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Un'altra scuola per un'altro Paese...


Marco4ever

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Negli ultimi mesi, che hanno preceduto il quarantesimo anniversario del grande movimento giovanile del '68, abbiamo assistito ad un sistematico attacco da parte di noti politici e di presunti educatori a quel movimento e, soprattutto, alle sue conquiste sociali e politiche.

Questo comportamento rivela pienamente le intenzioni reazionarie o, peggio, restauratrici dell'attuale classe dirigente che cerca di demonizzare quello straordinario momento storico. E' innegabile che il movimento abbia commesso anche degli errori ma e' inaccettabile che ci siano "uomini di potere" dediti a cercare di cancellare le sue conquiste operaie, studentesche e femministe e ad occupare rilevanti spazi mediatici per etichettare come dannoso per il Paese il fatto che i giovani decidano di interessarsi in maniera concreta e autonoma dei problemi della scuola e del Paese in generale.

La crisi politica e sociale che viviamo in questi mesi è figlia della seconda repubblica, segnata dalla fine dell'impegno politico giovanile e di conseguenza dalla mancanza di un rinnovamento e di un'aria nuova che solo i giovani avrebbero potuto portare.

Dobbiamo essere noi, quindi, ad avere il coraggio e la forza di cambiare. Il coraggio di rifiutare l'idea comune secondo cui i giovani sanno essere solo menefreghisti e ignoranti, o conformati e manipolati dalla moda o pericolosi teppisti di strada. Il coraggio di "urlare" la nostra ribellione contro chi decide del nostro futuro pensando solo ai propri interessi, il coraggio di pretendere di essere ascoltati, la forza di dire NO a questa scuola, a questa politica, a questa società' e, allo stesso tempo, di dar voce alle nostre idee, ai nostri progetti, ai nostri sogni...di dire SI alla nostra alternativa di scuola, di societa' e di politica.

Se viviamo in un Paese devastato le responsabilità' sono senz'altro delle generazioni che ci hanno preceduto ma se non decidessimo adesso senza più' rimandare di mobilitarci per cambiare, la responsabilità' più' grande sarebbe la nostra!

Dobbiamo cominciare ad interessarci attivamente delle problematiche che agiscono negativamente sia sul nostro presente di giovani/studenti sia sul nostro futuro di cittadini; dobbiamo lottare per costruire un'altra scuola, per poter studiare in edifici che non cadano a pezzi, per avere attrezzature aggiornate e professori realmente capaci di sfruttarle, per ottenere una totale revisione dei programmi didattici, dato che quelli attuali risultano vecchi e assai limitativi, per ottenere la creazione di percorsi formativi capaci di prepare correttamente a specifici ambiti sia lavorativi sia di approfondimento dello studio, per costruire una scuola aperta verso le idee e le proposte dei giovani che non abbia la presunzione ingiustificata di giudicarle, una scuola che sia spazio di un confronto libero e costruttivo, che vada oltre l'insegnamento nozionistico e schematica dettato dalla natura conformista e oppressiva degli attuali programmi Ministeriali... E dobbiamo anche affrontare quelle problematiche che affliggono il Paese fuori dalla scuola, che danneggiano oggi il futuro di domani; la precarieta' e l'insicurezza del mondo del lavoro, la mancanza di politiche ambientali concrete, veramente rivoluzionarie, la crescita incontrastata delle disugualianze sociali ed economiche, una classe dirigente troppo spesso corrotta o guidata da interessi ambigui, la prevalenza di politici incapaci di fare scelte nette nell'interesse del Paese, protagonisti della politica dei "ma anche", una politica incapace di garantire l'autodeterminazione dei cittadini, succube delle ingerenze o del Vaticano o delle lobby economiche o delle politiche guerrafondaie di altre nazioni.

E' inutile organizzare, come spesso accade, dibattiti e discussioni sulla scuola, sul lavoro, sull'ambiente,...se manca la conoscenza di base dell'argomento e delle varie problematiche.

E' essenziale quindi che fin da ora siano organizzate ad oltranza in ogni Istituto campagne quotidiane di (contro)informazione, convegni, conferenze, proiezioni, volantinaggi, dibattiti, relazioni di studenti preparati, eventi in cui siano coinvolti gli studenti di più Istituti... che servano a spiegare, a raccontare e a far conoscere i problemi con cui dobbiamo confrontarci.

Sono necessarie solo tre cose: conoscenza, determinazione, creativita'.

Sabato 1 Marzo 2008 è stato celebrato a Roma il 40esimo anniversario della grande mobilitazione studentesca di Valle Giulia con la quale, di fatto, si apri' la stagione sessantottina. Non lasciamo che resti una vuota celebrazione ma facciamo si' che sia il punto di partenza della nostra stagione, del nostro cambiamento! Che sia l'inizio della nostra rivoluzione sociale, culturale e politica!

Questo appello invita quindi tutti gli studenti medi ed universitari ad autorganizzarsi e a mobilitarsi con l'obbiettivo in primo luogo di informare le grandi masse studentesche e di sviluppare dibattiti e assemblee, in secondo di concretizzare le nostre idee elaborando reali proposte su cosa e come cambiare.

Tutti i giorni dobbiamo organizzare dibattiti e discussioni di (contro)informazione, cortei, sit-in, blocchi, manifestazioni,... sia di mattina che di pomeriggio, sia dentro gli Istituti scolastici che nelle strade e nelle piazze...diamo sfogo ai nostri sogni, l'importante e' lottare in tant*, consapevoli e decisi. Occupiamo le nostre scuole. Riprendiamoci le nostre città.

Facciamo la nostra rivoluzione!

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Da questo appello può partire una grande stagione di cambiamento. E' essenziale però che questo appello raggiunga ogni studente italiano. Affinché questo sia possibile è importante che tutti coloro che approvano queste parole...

* ...diffondano l'appello sul maggior numero possibile di forum, blog e siti vari frequentati da giovani e/o studenti.

* ...creino apposite "catene" di email/sms specificando che si trattano di questioni importanti e che riguardano tutti noi.

* ...stampino l'appello, lo usino per creare volantino e/o manifesti etc...per diffonderlo quindi nelle scuole (fuori e dentro l'edificio, nelle aule, fra i rappresentanti...), nelle piazze.nelle strade e nei pressi di edifici usati come punto di ritrovo da studenti e giovani

Dobbiamo far sì che ogni studente possa contribuire a realizzare questa nostra rivoluzione studentesca, questa nostra stagione di cambiamento!

In particolare vorremmo costruire una "rete" di tutti gli studenti a cui sta a cuore questa necessità di cambiamento. Per questo se siete interessati vi invito a contattarmi tramite MP o lasciando il vostro contatto Msn.

Testo completo dell'appello: http://rivoluzione-studentesca.blogspot.com

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  • Admininistrators
Ma è una "normale" scuola pubblica?

O a un accesso filtrato o cose del genere?

Normale scuola pubblica, perchè?

Anzi vi dico di più, in Italia a questo livello sono meglio le scuole pubbliche di quelle private.

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Anzi vi dico di più, in Italia a questo livello sono meglio le scuole pubbliche di quelle private.

speriamo rimanga così, non ci manca altro che altri finanziamenti pubblici a scuole private. (che secondo me è un controsenso, però qualcuno non la pensa così)

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Generalmente nelle scuole pubbliche partono in 30 in prima e arrivano in 20 in quinta.

Nelle scuole private è esattamente il contrario, prendono tutti gli scartati dalle scuole pubbliche!

obbiezione: in prima in classe mia eravamo in 25, in seconda siamo già in 20...

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  • Admininistrators
la nostra scuola è un palazzo che viene usato come scuola... ed fisica la facciamo nel parcheggio davanti l'ingresso oppure in una palestra che è il vecchio garage del palazzo...

:blink:

Che sfiga... almeno un meccanico l'avete?

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