Grande inizio di Giro per Marino Bartoletti, inviato Rai. Conduttore della trasmissione mattutina a metà tra sport e folklore, vera riserva indiana dove l’hanno rinchiuso per risparmiare alla nazione i suoi commenti in sede di “Processo”, il popolare conduttore si sta esprimendo ad altissimi livelli. Opportunamente abbigliato, con occhiali neri nel pieno di giornate cupe e tempestose, peraltro ben accoppiati con i gloriosi baffi da portavoce di Saddam, eccolo a tutta sin dalle giornate inaugurali. Prima puntata, invito in trasmissione alla promessa italiana Pozzovivo: nel pomeriggio, Pozzovivo cade nella cronometro e ancora non s’è ripreso. Seconda puntata, invito al campione italiano Pozzato: nel pomeriggio, Pozzato cade e ancora non s’è ripreso.
Alla terza puntata, l’invitato è Petacchi. Inspiegabilmente, Petacchi gira alla larga dal “Bar Toletti”. Nel pomeriggio qualcosa paga lo stesso, rimanendo staccato per foratura e tagliato fuori da uno sprint finale che aspettava molto, ma se non altro salva le ossa. Nella vita non si può avere tutto. Di fronte a fuoriclasse come Bartoletti, bisogna inchinarsi. Al simpatico conduttore, tappa e maglia: mai visto al Giro un cecchino così preciso e implacabile.
Ultim’ora: alla partenza della carovana per il ritorno in Italia, i gatti neri d’Olanda festeggiano con clacson e caroselli fino a notte fonda.
da «Il Giornale» dell'11 maggio 2010 a firma Cristiano Gatti