Alex più degli ori di Pechino
al Bernabeu fu la perfezione
Non sono poi così male i 34 anni: soprattutto se si continua a vincere, a fare molti gol e a sognare, a pensare che c'è ancora molto futuro davanti. Non è male, se la gente ti ha scelto comunque come l'atleta italiano simbolo del 2008. Del Piero più di chi ha vinto un'Olimpiade storica come quella di Pechino, più di chi ha conquistato medaglie che mai nessuno aveva vinto prima, più di Federica Pellegrini (2a) che ha attraversato a tempo record la vasca del Water Cube, più di un marciatore come Schwazer (3°) che ha entusiasmato e commosso tutta l'Italia con le sue lacrime sul traguardo, più di Valentino Rossi (4°) che è un'icona addirittura del Made in Italy, più di Valentina Vezzali (5a) che dei Giochi è addirittura una regina.
E' una vittoria giusta e da rispettare: sono stati i quasi cinquantamila clic del popolo di Repubblica.it a stabilirlo: per il 30% di loro Del Piero è l'atleta italiano numero 1 del 2008. Il calcio è cuore, sentimento, popolarità: per molti, moltissimi è anche lo sport più bello del mondo. Senza per questo fare assurdi confronti con la nobiltà dell'atletica, del nuoto o del pugilato. Senza farsi prendere da gelosie fuori luogo. Alex è un campione del mondo, il volto della Juventus di oggi ma anche di ieri (questa è la sua sedicesima stagione a Torino), uno che ha segnato 252 gol in bianconero battendo anche il record di Giampiero Boniperti, uno che nel maggio scorso ha vinto la classifica cannonieri (21 reti) riconquistando a forza il posto in nazionale. Tra scudetti e Champions ha vinto tutto ma è soprattutto uno che pensa ai Mondiali 2006. Del Piero è un campione corretto, un bravo soldato, uno sportivo esemplare. Senza per questo scadere nel mieloso: è uno che buca il video con la sua pubblicità, uno con la battuta pronta. Quando le cose nella Juve non andavano bene si è confrontato lealmente con l'allenatore. E ha ritirato su la squadra a suon di gol. Adesso a Torino si parla nuovamente di scudetto, ma quando c'era da sudare in serie B per tornare su il prima possibile lui è rimasto. A suo modo un duro.
Le punizioni di Alex sono state la firma sul ritorno della Juve. I due gol del Santiago Bernabeu al Real Madrid forse non inferiori a una finalissima di Pechino 2008, a un oro olimpico. Un sinistro in movimento che manda fuori registro la difesa e una micidiale punizione di destro: due opere d'arte. Rispose all'applauso del pubblico avversario con l'inchino di un attore che ringrazia il pubblico. Una notte di perfezione assoluta: da dieci.
(repubblica.it)