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Headshot Bike

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  1. Teniamoci stretti la top 5 e il titolo di miglior squadra.
  2. Vincitore: Van Garderen 2,00 Scarponi 2,40 Hesjedal R.. 2,90 Majka 3,50 Kreuziger 4,00 Spilak 4,00 Rui Costa 4,50 Martin D. 6,00 Ulissi 6,00 Peraud 7,00 Kloeden 7,00 Brajkovic 7,00 Pinot 7,50 Anton 10,00 Schleck A. 10,00 Velits P. 12,00 Roche 12,00 Pozzovivo 4,00 Altro 8,50 Testa a testa (Sceglierne 2) Majka 1,75 - Ulissi 1,90 Scarponi 1,95 - Hesjedal 1,70 Van Garderen 1,55 - Kreuziger 2,60 Pinot 1, 65 - Schleck 2,30 Rui Costa 2,00 - Spilak 1,75 Kloeden 1,60 .- Schleck 2,40 Anton 1,70 - Pozzovivo 2,20 Peraud 1,65 - Roche 2,30 Van Garderen 2,00 - Altro 1,80 Distacco nella generale tra il primo ed il secondo: < 15 '' 2,00 15'' - 30 '' 1,80 30'' - 1' 2,40 1' - 1'30'' 3,00 1'30'' - 2' 3,50 >2' 4,40
  3. Interessante intervista, vi consiglio di leggerla. Non solo Epo, l’ex ciclista racconta il doping: “Coca e anfetamine per reggere” Graziano Gasparre, ex corridore professionista, decide di raccontare la sua storia dopo la paura per un tumore provocato - secondo i medici - dalle infiltrazioni. "E' un sistema perverso: controlli farsa, soffiate, dirigenti e ispettori compiacenti. E se smetti sei finito, perché ti rendi conto che gli altri usano lo stesso metodo" “Quando correvo non ho fatto solo uso di doping. Ho preso anche altra merda: tiravo cocaina per dimagrire, specie in inverno quando è facile mettere su qualche chilo di troppo; mi impasticcavo di anfetamine per fare super allenamenti di molte ore”. Quella dell’ex ciclista professionista Graziano Gasparre (leggi la scheda sulla sua carriera) è una confessione choc. La prima senza i filtri della televisione o degli avvocati. Perché dopo anni di droghe e di veleni il fisico presenta il conto. Tumore alla natica. Per i medici la causa potrebbe esser stata il doping. Intervento chirurgico ed esami di laboratorio. Gasparre è salvo, ma ha avuto paura. E ha deciso di parlare. Senza paracadute e in esclusiva a ilfattoquotidiano.it. Perché racconta tutto proprio ora? Per il bene del ciclismo, perché la mia testimonianza possa aiutare gli altri a non rovinarsi la vita per una stupida soddisfazione personale. A me è stato asportato un frammento nodulare di quasi 4 cm. L’operazione è perfettamente riuscita, ora sto bene e nei giorni scorsi ho ricevuto i risultati dell’esame istologico: il tumore era benigno. Per il chirurgo che ha eseguito l’intervento potrebbe essersi trattato di un effetto collaterale del doping di cui ha abusato per anni. Esatto: la formazione è cresciuta proprio nel punto in cui ho fatto tantissime iniezioni intramuscolari, il mio corpo non è riuscito ad assorbire quelle schifezze. Di che schifezze stiamo parlando? L’epo, ovviamente; ma anche Gh (l’ormone della crescita) e testosterone. Ma è quello che fanno un po’ tutti i corridori professionisti, né più né meno. Avevo un preparatore, da cui andavo un paio di volte al mese, e insieme alla tabella di allenamento mi somministrava anche i farmaci. Una preparazione mirata alle gare più importanti della stagione, nulla di eccezionale nel ciclismo. Si dice che i ciclisti inizino a drogarsi sin da giovanissimi. E’ vero? Da dilettante, quando andavo fortissimo, ero pulito: non posso dire che corressi a pane e acqua, perché tra vitamine e integratori c’è sempre una forte componente farmaceutica, ma niente doping. Ho cominciato quando ho lasciato la Mapei, con la squadra con cui ho corso la Milano-Sanremo e il Giro d’Italia (il nome non lo fa, ma si tratta della De Nardi-Colpack, in cui hanno militato alcuni pezzi da novanta del ciclismo – Honcar e Visconti su tutti – che negli anni successivi hanno avuto problemi con il doping, nda). In quei due anni ho fatto uso di sostanze illecite in maniera programmatica. Come fa un corridore a procurarsi le sostanze illecite? Fu un’idea che venne di comune accordo a me e alla squadra. Quando vedi sfrecciarti davanti corridori che hai sempre battuto, cominci a farti delle domande. Chiedevo ai miei manager se andassi piano e loro mi rispondevano di no, che avevo solo bisogno di un aiutino. Uno dei dirigenti della squadra mi propose: “Perché non proviamo a fare qualcosina?”. Fu lui a indicarmi il nome di un dottore da cui andare. Provammo e cominciai a volare. Da allora, finché ho corso per quella squadra, non ho più smesso. Quindi la dirigenza della squadra era a conoscenza del doping? Certo che sapevano! Ma la responsabilità è tutta dei corridori: il dottore era a carico mio, anche se erano stati loro ad indicarmelo, ero io a pagare profumatamente le sue prestazioni e le sostanze. E questo perché se poi ti pizzicano loro devono uscirne puliti: si scandalizzano, ti licenziano pure. Funziona così. Sono le società a organizzare ‘collettivamente’ le assunzioni di sostanze vietate? A parte i casi di doping di squadra, di solito ognuno se la vede da solo. Non so, per esempio, se come me anche i miei compagni di allora si dopassero. Ma dal preparatore che frequentavo ho incontrato spesso altri ciclisti. Il dottore ci fissava gli appuntamenti in maniera che noi ciclisti non ci incontrassimo. “Per rispettare la privacy” ci rassicurava. Ma nel corso di quei due tre anni avrò incontrato una decina di ciclisti: pezzi da novanta del ciclismo italiano, gente che ha vinto tappe al Giro d’Italia o prove di Coppa del Mondo, alcuni sono ancora in attività. Adesso non me la sento di dire chi sono: ci sarebbero delle ovvie conseguenze, anche legali, e in questo momento io devo pensare innanzitutto alla mia salute. Quando tutto sarà finito, farò anche i nomi. Due anni di doping ‘programmato’ e nessuna positività ai controlli. Come è possibile? C’è poco da sorprendersi. Il medico che mi seguiva era bravo, programmava i trattamenti in modo da non incappare in questo genere di problemi: assumevo il doping soprattutto in inverno, ed arrivavo in primavera pulito e al massimo della forma. E i controlli non sono poi così efficaci: quelli regolari vengono elusi in questa maniera, quelli a sorpresa spesso non sono davvero a sorpresa… Significa che i corridori vengono avvisati? Non è raro che arrivi la ‘soffiata’. Ricordo un episodio in particolare: nel 2006 avevo vinto una tappa di una corsa italiana importante e ricevetti una telefonata da un mio ex compagno di squadra, che mi disse che il giorno dopo ci sarebbero stati dei test a sorpresa. Era vero. Io quella volta stavo tranquillo, ero pulito. Ma se non lo fossi stato avrei potuto salvarmi. Cosa che sicuramente avranno fatto altri. La lotta al doping senza quartiere condotta dall’Uci è solo una messa in scena? Non so se il pesce puzzi dalla testa, o siano solo alcuni ispettori Uci ad essere conniventi. Di certo ci sono troppi interessi in ballo, che legano squadre, case farmaceutiche, dirigenti. Per fare un piccolo esempio, sono quasi certo che il manager che mi fece il nome del medico da cui mi dopavo, avesse una percentuale sulla sua parcella: più corridori gli portava, più soldi facevano. La verità è che il doping è un business, a molti fa comodo che resti in piedi. Ma c’è qualche mosca bianca o i ciclisti sono davvero tutti dopati? E’ difficile dirlo. Sicuramente c’è ancora chi crede in uno sport pulito: incontrare le persone giuste può fare la differenza. Penso a dirigenti seri, come Giorgio Squinzi, il patron della Mapei. O Ivano Fanini, che mi diede una chance dopo l’infortunio. Ivano una volta mi mise addirittura le mani addosso, quando sospettava che mi dopassi: ma ero pulito, glielo dimostrai e facemmo pace. Con Ivano siamo rimasti legatissimi, è una delle persone che più mi è stata vicina in questo periodo difficile. Ma purtroppo sono delle eccezioni. Anche alla Mapei, nonostante tutti i controlli del professor Sassi, ci sono stati dei casi di positività. Per questo credo che almeno il 90% dei corridori professionisti faccia uso di doping: si dopano i capitani per vincere e i gregari per aiutarli. Nessuno si salva da questo sistema. E non c’è nessuno che si ribella perché vinto dal rimorso? Io non ho mai avuto rimorsi. Quando vai forte ti senti bene, ti dimentichi di tutto. E’ come andare giù in discesa a 90 all’ora, l’adrenalina cancella la paura: quando finisci di correre e sei sotto la doccia magari ci pensi, ma il giorno dopo rifai tutto da capo. Anche perché non mi sentivo un dopato, non avevo sensi di colpa: mi comportavo come tutti gli altri, lo facevo solo per competere ad armi pari. Una volta che cominci e che vedi gli effetti, è difficile uscirne: temi di andare piano, di restare senza contratto. Chi non l’ha provato probabilmente non può capire. La squadra ti dà ‘solo’ un consiglio, nessuno ti obbliga a doparti, ma quando sei in gruppo ti rendi conto che o ti adegui al sistema o smetti di correre. Cos’altro imponeva il sistema? Quando correvo io non ho fatto uso solo di doping, ho preso anche altra merda, come cocaina e anfetamine. Nel ciclismo la droga è più diffusa di quanto si pensi: ho cominciato su consiglio di un compagno di allenamenti che pure lo faceva, poi è diventato un vizio che mi ha accompagnato negli anni. E non solo per il gusto dello ‘sballo’, ma sempre a fini professionali: tiravo per dimagrire, specie in inverno quando è facile mettere su qualche chilo di troppo; mi impasticcavo per fare super allenamenti di molte ore. Chi si dopa è in qualche maniera ‘predisposto’ a fare uso di stupefacenti. E pure questa diventa una dipendenza: il vizio della cocaina mi ha accompagnato negli anni, anche dopo il 2005. Poi sono riuscito a smettere, di botto, perché stavo perdendo la mia famiglia, mia moglie e mio figlio, quel che ho di più caro al mondo. E adesso c’è stato il tumore. Ora come vive un ex dopato? Ho accettato di piegarmi al sistema e di drogarmi per una stupida soddisfazione personale. Un errore che mi stava distruggendo la vita. E’ una cosa che non può succedere. Per questo oggi parlo. E spero che qualcuno mi ascolti.
  4. Prova a inserire un incrocio.
  5. Qui ci vuole il +1
  6. Dopo il Giro rilascerà un'intervista su Scinto suo ex DS Chiuso OT
  7. Scinto, cosa dici adesso? Non lo sapevi? Non sai mai niente? Finché non ti troveranno 3/4 di squadra positiva non saprai niente?
  8. Contador dice di non voler essere competitivo per la generale, ma di voler stare tranquillo al Delfinato e arrivare al 100% al Tour, quindi ancora non capiremo ancora la sua forza reale.
  9. EDIT - Questa è la versione definitiva della mia scommessa. Vincitore: Froome Chris 2,20 Contador Alberto 3,00 Valverde Alejandro 4,50 Rodriguez Joaquin 4,50 Porte Richie 5,50 Van Den Broeck Jurgen 6,00 Rolland Pierre 6,00 Brajkovic Janez 8,00 Talansky Andrew 8,00 De Gendt Thomas 9,00 Zubeldia Haimar 10,00 Voeckler Thomas 10,00 Caruso Damiano 10,00 Fuglsand Jakob 12,50 Sanchez Samuel 12,50 Coppel Jerome 15,00 Taaramae Rein 15,00 Cunego Damiano 20,00 Testa a Testa (Sceglierne 2) Chris Froome 1,75 - Alberto Contador 2,20 Caruso Damiano 1,95 - Cunego Damiano 2,10 Jurgen Van Den Broeck 2,30 - Alejandro Valverde 1,70 Rodriguez Joaquin 1,55 - Voeckler Thomas 2,70 Richie Porte 1,65 - Janez Brajkovic 2,50 Zubeldia Haimar 1,75 - Samuel Sanchez 2,25 Alejandro Valverde 1,85 - Joaquin Rodriguez 1,95 Team del vincitore: Sky Pro Cycling 1,80 Team Movistar 2,50 Team Saxo Tinkoff 3,00 Astana 4,00 Katusha 4,50 Europcar 6,00 Altro 5,50
  10. Ma perchè tutte queste scommesse Kamikaze?
  11. Scusate, non c'entra nulla adesso ma rileggendo indietro la story ho trovato questo messaggio di Gimox appena dopo il Giro e prima della vittoria del Tour 2015
  12. Eccoci dunque alle Ardenne, dopo i piazzamenti dell'anno scorso Zhambyl Kamentzev deve dimostrare di essere un vero vallonaro, lo dimostra subito portando a casa l'Amstel! Alla Freccia rimaniamo come sempre imbottigliati e ci dobbiamo accontentare del secondo posto dietro uno straordinario Bardet, addio tripletta delle Ardenne. Alla liegi riusciamo soltanto in un 10° posto dopo essere stati tutto il tempo a inseguire la fuga, non sono però dispiaciuto, perchè a vincere è stato lui : Se non lo riconoscete è il nostro eroe Daniel Martin Per il Giro ottime notizie! Ricominceremo a scommettere! Ecco qui la classifica come eravamo rimasti! B = Bonus in caso di arrivo a zero Niconick 122 B Gimox 112 B Giusberto 107 B KenianoBianco 83 B Bwiggins 54 B Enimrac 52 B Elwood 46 B Ricordo che chi vuole partecipare può farlo e partirà dai creediti dell'ultimo classificato (in questo caso Wood con 46 + B) Eccovi le quote del Giro! Maglia Rosa - Valori MO/CRO Rabetta 84/75 1.90 Cattaneo 82/78 2.40 Kruijswijk 82/76 2.70 Sutterlin 82/74 2.80 Fuchs 81/76 2.90 Kelderman 79/83 2.90 Hauser 81/75 3.00 Coppel 80/77 3.00 Juul Jensen 80/81 3.00 Rolland 82/70 3.10 Altro 80.00 Maglia Rossa - VO Kittel 83 1.70 Sagan 82 1.80 Kump 81 1.90 Stallaert 81 1.90 Rabetta 66 2.40 Cattaneo 61 2.70 Altro 2.00 Per la maglia rossa ci sono un sacco di buoni velocisti a 80, io ho inserito nelle quote solo quelli sopra l'80 di valore, infatti la quota Altro è molto bassa. Ricordo che il Giro è quello di Pigna E adesso, scommettete!
  13. Digli di Hesjedal 2012
  14. Non sapevo dell'esistenza di tale topic, ne sono venuto a sapere poco fa Mia nonna durante una tappa di pianura al Giro: <<Com'è messa la maglia rosa? Perchè non è davanti? Oggi vince?>> dopo una ventina di minuti in cui gli spiego perchè Nibali non può vincere mi dice: <<Vabbè ma allora se non vince come fa ad avere la maglia rosa? Dovrebbe vincerla chi vince più tappe>>
  15. Sono già ai -170! Perché la maglia rosa non è ancora scattata?
  16. Di cosa si tratta? Anche io ho potuto vederlo solo a tratti, le novità mi sembrano anche buone.
  17. 10 su Moriani (9.00) 7 su Rabetta (3.50)
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