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Disponibile Pro Cycling Manager 2021

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Dal Trentino al Baltico


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Dove eravamo rimasti?

L'indissolubile trio formato da Federico, Alex ed Andreas tornò a far parlare di sè con la propria assunzione nel nuovo team scandinavo-baltico avente come sponsor principali la Volvo, la Carlsberg e la SwedBank, una Continental giovane ed ambiziosa ( per il futuro s'intende ). Fatta la conoscenza con i più e meno simpatici altri componenti dello staff, arrivò il momento del ciclomercato, nel quale bisognava assolutamente forzare le tappe per costruire la squadra partendo da zero. Alla fine i capitani furono per le corse a tappe Chris Anker Sorensen, per le classiche collinari Jussi Veikkanen e per le volate l'estone Renè Mandri, il danese Jonas Aaen Jorgensen ed il giovane e promettente norvegese Alexander Kristoff. Si arenò quando era ormai prossima alla conclusione la trattativa con Jakob Fuglsang, e per il resto della squadra si puntò soprattutto su giovani entusiasti, tra i quali anche qualche nome già sentito come Taaramae e Konovalovas, ma ancora lontani dalla consacrazione sia pur nel ciclismo Continental. Pazienza, il tempo per crescere non sarebbe mancato di certo...

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Il 2 gennaio, 4 giorni prima della partenza della prima gara della nostra storia, la Vuelta al Tachira, avvenne la presentazione della squadra. Oltre al roster, si videro per la prima volta sia la maglietta della nuova Volvo...

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... che gli obiettivi fissati dallo sponsor, di certo non impossibili, ma d'altronde non stavamo mica guidando un super team in stile Astana o Saxo Bank, no?

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To be continued...

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VUELTA AL TACHIRA - Come è andata finora...

La stagione, e del resto la storia, della nuova squadra nordeuropea iniziò paradossalmente nel caldo Sudamerica, in Venezuela più precisamente, dove in 12 tappe dal 6 al 18 gennaio si sarebbe svolta la poco conosciuta ma comunque interessante per la sua varietà dal punto di vista delle frazioni Vuelta al Tachira. Anche se era la prima avventura, quelle 12 gare facevano gola per la classifica a punti del Continental, e così mandammo una squadra decisamente competitiva con Sorensen capitano per la classifica generale, Mandri e Kristoff per le volate e 5 gregari rispondenti ai nomi di:

- Gatis Smukulis, 21enne lettone buon passista e miglior pavearo della squadra;

- Aleksejs Saramotins, anche lui della Lettonia, interessante passista-vallonaro-discesista con un discreto sprint di 27 anni;

- Haavard Nybo, norvegese, 24 anni, discreto passista-cronoman;

- Lucas Persson, provenienza Svezia, 24 anni anche per lui, discreto gregario ma nulla di più;

- Andreas Linden, anche lui svedese, con i suoi 19 anni era il più giovane della squadra, si sperava nel tempo potesse migliorare almeno un po'... anche perchè peggio di così era difficile....

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La prima frazione, il Circuito el Tocuyo, 115 km completamente pianeggianti che aprivano la Vuelta al Tachira e, per noi come per molte altre squadre, la stagione, fu animata da molti scatti e da una fuga definitiva decisamente spezzettata con davanti Chacon, dietro Retschko e Aldape Chavez, poi altre 3 coppie, cioè Longo Borghini e Trivino Trivino; Lugo ed Urrea; Rodriguez Diaz e Gonzalez Ramirez, raggiunti più tardi da Luca Celli. Molte cadute nel corso della gara, tra i protagonisti Marco Corti a 50 km dal traguardo e, ai -9, altri 22 ciclisti tra cui Rujano, Bertolini, Rizza e Duarte, arrivati a 3'36" dal plotone, la fuga ripresa definitivamente ben 26 km prima dell'arrivo e poi la volata: i favoriti erano, oltre ai nostri due, Paulinho, Iglinsky, Der e i sudamericani Machado Perez, Simon e Rios Velazquez, ma stranamente la ruota giusta fu quella dell'italiano Callegarin, azzeccata dal buon norvegese Kristoff che nell'ultimo km e mezzo si scrollò di dosso il corridore della Centri Calzatura Marche andando a vincere senza eccessive difficoltà su Graziano Gasparre ed il vecchio Gibo Simoni. PRIMA GARA E PRIMA VITTORIA!!!

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To be continued...

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VUELTA AL TACHIRA - Come è andata finora...

Dopo la vittoria nella prima tappa, con il nostro Kristoff divenuto leader di tutte le classifiche conquistabili ( generale, punti e giovani ), arrivammo alla El Tocuyo-Acarigua di 145 km, altra tappa adatta alle ruote veloci, pieni di entusiasmo e di speranze. Rispetto al giorno prima i "coraggiosi" del gruppo dimostrarono di aver imparato dai loro errori, e la fuga procedette dunque in armonia senza scatti nè spezzettature per tutta la gara, con come protagonisti Atepuma Hurtado, Pena, Kristkiy, Zarate Estrada, Karu, Grashev ed Alarcon. L'essere sempre compatti non gli servì comunque, in quanto ai -6 furono riassorbiti dal plotone senza troppe difficoltà.

Nel frattempo, che fosse una giornata storta per noi si era capito già quando a 65 km dal traguardo Haavard Nybo era rovinato a terra, non riuscendo più a rientrare nel plotone, dal quale avrebbe poi ritardato di ben 7'57", e ciò fu dimostrato quando grazie ad un colpo di vento improvviso sotto il cartello dell'ultimo km si ritrovarono avvantaggiati con una ventina di secondi sul gruppo Caccia, Giacinti e i due velocisti "di casa" perchè sudamericani Rios Velazquez e Simon. All'inizio sembrava si dovessero giocare la tappa l'italiano della Barloworld ed il brasiliano ( Giacinti ), ma l'altro Scott ( Simon ) con una progressione a dir poco pazzesca si riportò sotto e vinse su Caccia, Rios Velazquez ed il compagno di squadra. Ad anticipare il gruppo fu Machado Perez al fotofinish con il nostro Mandri, Kristoff fu addirittura 8° e perse il primato in tutte le classifiche, a parte in quella riservata agli Under 25.

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Poi venne la terza tappa, un circuito, quello di El Baranitas, di "soli" 94 km, il primo tracciato mediamente difficile della Vuelta al Tachira in quanto un insieme di continui saliscendi, con arrivo sì in discesa, ma dopo un'ultima salitella breve e facile, certo, ma da ripetersi una decina di volte. Fu proprio la non grande lunghezza della corsa a sancire che le due azioni nate, sia la prima con protagonisti Muller, Clara, Aldape Chavez, Rodriguez Diaz, Duarte, Garmszegi ed il nostro Saramotins, sia la seconda con sempre il lettone della Volvo accompagnato da Belohvosciks e Rujano, non durassero più di 15-20 km.

La Scott del leader della classifica generale Simon fu ovviamente la squadra che più si prodigò nell'inseguimento, perdendo anche intorno al 29° km un uomo importante quale il cronoman argentino Matias Medici, anche lui tradito dall'omicida ( :mrgreen: ) asfalto venezuelano.

Come ci si poteva aspettare con la salitella terminante a circa 4-5 km dall'arrivo i velocisti non riuscirono a ben risalire il gruppo e, vedendo ciò, il nostro danese Sorensen non perse l'occasione e si avvantaggiò. La discesa seguente lo aiutò a non perdere molto e dietro, con in mezzo l'inseguimento del nostro capitano, venne fuori una volata davvero strana con come protagonisti Sobal e Duarte i quali, non abbastanza veloci da poterlo raggiungere, doverono accontentarsi del podio lasciando la vittoria a CHRIS ANKER SORENSEN!!!

Il danese con questa vittoria raggiunse in vetta alla classifica dei giovani Alexander Kristoff ( oggi 17°, Mandri 15° ), per via dei piazzamenti non lo riuscì a superare, ma la maglia bianca di miglior Under 25 sarebbe stata sua in quanto il norvegese portava già la maglia verde di leader della classifica a punti "prestatagli" dall'argentino Simon ( 14° ).

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To be continued...

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Proseguo con la carriera dopo due giorni di pausa forzata in quanto li ho passati in ospedale essendomi fratturato in modo scomposto il perone :cry:

Cavolo che sfiga...anche se due giorni x una frattura scomposta sono pochi io ne ho passati 15..... che ti è successo???

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VUELTA AL TACHIRA - Tappa 4

Con la quarta tappa, la Merida-Tovar, 124 km in tutto, nella Vuelta la Tachira si comincia a fare sul serio: dopo la partenza con una lunga discesa che dura più o meno metà tappa, infatti, si devono affrontare una dopo l'altra due salite abbastanza impegnative, delle quali la prima, più complicata, farà da primo Gran premio della Montagna della corsa a tappe venezuelana, mentre la seconda pur essendo meno ripida ha un ultimo km che può mettere in difficoltà gli scalatori meno dotati.

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Oltre a contenere il primo GPM della Vuelta al Tachira, la quarta frazione ha nel suo percorso ben 4 traguardi volanti, il primo dei quali al 16° km. Siccome a quel punto della gara ancora nessuno ha tentato un' azione, sapendo che a fine gara non potrà più essere competitivo per la classifica generale il nostro Alexander Kristoff decide di sprintare per cercare di fare sua la maglia a punti ( solo "prestatagli" dal capoclassifica Simon ) e, grazie all'aiuto di Mandri ( poi 4° ) che gli lancia la volata, lo vince davanti a Der ed a Machado Perez.

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Poco dopo parte la fuga con al suo interno Muller, Lopez Gonzalez, Gonzalez Ramirez ed Herrera, a loro si unisce il nostro velocista norvegese per tentare di guadagnare ulteriori punti nei traguardi volanti successivi...

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... come in quello al 29° km, dove taglia incontrastato il traguardo al primo posto su Lopez Gonzalez e Muller, mentre Herrera e Gonzalez Ramirez nella volata si staccano riuscendo solo in un secondo momento a raggiungere nuovamente i 3 battistrada.

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Non riesce però questo tentativo ad arrivare davanti a tutti al 53° km, dove è posto il terzo sprint intermedio, infatti il plotone non li lascia scappare per la presenza del secondo in classifica Kristoff e li riassorbe al più presto possibile dopo avergli lasciato un margine massimo mai superiore al minuto e mezzo.

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...

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Cavolo che sfiga...anche se due giorni x una frattura scomposta sono pochi io ne ho passati 15..... che ti è successo???

No adesso sono tornato a casa ma dovrò tenere una fasciatura per minimo 20 giorni, forse 30... è accaduto in un modo stupidissimo, stavo provando il salto in lungo nella pista di atletica della mia ormai ex scuola media ( tra l'altro, non una grande pedana perchè piena di rami e sporcizia che viene lasciata da qualche indecente ), sono atterrato solo sul piede destro per sbaglio, il corpo mi è guizzato in avanti mentre la gamba mi è rimasta indietro in una buca e si è girata :cry:

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Benchè la fuga dove si era inserito sia stata ripresa, essendo lui stato perennemente a ruota Kristoff riesce a trovare non poche energie per sprintare nel traguardo volante al 53° km e, aiutato dal solito ottimo Mandri ( anche lui questa volta a punti, 3° ) chiude ancora al primo posto, 2° Simon che capisce il pericolo rappresentato dal norvegese, ma non riesce ad impedirgli il trionfo per la terza volta consecutiva.

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La gara prosegue poi su ritmi molto blandi, nessuno tenta lo scatto ed il gruppo arriva compatto al primo GPM della Vuelta al Tachira, sul quale Gasparre precede Laverde e Sobal andando quindi ad ipotecare almeno per la giornata di domani la maglia di miglior scalatore.

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Questi corridori non cercano comunque di andarsene e si fanno raggiungere dal plotone, così anche all'ultimo sprint di giornata sono i velocisti a giocarsela, con Mandri che ottiene un premio per l'ottima frazione da lui corsa precedendo Kristoff, che fa dunque sua la classifica a punti, e Simon.

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Si arriva così ai piedi dell'ultima, decisiva salita, ed è proprio qui a 11 km dall'arrivo che scattano Zubeldia e Serpa, Sorensen capisce che potrebbe essere il tentativo giusto e si accoda a loro.

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...

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Serpa e Zubeldia si dimostrano attaccanti migliori del nostro danese e riescono a staccarlo, ma Sorensen non si arrende e, andando su del suo passo, ai -2 ha solo 10" di ritardo sulla coppia di testa, nel frattempo da dietro è partito anche Munoz Giraldo che perde 30" dai due battistrada...

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... ma l'ultimo km, decisamente più difficile e selettivo, si dimostra più adatto a scalatori più puri come Zubeldia e Serpa, che non perdono nulla ed anzi guadagnano sul nostro capitano ed arrivano a giocarsi la tappa allo sprint, dove è l'Astana a prevalere sul colombiano della Diquigiovanni Androni, è iniziata l'attesa battaglia tra le due squadre migliori partecipanti alla Vuelta al Tachira con il team del Kazakistan che segna il suo primo punto a favore.

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Intanto dietro Sorensen paga lo sforzo di aver cercato di raggiungere i due battistrada venendo ripreso da Munoz Giraldo, ma riesce comunque a mantenere la terza posizione con 44" di ritardo dalla coppia di testa.

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A tra poco con classifiche e risultati...

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Il gruppo, regolato allo sprint dal laziale De Bonis, perde ben 1'15" dai primi due che da subito cercano di scavare una fossa profonda tra loro e tutto il resto dei favoriti.

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Per Zubeldia tappa e maglia, come si suol dire in questi casi, Sorensen ora è 3°, resta 4° invee il buon Kristoff, rimasto con le unghie attaccato al plotone.

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Per il 21enne norvegese c'è, come già detto, il primato nella classifica a punti, dove ora per Simon il ritardo è di 13 punti, mentre Sorensen adesso è a -1 dall'argentino della Scott.

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Infine, la prima leadership nella classifica per il miglior scalatore va a Graziano Gasparre con 2 punti su Laverde e 4 su Sobal, più staccati, rispettivamente a -6 e -8 Rujano e Ruslan Ivanov.

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Ciao a tutti! In questa prima settimana da "ingessato" ( anche se quel che ho io è più una fasciatura ), passata tenendo sempre o quasi il piede in "scarico", cioè rialzato, non ho potuto quasi mai essere qui sul forum in quanto avevo dei problemi con la password. Devo ammettere che in alcuni momenti, con anche la scuola che, ahimè, si avvicina, ho pensato di chiudere qui la mia carriera ma oggi, riguardandola ( non che ci abbia messo molto ) mi è venuta voglia di continuare.

Non so quanto potrò essere costante, ma in fondo l'importante è divertirmi e, spero, divertire anche voi narrando le mie "avventure" al pc :wink:

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VUELTA AL TACHIRA - Tappa 5

Dopo la tempesta con la quarta tappa di questa corsa sudamericana, la prima almeno un po' impegnativa, per la Vuelta al Tachira torna, anche se per poco, la quiete, con il Circuito en El Vigia che, con i suoi 98 km di decisamente morbidi saliscendi, sembra fatta apposta per riposarsi dopo le salitelle della giornata precedente ed in attesa delle tappe successive, decisive per la conquista della classifica generale. Siccome sappiamo già che nei prossimi giorni soffriremo in salita rispetto a squadre migliori come Astana, Serramenti Diquigiovanni Androni e Barloworld, oggi dovremo provare qualcosa con Mandri e Kristoff, il quale ha dimostrato che, nonostante la giovane età, è già un ottimo velocista nel panorama Continental, l'ideale per un team come il nostro.

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Vista la non ragguardevole lunghezza della frazione, come anche quella di molte che abbiamo già visto nella Vuelta al Tachira, la fuga non tarda a partire, con tra gli 11 protagonisti nomi discreti quali Garamszegi, Karu, Retschko, Clara ed il nostro Smukulis, tutti e 5 arrivati in gruppo nella tappa precedente e quindi con 1'35" di ritardo dal leader della generale, lo spagnolo Zubeldia ( che, come sollevato da molti, non si capisce cosa ci faccia in Venezuela ).

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Anche se il ritardo dei fuggitivi dal capoclassifica è quanto meno discreto, un po' per la lunghezza di questo circuito, un po' per il numero dei coraggiosi battistrada, il tentativo non decolla e gli Astana non concedono loro più di 2'30" di margine. Tuttavia la squadra kazaka non ha veramente l'intento di riprendere la fuga, ma solo di tenere la maglia, e così il vantaggio cala molto lentamente e a 35 km dal traguardo è quasi invariato. E' qui che attaccano e raggiungono gli 11 Duarte, Celli, Belohvoschiks, Wilches Rodriguez e Antonarakis, mentre più sfortunati sono Bertagnolli ed il nostro Saramotins, che non riescono a ricongiungersi alla sedicina di ciclisti lì davanti e vengono poco dopo ripresi. Non è certo che la fuga non vada in porto...

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Ed infatti, come si poteva immaginare, le squadre dei velocisti si cullano nell'illusione che l'Astana stia davvero cercando di riprendere la fuga per procurarsi qualche comoda alleanza e si svegliano quando sembra troppo tardi, cioè quando ai -10 i battistrada hanno ancora un minuto e qualcosa, e in fatto di numero per loro essere in molti è un bel vantaggio. A 7 km dall'arrivo si registra una caduta, nominata solo e nemmeno mostrata dalle riprese venezuelane: forse centrerà il fatto che i nomi più "importanti" tra i crollati a terra sono Kireyev, Popov, Machado Perez e De Bonis? Per i battistrada sembra ormai fatta, e noi, che abbiamo davanti Gatis, non ci lamentiamo troppo, ma incredibilmente il gruppo accelera notevolmente e ai -3 torna compatto, con una rincorsa che ha dell'incredibile.

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Intanto, un po' perchè disperavano ormai di potersi giocare la tappa, un po' perchè l'accelerazione improvvisa li ha presi allo sprovvisto, i velocisti migliori sono rimasti indietro, anche Mandri non è nella migliore posizione, invece Kristoff, lungimirante, si era portato in avanti e, approfittando del fatto che gli avversari sono Corti, Zubeldia ( :shock: ) Renev e Medici, ieri caduto, già all'imbocco dell'ultimo km è nettamente primo, e a meno di crisi improvvise dovrebbe farcela.

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Negli ultimi 1000 metri gli altri favoriti si rifanno sotto, in primis l'ex capoclassifica Simon e l'estone Renè Mandri, ma ormai Kristoff non ha rivali e timbra la seconda vittoria, bissando il successo nella frazione inaugurale. Crolla Corti, che non entra nemmeno nei 10, Zubeldia si mantiene 2° e dunque si rivela già uno dei protagonisti di questa Vuelta al Tachira dopo sole cinque tappe ( se arriva sul podio in volata chissà cosa farà sulle montagne... ), 3° è l'argentino della Scott, resta 4° Renev seguito dal compagno di squadra Sergio Paulinho, poi viene quindi il nostro altro velocista, buon 6° considerando che era partito decisamente indietro.

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A tra poco con classifiche e risultati...

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Oltre ai 6 già nominati, completano la Top 10 Eddy Serri, i due "veci" trentini Gibo Simoni ed Alessandro Bertolini ed il leader della classifica dei GPM Graziano Gasparre della Amore&Vita McDonald's.

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Nella classifica a punti con la vittoria di oggi incrementa il proprio vantaggio il norvegese Alexander Kristoff, che ora ha 21 punti di margine su Zubeldia ed uno in più su Simon, gli altri nostri due Sorensen e Mandri sono rispettivamente 4° e 5°.

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Anche nella classifica riservata ai giovani il nostro velocista 21enne guadagna qualcosa sul diretto inseguitore, questa volta proprio il nostro capitano, che dall'avere il suo stesso tempo passa a perdere 8", ma domani probabilmente sarà lui il nuovo leader... o quanto meno supererà il velocista.

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VUELTA AL TACHIRA - Tappa 6

E' vero che la quarta tappa presentava due salite lunghe e con pendenze tutto sommato discrete, ma è con la sesta frazione, 121 km da Umuquena a Cerro el Cristo, che nella Vuelta al Tachira si inizia a fare veramente sul serio, con 3 GPM impegnativi e la ultima, decisiva salita di 15 km duri, specialmente gli ultimi due-tre. Il favorito d'obbligo è ovviamente Zubeldia, già capoclassifica dopo aver dimostrato di essere già in uno stato di forma tale da arrivare addirittura secondo in una volata di gruppo, il quale ha anche dietro una squadra, l'Astana, che ha portato corridori dal calibro di Sergio Paulinho, Iglinsky e Renev; non staranno di certo però a guardare la Diquigiovanni Androni con Serpa, Simoni, Bertagnolli e Bertolini, la Barloworld di Soler e Cardenas e i corridori "di casa" Laverde, Perez Cuapio e Rujano che, ormai uscito di classifica per colpa di una caduta, vorrà ben figurare di fronte al suo pubblico. Per quanto ci riguarda Sorensen non è per niente in forma e non è ai livelli degli altri; ci sarà da soffrire...

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Come era accaduto finora solo nella prima tappa, la fuga, oggi composta da 6 unità, si spezzetta in base alle capacità più o meno buone di scalatori dei suoi componenti, quindi si ritrova davanti il laziale De Bonis, mandato probabilmente in avanscoperta dalla sua squadra nella speranza che, sull'ultima salita, possa dare una mano a Serpa e Simoni, seguito da Gonzalez Ramirez, quindi un terzetto formato da Popov, Corti e Gretchyn e chiude questa situazione Lopez Gonzalez, tutti decisamente lontani in classifica.

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Tra il fatto che, ovviamente, la Diquigiovanni non tira, che De Bonis in classifica non è pericoloso e che la tappa, rispetto a molte delle precedenti, non è poi così corta la fuga va fino ad accumulare un margine massimo di 5'05", con il laziale che guadagna sempre di più sugli altri 5 coraggiosi e va a vincere tutti e 3 i Gran Premi della Montagna, andando così a scavalcare in questa speciale classifica l'ormai ex leader Graziano Gasparre. Intanto la gara prosegue, i km passano, e si arriva ai -20, nella discesa che precede la salita di Cerro el Cristo. Il nostro Sorensen sa benissimo che lì perderà contatto dai più forti, anche perchè non sta proprio benissimo, e così, persa per persa, decide di provare a buttarsi giù più forte che può, perchè è ben 2'30" che deve recuperare al battistrada, rimasto l'unico ancora in avanscoperta.

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Come detto, però, il nostro danese non è molto in forma nè in forze e così riesce a guadagnare al massimo un minutino, non raggiunge il battistrada che da più di 100 km è in fuga solitaria, e la sua azione dura solo 10 km. Infatti, ai -10 viene ripreso, stanco, ed in contropiede partono Sobal, Montiel Cuellar, Laverde, Rujano, Rivas, Murilo, Serpa ed il leader della generale Zubeldia, i quali distano ora solo 40" da De Bonis e con ogni probabilità si ricongiungeranno a breve con il laziale, che aspetterà quasi di sicuro il suo capitano.

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Zubeldia però non si accontenta di inseguire l'italiano all'interno del gruppetto, così prosegue nella sua azione ed in 3 km più o meno raggiunge il battistrada, lo supera senza nemmeno guardarlo e se ne va, solo al comando.

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All'inizio la sua azione può sembrare un po' anticipata, in fondo 7 km in salita non sono pochi, ma il capoclassifica è risoluto e andando avanti del suo ottimo passo arriva all'ultimo, difficile km ancora solo. Serpa ha infatti capito la pericolosità del suo tentativo e si è lanciato al suo inseguimento staccando tutti gli altri, ma troppo tardi, 24" da recuperare ora sono decisamente troppi, anche se la speranza di una crisi improvvisa dello spagnolo c'è sempre...

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Ma ovviamente lo spagnolo dell'Astana non è un pivellino, non si lascia prendere dall'emozione, nè dalla paura, e quando taglia il traguardo è solo, ed ha anche guadagnato qualcosa sul diretto inseguitore e decisamente molto sugli altri inseguitori, ora quasi raggiunti dal gruppo, non è detto che sul gradino più basso del podio ci dovrà per forza essere uno di loro...

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... ed infatti, con una progressione da tempi d'oro, è il vecchio Gibo che lascia tutti di stucco passando davanti ai vari sudamericani Montiel Cuellar, Laverde, Rivas, Murilo e Rujano "rubandogli" il possibile podio di fronte al loro pubblico; viene solo da chiedersi perchè, se stava così bene, non ha cercato un affondo prima dell'ultimo km, magari con la possibilità di raggiungere Serpa e di dargli una mano per quanto meno non perdere una trentina di secondi da Zubeldia.

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Se il vecchio Gibo è stato "punito" perchè ha osato poco, il nostro Chris Anker Sorensen subisce una pena ancora peggiore per aver osato troppo; arriva infatti ben 42esimo, primo del gruppo principale, e perde ben 4'20" dal vincitore, ma d'altra parte sapevamo che sarebbe andata più o meno così.

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A tra poco con classifiche e risultati...

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