1 gennaio 1948, nasce la Costituzione
Dopo 18 mesi di lavoro, l'Assemblea Costituente approva il nuovo testo costituzionale con 453 sì e 62 no .
Il 1 gennaio 1948 entra in vigore la Costituzione italiana: 139 articoli che definiscono i principi e la struttura della forma di governo che gli italiani hanno preferito alla monarchia, la Repubblica. Con il referendum del 2 giugno 1946, infatti, la popolazione italiana, a suffragio universale, sceglie il sistema repubblicano ed elegge contestualmente l’Assemblea Costituente che dovrà dare al Paese una nuova Carta costituzionale. Con il voto si affermano tre grandi tendenze ideologiche - le 'anime' cattolica, marxista e liberaldemocratica - che saranno le principali protagoniste del lavoro costituzionale. Le forze più rappresentate nell'Assemblea Costituente, sulla base dell'esito delle urne, sono infatti la Democrazia cristiana (37,2% - 207 seggi), il Partito socialista - PSIUP (20,7% - 115 seggi) e il Partito comunista (18,7% - 104 seggi). Il resto va alle forze minori nessuna delle quali supera il 10%: l'Unione democratica nazionale (un cartello tra Pli e Democrazia del lavoro) raccoglie il 7,4% (41 seggi), il Fronte dell'uomo qualunque il 5,4% (30), il Partito repubblicano si ferma al 4,1% (23), il Blocco nazionale per la libertà ottiene il 2,9% (16) e il Partito d'azione il 1,3% (7). Il 2,3% va ad altre liste (13 seggi).L'Assemblea, composta da oltre 550 deputati, si riunisce per la prima volta il 25 giungo 1946. In quella data viene eletto presidente dell'Aula Giuseppe Saragat (Psiup) (sostituito nel febbraio del 1947 da Umberto Terracini del Pci). Al via dunque i lavori. Per la redazione della Costituzione viene istituita la cosiddetta 'Commissione dei 75' articolata in tre sottocommissioni incaricate ciascuna di preparare gli articoli sui diritti e i doveri dei cittadini, sull'organizzazione dello Stato, sui rapporti economici e sociali. Un comitato di redazione (il 'Comitato dei 18') ha il compito di coordinare ed armonizzare il lavoro prodotto dalle tre sottocommissioni. L'Aula comincia ad esaminare il progetto nel marzo del 1947 fino all'approvazione finale a scrutinio segreto, con 453 sì e 62 no (su 515 presenti), il 22 dicembre 1947. Tutta l'aula - si legge nel resoconto della seduta - accoglie in piedi l'esito della votazione con prolungati applausi e al grido 'Viva la Repubblica'.Cinque giorni più tardi il capo provvisorio dello Stato Enrico de Nicola appone la sua firma. La Carta costituzionale entra così in vigore il 1 gennaio 1948.Il testo Costituzionale si apre con i Principi Fondamentali che sanciscono, tra l'altro, che ''l'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro'' (art. 1). Viene poi stabilito il riconoscimento ''dei diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali'' (art. 2) e che ''tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali'' (art. 3). Nel complesso l'introduzione della Carta è un insieme di norme che gettano le basi dell'assetto civile, giuridico e politico dello Stato. Seguono due parti distinte. La Prima è dedicata ai diritti ed ai doveri dei cittadini, ne riconosce le libertà, i rapporti etico-sociali, economici e politici. La Seconda Parte stabilisce l'ordinamento dello Stato e delle sue istituzioni, le modalità di formazione delle leggi, il ruolo della magistratura, la ripartizione della Repubblica in Regioni, Province, Comuni. In chiusura le Norme Transitorie e Finali.