, Lakers e Spurs che tornano a vincere in casa

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Kenyon Martin (3) sfugge al controllo di Josh Boone. Afp

MILANO, 22 marzo 2008 - Houston sbanca l’Oracle Arena lasciando a debita distanza i Golden State Warriors in classifica, con Denver che si avvicina a Baron Davis & Co. Andando a vincere in casa dei Nets. Facili vittorie per Lakers e Spurs mentre a Est gli Orlando Magic passeggiano contro Philadelphia.

Golden State Warriors-Houston Rockets 106-109

Un big match anomalo, forse, ma di sicuro era questa la gara che più poteva interessare anche le grandi della Western Conference: i Warriors non sono riusciti ad accorciare ulteriormente la classifica, dovendo cedere a un McGrady strepitoso e a una squadra tornata alla vittoria dopo due rovesci consecutivi grazie anche al rientro dopo 7 gare di Carl Landry e a un Bobby Jackson decisivo con le triple. Adelman per l’occasione promuove in quintetto Luther Head, spostando McGrady da numero 3 con Battier da ala forte e Scola da centro, per adeguarsi al quintetto piccolo e agile di Nelson (Harrington ipotetico centro e Biedrins dalla panchina). La partita è stata sempre molto tirata, ma è Houston a tentare per prima lo strappo nell’ultimo quarto: 8-0 di parziale e vantaggio 95-87 a 4’24 dalla fine, ma i padroni di casa tornano in parità con 5 punti consecutivi di Davis (97-97 a 2’25 dalla sirena). Qui Jackson risponde con una tripla pazzesca e nell’ultimo minuto, mentre Pietrus e Baron Davis sbagliano da fuori per il possibile pareggio, i Rockets sono perfetti dalla lunetta (6/7) assicurandosi di portare a casa la vittoria. "Non abbiamo giocato con la necessaria tensione, gli abbiamo concesso troppi canestri facili", ha detto a fine partita Baron Davis.

Golden State: Davis 27 (8/16, 3/7, 2/5 tl), Ellis 24, Harrington 18, Pietrus 16, Jackson 15. Rimbalzi: Harrington 14. Assist: Jackson 5.

Houston: McGrady 26 (9/20, 2/3, 2/3 tl), Battier e Landry 17, Jackson 16, Alston 13, Head 11. Rimbalzi: Scola 10. Assist: McGrady 8.

Los Angeles Lakers-Seattle SuperSonics 130-105

Nuovamente non pervenuta la difesa di Seattle, ora alla decima sconfitta consecutiva. Così diventa tutto facile per i Lakers, che si concedono una serata di tranquillità nell’estenuante corsa al vertice della Western Conference. I gialloviola hanno mandato a referto ben otto uomini in doppia cifra e sono scappati via definitivamente sul finire del terzo quarto (93-76) con un 12-4 di parziale (4 di Bryant, 2 di Mbenga e due triple di Farmar). Buone notizie arrivano anche da Pau Gasol: lo spagnolo dovrebbe rientrare domenica contro Golden State.

LA Lakers: Bryant 23 (8/12, 0/3, 7/8 tl), Walton 17, Turiaf e Farmar 14, Radmanovic, Odom e Vujacic 13, Fisher 11. Rimbalzi: Odom 12. Assist: Turiaf 6.

Seattle: Durant 20 (8/15, 4/4 tl), Watson 20 (7/11, 2/3), Marshall 17, Ridnour 12, Wilkins 11. Rimbalzi: Petro 11. Assist: Watson 7.

San Antonio Spurs-Sacramento Kings 102-89

I campioni NBA tornano alla vittoria anche tra le mura amiche, dopo aver interrotto a Chicago la striscia di quattro sconfitte consecutive che aveva aperto delle crepe nelle sicurezze dei giocatori di Popovich. Una vittoria “alla Spurs”, senza strafare ma senza nemmeno perdere mai l’inerzia della gara. Nemmeno quando i Kings rientrano a -6 in apertura di ultimo quarto (81-75 con la tripla di Martin): 6 punti consecutivi di Oberto riportano San Antonio a +13 (90-77), 6 di Duncan allungano il divario fino al +16 (96-80 a 3’27 dalla fine).

San Antonio: Duncan 21 (8/18, 5/6 tl), Parker 19, Vaughn 11, Bowen 10. Rimbalzi: Duncan 13. Assist: Parker e Vaughn 7.

Sacramento: Artest 23 (9/19, 1/2, 2/4 tl), Martin 20, Johnson 12. Rimbalzi: Moore 9. Assist: Miller 3.

New Jersey Nets-Denver Nuggets 114-125

Una gara divertente e abbastanza lineare nel suo genere: due squadre che difendono poco, che fanno dell’attacco la propria unica risorsa (specie i Nuggets) non potevano che produrre una partita ad alto punteggio e fatta di strappi. A condurre sempre e solo Denver (toccato il +13 nel secondo quarto con le triple di Kleiza e Smith e +17 nel terzo quarto con 8 punti in fila di Iverson), ma la permissività dei ragazzi di Karl nella propria metà campo non ha mai permesso loro di chiudere la pratica. Anzi, un 13-2 firmato da 9 punti di Carter e 4 di Harris porta i Nets avanti (88-86) a 1’39 dalla fine del terzo periodo. Come si diceva, però, una gara di strappi, fino a quello decisivo: Denver inizia l’ultimo quarto con un tremendo 14-1 (5 di Iverson ma a segno anche Kleiza, Najera e Smith) ed è 107-91 a 8’37 dalla fine. Stavolta è game over.

New Jersey: Carter 32 (11/19, 1/4, 7/8 tl), Jefferson 29, Harris 16, Boone 10. Rimbalzi: Boone 11. Assist: Harris 13.

Denver: Iverson 26 (8/17, 0/1, 10/11 tl), Kleiza 23, Anthony e Martin 17, Camby 16, Smith 12. Rimbalzi: Camby 10. Assist: Iverson 9.

Orlando Magic-Philadelphia 76ers 113-95

Il buon vecchio amico di Orlando, il tiro da fuori (14/23 di squadra), non ha tradito nemmeno contro una delle formazioni più in forma della Lega nelle ultime settimane. Il grosso del lavoro, per la squadra di Van Gundy, viene svolto già nel primo quarto: i Magic iniziano con un roboante 6/6 dalla lunga distanza (con 5 giocatori diversi) e a 2’46 dalla fine del primo periodo è già +22 (33-11). Phila reagisce con un 12-0 (8 di Williams) per portarsi a -10, ma le triple di Lewis, Bogans e Dooling la riportano a distanza di sicurezza (46-28 a 5’07 dall’intervallo).

Orlando: Lewwis 18 (6/12, 2/3), Turkoglu 16, Howard e Dooling 13, Evans e Nelson 12, Bogans 11, Cook 10. Rimbalzi: Howard 12. Assist: Turkoglu 9.

Philadelphia: Williams 18 (6/13, 0/2, 6/6 tl), Iguodala 14, Carney 11, Young 10. Rimbalzi: Evans 9. Assist: Miller 5.

Portland Trail Blazers-Los Angeles Clippers 107-102

Partita tra quelle che avevano poco da dire: Portland gioca per mantenere il suo record positivo (ora 36-33) anche per cementare meglio un gruppo di giocatori che si prepara ad accogliere Greg Oden nella prossima stagione, i Clippers aspettano solo la fine per sapere come ripartire. Ne nasce una sfida piuttosto equilibrata, con i padroni di casa a comandare (83-67 nel terzo quarto con due triple di Webster e una di Blake) ma che hanno dovuto fare i conti Cuttino Mobley nell’ultimo quarto: suoi gli ultimi 11 punti dei Clippers, compresa la tripla del 105-102 a 7 secondi dalla fine, ma a decidere la gara ci pensa Jarrett Jack dalla lunetta.

Portland: Aldridge 22 (11/18), Roy 21, Webster 16, Blake 15. Rimbalzi: Aldridge 12. Assist: Blake 11.

LA Clippers: Mobley 24 (6/12, 2/5, 6/6 tl), Powell 21 , Dickau e Parker 14, Ross 12. Rimbalzi: Mobley 7. Assist: Dickau e Parker 7.

Indiana Pacers-Minnesota Timberwolves 124-113

Quinta vittoria interna consecutiva per Indiana, che si porta a 1 ½ partite di distanza da Atlanta e quindi dall’ottavo posto nella Eastern Conference. Danny Granger è stato nuovamente un grande protagonista, in una partita già ben indirizzata nella prima metà (66-49 all’intervallo) con i Pacers pronti a reagire all’inizio dell’ultimo quarto quando i Wolves, con Craig Smith, si sono portati sul -8 (96-88): 7-0 di parziale (con una tripla di Granger) e Minnesota rispedita al mittente.

Indiana: Granger 32 (5/15, 6/8, 4/6 tl), Dunleavy 25, Murphy 22, Foster, Murray e Harrison 10. Rimbalzi: Murphy 15. Assist: Dunleavy e Diener 7.

Minnesota: McCants 22 (5/10, 3/7, 3/5 tl), Foye 16, Snyder 15, Gomes e Smith 14, Jefferson e Jaric 11. Rimbalzi: Jefferson 9. Assist: Foye e McCants 6.

New York Knicks-Memphis Grizzlies 106-120

Nemmeno i derelitti Grizzlies di questi tempi sono un ostacolo sufficientemente abbordabile per i Knicks di Isiah Thomas. Mike Miller mette a segno 24 punti nei primi due quarti e all’intervallo Memphis è a +19 (69-50), ma subisce un 18-0 in apertura di terzo periodo (8 punti di Lee e 6 di Chandler) che permettono ai Knicks di rimontare. (68-69). È un fuoco di paglia, però, perché New York non ha consistenza, Warrick e Miller finiscono il lavoro (tripla di quest’ultimo del nuovo +19 (120-101).

New York: Crawford 22 (5/11, 2/5, 6/6 tl), Robinson 18, Chandler 17, Lee 16, Collins 12. Rimbalzi: Jeffries 8. Assist: Crawford e Collins 5.

Memphis: Miller 34 (5/5, 7/11, 3/3 tl), Gay 24, Navarro 17, Warrick e Conley 11. Rimbalzi: Warrick 10. Assist: Conley 6.

Miami Heat-Washington Wizards 86-103

Una vittoria in doppia cifra i Miami Heat non la negano a nessuno ormai, e così anche l’ex di turno Caron Butler può prendersi la soddisfazione di segnare oltre 20 punti per la prima volta dal suo ritorno in campo dopo l’infortunio. Già avanti 52-39 all’intervallo, Washington è volata a più 25 nel terzo quarto con 8 punti consecutivi di Antwan Jamison (87-62 al 36’), rendendo di fatto accademici gli ultimi 12’.

Miami: Jones 15 (5/6, 1/3, 2/5 tl), Blount 12, Davis e Barron 10. Rimbalzi: Barron 6. Assist: Williams 7.

Washington: Butler 25 (6/6, 3/6, 4/4 tl), Jamison 22, Mason 11. Rimbalzi: Jamison 10. Assist: Daniels 7.

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Ncaa, ecco le sorprese

Siena fulmina Vanderbilt

Seconda giornata del torneo universitario Usa: San Diego fa fuori Uconn, eliminate anche Gonzaga e Clemson. North Carolina e Memphis invece rispettano i pronostici

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Duell (a sin.) e Hasbrouck esultano: Siena avanza. Reuters

NEW YORK, 22 marzo 2008 - Nella seconda giornata del Torneo Ncaa arrivano finalmente le sorprese. San Diego fa lo sgambetto a Uconn, Western Kentucky batte Drake mentre Siena distrugge Vanderbilt.

EST

Tennessee (2)-American University (15) 72-57

I Volunteers non brillano ma si svegliano nella seconda parte della ripresa e riescono a tenere a distanza American University. JaJuan Smith si fa trovare pronto quando Tennessee nelle battute finali del match ha bisogno della sua produzione e alla fine chiude con 19 punti.

Butler (7)-South Alabama (10) 81-61

Continua lo straordinario campionato di Butler che contro South Alabama conquista la sua 30esima vittoria della stagione. I Bulldogs non devono faticare più di tanto per avere ragione dei Jaguars. Brilla Pate Campbell: 26 punti con un eccellente 8/10 dalla lunga distanza.

North Carolina (1)-Mount St. Mary’s (16) 113-74

La grande favorita del torneo Ncaa, North Carolina, inizia con il piede sull’acceleratore e non mostra nessuna pietà per Mount St. Mary’s. I Tar Heels, guidati dalla coppia Tyler Hansbrough-Ty Lawson, tirano con il 60% dal campo e nella ripresa riescono anche a dare spettacolo.

Oklahoma (6)-Saint Joseph’s (11) 72-64

Oklahoma si complica la vita nel finale quando, dopo essere stata avanti anche di 19 punti, decide di mettere i remi in barca favorendo così il ritorno di Saint Joseph’s. Ma gli Hawks non riescono a completare la rimonta e i Sooners possono tirare un sospiro di sollievo.

Arkansas (9)-Indiana (:shock: 86-72

Arkansas interrompe finalmente la sua striscia negativa nel Tornea Ncaa (cinque sconfitte consecutive) battendo con grande personalità Indiana. I Razorbacks tirano con il 54% dal campo e in attacco si affidano all’ottima vena di Sonny Weems.

Louisville (3)-Boise State (14) 79-61

La truppa di Rick Pitino mette subito le cose in chiaro partendo con il piede sull’acceleratore. Louisville va avanti 10-1 e non si volta più indietro sbrigando ben presto la pratica Boise State.

MIDWEST

Davidson (10)-Gonzaga (7) 82-76

Stephen Curry mostra contro Gonzaga di aver imparato alla perfezione le lezioni impartitegli dal padre Dell, un ottimo tiratore da tre nella Nba. Curry, che chiude la gara con un eccellente 8/11 dalla lunga distanza, trascina Davidson al successo contro Gonzaga realizzando 30 dei suoi 40 punti nella ripresa.

Georgetown (2)-Umbc (15) 66-47

Nessun problema per Georgetown che difende alla grande nella seconda parte del primo tempo non subendo nemmeno un punto per più di sette minuti. Una volta messo in cassaforte il risultato all'inizio della ripresa Roy Hibbert e compagni si divertono facendo accademia.

Siena (13)-Vanderbilt (4) 83-62

Siena gioca la partita perfetta contro Vanderbilt e alla fine non solo supera il turno ma finisce per umiliare i favoritissimi rivali. I Saints prendono subito in mano il pallino del gioco e non concedono più nulla a Vandy. Il junior Kenny Hasbrouck gioca la gara della vita e chiude con 30 punti.

Villanova (12)-Clemson (5) 75-69

Meno sorprendente di quello che direbbe il tabellone il successo di Villanova su Clemson. I Wildcats, infatti, sono una testa di serie numero 12 sui generis, potendo contare su una compagine molto talentuosa. Ne fa le spese Clemson che dopo un ottimo primo tempo, chiuso avanti 39-27 (dopo aver toccato anche il +18), crolla clamorosamente nella ripresa permettendo così a Villanova di mettere a segno la rimonta.

SUD

Miami (7)-Saint Mary's (10) 78-64

Miami gioca senza la giusta intensità nella prima parte del match, poi Jack McClinton la scuote con i suoi canestri e nella ripresa gli Hurricanes tornano in carreggiata andando a vincere in scioltezza. McClinton realizza 38 punti, suo massimo in carriera.

Texas (2)-Austin Peay (15) 74-54

I Longhorns possono anche permettersi una gara modesta da parte della stella DJ Augustin. Contro Austin Peay, infatti, basta e avanza il contributo offensivo di un eccellente AJ Abrams.

Mississippi State (:shock:-Oregon (9) 76-69

Un vantaggio di 13 punti nella ripresa non è sufficiente per Oregon che perde lucidità in attacco negli ultimi minuti e soprattutto non riesce a contenere Charles Rhodes. Il senior di Msu, infatti, fa la differenza mettendo a referto 34 punti.

Memphis (1)-Texas-Arlington (16) 87-63

La testa di serie numero uno della South Region prende subito le misure a Texas-Arlington e dopo pochi minuti mette il risultato al sicuro piazzando un parziale da ko: 15-2. I Mavericks vanno al tappeto e non riescono più a rialzarsi, Memphis così gioca sul velluto.

OVEST

Western Kentucky (12)-Drake (5) 101-99 d.t.s.

Gara di straordinaria intensità che alla fine viene decisa da un canestro da circo griffato da Ty Rogers. Drake recupera un passivo di 16 punti negli ultimi otto minuti dei tempi regolamentari e trascina il match al supplementare. Nelle battute finali dell'overtime Western Kentucky, sotto di un punto, cerca Rogers il quale, da posizione impossibile e con tre difensori in faccia riesce, proprio allo scadere, a trovare la tripla che regala agli Hilltoppers il clamoroso successo.

San Diego (13)-Connecticut (4) 70-69 d.t.s.

Il match che segue Western Kentucky-Drake è altrettanto spettacolare e anche questa volta ci scappa la sorpresa. San Diego, dopo aver sprecato il colpo del ko nei tempi regolamentari fallendo troppi liberi negli ultimi secondi, riesce a sorprendere Uconn nel supplementare. Decide un canestro di pregevole fattura confezionato da De’Jon Jackson a un secondo dalla fine dell’overtime.

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dovrebbe essere li

ma se non sbaglio è infortunato

sì confermo... orama i è infortunato quasi dall'inizio della stagione ma dovrebbe rientrare secondo nba.com a fine marzo o più probabilmente a inizio aprile...

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Grazie al solito Gallinari

Milano supera Udine

Un secondo tempo da grande campione di Danilo (sotto gli occhi del gm dei Nets, Vandeweghe) permette all'Armani Jeans di battere 95-86 la Snaidero nell'anticipo del 28° turno. In serata le altre partite, la capolista Siena di scena a Treviso

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Danilo Gallinari, 19 anni, sfugge all'ex milanese Sven Schultze. Ciam/Cast

MILANO, 22 marzo 2008 - Tutte di sabato le partite del 28° turno eccetto La Fortezza Bologna-Premiata Montegranaro che si giocherà martedì alle 20.30.

Armani Jeans Milano-Snaidero Udine 95-86

Milano vince l’anticipo delle 12 e continua la ormai costante risalita in classifica, battendo Udine 95-86 grazie alla coppia Gallinari (28 punti)-Katelynas (17 senza errori dal campo). C’è anche Kiki Vandeweghe, g.m. dei Nets ed ex stella dei Denver Nuggets, arrivato per vedere il solito Gallinari. La partita è anestetizzata dal clima che la circonda, con la poca gente presente che si scalda solo per fischiare Milano verso la fine del 2° quarto. E’ infatti Udine a comandare nei primi 20’, partendo con un buon Penberthy (debilitato, tanto da dover fare una scappata in spogliatoio al primo cambio), mentre l’AJ trova risposte dal solo Vukcevic (12 alla pausa), perdendo 7 palloni nei primi 10’, chiusi sotto di 4 (18-22). In avvio di 2° quarto è Zacchetti a dare ancora spinta alla Snaidero, che vola a +12 grazie anche ai canestri dell’ex (festeggiatissimo) Sven Schultze. Alla pausa Udine tira con il 55% dal campo ed è avanti di 7 (36-43), raccogliendo però meno rispetto a quanto ha seminato.

Infatti l’AJ entra in campo con maggior aggressività nella ripresa e sorpassa subito con Gallinari, Katelynas e Watson (49-47 dopo 3’40"). Il 4° fallo del lituano pesa nell’economia dei cambi milanesi, che tornano sotto, colpiti da Allen e ancora dall’ex tedesco. La reazione è tutta del Gallo (5 punti in fila) e di Di Bella (libero e tripla del -1), con Udine che arriva all’ultimo break sopra di 1 (63-64). Gallinari continua a scegliere la strada giusta, quella della penetrazione, e si guadagna liberi, che, assieme alla rubata con canestro in contropiede di Booker, regala a Milano il + 5 (74-69 a 6’ dalla fine). Ed è ancora lui a spaccare in due la gara, subendo fallo antisportivo da Green, trasformando i due liberi e poi mettendo la tripla del +8 (81-73 a -3’45"). Udine ha un ultimo sussulto con Allen e Penberthy (5 liberi a segno per l’83-80 a -2’33"), ma Katelynas (stoppata sullo stesso ex Laker) e ancora la futura prima scelta Nba la respingono definitivamente.

Milano: Gallinari 28, Vukcevic 19, Katelynas 17

Udine: Allen 26, Sales 15, Schultze 15

Benetton Treviso-Montepaschi Siena ore 21

Legea Scafati-Angelico Biella ore 20.30

Scavolini Pesaro-Cimberio Varese ore 20.30

Lottomatica Roma-Tisettanta Cantù ore 20.30

Siviglia Teramo-Air Avellino 0re 20.30

Eldo Napoli-Solsonica Rieti ore 20.30

Pierrel Capo d'Orlando-Upim Bologna ore 21

La Fortezza Bologna-Premiata Montegranaro ore 20.30

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Roma passa col brivido

Milano ringrazia Gallinari

Niente sorprese nella 28ª giornata: Siena vince a Treviso e fa sua la regular season. Un 2° tempo da grande campione di Danilo (sotto gli occhi del gm dei Nets, Vandeweghe) permette all'Armani di battere Udine. Cantù fa sudare la Lottomatica, Avellino ok a Teramo

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Danilo Gallinari, 19 anni, sfugge a Sven Schultze. Ciam/Cast

MILANO, 22 marzo 2008 - Tutte di sabato le partite del 28° turno eccetto La Fortezza Bologna-Premiata Montegranaro che si giocherà martedì alle 20.30. Dopo il successo di Milano su Udine nell'anticipo, grazie a un ottimo Danilo Gallinari, Siena passa a Treviso con più facilità di Roma, che batte Cantù solo dopo un overtime. Vincono anche Avellino, Scafati, Napoli e Pesaro. Battendo al PalaVerde la Benetton Treviso per 74-66 nell'unducesima giornata di ritorno della Serie A, la Montepaschi Siena si è assicurata la vittoria della regular-season con sei turno d'anticipo. Salendo a quota 52 punti (26 vinte, 2 perse), i campioni d'Italia non sono più alla portata delle immediate inseguitrici, prime fra tutte la Lottomatica Roma, che resta a 14 lunghezze di ritardo.

Legea Scafati-Angelico Biella 83-65

Scafati batte Biella dopo una gara dominata per tre quarti con un solo passaggio a vuoto nel corso del terzo quarto. La Legea è partita subito forte con un parziale di 21-6 dopo sei minuti di gara. In progressione Wilson e compagni hanno praticamente scavato un solco parso incomabile (+24 al al 15’ sul 43-29) e chiudendo il secondo quarto sul +20 (49-29). Nel terzo quarto grande rimonta di Biella che grazie ad un parziale di 25-9 torna completamente in gara (58-54 al 30’). Negli ultimi dieci minuti torna a dominare Scafati che ritrova il +20 al 38' grazie all’asse Wilson-Wolkowynski.

Scafati: Wilson 18, Wolkowynski 16, Hatten 12

Biella: Hunter 19, Langford 15, Pinkney 13

Scavolini Pesaro-Cimberio Varese 84-67

Compitino eseguito per la Scavolini, che entra tardi in partita ma si fa bastare 12’ di buon basket per battere l’ultima in classifica. Toccante l’abbraccio a Valerio Bianchini, il coach del primo scudetto Vuelle. Applausi a go go e uno striscione a rievocare “il grande sogno”. Pesaro inizia con lo sprint di Clark, al quale fa da contraltare Delonte Holland (12 punti a testa dopo i primi 10’). Varese sorpassa sul 12 a 15 e mantiene il muso avanti per tutto il primo tempo. Il pubblico di casa mugugna e sul 24 a 36 arrivano i fischi. I locali si stringono e recuperano qualcosa: 35-38 al 18esimo, prima del nuovo allungo esterno (37-44), targato Galanda e Boscagin. Reazione: 43-44 con qualche minuto di “pallacanestro”. Nel terzo periodo cala l’intensità dei lombardi e ai biancorossi di casa basta poco per distaccarsi: 57 a 53 all’ultimo intervallo e poi 67-55 e 80-66, Varese – che fa mai centro dalla lunghissima (1/15) - non ne ha più.

Pesaro: Myers 19, Clark 16, Zukauskas 10

Varese: Holland 26, Melvin10, Boscagin 8

Lottomatica Roma-Tisettanta Cantù 80-69 (d1ts)

C'è voluto un supplementare per avere la meglio di una Tisettanta che non ha mollato mai di un solo centimetro, rimanendo incollata al match anche quando i punti da recuperare erano 15 e ritrovandosi con la palla della vittoria a pochi decimi dalla fine, sotto di 2 (66-64) e con Mazzarino tutto solo dalla linea dei tre punti. L’errore ha regalato un supplementare ai canturini e una bella Pasqua a Repesa che si è ritrovato con una vittoria che aveva visto sfumare negli ultimi 3 minuti della quarta frazione. Eppure l’impatto di Roma era stato assolutamente positivo. De La Fuente non sbagliava una sola conclusione dal campo nei primi dieci minuti, e ai più sembrava serata da teatro. Al rientro in campo delle due squadre, lo spartito si invertiva completamente. Cantù saliva in cattedra: un parziale di 9-2 che diventava in pochi attacchi un terribile 17-6 che riapriva completamente la partita. Toure e Francis dettavano legge nell’area colorata con Cantù che risaliva coraggiosamente la corrente e si riportava sino al 30-28 . A quel punto Ukic riportava Roma avanti grazie a una serie incredibile di palloni persi dei canturini ma nonostante il vantaggio, gli ultimi 5 minuti della terza frazione, la Lottomatica si fermava di nuovo. Wood era letale dalla lunga distanza e capace di riaprire il confronto. La quarta frazione era un testa a testa snervante con palle break da una parte e dall’altra. E se Cantù si ritrova con un pugno di mosche in mano, lo deve a quella serie infinita di palloni gettati al vento, quattro negli ultimi cinque attacchi, prima del supplementare. L’overtime non ha avuto storia e Roma si ritrova ancora seconda.

Lottomatica Roma: Ukic 27, Lorbek 18, De La Fuente 13

Tisettanta Cantù: Wood 21, Fitch e Toure 15, Mazzarino 7

Siviglia Teramo-Air Avellino 79-82

Eldo Napoli-Solsonica Rieti 99-89

L’incubo per la Solsonica comincia in avvio di secondo quarto, quando le triple in sequenza di Jones e Malaventura fanno suonare il primo allarme per la panchina reatina sul +8 (30-22) Napoli. L’attacco reatino tiene fino al 3’ prima di scomparire definitivamente sotto il bombardamento dei terra-aria della Eldo: Monroe, Blums, Malaventura e ancora Jones spingono il parziale sul +17 (49-32) del massimo vantaggio. Fotografia nitida di una serata in cui Napoli fa tutto bene e a Rieti non riesce niente. Tecnicamente ma anche mentalmente. E il 99-89 che chiude la partita è lo specchio fedele di una serata in cui, dinanzi alla Eldo, ci si può solo togliere il cappello. Quasi cinque minuti senza vedere il canestro, per la Solsonica, nel secondo periodo, prima che, a premere sull’acceleratori ci provi Morris Finley: 5 punti in chiusura, frutto dell’iniziativa personale in una squadra in cui sono le idee collettive a latitare completamente. Ma soprattutto, 5 punti che non cambiano la sostanza. Con Napoli che costruisce in dieci minuti il 51-35 che ipoteca la partita. Anche perché, l’avvio del terzo quarto è solo un’illusione: il break di 5-0 messo a segno dalla Sebastiani è un lampo nella notte. Un Rocca immarcabile e un Malaventura in serata di grazia, portano il massimo vantaggio della Eldo sul +19 (63-44) in un amen. Quanto basta per tenere le cose invariate al termine del terzo periodo (71-55). Ad inventare qualcosa di nuovo (e di buono) Rieti ci prova con Hurd (unico a salvarsi dal naufragio colettivo) nell’ultimo periodo. Troppo tardi per impensierire la truppa di Bucchi. Alla Eldo basta solo controllare. Il resto è già fatto.

Napoli: Malaventura 22, Jones 18, Thomas 15

Rieti: Hurd 26, Finley 22, Prato 10

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Ncaa: Duke è già fuori

Il successo all'ultimo soffio contro Belmont era un campanello d'allarme: West Virginia fa tutto bene e per i favoritissimi Blue Devils non c'è scampo. Ucla rischia grosso ma alla fine batte Texas A&M mentre Kansas domina Unlv

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Joe Mazzulla esulta per il successo di West Virginia. Reuters

NEW YORK (Stati Uniti), 23 Marzo, 2008 - West Virginia gioca una signora partita e riesce a fare lo sgambetto a Duke, Ucla rischia grosso ma alla fine batte Texas A&M mentre Kansas domina Unlv.

West

West Virginia (7)-Duke (2) 73-67

Dopo aver evitato il clamoroso scivolone al primo turno contro Belmont, Duke questa volta non riesce a ripetersi e si deve inchinare davanti a West Virginia. I Mountaineers dopo un primo tempo non trascendentale cambiano marcia nella ripresa, infastidendo i Blue Devils con un'asfissiante difesa a uomo, disegnata alla perfezione da coach Bob Huggins. Duke prova a sfogare la sua frustrazione tentando una serie di conclusioni forzate dalla lunga distanza ma non riesce a fare meglio di un deludente 5/22. Con l’andare dei minuti West Virginia, guidata da uno straordinario Joe Alexander, prende il sopravvento arrivando anche al +14. Nel finale Duke tenta la disperata rimonta ma WVU non concede più nulla, eliminando così i favoritissimi Blue Devils.

Ucla (1)-Texas A&M (9) 53-59

Ucla fatica più del previsto ma alla fine riesce ad avere la meglio sui coraggiosissimi Aggies. I Bruins hanno bisogno di un canestro a nove secondi dalla conclusione di Darren Collison e soprattutto di una grande giocata difensiva di Josh Shipp sul susseguente possesso per Texas A&M per evitare una clamorosa sconfitta.

Xavier (3)-Purdue (6) 85-78

Giocando una partita praticamente perfetta Xavier si regala la sfida West Virginia al terzo turno del Torneo Ncaa. I Musketeers dopo un inizio incerto trovano grande ritmo in attacco e superano Purdue. Ottima la prestazione offensiva della coppia CJ Anderson-Drew Lavender.

Midwest

Wisconsin (3)-Kansas State (11) 72-55

La difesa di Wisconsin limita il pericolo pubblico numero uno Michael Beasley soli sei punti nella ripresa, i Badgers così, scappano via nel secondo tempo e alla fine passeggiano contro Ksu. La probabile prima scelta assoluta al prossimo draft Nba domina il primo tempo mettendo a referto 17 punti, ma cala alla distanza e nella ripresa sale in cattedra Trevor Hughes trascinando Wisconsin al successo.

Kansas (1)-Unlv (:wink: 75-56

Nessun problema per Kansas che sbriga senza faticare più di tanto la pratica Unlv. I Running Rebels fanno una fatica incredibile a trovare il canestro contro l’attentissima difesa di KU e non riescono a limitare la produzione delle guardie Chalmers, Rush e Robinson.

EastWashington State (4)-Notre Dame (5) 61-41

Bruttissima prestazione offensiva di Notre Dame che non riesce a trovare le soluzioni giuste per scardinare la difesa di Washington State. Gli Irish tirano con un misero 24.5% e il miglior realizzatore di Notre Dame, Luke Harangody si deve accontentare di soli 10 punti.

South Stanford (3)-Marquette (6) 82-81 d.t.s.

Il canestro di Brook Lopez a un secondo dalla fine del supplementare regala a Stanford il successo su Marquette. I Cardinals recuperano un passivo di 11 punti nel primo tempo e nonostante l’espulsione per proteste del tecnico Trent Johnson, riescono a riprendere i Golden Eagles per poi batterli nel supplementare.

Michigan State (5)-Pittsburgh (4) 65-54

Drew Neitzel e Kalin Lucas si fanno trovare pronti nelle battute finali del match e Michigan State riesce a superare Pittsburgh. Le due guardie firmano 21 degli ultimi 25 punti messi a referto dagli Spartans trascinando Msu alla vittoria.

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New Orleans, vittoria doppia

Gli Hornets con una grande rimonta battono i Celtics e così mantengono (con i Lakers) la leadership a Ovest. Phoenix (Stoudemire strepitoso) imprendibile per Houston, successi preziosi in chiave playoff per Atlanta, Phila e Indiana

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David West va al tiro contro Perkins.

NEW YORK, 23 marzo 2008 - Grande vittoria degli Hornets su Boston: un David West immenso permette a New Orleans di rimanere in vetta alla Western Conference insieme ai Lakers. Un vero e proprio show offensivo di Phoenix e di uno strepitoso Stoudemire fermano Houston. Nella lotta per i playoff a Est, vittoria preziosa di Atlanta (su Orlando), di Philadelphia (su New Jersey) e Indiana (a Chicago).

New Orleans Hornets-Boston Celtics 113-106

New Orleans riesce dove le texane hanno fallito, David West fa quello che Tim Duncan e Dirk Nowitzki non sono stati capaci di fare all’inizio della settimana. "Abbiamo molta fiducia in quello che facciamo, e cerchiamo sempre di giocare con la stessa intensità in qualunque situazione", ha detto West. "Abbiamo avuto un grande vantaggio e l’opportunità di vincere", ha detto Paul Pierce, "ma bisogna dar loro il giusto merito. Uomini della panchina come Jannero Pargo e Bonzi Wells (8 recuperi) sono stati fondamentali". Il primo tempo è stato tutto dei Celtics, capaci di tirare con il 75% dal campo nel primo quarto e di andare a +15 (60-45) con un parziale di 10-2 (chiuso da Ray Allen) a 2’ dall’intervallo. David West segna 18 punti nei primi 14’ della ripresa, portando i suoi a -4 (85-89 a 10’32 dalla fine), e ne segna 7 consecutivi (dopo altri 7 di Pargo) per dare addirittura il +6 agli Hornets (99-93 a 3’53 dalla fine). Peja Stojakovic e Chris Paul (in campo solo 29’ per problemi di falli), mettono 2 triple fondamentali per conservare questo vantaggio (107-101 a 1’13 dal termine) e nell’ultimo minuto saranno lo stesso Paul, West e Wells ad assicurare la vittoria a New Orleans dalla lunetta.

New Orleans: West 37 (15/25, 7/7 tl), Paul 19, Pargo 15, Stojakovic 13, Wells 12. Rimbalzi: Chandler 9. Assist: Paul 7.

Boston: Pierce 28 (6/10, 3/5, 7/9 tl), Rondo 23, Garnett 19, R. Allen 17. Rimbalzi: Garnett 12. Assist: Rondo 7.

Phoenix Suns-Houston Rockets 122-113

Come si fa a difendere su Phoenix quando è in una serata come questa? Nemmeno Houston ci riesce: i Suns (malgrado l’assenza di Raja Bell) segnano 22 dei primi 26 tiri, e vanno già a +23 (68-45) a 2’38 dall’intervallo. Di più, i padroni di casa sono perfetti dalla lunetta (38/40 di squadra, 7/9 per O’Neal), con un Amaré Stoudemire totalmente inarrestabile (già a quota 26 con 12/12 ai liberi a metà partita). "Ormai non mi stupisce più. Amaré è determinato e vuole vincere il titolo", ha detto Mike D’Antoni. I Rockets però dimostrano di essere una squadra vera e non mollano: con l’orgoglioso McGrady rientrano a -8 (93-85) con 1’37 sul cronometro del terzo quarto, poi ancora nel’ultimo periodo (107-99, tripla di Jackson a 5’44 dalla fine) dopo che i Suns erano tornati sul +18. Una tripla di Nash riporta però il vantaggio di Phoenix oltre la doppia cifra (112-101), e i suoi compagni assicurano la vittoria non sbagliando nulla dalla lunetta.

Phoenix: Stoudemire 38 (9/14, 0/1, 20/20 tl), O'Neal 23, Barbosa 21, Nash 15, Diaw 13, Giricek 10. Rimbalzi: Stoudemire e O'Neal 13. Assist: Hill 10.

Houston: McGrady 30 (10/26, 1/5, 7/12 tl), Scola 16, Alston 15, Battier 14, Jackson 13. Rimbalzi: McGrady 8. Assist: McGrady 9.

Atlanta Hawks-Orlando Magic 98-90

Vittoria importantissima per Atlanta, che adesso ha 1 ½ partite di vantaggio su New Jersey per l’ottavo posto a Est. Determinante ancora una volta Joe Johnson, sempre più leader di questa squadra, insieme a Mike Bibby: insieme mettono a referto 26 dei 35 punti di Atlanta nell’ultimo quarto, compreso il 9-0 (tutto a suon di triple) per iniziare gli ultimi 12’ (72-67 a 10’02 dalla fine). E proprio Johnson, dopo l’errore da 3 di Bogans per il possibile -1, mette i tiri liberi che sanciscono la vittoria degli Hawks (+6 a 6” dal termine).

Atlanta: Johnson 34 (9/15, 3/5, 7/7 tl), Bibby 20, Smith 19, Horford 11. Rimbalzi: Horford 10. Assist: Bibby 8.

Orlando: Turkoglu 18 (4/10, 3/5, 1/1 tl), Nelson 16, Lewis ed Evans 14, Howard 11. Rimbalzi: Howard 16. Assist: Dooling e Bogans 4.

Milwaukee Bucks-Cleveland Cavaliers 108-98

"Se giocasse sempre e solo contro di noi, Mo Williams sarebbe il giocatore più forte di tutti i tempi". Parole del coach di Cleveland (che per l’occasione era senza l’infortunato Ben Wallace), Mike Brown, dopo aver visto il playmaker di Milwaukee giocare un secondo tempo da 23 punti e 6 assist, decisivi per rompere la parità che si era raggiunta a metà gara (46-46) dopo la rimonta dei Cavs dal -15. Williams ha segnato 7 punti in un parziale di 12-2 per passare dal 57-58 al 69-60 a 3’34 dalla fine del terzo quarto), poi è stato sempre lui a rispondere (dalla lunetta) alla tardiva rimonta di Cleveland (103-98 a 36” dalla fine con la tripla di James.

Milwaukee: Williams 29 (8/10, 1/1, 10/12 tl), Redd 21, Mason 17, Bogut 16, Bell 12. Rimbalzi: Bogut 15. Assist: Williams 13.

Cleveland: James 29 (6/16, 3/9, 8/10 tl), Ilgauskas 20, Szczebiak 14, Jones 10. Rimbalzi: James e Varejao 11. Assist: James, Jones e Szczerbiak 4.

Utah Jazz-Seattle SuperSonics 115-101

A Seattle non è bastato giocare un buon primo tempo (+9, 52-61) per andare a vincere in casa della squadra con il miglior record interno della NBA. Mehmet Okur è stato il grande protagonista prima della rimonta e poi dell’allungo dei Jazz: il centro turco ha segnato 14 dei primi 16 punti di Utah nel terzo quarto in meno di 5’, pareggiando a quota 68 a 7’39 dall’ultima pausa. Poi, dopo la tripla di Kyle Korver, ha firmato da 3 punti il +10 in apertura di ultimo quarto (91-81) al quale i Sonics non hanno saputo reagire.

Utah: Boozer 26 (9/16, 8/10 tl), Okur 24, Williams 15, Brewer 14, Harpring e Korver 11. Rimbalzi: Boozer 13. Assist: Williams 14.

Seattle: Durant 23 (10/17, 0/1, 3/3 tl), Green 23 (5/11, 2/2, 7/8 tl), Watson 14, Wilkins 13, Collison 10 e Ridnour 10. Rimbalzi: Collison 13. Assist: Watson 5.

Philadelphia 76ers-New Jersey Nets 91-87

Partita tirata, con due squadre in lotta per i playoff: e quando salgono l’intensità e l’importanza di una gara si vedono i campioni. Come Andre Iguodala, autore di 19 punti nel secondo tempo (10 nell’ultimo quarto) e ci sono anche 8 punti di Louis Williams nell’ultimo periodo, quello della rimonta da -7 (da 68-75). Sempre Iguodala ha firmato i 4 tiri liberi dell’allungo decisivo nel finale, punendo gli errori al tiro di Boone (da sotto) e Carter (da 3) per il 90-85 a 14” dalla sirena.

Philadelphia: Iguodala 28 (6/14, 2/3, 10/12 tl), Miller 21, Williams 15, Dalembert 11. Rimbalzi: Dalembert 18. Assist: Miller e Iguodala 5.

New Jersey: Carter 27 (9/21, 1/4, 6/6 tl), Krstic e Harris 14, Jefferson 11. Rimbalzi: Boone 11. Assist: Harris e Carter 5.

Chicago Bulls-Indiana Pacers 101-108

Sono nuovamente Dunleavy e Granger i principali protagonisti per Indiana, che vuole ancora credere nei playoff e non molla un colpo all’inseguimento di Atlanta, ma per l’ennesima rimonta casalinga subita dai Bulls ci sono voluti anche 10 punti di Shawne Williams nell’ultimo quarto, compresa la tripla del +2 (99-97) a 2’15 dalla fine, dopo che i Pacers avevano iniziato l’ultima frazione sotto di 11 (73-84). L’allungo decisivo è opera di Dunleavy e Granger, con 2 punti a testa per il 103-97 a 1’20 dalla sirena.

Chicago: Deng 28 (12/19, 4/4 tl), Gordon 21, Noah 16, Gooden 10. Rimbalzi: Gooden e Hughes 10. Assist: Hinrich 10.

Indiana: Dunleavy 25 (5/10, 3/3, 6/6 tl), Murphy 24, Granger 18, Williams 10. Rimbalzi: Granger 10. Assist: Murray 5.

Minnesota Timberwolves-New York Knicks 114-93

Continua l’ottimo momento di forma di Minnesota, che ha vinto 6 delle ultime 9 partite. Che dire dei Knicks? Stavolta non solo sconfitti, ma nemmeno pervenuti: i ragazzi di Isiah Thomas incassano 42 punti nel primo quarto (chiuso a -18), consolandosi addirittura con i 20 punti del redivivo Malik Rose. Ancora ottime cose, invece, da parte di Ryan Gomes e Rashad McCants. E proprio Gomes dice: "È un bene che molti giocatori abbiano rinnovato il contratto qui, dobbiamo continuare a costruire come stiamo facendo".

Minnesota: Gomes 26 (12/16, 0/1, 2/2 tl), McCants 24, Snyder 15, Jaric 11. Rimbalzi: Jefferson 9. Assist: Foye 9.

New York: Rose 20 (8/12, 0/1, 4/6 tl), Crawford 16, Lee 14, Jones 13, Chandler e Collins 12. Rimbalzi: Lee 11. Assist: Collins 8.

Memphis Grizzlies-Sacramento Kings 117-111

Per la seconda volta in questa stagione i Grizzlies vincono due partite di fila, e lo devono in gran parte a Juan Carlos Navarro (per lui 6/9 da 3 alla fine): l’ex giocatore del Barcellona segna 11 punti nell’ultimo quarto, compresa la tripla del +6 a 2’21 dalla fine (110-104) e i liberi del +7 con 27” da giocare (116-109), rendendo inutile la rimonta dei Kings (decisamente debilitati senza Udrih, Artest e Miller), sotto già dalla fine del primo quarto (chiuso 40-29 per Memphis).

Memphis: Gay 24 (6/10, 4/10), Navarro 22, Milicic 19, Warrick e Miller 12, Conley e Lowry 10. Rimbalzi: Milicic 10. Assist: Conley 6.

Sacramento: Martin 29 (4/15, 4/9, 9/10 tl), Hawes 19, Garcia 15, Salmons 12, Douby 11. Rimbalzi: Hawes 12. Assist: Moore 5.

Los Angeles Clippers-Portland Trail Blazers 72-83

L’impatto dell’assenza di Kaman a centro area per i Clippers è stato moltiplicato dalla mostruosa serata di Joel Przybilla, autore di una doppia doppia ma soprattutto capace di ottenere il suo massimo in carriera nei rimbalzi, avvicinando il record della franchigia (i 27 conquistati da Sidney Wicks contro i Lakers nel 1975). Partita senza storia, con Portland sempre avanti (anche di 16 nel terzo quarto), completato il 3-0 stagionale sui Clippers.

LA Clippers: Maggette 21 (7/13, 0/3, 7/8 tl), Powell 13, Mobley 11. Rimbalzi: Powell 10. Assist: Parker 5.

Portland: Roy 23 (6/15, 1/2, 8/8 tl), Aldridge 21, Przybilla 14. Rimbalzi: Przybilla 25. Assist: Blake 7.

Charlotte Bobcats-Miami Heat 94-82

Miami si inchina anche a Charlotte, con i Bobcats capaci di rompere una serie di 5 sconfitte consecutive. Senza ben 7 giocatori, come noto, gli Heat hanno potuto offrire una magra resistenza. Dopo due quarti di equilibrio, Emeka Okafor ha chiuso il 10-3 di inizio terzo periodo (56-42) che sembrava già chiudere la gara, prima della orgogliosa reazione ospite con Jason Williams (73-70 a 9’49 dal termine). Jason Richardson mette però 9 punti in un nuovo parziale pro-Charlotte, che stavolta scrive davvero la parola fine (94-78 a 4’30 dalla sirena).

Charlotte: Wallace 26 (9/14, 0/3, 8/11 tl), Richardson 24, Mohammed 16. Rimbalzi: Mohammed 14. Assist: Felton 10.

Miami: Williams 19 (5/9, 3/9), Davis 15, Quinn 14. Rimbalzi: Davis 9. Assist: Williams 8

Gazzetta.it

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20\20 dai liberi di stoudemire????? sta migliorando ancora sto ragazzo... fino qualche anno fa tirava male dalla lunetta...riconosciamo anche il buonissimo 7\9 di shaq dalla lunetta :wink: gran partita la sua...

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brutto infortunio nella gara dallas - san antonio per nowitzki... dopo aver stoppato udoka ricade male col piede sinistro che si impianta e la gamba fa lo stesso movimento o quasi dell'infortunio di totti 2 anni fa...

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brutto infortunio nella gara dallas - san antonio per nowitzki... dopo aver stoppato udoka ricade male col piede sinistro che si impianta e la gamba fa lo stesso movimento o quasi dell'infortunio di totti 2 anni fa...

nono, questo riguarda la zona del ginocchio,probabilmente distorsione o nella peggiore delle ipotesi legamenti

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nono, questo riguarda la zona del ginocchio,probabilmente distorsione o nella peggiore delle ipotesi legamenti

però il movimento sembrava proprio quello con la gamba... resta il fatto di un brutto colpo per i mavs... che spereranno in un lieve infortunio...

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per bargnani ieri 16 punti nei primi 12 minuti, si sperava in una gran partita e invecei punti sono rimasti tali in 26 minuti

Bargnani purtroppo nn riesce a giocare con continiutà....

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Vero Mago solo per un quarto

Anche Denver stende Toronto

Bargnani segna 16 punti con 7/8 al tiro nel primo quarto, gioca male nel secondo periodo e Sam Mitchell praticamente lo tiene a sedere nella ripresa. Iverson e Anthony decisivi con 69 punti in due nel 109-100 finale

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Andrea Bargnani è nato il 26 ottobre 1985. Reuters

NEW YORK, 23 marzo 2008 - Continuano i problemi per Toronto. I Raptors sprecano un ottimo primo tempo, vanno in crisi nel finale e si fanno superare 109-100 dai Denver Nuggets, incassando così la loro settima sconfitta nelle ultime otto gare. Si vede subito che Andrea Bargnani ha tantissima voglia di fare. L’azzurro trova subito due pregevoli canestri, il primo dalla lunga distanza, e in attacco si muove molto. Toronto mette in crisi la difesa di Denver e Andrea continua a segnare ma a 5'54’’ dalla fine del primo quarto il giocatore romano, che intanto ha già sette punti a referto, si vede fischiare il suo secondo fallo a carico.

MAGO SHOW - Sam Mitchell questa volta non si fa prendere dalla frenesia e lascia l’italiano sul parquet. Mossa più azzeccata non poteva esserci. Andrea Bargnani, infatti, mette il turbo ai Raptors i quali, grazie alla produzione offensiva dell’ex cestista della Benetton che intanto difende con intelligenza e senza concedere molto nonostante i due falli a carico, arrivano anche al +17. Alla fine del primo quarto i numeri parlano chiaro. Toronto realizza 35 punti (contro i 23 di Denver) e l’azzurro è il grande trascinatore della squadra di casa: 16 punti con 7/8 al tiro. All’inizio del secondo periodo i Nuggets provano a tornare in partita piazzando un parziale di 10-2. Dopo due minuti Mitchell toglie Bargnani e, incredibilmente, decide di tenere in panchina il suo giocatore più caldo fino al’intervallo.

MAGO SEDUTO - Denver prova ad avvicinarsi con i canestri di Allen Iverson e di un ottimo J.R Smith, ma Toronto non molla e va al riposo avanti 54-46. Il lungo riposo forzato non fa assolutamente bene a Bargnani. L’azzurro, infatti, nel terzo quarto fallisce tutte e quattro le conclusioni tentate, i Nuggets, intanto, in attacco si affidano alla coppia Carmelo Anthony-Allen Iverson e tornano prepotentemente nel match, chiudendo la terza frazione sotto di sole due lunghezze, 73-71. Sam Mitchell ne combina un’altra delle sue lasciando Andrea Bargnani in panchina per l’intero quarto periodo. Davvero cervellotica la scelta del tecnico di Toronto. I Raptors tengono per diversi minuti ma vanno in confusione nel finale. Avanti 98-96 a 2’31’’ dalla fine Toronto perde la bussola e subisce un parziale di 9-0 che permette ai Nuggets di violare l’Air Canada Center. Andrea Bargnani dopo un promettentissimo primo quarto si deve così accontentare di 16 punti (5/10 da due, 2/4 da tre) e quattro rimbalzi in 26’ di gioco.

Toronto: Calderon, Bosh 17, Bargnani 16, Moon 15. Rimbalzi: Moon 15, Bosh 12. Assist: Bosh 9.

Denver: Iverson 36 (6/8, 5/:lol:, Anthony 33. Rimbalzi: Camby 15. Assist: Iverson 6.

Gazzetta.it

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Colpaccio Spurs a Dallas

Mavs in ansia per Nowitzki

Un grande Ginobili trascina San Antonio al successo 88-81 nel derby texano. Distorsione a una caviglia per il tedesco, ora per la squadra di Avery Johnson i playoff sono a rischio. Stephen Jackson trascina Golden State al successo in casa dei Lakers

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Dirk Nowitzki, 29 anni, a terra dopo l'infortunio. Afp

NEW YORK, 24 marzo 2008 - Colpo groso di San Antonio che passa a Dallas e sfrutta il passo falso casalingo dei Lakers.

Dallas Mavericks-San Antonio Spurs 81-88

Malgrado 11 errori di Duncan sui primi 12 tiri, un Parker da 4/21 al tiro e l’assenza di Robert Horry (ginocchio), San Antonio vince la terza delle quattro sfide stagionali sui Mavericks, il che darebbe loro la precedenza in caso di arrivo in parità alla fine della stagione regolare. I Mavs, con questa, sono a 8 sconfitte in 8 gare con Jason Kidd contro squadre dal record vincente, di cui le ultime 3 in casa. Dire derby texano ormai è poco per classificare una sfida tra Dallas e San Antonio: negli ultimi anni i primi cercano di spodestare la supremazia dei rivali in neroargento, ottenendo spesso delle grosse delusioni. Stavolta oltre alla sconfitta c’è stato il grosso spavento per l’infortunio alla gamba sinistra occorso a Dirk Nowitzki nel terzo quarto (sul punteggio di 56-54 Spurs a 3’18 dalla fine del terzo quarto). Se si trattasse di semplice distorsione alla caviglia (i primi controlli hanno escluso l’interessamento del ginocchio, ma la situazione sarà rivalutata), il tedesco dovrebbe stare fuori due settimane, il che metterebbe a rischio non solo il vantaggio del campo per Dallas al primo turno, ma addirittura i playoff (solo 2 le gare di vantaggio su Denver, nona).

Subito prima e subito dopo l’infortunio a Nowitzki, però, gli Spurs hanno preso il controllo della partita, con un 19-0 che li ha portati dal 42-54 al 61-54 con 1’45 da giocare nel terzo quarto (8 di Ginobili e 6 di Duncan nel parziale). I Mavs hanno comunque lottato fino alla fine, in quanto anche senza Nowitzki il talento non manco: Jason Terry segna 8 punti nell'ultimo quarto, mentre Jason Kidd trasforma la tripla che tiene aperta la gara (78-82 a 50" dalla fine). Dopo l’1/2 ai liberi di Duncan (fino a lì 17/17 dalla lunetta per gli Spurs), Dallas va in attacco con un possesso fondamentale sul -5, ma a 13"9 dal termine Ginobili effettua una grandissima giocata difensiva rubando palla dal palleggio a Jerry Stackhouse, che commette fallo e si prende anche il secondo fallo tecnico (e quindi l'espulsione). L'argentino fa 3/3 ai liberi (86-78) e chiude i conti, inutile la tripla di Howard.

Dallas: Stackhouse 19 (4/9, 3/6, 2/2 tl), Terry 17, Howard 13, Nowitzki 11. Rimbalzi: Howard 9. Assist: Kidd 5.

San Antonio: Ginobili 26 (3/7, 3/8, 11/11 tl), Duncan 19, Parker 13. Rimbalzi: Duncan 13. Assist: Ginobili 6.

Los Angeles Lakers-Golden State Warriors 111-115

I Lakers (ancora senza Gasol, rientra in settimana) sono arrivati a un passo dalla grande rimonta, ma hanno trovato il segnale di stop da Stephen Jackson. Un primo tempo da 72 punti (record stagionale per i Warriors) aveva messo Golden State (senza Pietrus) in una posizione di forte vantaggio, con 23 punti di margine all’intervallo diventati subito 26 con la tripla di Harrington all’inizio del terzo quarto.Malgrado un Lamar Odom capace di sfoderare la sua miglior prestazione in carriera a rimbalzo e un super Bryant nell’ultimo quarto, i gialloviola hanno solo sfiorato l’impresa, lasciando ora New Orleans in vetta a una Western Conference dove l'equilibrio. Dopo aver toccato il massimo svantaggio, i Lakers hanno prodotto un parziale di 32-9 (11 Bryant, 10 Fisher, 6 Odom) per riportarsi in partita (81-84 con 46” nel terzo quarto), e dopo il pareggio firmato da 5 punti in fila di Turiaf, Kobe segna 2 dei suoi 16 punti dell’ultimo quarto per portare i Lakers avanti 99-97 (a 5’08 dalla fine). Da qui un botta e risposta finale, deciso oltre la linea dei 3 punti: Stephen Jackson segna il +4 (112-108 a 38” dalla sirena), Bryant risponde subito. Ancora Jackson, però, punisce i Lakers: tripla decisiva a 8” dalla fine della partita, mentre Bryant e Odom sbagliano i tiri pesanti per restare aggrappati alla partita.

“Ha segnato tiri del genere dall’inizio della stagione, non so come ci riesca”, ha detto a fine partita il coach dei Warriors Don Nelson, che neanche questa volta ha utilizzato Marco Belinelli.

L.A Lakers: Bryant 36 (10/21, 3/9, 7/7 tl), Odom 19, Turiaf e Fisher 16, Farmar 10. Rimbalzi: Odom 22. Assist: Bryant 8

Golden State: Jackson 31 (2/9, 6/11, 9/9 tl), Ellis 31 (12/22, 7/7 tl), Davis 18, Harrington 13. Rimbalzi: Harrington 10. Assist: Ellis e Jackson 5.

Washington Wizards-Detroit Pistons 95-83

Malgrado l’assenza del giovane Nick Young (ginocchio) e il divieto dei medici di far rientrare Arenas (che aveva svolto la seduta di tiro con la squadra), Washington vince la sua terza partita consecutiva, la sesta sulle ultime sette, con annessa una bella iniezione di fiducia prima di affrontare un tour di cinque partite a Ovest (Portland, Seattle, Sacramento, L.A Lakers e Utah). I padroni di casa non sono mai andati sotto dopo aver chiuso il primo quarto avanti per 28-20, e quando i Pistons hanno provato a riavvicinarsi (73-69 a 9’21 dalla fine con 2 punti di Stuckey) hanno risposto con un parziale di 8-2 chiuso dalla tripla di Roger Mason (81-71 a 7’25 dalla sirena) per ricacciarli indietro. “Quando affrontiamo buone squadre giochiamo meglio”, ha detto DeShawn Stevenson. “Questo vuol dire molto, perché ai playoff affronteremo squadre forti come questa".

Niente drammi in casa Pistons, ormai pressoché certi di occupare la seconda piazza a Est (4,5 partite di vantaggio su Orlando): "Per come siamo messi, abbiamo il lusso di poter provare delle cose nuove senza troppa pressione sul risultato”, ha detto Chauncey Billups.

Washington: Jamison 24 (9/15, 0/3, 6/7 tl), Butler 17, Haywood 16, Stevenson 12, Songaila 10. Rimbalzi: Jamison 12. Assist: Daniels 9.

Detroit: Hamilton 19 (7/14, 1/4, 2/2 tl), Prince 13, Wallace e Billups 11. Rimbalzi: McDyess 14. Assist: Billups 11.

Gazzetta.it

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