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Intervista a Claudio Chiappucci -- EL DIABLO --


imboden

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Oggi ho avuto il piacere di intervistare personalmente Claudio Chiappucci, inizialmente ero molto imbarazzato ma Claudio con la sua immensa disponibilità mi ha coinvolto ed è stato molto divertente ed emozionante poter scambiare delle opinioni sul mondo del ciclismo.

1.Quando e come sei passato profesionista?

Sono passato professionista all’eta di 19 anni, ho vinto parecchie gare da dilettante e sono andato alla inox pran/carrera

2.Chi sono stati I tuoi ciclisti preferiti da piccolo?

Bernard Hinault

3.Da dove viene il sopranome EL DIABLO? Chi l’ha inventato?

Il Diavolo è nato nelle prime gare in SudAmerica, sono stati i tifosi a mettermi questo soprannome.

4.Qual è il ricordo più bello della tua carriera?

La prima maglia gialla al tour del 1990 perchè arrivata inaspettatamente ed ho potuto correre da vero Leader, cosa che non mi sarei mai immaginato.

5.La tua giornata più difficile sulla bici

Al giro di svizzera al 2° anno da professionista causa un incidente che mi ha procurato la rottura della clavicola e del piede sinistro, questo infortunio ha condizionato anche le stagioni successive.

6.Il tuo avversario più difficile da battere

Miguel Indurain

7.Che ricordi hai dei tuoi mesi con Marco Pantani? E il tuo rapporto con lui dopo?

Buoni rapporti, anche se Marco era molto chiuso di carattere, poi abbiamo preso strade diverse andando in squadre differenti e non abbiamo mai avuto modo di stringere un rapporto di amicizia.

Sono molto dispiaciuto per come è andata a finire ed il vero male di Marco è non aver mai avuto degli amici veri.

8.Continuerai a fare corse di cicloturismo? Anche in Spagna?

Si certo… è la mia grande passione e lo farò fino quando posso.

Si, spesso mi invitano anche in Spagna e faccio molti stage con gruppi di cicloturisti

9.Sei ancora legato al mondo del ciclismo professionistico? Diventerai direttore di una squadra?

Si lo seguo con molta attenzione, mi piacerebbe entrare attivamente nel campo delle pubbliche relazioni.

Attendo alla finestra una possibile richiesta che fino ad oggi non mi è mai stata proposta.

10.Qauli sono i principali cambiamenti nel ciclismo di oggi rispetto a quello dei tuoi tempi.

Principalmente la preparazione atletica dei cistiti perchè si concentrano per un determinato periodo della stagione, prima si pensava ad essere più competitivi nel tempo.

L’ evoluzione dei materiali ha fatto anche la sua parte ma ha influito marginalmente.

11.Oggi si ci sono tanti giovani talenti come ai tuoi tempi o siamo in un periodo di crisi?

Lo definirei un periodo di stasi, noto che i giovani talenti si mettono in evidenza per un determinato periodo, sostanzialmente nei primi anni di carriera e poi hanno dei cali che non gli permettono di crescere costantemente.

12.Cosa pensi dell’UCI pro Tour?

Non mi piace.... allontana le sponsorizzazioni.

13.Il miglior ciclista della storia.

Eddy Mercx

14.Tu sei stato un ciclista molto coraggioso. Oggi non vediamo attachi come i tuoi. Perche? Mancanza di coraggio, forma fisica scarsa o direttori troppo conservativi?

Sicuramente manca il coraggio ed i ciclisti puntano al risultato e basta, da non sottovalutare l’operato dei direttori sportivi che sono molto conservatori, il ciclista molte volte non risponde alla proprie sensazioni e deve attenersi ad ordini esterni impartiti via auricolare.

15.Cosa pensi degli aericolari? Aiutano? Che impatto hanno rispetto al passato?

Come detto prima ho in impressione negativa e vieterei l’uso delle auricolari che rendono il ciclismo poco spettacolare ed imprevedibile

16. Che differenze ci sono tra i grandi giri? Si preparano diversamente? Perché?

Il Giro arriva subito dopo le grandi classiche e molti campioni lo snobbano per questo e quindi preferiscono il Tour che arriva in un periodo ideale, dopotutto il Tour ha un fascino maggiore e garantisce introiti più elevati, la Vuelta è più una rampa di lancio e di preparazione per i Mondiali, sono pochi i ciclisti che si preparano per vincerlo e negli ultimi anni ho notato anche poco interesse da parte del pubblico spagnolo che è poco numeroso per le rampe delle grandi salite.

17.Con 100 km di tappe a cronometro e le tappe di montagna che si risolvono sempre nell’ultima salita… pensi che la vittoria nei grandi giri è facile preda per il migliore cronoman che sappia resistere in salita?

Se continueranno a proporre crono molto lunghe è inevitabile che sia così

18.Secondo te quanti km di tappe cronometro ci dovrebbero essere in un tour?

Una cronoscalata non oltre i 15 km – una crono piana non oltre i 45km – il cronoprologo è ininfluente e fa bene anche allo spettacolo

19.Nelle tappe di montagne vediamo che la battaglia tra i leaders arriva sempre alla fine (ultimo salita). Non stiamo perdendo spettacolo? E’ colpa dei direttori sportivi?

Esistono pochi leader che possono attaccare e quindi preferiscono non prendere l’iniziativa mantenendo un atteggiamento conservatore….. come detto anche prima le auricolari hanno rovinato l’aspetto imprevedibilità che un ciclista può mettere in atto.

20.Cosa sarebbe succeso se Indurain fosse stato un avversario di Armstrong?

Sicuramente Indurain avrebbe vinto perché più forte.

Indurain aveva molti più avversari con cui confrontarsi, Armstrong ha avuto sempre pochi avversari che gli potessero dare realmente fastidio

21.Chi vedi meglio, Cunego o Valverde?

Valverde è più completo ed ha dimostrato di essere un ciclista che si adatta meglio a tutti i percorsi.

22.Chi sarà il succesore di Armstrong?

Difficile a dirlo ed anche a pensarlo…. Vedo bene Valverde a mio avviso se mantiene le aspettative sarà il ciclista da battere

23.Chi sarà il prossimo campione nel ciclismo italiano?

Sono molti quelli sullo stesso livello, sicuramente i papabili sono Cunego e Basso

24.Chi vincerà il mondiale di Madrid?

Se sarà gara vera non vincerà un velocista puro quindi escludo uno sprint con gruppo compatto, se in condizione farà bene Valverde

25.Dacci qualche consiglio per diventare profesionista.

Molta passione, caparbietà, saper soffrire, forza di volontà.

26.La rivalità con Gianni Bugno è stata solo una montatura giornalistica?

No assolutamente c’èra molto rivalità tra di noi perché avevamo delle caratteristiche simili, questo mi dava una carica in più e davo tutto me stesso per fare bene

27.Che ricordi hai della tappa del Sestrier del tour?

Ricordo benissimo quella tappa, l’ho preparata prima perché ci tenevo a fare bella figura e poi era l’unica tappa del tour che passava in italia.

28.Quanto pensi che avresti potuto vincere,a giro e tour,con un indurain di meno fra i pedali?

Almeno 1 Giro ed 1 Tour in più …. Ho tentato in tutti i modi ma Indurain ha sempre avuto dalla sua parte le cronometro.

Un grazie di cuore per l’intervista concessaci, speriamo che con la tua esperienza possa dare un tuo apporto al ciclismo professionistico.

Rimarrai sempre il nostro EL DIABLO

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