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Daniel Abednego

Viaggi straordinarissimi di Saturnino Farandola: "Africani Bianchi"

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Viaggi straordinarissimi di Saturnino Farandola: "Africani Bianchi"

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Si ritrovò in Etiopia e là rimase per diversi anni, perdendo la cognizione del tempo. La tentazione di tornare era pressochè nulla, ma sentiva di aver lasciato qualcosa di inconcluso. Non sapeva cosa, non sapeva dove.
Al termine delle sue straordinarissime avventure, Saturnino Farandola aveva come unica occupazione quella di pedalare, per il resto del suo tempo egli mangiava e dormiva: aveva trovato una bella bicicletta molto tempo prima, l'aveva sistemata con un robusto cuscino sul sellino e infine ci si era affezionato.
Visse in questo modo a lungo, e viveva anche allora, quando si ricordò brevi episodi della sua infanzia, vissuta naturalmente in Italia, ben prima del suo arrivo in Abissinia: lunghe carovane di biciclette sfreccianti, con delle appendici particolari sul manubrio. Carovane molto colorate, perciò se ne era ricordato.

Un giorno Saturnino pensò di avere una visione: rivide uno di quei gruppi di ciclisti di cui si diceva. Fu come un'illuminazione!
Si trovava nei pressi di Macallè e in quella regione stava passando una breve corsa a tappe intitolata a Meles Zenawi, un tale di cui non sapeva nulla. Scoprì poi che si trattava di un presidente; e, poi, che era morto.
Vide sfrecciare quelle bici e niente più, il gruppo era rapido e nemmeno tanto folto: decise di raggiungere la città.

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L'indomani mattina non aveva ancora dormito, intento com'era a cercare tutte quelle bici. "Dovranno pure essere da qualche parte.."
Il rumore della folla lo diresse subito verso l'evento della giornata: di nuovo quelle biciclette!
In breve tempo ne era circondato: si era inserito con il suo mezzo all'interno del gruppo di corridori alla partenza e vi restò prima di venirne allontanato.
I suoi modi strani e la sua appariscenza non passarono inosservati e fu incontestabilmente protagonista di quella breve scena, tanto da finire a chiacchierare con un personaggio abbastanza conosciuto a Macallè. 

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Spoiler

Questo è il mio primo tentativo di story, ho già pronti alcuni capitoli successivi. Seguitemi!

 

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Addis Abeba, la capitale. 

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Uno splendore, poichè a Saturnino non dispiacevano le scene di povertà. Lui stesso non si può dire conducesse una vita agevole, ma mai se ne era lamentato, come se in fondo in fondo si riposasse su una certa agiatezza; non lo sappiamo e di certo non lo dimostrava.
Da queste parti era passato varie volte e le conoscenze non mancavano: una ospitata qui, un'altra là. Altrimenti dormiva al riparo dal vento, fuori.

Una volta particolarmente fortunata soggiornò in una casetta a corte, una specie di riad, dove non fu ricoperto di particolari agi, ma si sentì in leggero imbarazzo proprio perchè le comodità minime che gli venivano offerte erano ben al di sopra di ciò che per lui era consuetudine. Morigerato nella sua bizzarria.

In quella stessa abitazione, non si sa nè perchè nè come, un mattina appena sveglio Saturnino fece conoscenza con un uomo piccolo, magro, dal sorriso smagliante.
Si incuriosirono vicendevolmente: Saturnino per ovvi motivi, l'altro per quella sua espressività caratteristica e per una camicetta del medesimo zafferano del Maestro.
"Maestro", così cominciò a essere chiamato il Farandola da quell'omino sorridente, un po' per scherzo, un po' perchè Saturnino, nella sua apparente ingenuità, sapeva davvero tante cose e aveva sempre la risposta pronta.

Una mattina fortunata 

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Aselle, cento e più chilometri a Sud di Addis Abeba. Duemila metri sul livello del mare.

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Qui è nato Haile Gebrselassie, qui vive ancora una parte della sua famiglia.
"C'è un ragazzino", disse quella volta Haile, "un mio lontano cugino: anche a lui piace usare la bici, ne ha una come la tua, non se ne separa mai. E' sempre tutta sporca di terra, lì di strade ancora non ce ne sono..."
"E comunque non vuole saperne di correre a piedi come tutti gli altri", disse ridendo l'etiope. 

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"Lui è nato praticamente nella mia stessa casa": si scoprì che il vecchio (si fa per dire) Haile aveva un cugino omonimo!!

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"Dice che c'è un grande atleta etiope che è andato al Tour de France", disse Haile

Spoiler

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Una serie di ricordi invasero la mente di Saturnino Farandola, ricordi multicolori: poi vide tutto giallo e svenne.
Si ridestò come se fosse un altro. Continuava a vedere giallo ed era il segno del suo ritorno.
Dal cuore dell'Africa in su, cominciava il suo nuovo e ultimo viaggio.

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In bici naturalmente!!!

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Uh, interessante

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4 ore fa, Lucatb99 dice:

Uh, interessante

Ti ringrazio, vediamo se con i prossimi capitoli riesco a incuriosire qualcun altro!

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Poco tempo dopo, in un luogo indefinito.

Ormai è presente, fine del preambolo - bizzarro e improbabile quanto Saturnino - per spiegare come i nostri si sono incontrati.
Saturnino fa da collante tra le persone ed è così che si ritrovano lui, Haile e il personaggio di Macallè, Tsgabu Grmay.
Questi è il primo corridore etiope ad aver partecipato al Tour de France, "e non sarà l'ultimo - nè la tua ultima volta" tuona Saturnino bonariamente.

Abbiamo lasciato Saturnino in preda ai suoi svenimenti e alle sue fantasie più remote, Haile intento a guardarlo delirare.
Dopo aver parlato a lungo di suo cugino, l'etiope si è finalmente deciso a presentarlo al vecchio Farandola.
Prima, però, il giovane atleta dovette rientrare dalla sua personalissima corsa a tappe: quasi 500km in 5 giorni per potere arrivare alle pendici del suo Monte preferito, scalarlo, avanzare lungo il falsopiano e poi tornare a casa attraverso un percorso più agevole. 
Le strade sono impervie, sterrate, ci vuole tanto tempo e tanto coraggio per percorrerle. Il giovane Haile arriva fino oltre i 2800m e ha appena 18 anni...

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Buon sangue non mente 

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Dicevamo, si trovano i nostri tre in un ambiente sconosciuto e in un momento non meglio precisato, ma certamente successivo alla storia di cui sopra.
Sono seduti attorno a un tavolo e sorseggiano una bevanda calda: sudare rinfresca per davvero!
Parlano di biciclette. E di corse. Parlano anche dell'Etiopia, di questa terra meravigliosa, così ricca: per gli etiopi la loro terra è il centro del mondo. "Forse hanno ragione" ha sempre pensato Saturnino.

Tsgabu Grmay è un bravo ragazzo, ormai è maturato anche come uomo. Troppo modesto, forse, o magari il giusto: non crede riuscirà mai a raggiungere il suo personalissimo e ambiziosissimo traguardo: vincere una tappa al Tour de France!
Haile Gebrselassie è un campione e un gran signore, ha appeso le scarpe al chiodo ma non ha mai smesso di interessarsi al mondo dello sport. La sua patria lo vorrebbe come massimo sponsor per se stessa, per motivi molto validi: non ha mai trovato lo stimolo giusto, però, per dare vita a qualcosa di proprio.
Saturnino Farandola è Saturnino: non si sa come gli vengano certe idee. Gli vengono e basta.

Si scopre che quest'ultimo ha conservato nel tempo un piccolo capitale.
Nulla di trascendentale, nessun forziere carico di denaro: si tratta di una somma modesta, ma in Etiopia può essere una base solida da cui cominciare.
Decide di comprare poco alla volta una serie di biciclette. Vuole far pedalare gli africani.
Haile è un po' deluso che si tratti di pedalare e non di correre a piedi, ma è assolutamente colpito dall'entusiasmo di Saturnino, che coinvolge anche Tsgabu: questi è disposto a mettere temporaneamente da parte il suo sogno più grande, per rendere più grande la sua Nazione.

Si sono intesi, i tre protagonisti, pur senza che alcun progetto sia stato bene esposto: daranno vita a un team di ciclisti.
O, meglio: daranno la possibilità a una decina di atleti etiopi di entrare nel mondo del ciclismo che conta, di raggiungere l'Europa. "Dobbiamo fare almeno un tentativo" pensa Saturnino
Egli sfrutterà questa occasione per fare rientro in Italia in pompa magna: gli sono sempre piaciute le parate e che c'è di meglio di un arrivo in ammiraglia, anticipato da una schiera di ciclisti ad annunciarlo?? 

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5 minuti fa, dg1107 dice:

Seguo anche io!

Ottimo! A breve news sulla composizione degli sponsor :D

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Seguo :wink:

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Etiopia, altro luogo imprecisato. I nostri sono giunti qui in aereo.

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Erano tre, sono diventati quattro, raggiunti dal piccolo Haile Gebrselassie jr., il quale non sopporta di essere considerato minore e quindi preferisce essere confuso con il cugino più grande.
"Tra una decina di anni sarò io il Gebrselassie di famiglia": junior vs senior!
Ridono entrambi.

Il giovane ha riconosciuto in Tsgabu il suo idolo, quel corridore etiope capace di gareggiare nella corsa più importante al mondo. Non importa se non è un vincente: lui stesso, pensa, vincerà per tutti e due!
Per vincere, però, bisogna anzitutto essere un ciclista professionista, in secundis è necessario avere una squadra e delle bici, cui ha già provveduto l'italiano: un vecchio debito nei suoi confronti lo ha convinto a mettersi in contatto con la Bianchi, che secondo i suoi ricordi costruisce biciclette.
Ne ricorda particolarmente bene il simbolo

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Non ci addentriamo nel dettaglio, basti sapere che Bianchi parteciperà alla squadra. Saturnino non dice niente altro.
L'entusiasmo del giovane Haile è enorme, è convinto che sarà il primo membro di questa squadra così all'avanguardia. Invece no.
Tsgabu Grmay assume subito il ruolo di capitano e smorza le velleità del giovane; il quale, però, ritiene di dover essere il secondo uomo di punta. "Vedremo" così Haile il vecchio spegne definitivamente la fiammata.

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Manca ancora tutta la squadra, ma a questo ci penserà Tsgabu: non ci vorrà molto a convincere dei giovani etiopi a partecipare al progetto, non con la sua intercessione.
Sfrutterà le sue conoscenze e la sua recente comparsata al Tour Ethiopian Meles Zenawi: i migliori atleti visionati se li porterà in gruppo, "senza se e senza ma".
E il vecchio Haile? Ha deciso di tornare, vedremo come!

Spoiler

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Anche se non sono amante dell'Africa, seguo volentieri :wink:

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Addis Abeba.

Saturnino attende notizie da Macallè stando comodamente seduto - se pur in ansia - nella riad dei capitoli precedenti.
Tsgabu si è recato là, dove ha sede la realtà ciclistica più importante del Paese e dove si svolge gran parte del Tour etiope più importante.
Le trattative procedono avanzate per portare volti nuovi in squadra.
C'è una sola postilla nell'accordo con Bianchi: due spazi in squadra devono essere italiani. Tassativamente.

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No, Guerra, no!!

Saturnino già teme che questa imposizione possa scatenare un nuovo conflitto tra Italia e Etiopia. Decide di avvertire i compari.
Gebrselassie sembra indifferente alla cosa, una coppia su una dozzina di elementi non può far male.
Anzi, lui che è uno sportivo di vecchia data sa bene che questo potrebbe dare la possibilità alla squadra di partecipare a qualche gara in più in territorio italiano: il che non sarebbe affatto una cattiva idea!!
Tsgabu si lascia presto convincere dal discorso dell'esperto campione.
Haile jr, invece, è un po' sulle sue: è permaloso, se la farà passare.

I due italiani vengono presto scelti: Saturnino ha scelto da una breve lista senza pensarci troppo. Ha puntato su giovani affidabili. Nomi e garanzie per il futuro.

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Per coloro che si stessero chiedendo, infine, a che serve la presenza del campione olimpico dei 10000 metri di Atlanta e Sydney.. a parte avere un cugino che vuole correre in bici, si intende....

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La sua sola presenza è motivo di estremo interesse generale.
La Nazione è in fermento. Il mondo sportivo pure. Quello ciclistico un po' meno, "ma si accorgeranno di noi molto presto"
La diretta intercessione di Haile sr. è una manna dal cielo e l'Etiopia sembra davvero più ricca.
Ha trovato uno sponsor molto, molto importante.
Investirà una buona quantità di denaro, a salire in base ai risultati: la cosa fondamentale è non lasciarselo sfuggire, questo sponsor: Ethiopian Airlines.
Potrebbe essere una collaborazione molto fruttuosa.

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Passati i gradi di capitano a Tsgabu, definiti i suoi compiti e quelli del piccolo Gebrselassie, conosciuti infine i due italiani, Haile sr. e Saturnino si ritrovano coperti di soldi.
Un secondo sponsor viene attratto nell'orbita olimpica di Haile, sarà secondario: ne comparirà solo un piccolo logo sulla maglia, ma potrebbero vederlo - in un futuro non troppo remoto - milioni e milioni di persone: Trans Ethiopia.

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Infine, la presentazione ufficiale.

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Finalmente ci siamo: la presentazione della squadra ha luogo in grande stile...

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La compagnia di volo Ethiopian Airlines - The New Spirit of Africa fornisce location e miss per questo primo grande evento che vede come protagonista il nuovo team (italo)-etiope. Le miss portano con sé le nuove divise e i volti nuovi del ciclismo etiopico che non ci sono ancora noti.

Bianchi Ethiopia Pro Cycling

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Possiamo notare nello spoiler alcuni dettagli in più, il retro della divisa, i colori: soprattutto, il motivo principale per cui questi Africani saranno chiamati Bianchi (nonostante le modifiche all'editor, tutti i ciclisti mi risultano così!) :D 

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Ed ecco i nostri corridori, selezionati sapientemente da Tsgabu Grmay, il capitano, e da Saturnino Farandola.

Tedros Redae: scalatore, è l'ultimo vincitore del Tour Ethiopian Meles Zenawi e dunque si merita il primo posto tra gli etiopi normali e non raccomandati.

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Alem Abebe Grmay: vincitore della prima tappa del Meles Zenawi, si è classificato secondo nella graduatoria finale.

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Getachew Atsbha: giovanissimo, si è classificato terzo nel giro di casa.

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Temesgen Buru: è il secondo Pro della squadra, prelevato dalla Burgos-BH, scopriremo più avanti se è solo un mediocre o se invece è un corridore dal buon potenziale.

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Tamrat Gebrewahd: ha vinto una tappa al Tour Ethiopian, si spera possa rivelarsi una buona promessa per le tappe con arrivo in volata.

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Kibrom Haylemariam: sarà il corridore più anziano, eterno piazzato nelle corse di casa, discreto solo ed esclusivamente in volata.

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Bereket Termalew: non ha nulla di particolare, se non una leggera propensione per le fughe in tappe piattissime.

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Fethee Tesfaye: questo dovrebbe essere una creazione del gioco. Cercheremo di prenderlo sul serio.

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Hafetab Weidu: quarto classificato nell'ultimo Meles Zenawi. Speriamo in un buon potenziale.

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Ecco quindi un riassunto del roster

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Saturnino Farandola ricoprirà la carica di Direttore Sportivo, supportato da Haile Gebrselassie sr
In due ne sanno meno che uno, ma impareranno in fretta.
L'etiope sarà il supporter principale della squadra e eventualmente l'estremo difensore, qualora il governo d'Etiopia non fosse soddisfatto dei risultati e volesse ritirarsi - e ritirare tutti gli sponsor :)

Sponsor che presentano subito nell'ufficio retrobottega di Saturnino la lista degli obiettivi

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Gli obiettivi, a parte la Tropicale, prevedono piazzamenti e qualche vittoria in corse prevalentemente dell'Europa sud-orientale. Il nostro sponsor principale, grazie alla sua fama, ci permetterà di partecipare anche a corse dell'estremo Nord Europa, con un piccolo sforzo economico in più. Gli eventi principali, comunque, contrassegnati da almeno due stellette, saranno: Top 5 al GP Izola, vittoria di tappa alla Settimana Ciclistica Internazionale Coppi e Bartali e top 5 al Trofeo Edil C. Tutti gli obiettivi si concludono entro giugno: per l'anno che verrà, se verrà, Saturnino farà in modo di ottenere obiettivi più realistici (corse africane come l'Oman, il Dubai, etc.)

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DATABASE: Pack Ita 2016 modificato (ho aggiunto sette corridori etiopi realmente esistenti con valori verosimili basati sui risultati del Tour Ethiopian Meles Zenawi e un corridore inventato - Gebrselassie - con valori un po' pompati)
DIFFICOLTÀ: Difficile - passerò a estremo appena saranno cresciuti un po' i miei ciclisti o se i risultati saranno particolarmente inverosimili.

 

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La Tropicale Amissa Bongo

La prima corsa dell'anno è in Africa.
Qui devo ammettere che ho avuto dei problemi con una squadra, credo il Lupus Racing Team, poichè il caricamento delle tappe dalla 2 alla 5 mi crashava di continuo. Ho scoperto più avanti che la soluzione era eliminare il team dal database. In questo caso, purtroppo, confidando sul fatto che le tappe 3-4-5 erano uguali, senza nemmeno un traguardo volante (forse un errore nello scaricare il pack..), ho simulato queste tappe centrali. Comunque..

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I partecipanti alla corsa non sono di primissimo livello, anche se sul traguardo spiccano alcuni buoni nomi. Sin dalla prima tappa mandiamo in avanscoperta uomini del nostro team per conquistare gpm e, soprattutto, abbuoni - preziosissimi per raggiungere l'obiettivo: la top 10 in classifica generale.
Non riusciamo a fare granchè, e il nostro miglior risultato arriva dal corridore più vecchio dei nostri, Haylemariam, con un buon quinto posto nella sesta tappa.

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Grazie alle fughe riusciamo a conquistare la maglia di miglior scalatore in maniera abbastanza agevole.

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Inoltre, nell'ultima tappa Oliviero Troia non solo riesce a rimanere in gruppo, ma va a conquistare secondi preziosi ai traguardi volanti permettendoci di scalare la classifica!!

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Il primo obiettivo di stagione, dunque, è conquistato!

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mi scuso per le poche immagini ma dovevo un attimo abituarmi a fare gli screen e soprattutto ho avuto quel problema, che sono riuscito a risolvere solo più avanti nella carriera

 

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Dubai Tour

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Mentre ci si avvicina alla corsa degli Emirati Arabi, si registrano i primi miglioramenti nelle caratteristiche dei giovani etiopi.

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A Dubai, le cose non sembrano andare per il meglio: dopo una sola tappa, infatti, la Bianchi ha già un uomo in meno, a causa della caduta di Haylemariam. Il velocista etiope, infatti, si procura una frattura del collo e non potrà rientrare se non dopo un paio di mesi di cure. Tuttavia, le prestazioni della squadra volgono verso il meglio: Alessandro Covi riesce a farsi trovare nel posto giusto al momento giusto e centra un importantissimo piazzamento alle spalle di velocisti di ben altro livello.

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Nella seconda tappa la corsa si rivela ben più difficile, e il piazzamento dell'italiano non va oltre l'undicesima posizione: comunque non male.

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Le ultime due tappe, invece, registrano una impossibilità da parte della Bianchi Ethiopia a competere con i migliori. Nell'immagine si vede chiaramente Abebe Grmay, il migliore dei nostri alla fine, arrancare in fondo a un gruppo di una settantina di unità dopo le prime asperità della terza tappa.

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Al termine della breve corsa a tappe, quindi, i nostri migliori nella generale sono oltre la 100esima posizione. Vince il norvegese Sondre Holst Enger davanti a Nizzolo e Jesus Herrada.

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Saturnino può comunque ritenersi soddisfatto per la top 10 di Alessandro Covi nella prima tappa.

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Tour of Qatar

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La Bianchi Ethiopia si presenta al via del Tour of Qatar senza alcuna ambizione di sponsor, ma i ragazzi sono dei veri lottatori! La prima tappa misura solo 135 km ed è completamente piatta, ma è caratterizzata da forti raffiche di vento. Sin dall'inizio, Saturnino incoraggia alla fuga Bereket Termalew, il suo miglior passista.

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Le raffiche di vento superano i 50 km/h e il gruppo dei favoriti si fraziona in piccoli gruppetti. La fuga ha ancora un minuto e mezzo di vantaggio a 11 km dalla fine: fuggitivi e inseguitori (almeno i nostri) sono stremati.

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Con un ultimo sforzo Termalew compie un breve allungo prima di concludere tutte le barre, portandosi in testa negli ultimi metri: non c'è volata, l'etiope è trionfante mentre i compagni di fuga arrivano ciondolanti!!!

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Il gruppo arriva attardato, regolato allo sprint da Sagan su Degenkolb e Boasson Hagen. Termalew si prende anche la maglia di leader per un solo secondo su Rota.

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Saturnino e i suoi sono molto soddisfatti, ma già si guarda alle tappe successive: ce ne sono ancora cinque e non sarà facile mantenere una buona posizione a fine giro. Il giorno successivo è già tempo di misurarsi con una cronometro a squadre.

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Dopo la splendida fuga di Termalew, è tempo di cronometro a squadre: le gravi mancanze in questa specialità da parte degli (italo)-etiopi potrebbero compromettere in maniera quasi definitiva le speranze di rientrare nei primi dieci della classifica finale. Saturnino vorrebbe che i suoi migliorassero ulteriormente nei risultati, anche se nella situazione attuale è difficile fare di meglio... 
Al termine della prova, vinta dal Team Sky, la Bianchi Ethiopia si piazza al 16° posto a 46" dai vincitori. La maglia di leader è persa, ma Termalew riesce a mantenere un'ottima quinta posizione in classifica.

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Nella 3a tappa (non trovo lo screen dell'arrivo), piatta piatta e per nulla adatta alle caratteristiche dei nostri, Termalew viene superato in classifica da Sagan per via degli abbuoni. Il vento, però, non crea problemi al gruppo come invece avviene nella 4a tappa: sembrano ricorrere le vicende della prima tappa, con il gruppo allungatissimo e spezzato dal vento che cerca di ricucire il gap con i fuggitivi.

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A meno di 10 km dalla fine, Termalew è tra i 9 più immediati inseguitori: con lui Sagan, Bouhanni, Degenkolb, Coquard, Gaviria, VIviani, Van Poppel e Laporte. La barra gialla, però, è agli sgoccioli e gli altri tirano fortissimo! 

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Allo sprint gli inseguitori raggiungono e superano i fuggitivi rimasti, ma lasciano indietro l'etiope: finite tutte le barre, pur trovandosi tra i due gruppetti, viene segnalato come vincitore del secondo di questi. Rimane comunque in settima posizione nella classifica generale quando mancano ancora due tappe.

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Nella 5a tappa, non avendo possibilità di fare risultato in volata, Saturnino manda due corridori in fuga, tra cui Tsgabu Grmay, ormai attardato in classifica.

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Si tratta, però, di un tentativo velleitario. Il gruppo, ridotto a una trentina di unità dall'azione del vento, recupera sui fuggitivi e viene regolato in volata da Colbrelli. Anche questa volta gli uomini della Bianchi Ethiopia rimangono senza energie, rischiando di essere ripresi dal gruppo immediatamente successivo. Termalew e Covi, però, resistono fino all'ultimo e vengono segnalati con lo stesso tempo del vincitore: il migliore degli etiopi è ora in quinta posizione nella generale a una sola tappa dalla conclusione!

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Nella 6a tappa, quella finale, non c'è nulla da fare: è ancora arrivo per velocisti. Gli uomini della Bianchi Ethiopia rimangono tranquilli in gruppo, soddisfatti per una top 10 certa e una possibile top 5. Purtroppo per loro, però, la prima vittoria di Bouhanni li priva della soddisfazione massima. Il francese supera in classifica Termalew, che conclude così al 6° posto.

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Gli sponsor sono entusiasti, mentre i bonus di gara sono da record 10ft3wx.jpg

In casa Bianchi Ethiopia i sorrisi non mancano, anche se il vecchio Gebrselassie invita sempre alla calma. Tuttavia, guardando la classifica per squadre continental - pur se a metà febbraio - non si può che essere contenti.

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Tour of Oman

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Dopo le recenti, ottime prestazioni nelle corse a tappe arabe per ruote veloci, la Bianchi Ethiopia diretta dalla coppia Farandola-Gebrselassie si appresta a vivere una nuova, importante esperienza in terra nord africana: è il momento del Tour of Oman! Sei tappe complessive, di cui una rossa e una gialla, che potrebbero far scoprire meglio al mondo del ciclismo i giovani neoprò africani. Nella 1a tappa si mette in luce il velocista Gebrewahd, che ottiene un importante 9° posto in volata. Si accorgono subito, però, quelli della Bianchi Ethiopia, che non sarà una corsa facile.

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Per la 2a tappa, che prevede due gpm di 3a categoria nel finale, Saturnino dà carta bianca al giovane Gebrselassie per il finale: i suoi velocisti, pur con tutto l'impegno possibile, non arriveranno mai alla volata. Decide allora di mandare Alessandro Covi in avanscoperta; questi, assieme ai compagni di fuga, viene presto ripreso.

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L'etiope incaricato di concludere lo sprint, come detto, è Gebrselassie, per via delle sue doti di scattista. Ci prova, ma non va oltre la 13a posizione in una volata letteralmente dominata da Greipel, che ora conduce in classifica.

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Nella 3a tappa è Abebe Grmay a provare la fuga, lunga tutta la giornata.

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Il vento la fa da padrone e per pochissimo la Bianchi Ethiopia non fa l'en plein di attardati: il tabellone dell'arrivo grazia due corridori esausti, Gebrewahd e Termalew, che riescono a scortare fino all'arrivo un altrettanto stanco Gebrselassie. Altra vittoria di Greipel e Tour of Oman che sta per entrare nel vivo con le tappe di domani e dopodomani!!

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La tappa più attesa è la 4a, con arrivo in salita a Jabal al Akhdhar: data la presenza dei migliori scalatori e uomini da corse a tappe, come Froome e Quintana, gli uomini verde-giallo-rossi non avranno alcuna possibilità di vittoria, se non grazie a una fuga. Infatti, è ancora Abebe Grmay a prendersi i titoli della cronaca per una lunga fuga: fino ai -20 km dal traguardo i fuggitivi mantengono 4 minuti di margine, vantaggio che si esaurisce con il procedere dell'asperità finale. 

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In salita non c'è nulla da fare: il nostro uomo migliore è Haile Gebrselassie jr, il quale non riesce a stare a lungo con i migliori. Le sue posizioni in classifica precipitano, mentre davanti Abebe Grmay crolla sotto i colpi di Tim Wellens. Quest'ultimo va a conquistare il successo in solitaria, balzando in testa alla classifica davanti a Froome e Quintana; Gebrselassie, il primo degli etiopi, arriva invece con quasi 7 minuti di ritardo.

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La 5a tappa vede il crollo definitivo di qualunque ambizione per gli africani: mentre da una parte non riescono a entrare nella fuga buona, che arriva sino al traguardo con Zeits, dall'altra non mantengono nemmeno le ruote dei primissimi. Abebe Grmay e soprattutto Gebrselassie arrivano così a oltre 4 minuti dal vincitore, con lo stesso tempo, però, di uomini come Sergio Henao e Esteban Chaves. La maglia di leader passa sulle spalle di Froome, davanti a Quintana.

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La 6a tappa torna a essere pianeggiante e l'assenza di difficoltà importanti potrebbe essere un punto a favore dei Bianchi. Inserito un uomo in fuga sin dal mattino, il vero e proprio tentativo è quello di Haile Gebrselassie ai -10: rimasta la Bianchi senza uomini davanti e divenuto probabile lo sprint per posizioni di rincalzo, l'etiope decide di provare a sorprendere il gruppo, andando a caccia di un piazzamento importante.

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L'azione è ottima e continua: nonostante una forma non invidiabile, Haile riesce a incrementare il proprio vantaggio sul gruppo, riprende i fuggitivi e ha nel mirino la testa della corsa. Ivan Santaromita, però, è in giornata di grazia e si impone da solo. Gebrselassie deve accontentarsi della seconda piazza - allo sprint su Evgeny Shalunov - che gli permette di salire al nono posto della classifica giovani.

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"La generale", vinta per la terza volta in carriera da Chris Froome, "meglio non mostrarla ai ragazzi" pensa Saturnino.

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"I ragazzi si stanno comportando davvero bene" dice Saturnino
"Sì stanno entrando in forma. Peccato che riusciamo a iscriverli a poche gare: purtroppo l'appeal ancora manca!" sostiene Gebrselassie.
"Vedrai che dopo la prima parte di stagione ci conosceranno in molti" il Farandola ne è certo.

Intanto, con la fine di Febbraio si avvicina il secondo obiettivo di stagione, il GP Izola: lo sponsor chiede un piazzamento nei primi 5 ma, vista la lista dei partenti, gli Africani Bianchi sono molto fiduciosi.

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GP Izola

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La squadra arriva al momento tanto atteso: lo sbarco in Europa! Naturalmente, la prima meta è l'Italia, Milano. I ragazzi, quasi tutti alla prima esperienza fuori dal proprio continente, sono stanchissimi dopo le peripezie del viaggio. D'altronde, finchè il livello è continental, avere come sponsor una compagnia aerea non significa prima classe e voli diretti per ogni dove. 
Dopo un paio di giorni di riposo, la Bianchi Ethiopia si rimette in viaggio verso Est: le prossime due corse, infatti, si terrano in Slovenia e in Istria.

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La prima gara da affrontare è il GP Izola, una corsa leggermente vallonata, soprattutto nei primi due terzi del percorso, che presenta un finale molto tortuoso e ricco di saliscendi; con una buona condizione e un gruppo di qualità non eccezionale, però, anche i nostri velocisti di punta potrebbero reggere alle brevi salite e puntare all'obiettivo, più che abbordabile, di una top 5.

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Il tentativo di Alessandro Covi, in fuga sin dalla prima asperità, dura circa un centinaio di chilometri, prima che l'atleta italiano si lasci riprendere dal gruppo: non è in gran giornata.

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Allo sprint, però, la Bianchi Ethiopia si dimostra la meglio organizzata! Abebe Grmay lancia benissimo Gebrewahd e il diciannovenne etiope conquista la sua prima vittoria davanti a Palini, Acevedo, Nocentini, Pinto, Mancebo e Santaromita!!

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I festeggiamenti sono meritatissimi: soprattutto il vecchio Haile pensava che la squadra avrebbe arrancato molto i primi tempi, anche in una categoria come la Continental; i risultati, invece, stanno arrivando già dopo un solo mese di gare.

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Come si vede, la Bianchi Ethiopia si assesta in 7a posizione tra i team Continental, il che è motivo di soddisfazione. Soddisfazione che proviene anche sul fronte dell'allenamento dei corridori e dei loro miglioramenti. Questa volta è lo stesso Gebrewahd, trionfatore del GP Izola, a registrare un sensibile progresso.

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Istrian Spring Trophy

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Dopo la vittoria di Gebrewahd al GP Izola, la Bianchi Ethiopia prosegue la trasferta adriatica più a Sud, in Istria, per l'Istrian Spring Trophy, corsa a tappe di 4 giorni che prevede un prologo, due arrivi in salita e una tappa per velocisti. Il leader designato per la squadra africana è Tsgabu Grmay, che proverà a piazzarsi bene in classifica sin dalla breve corsa contro il tempo iniziale: è anche campione nazionale a cronometro..

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Il risultato è discreto, 11" lo scarto rispetto al vincitore della prova, lo svedese Larsson, che era anche il favorito numero uno per la prima maglia di leader.

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La 2a tappa vede il capitano della Bianchi Ethiopia favorito, a maggior ragione lo è grazie al +4 di condizione giornaliera! Grmay fa lavorare la squadra nella seconda parte della tappa per raggiungere i fuggitivi; poi ai -4km piazza l'allungo decisivo e fa il vuoto. Vince così con 33" di margine sul gruppo e conduce ora la classifica.

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Nella 3a tappa va in avanscoperta Tesfaye conquistando qualche punto nei due gpm di giornata. Ai -10km la fuga viene ripresa e gli occhi sono puntati nuovamente su Grmay, favorito anche quest'oggi. L'arrivo è meno ripido della tappa precedente e Grmay non riesce ad andarsene. Le fatiche sprecate gli impediscono di lottare per la vittoria, ma riesce a piazzarsi comunque in 5a posizione. Rimane invariata, per quanto riguarda la prima posizione, la classifica generale.

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La 4a tappa, per velocisti, prevede una prima parte in linea più mossa e un circuito finale da ripetere tre volte che presenta una leggera ascesa. La vittoria del trofeo finale non dovrebbe essere in discussione, ma c'è ancora la possibilità di portare a casa la maglia di miglior scalatore e un'altra vittoria di tappa, che darebbero un'ulteriore iniezione di fiducia alla squadra. Tesfaye è l'uomo designato per il primo di questi due obiettivi, mentre per la tappa Alessandro Covi risulta essere da subito il più in forma. Tesfaye conquista il primo dei due gpm previsti e si assicura la classifica scalatori. La fuga rimane in gioco fino a 10 km dal traguardo, quando comincia la bagarre: Covi, pilotato da Gebrewahd, cerca di anticipare corridori più esperti e per poco non riesce a fare il colpo grosso: si classifica 2° dietro all'estone Mihkel Raim.

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Sul podio Tsgabu Grmay festeggia la prima corsa a tappe per la Bianchi Ethiopia. Il risultato complessivo è molto buono e corona positivamente l'inizio di questa lunga trasferta europea.

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Ora la squadra (italo)-etiope si dirigerà verso l'estremo occidente del continente: la prossima possibilità di farsi conoscere è in Portogallo, alla Volta ao Alentejo. Grmay sarà naturalmente il capitano, ma verrà coadiuvato questa volta da un Atsbha che sta entrando in forma (e che sta crescendo a ritmi vertiginosi!) e dal giovanissimo Gebrselassie.

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Volta ao Alentejo

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Dopo la prima vittoria in una corsa a tappe, la Bianchi Ethiopia punta a fare bene anche nell'altro capo dell'Europa: la squadra si dirige in Portogallo, dove il capitano Grmay proseguirà nel suo avvicinamento alle corse più importanti mettendo quanti più chilometri possibili nelle gambe. Della formazione etiope solo Grmay e Atsbha, quest'ultimo abbastanza incolore in Istria per via della scarsa condizione, solo questi due - dicevo - continueranno a gareggiare anche in terra lusitana: gli altri membri del team Bianchi Ethiopia iscritti allo Spring Trophy riposeranno e verranno sostituiti da altri valenti corridori, come il giovane Haile Gebrselassie.

La 1a tappa parte da Portalegre e presenta 3 gpm prima dell'arrivo al Castelo de Vide: è questa, probabilmente, la tappa più difficile dal punto di vista altimetrico. Grmay è considerato il favorito numero uno, anche se la presenza di diversi atleti di casa, forse meno abili in salita del capitano etiope, ma certamente più motivati, la presenza di diversi portoghesi renderà più complessa la conquista della Volta.
La Bianchi manda in avanscoperta Oliviero Troia, che conquista parecchi punti ai gpm, mettendo una seria ipoteca sulla classifica finale; la sua fuga solitaria si esaurisce ai -4 km, quando il gruppo sopraggiunge. Si invola quindi Gebrselassie, che prova ad anticipare i favoriti. L'accelerazione provoca un allungamento del gruppo e Grmay resta leggermente indietro: la sua rimonta non è sufficiente a battere i portoghesi Brandao e Antunes, ma riesce a restare alle loro ruote e ottiene il loro stesso tempo. 22" indietro arriva Gebrselassie, che guadagna un ottimo 9° posto.

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La 2a tappa parte da Monforte e arriva a Montemor-o-novo: è la tappa più lunga delle cinque complessive di cui si compone la Volta. Non ci sono salite particolari, ma la prima parte di gara è resa impervia da tanti saliscendi, anche piuttosto ripidi ma brevi, che spezzano il gruppo in tanti tronconi. La fuga, che comprende anche l'etiope Buru, viene ripresa dopo il cartello dei -10 km. Ancora una volta, però, Grmay non riesce a fare la differenza e, anzi, perde contatto dai primissimi: la salita finale non è abbastanza lunga e impegnativa per lui. Al contrario, un ottimo piazzamento lo ottiene Getachew Atsbha, che sulle salite lunghe soffre parecchio ma che sugli strappi brevi sta iniziando a farsi valere. Grmay guadagna comunque una posizione in classifica generale e si inserisce al 4° posto.

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La 3a tappa è completamente pianeggiante e non presenta nemmeno un gpm. Se non erro, è a questo punto che ho scoperto di poter cancellare dal database una squadra minore (la Kolls mi pare) per scongiurare i continui crash. L'ho cancellata dopo questa tappa, che purtroppo ho dovuto simulare, come si evince dall'ordine di arrivo...

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Se può essere di consolazione, dall'Italia arriva una buonissima notizia per i nostri colori: il nostro uomo più esperto anagraficamente parlando, Haylemariam, ottiene il via libera dal medico per poter ricominciare a correre, dopo la brutta caduta al Dubai Tour che gli ha procurato una frattura del collo.

La 4a tappa, al pari della precedente, non presenta difficoltà altimetriche di rilievo ed è destinata a essere risolta dai velocisti. La Bianchi Ethiopia, sostenuta da una condizione giornaliera di squadra ottima, decide di partecipare allo sprint, considerato anche il parco partenti non certo di livello assoluto. Il treno Bianchi, composto da Troia, Grmay, Gebrselassie e Atsbha in ultima posizione, sfreccia tra gli avversari: la volata viene lanciata in maniera perfetta da Grmay e questo permette a Atsbha di andare a conquistare la sua prima vittoria, davanti al compagno di squadra Gebrselassie!! Una doppietta straordinaria per la Bianchi Ethiopia Pro Cycling, impreziosita anche dal 6° posto del capitano!!!

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La classifica rimane invariata ed è tempo di affrontare la 5a tappa, l'ultima di questo giro portoghese. Anche oggi non ci sarà la possibilità di fare il vuoto in salita, quindi la classifica generale difficilmente cambierà. Vista la forza dimostrata nell'ultimo sprint, però, la Bianchi riceve ordine da Saturnino di provare a bissare il successo del giorno precedente. Grmay non si lascia sfuggire l'opportunità e a Evora conquista in volata un'altra vittoria per la Bianchi Ethiopia. Inoltre, grazie all'abbuono, supera in classifica il portoghese Antunes e conclude la Volta ao Alentejo con un buon 3° posto finale. Si fanno notare anche Haile Gebrselassie, 9° classificato nella generale e 3° tra i giovani, e Oliviero Troia, vincitore della classifica per scalatori.

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Un ultimo brindisi prima del rientro in Italia, base della squadra durante la trasferta europea: Saturnino Farandola e Gebrselassie Sr vogliono ringraziare i loro corridori per la quantità di risultati ottenuta finora. Non vogliono che si sentano appagati, e nemmeno limitare le loro ambizioni. Tuttavia fanno presente che il programma della stagione non prevede la partecipazione a gare particolarmente prestigiose e che le possibilità di fare altri risultati non saranno tantissime, poichè molte organizzazioni rifiutano ancora le nostre richieste di invito. Se però i ragazzi riusciranno a mantenere alto il morale e a sfruttare ogni occasione possibile, allora sarà davvero possibile pensare a traguardi più grandi.

Il riferimento, nemmeno tanto velato, è alla prossima gara: la Settimana Ciclistica Internazionale Coppi e Bartali. Si tratta dell'obiettivo principale di quest'anno per il nostro sponsor e forse la corsa più importante cui parteciperà la Bianchi Ethiopia dopo il Tour of Qinghai Lake (che si correrà nella seconda metà di luglio). 
Il vecchio Haile non vuole mettere pressioni eccessive alla squadra, ma vuole la certezza che la prossima corsa venga intesa per importanza come se fosse un Tour de France!
 

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Risultati molto buoni per ora! La maglia che utlizzi l'hai fatta da te?

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5 ore fa, MattHorse dice:

Risultati molto buoni per ora! La maglia che utlizzi l'hai fatta da te?

Sì i risultati stanno arrivando, ma c'è anche da dire che spesso gli avversari sono poca cosa.. vediamo alla Settimana Coppi e Bartali come va.. ce l'ho già pronta, aspettavo un po' più di seguito per pubblicarla: per stasera pubblico la prima parte! :D

Le divise sono opera mia, ho fatto un kit essenziale graficamente ma completo!

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Settimana Internazionale Coppi e Bartali

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Il rientro in Italia rappresenta un momento importante per la Bianchi Ethiopia, poichè gli etiopi non hanno ancora corso nel loro Paese "adottivo" e qui si concentra l'interesse maggiore da parte del nostro sponsor. La sola presenza del capitano Tsgabu Grmay garantisce un po' di considerazione in più, ma contano soprattutto i risultati: la corsa emiliano-romagnola farà capire a tutto il team, dirigenza, corridori e sponsor, a che livello si è giunti dopo i primi mesi di corsa e allenamento. 
Favoriti per la generale sono Jacob Fuglsang, Franco Pellizotti e Edoardo Zardini, ma sono diversi i corridori che possono vantare una caratura ben superiore agli etiopi, i quali conteranno soprattutto sul capitano Grmay e sul giovane Gebrselassie. Presenti anche i due italiani Covi e Troia.
La 1a tappa è per velocisti, ma l'altimetria del percorso suggerisce di andare all'attacco e provare a evitare l'arrivo in gruppo. L'assenza di vento, però, rende meno difficoltoso l'inseguimento: a pochi chilometri dal traguardo l'etiope Tesfaye è ancora davanti, ma il vantaggio scema velocemente. La volata vede Marco Haller battere Colbrelli e Cort Nielsen. Gli etiopi ottengono una 14a e 15a posizione con i due Grmay, ma non possono ritenersi soddisfatti: lo sponsor vuole una vittoria e i presupposti non sono dei migliori...

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La 2a tappa scava un solco tra la testa della classifica e gli etiopi: il danese Cort Nielsen dell'Orica mantiene la maglia di leader nonostante la vittoria del team Astana, mentre la Bianchi Ethiopia ottiene un penultimo posto a 38" di distanza! Solo l'ultra ridotto team IAM Cycling fa peggio - e di parecchio: ad ogni modo i migliore degli etiopi sono Grmay, Abebe Grmay, Tesfaye e Gebrselassie, i quali riescono a giungere compatti al traguardo. Questi uomini risultano staccati ora di 39" dalla vetta della classifica.

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La Bianchi Ethiopia giunge così al trittico finale di questa Coppi e Bartali: il distacco dalle prime posizioni non è eccessivo e con un buon piazzamento nella prossima frazione, la 3a tappa, Grmay o Gebrselassie potrebbero avanzare di parecchie posizioni in classifica. La conformazione delle ultime tre tappe della Settimana Internazionale permette di non fare troppi calcoli di classifica, poiché in ogni momento una caduta, un ventaglio o semplicemente una crisi potrebbero condizionare il risultato finale anche dei migliori nel gruppo.
A metà del terzultimo giro, infatti, rimangono attardati proprio per una caduta Miguel Angel Lopez e Enrico Barbin; il gruppo, forte di sessanta unità, è molto allungato e alla fine i corridori attardati riescono a rientrare senza conseguenze. Rimane un solo uomo al comando, con circa 2 minuti di vantaggio a 15 km dalla fine, esattamente ai piedi dell'ultima ascesa. L'ultima salita dimezza il gruppo e nei pressi del Gpm (anche se per quest'ultimo passaggio non vengono assegnati punti) parte il piccolo etiope Haile Gebrselassie con una fucilata: il gruppo è sorpreso, quando mancano 7 km al traguardo.

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Grmay, rimasto in gruppo assieme al solo Alessandro Covi, attende gli sviluppi della corsa, anche se davvero mancano pochi chilometri e un piccolo errore potrebbe compromettere questo splendido tentativo della Bianchi: sarà meglio provare a scattare e raggiungere Gebrselassie, rischiando di incoraggiare l'azione del gruppo, o sarà anzi meglio attendere che il gruppo si muova da sé?
A 4 km dall'arrivo Gebrselassie pennella ancora in solitaria le numerose curve che portano al traguardo: alle sue spalle il gruppo è in avvicino, soprattutto considerato che le barre dell'etiope sono in veloce esaurimento. Le squadre dietro, comunque, sono parecchio affaticate, tanto che a meno di 2 km dall'arrivo nessun treno si è ancora formato: Grmay tenta il tutto per tutto e poche centinaia di metri più avanti fa partire la volata. Rischierà di riprendere il compagno di fuga, ma anticipare la volata è l'unico modo per battere i vari favoriti: alla sua ruota salta subito Miguel Angel Lopez, ma gli sforzi di questi per rientrare dopo la fuga evidentemente lo stanno facendo pagare qualcosa.

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Grmay raggiunge il compagno, il quale taglia sfinito il traguardo per primo!! Vittoria dell'etiope e doppietta per la Bianchi!!! SpazioCiclismo ci dedica la copertina dopo questo risultato straordinario, degno di essere inserito tra le avventure del Direttore Sportivo più pazzo del mondo: Saturnino Farandola! La coppia Gebrselassie-Grmay ottiene un doppio risultato di grande importanza, sia a livello economico per gli sponsor sia a livello morale per tutta la squadra: inoltre, il balzo in classifica grazie agli abbuoni non è piccolo e conforterà ancora di più le speranze di Tsgabu Grmay in vista del "tappone" del giorno successivo, quando si arriverà alle Piane di Mocogno.

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La 4a tappa prevede un percorso di 150 km ricco di salite tra Zola Predosa e le Piane di Mocogno, dove si arriva dopo un'ascesa finale dalle pendenze irregolari di circa 10 km. Gli uomini della Bianchi Ethiopia sono ancora allegri per la doppietta del giorno prima, ma sono evidentemente tesi per questa tappa. Il meteo non promette nulla di buono per gli etiopi, poichè le nubi minacciano pioggia e questo non avvantaggia nessuno dei corridori africani. Ci si aspetta qualcosa da Gebrselassie e soprattutto da Grmay, chiamati sul loro terreno preferito a ripetere le recenti prestazioni.
Il primo ad andare in fuga, però, è Tesfaye: non ha particolari qualità, ma lotta per farsi vedere il più possibile e per aiutare la squadra quando serve. Le condizioni climatiche peggiorano rapidamente, tanto che il gruppo degli inseguitori procede con difficoltà, ridotto a quaranta unità dopo le prime asperità a 70 km dal traguardo. Ai -40 la fuga ha un margine di 3'30", ma deve ancora affrontare il Passo Cento Croci e la salita alle Piane di Mocogno. Dopo le prime rampe che portano al primo Gpm previsto, però, Tesfaye perde contatto dalla testa della corsa...

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L'etiope è presto raggiunto dal gruppo, assieme a Frapporti e Katrasnik, mentre davanti prosegue la collaborazione tra Chirico, Txoperena e Pellaud: meno di 2 minuti il loro vantaggio allo scollinamento. Superato il Gpm, Franco Pellizotti prova a scattare da un gruppo di una quarantina di unità. L'accelerazione degli inseguitori crea alcune difficoltà a Gebrselassie, ultimo uomo rimasto in supporto al capitano della Bianchi Ethiopia: l'etiope non riesce a rimanere con i migliori, mentre questi raggiungono Pellizotti. I 3 uomini in fuga perdono velocemente terreno, conservando un solo minuto di vantaggio all'inizio dell'asperità finale. Dietro, i 30 corridori rimasti per la vittoria iniziano la salita guidati dall'Astana: ai -6 km si mette a fare il ritmo Miguel Angel Lopez per il proprio leader, Fuglsang.

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L'andatura è molto sostenuta, ma rimangono ancora in 25 all'inseguimento dell'ultimo uomo rimasto in fuga, il Bardiani Chirico. A 3,5 km dal traguardo Lopez smette di fare l'andatura, forse aspettandosi l'attacco di Fuglsang, che però è indietro di qualche posizione. Grmay scatta all'improvviso e in men che non si dica colma il restante gap dal fuggitivo e prova ad andarsene da solo. Nell'ultimo tratto veramente ripido, però, viene raggiunto e superato dalla coppia Fuglsang-Pellizotti, che va a giocarsi la volata: tra i due è il danese a vincere allo sprint e a conquistare comodamente la maglia di capoclassifica!!

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Nel frattempo Grmay viene raggiunto dagli altri uomini di classifica, ma viene battuto in volata solamente da Grega Bole e conquista il 4° posto davanti a Rabottini, Cort Nielsen e Zardini, segnalati tutti a 32" dal vincitore. In classifica Grmay guadagna molte posizioni, attestandosi al 7° posto, ma non sembra molto entusiasta di una posizione così lontana dal podio (a 33") e con avversari più quotati e favoriti sul terreno della tappa finale. Per non dimenticare il giovane Gebrselassie, sperdutosi a inizio discesa dal Passo Cento Croci, si segnala il suo arrivo al traguardo in 37a posizione a 6'30" da Fuglsang.

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Presto l'ultima tappa di questa Coppi e Bartali, che pare già assegnata. In realtà, la frazione finale è caratterizzata da 4 passaggi nel circuito di Fiorano Modenese, con annessa salita al Santuario, che possono ancora dire la loro sulle posizioni finali in classifica.

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La 5a tappa va a chiudere una Settimana Internazionale non eccessivamente combattuta in cui, però, si sono visti all'opera molti talenti emergenti. Non mancano, tra i protagonisti delle prime quattro tappe, gli uomini della Bianchi Ethiopia, i quali oggi cercheranno di fare corsa all'attacco per smuovere la classifica generale - nella speranza che la tanta pianura e le condizioni meteo sfavorevoli previste non rovinino i piani dei DS Farandola e Gebrselassie.
La giornata è ventosa e subito si nota una possibile anomalia: in fuga già dai primi chilometri c'è il giovane Haile Gebrselassie, forse l'uomo meno adatto degli etiopi a sfruttare la prima parte di gara per avvantaggiarsi. Evidentemente Saturnino confida nella possibilità che il gruppo fatichi più del dovuto nel ricucire il margine nella prima parte, mentre per i restanti 50-60 km si affida alle caratteristiche e alla forma di Gebrselassie.
In effetti, dopo il primo passaggio dal circuito di Fiorano Modenese e la prima ascesa al Santuario, il gruppo è già in netta difficoltà e diviso in 3 tronconi: si ricompatta presto al principio della seconda ascesa, che viene affrontata con molta calma dagli inseguitori. I fuggitivi, compreso Gebrselassie, possono così continuare a tenere un ritmo regolare e senza strappi, fatta eccezione per i 2 Gpm previsti in giornata.
A meno di 25 km dal traguardo, al termine della penultima scalata al Santuario, i fuggitivi sono rimasti in 5: il gruppo, nonostante si sia ridotto a meno di cinquanta corridori, avanza rapido vede a poco più di un minuto la fuga.

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Nel frattempo, i fuggitivi sono rimasti in due: a 10 km dall'arrivo l'ultima asperità riduce notevolmente il numero dei pretendenti alla vittoria. Gebrselassie e Pinto stringono i denti e mantengono 40" di vantaggio; dietro, invece, lo sprint per conquistare la testa del gruppo ai piedi della salita finale ha come primo risultato quello di far perdere le posizioni buone al capitano etiope, Grmay, rimasto con un solo uomo al seguito. Inoltre, la frattura che si sta producendo nel gruppo stimola l'azione di Miguel Angel Lopez, che decide di tentare di riprendere da solo i fuggitivi. Lo svantaggio è poco e in men che non si dica viene colmato. Divincolatosi dalla morsa del gruppo, invece, Tsgabu Grmay si lancia all'inseguimento del colombiano in discesa: subito dietro, Rabottini e Silin; poi, Fuglsang, Zardini, Pellizotti e gli altri.

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Da notare il fatto che, scattato Lopez, Fuglsang si ritrova senza compagni di squadra. Vengono ripresi, ma non crollano, gli ultimi fuggitivi ad arrendersi, ovvero Gebrselassie e Pinto: il primo, soprattutto, riesce a sfruttare la scia dei migliori e a rimanere con essi fino alla fine. Davanti a tutti, Lopez sembra ormai irraggiungibile, mentre al suo inseguimento rimane il solo Grmay: a loro volta, i vari Fuglsang, Rabottini, Pellizotti, etc. inseguono con pochi secondi da recuperare a meno di 2 km dal traguardo. Miguel Angel Lopez non deve nemmeno lanciare la volata: vittoria sicura per lui!!

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La volata di gruppo vede Rabottini battere un ottimo Grmay allo sprint: sfortunatamente, nonostante il distacco di questi due dai successivi arrivati sia evidente (nello screen manco si vedono - ma è un errore mio), vengono segnalati tutti a 25" dal vincitore. Grmay può così sorridere sul podio della tappa - sostenuto dai suoi compagni di squadra, festanti anche per il 17° posto - con i migliori - di Gebrselassie nell'ultima tappa. In classifica non vi è nessun cambiamento, così come prospettato già dal giorno precedente. Grmay mantiene saldamente la 7a posizione, mentre Gebrselassie conquista qualche posizione, salendo alla 23a.
La bella novità, cui la Bianchi non aveva quasi prestato attenzione, è il risultato della classifica a punti, che vede Grmay imporsi sul leader della generale Fuglsang, Marco Haller, Lopez e Cort Nielsen; 7o posto in questa classifica per Gebrselassie.
Tra l'altro, il diciottenne etiope permette al team intero di festeggiare il raggiungimento dell'obiettivo prefissato: la vittoria di tappa!!!

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Si conclude questo episodio italiano della Bianchi Ethiopia: si trattava del momento più importante della stagione dei "leoni" ed è stato affrontato nella maniera migliore, raccogliendo anche risultati di ottima fattura. 
Si pensa, ora, alla prossima corsa, in cui la squadra dovrà ancora una volta ottenere la vittoria per soddisfare gli sponsor. La destinazione rappresenta un altro inedito per i corridori africani, il Belgio.
A presto con il Circuit des Ardennes International!!

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Aprile

Ricapitoliamo la situazione per fare un po' di ordine: finito il mese di marzo, la Bianchi Ethiopia si ritrova con 7 vittorie all'attivo, conquistate da 5 corridori diversi. Tra gli etiopi, il migliore è Grmay, vincitore della 3a tappa e della classifica generale dell'Istrian Spring Trophy e della 5a tappa alla Volta ao Alentejo; una vittoria a testa per Atsbha (4a tappa nella corsa portoghese), Termalew (1a tappa al Tour of Qatar), Gebrewahd (GP Izola) e Gebrselassie (3a tappa alla Settimana Internazionale Coppi e Bartali). La squadra si piazza così al 7° posto nella classifica Continental, mentre il capitano Grmay è 13° nella classifica individuale.

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Per quanto riguarda il World Tour, Sagan conduce la classifica davanti a Froome e Nibali. Lo slovacco ha vinto la Milano-Sanremo davanti a Kristoff e Caleb Ewan, mentre è arrivato 3° dietro a Vanmarke e Vandenbergh alla Gent-Wevelgem. Froome, invece, ha vinto la Parigi-Nizza e ha concluso 2° il Santos Tour Down Under dietro a Nibali nel mese di gennaio.

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Il prossimo obiettivo per la Bianchi Ethiopia è una vittoria al Circuit des Ardennes International. Nel frattempo, vengono corse le restanti due classiche del nord: Alexander Kristoff vince il Giro delle Fiandre davanti a Boonen e Lampaerts; alla Parigi-Roubaix, invece, vince a sorpresa un altro Katusha, il russo Alexey Tsatevich, davanti a Hayman e Michael Rogers!

 

Circuit des Ardennes International

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Al Circuito delle Ardenne gli etiopi si presentano per la prima volta senza italiani! Covi e Troia, infatti, sono rimasti in Italia ad allenarsi, sotto la sola supervisione di Saturnino: a Haile Gebrselassie la direzione della squadra in Belgio.
La 1a tappa, contrassegnata da diverse cadute (la pioggia ha battuto forte per tutta la durata della corsa), si risolve in volata dopo la lunga fuga di Hafetab Weidu, rimasto solo al comando fino a meno di 20 km dal traguardo: allo sprint vince il portoghese Silvestre, mentre si piazza 7° il migliore della Bianchi, Tedros Redae
Nella 2a tappa Weidu va ancora in fuga ma si fa presto raggiungere dal gruppo. Ai -25 km scatta Gebrselassie: il gruppo riassorbe mano a mano tutti i fuggitivi, per ultimo il giovane etiope. Attacca sullo strappo finale ai -8 Grmay ed è la volta buona: vittoria data allo sprint, ma conquistata da vero finisseur!! Viene raggiunto subito l'obiettivo degli sponsor e il capitano si piazza al 2° posto nella generale.

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Nella cronosquadre di 22 km del giorno successivo, la Bianchi perde 1'00" dalla Cofidis, che vince la prova e insedia il francese Lemoine in testa alla generale. La 4a e ultima tappa vede il giovane Gebrselassie provare il tutto per tutto, andando in fuga sin dal mattino: purtroppo la condizione di giornata non è ottimale e le sue ambizioni si scontrano con quelle di un eccezionale Rui Vinhas, anch'esso in fuga dalla prima ora. Il portoghese lascia dietro dietro di sé uno a uno tutti i compagni di fuga, mentre il gruppo si accorge tardi di aver sottovalutato il suo tentativo: Vinhas conquista l'ultima tappa e persino la classifica finale!! Grmay, rimasto solo, non può che attaccare e ottiene la 2a posizione nella tappa e in classifica. Il norvegese Stien, compagno di fuga di Vinhas e Gebrselassie, mantiene il 3° posto di tappa, mentre nella generale la 3a piazza va al francese Lemoine.

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Trofeo Edil C

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Ottenuto l'obiettivo e una 2a posizione finale al modesto Circuito belga con Grmay, i corridori della Bianchi Ethiopia fanno rientro in Italia, dove la squadra è attesa per il Trofeo Edil C, che si tiene attorno alla città di Collecchio. Lo sponsor vuole un piazzamento tra i primi 5 in una corsa che non sembra particolarmente adatta alle caratteristiche degli etiopi; inoltre, la presenza di gente come Colbrelli e Pozzato rende proibitivo l'obiettivo. La corsa, però, si rivela particolarmente complessa nell'interpretazione e il percorso tortuoso favorisce numerose cadute. Il risultato è che la gara viene vinta in uno sprint ridotto a soli 16 uomini (!!) da Manuel Belletti della Willier. Grmay, invece, è il migliore per la Bianchi: ottiene un'incredibile 5° posto davanti a Busato, Pozzato e Colbrelli!! Obiettivo raggiunto!!!

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Gran Premio della Liberazione

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Il 25 aprile non è un giorno come gli altri.
Tuttavia, lo è per i corridori della Bianchi Ethiopia, anche se nell'aria si sente qualcosa di speciale. I due italiani, in particolare, si sentono parecchio ispirati.
A Roma si tiene il Gran Premio della Liberazione, una buona occasione per gli U23 per mettersi in evidenza: corsa sostanzialmente piatta, si attendono giovani ruote veloci. Sono per l'appunto Troia e Covi i protagonisti della giornata italiana! Niente vittoria, ma Oliviero Troia ottiene il 2° posto dietro a Jonas Bokeloh e davanti a Logan Owen; Alessandro Covi, invece, si classifica 7°, dopo aver provato l'allungo nel finale.

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La corsa italiana è l'ultimo appuntamento previsto per il mese di aprile: le prossime corse porteranno la Bianchi ben oltre i limiti geografici raggiunti fino a questo momento. 
Nel frattempo, si sono concluse le classiche delle Ardenne: Julian Alaphilippe riesce nell'impresa riuscita solo a Rebellin e Gilbert prima di lui e conquista la fantastica tripletta!! Alla Amstel Gold Race batte Miguel Angel Lopez e Wout Poels; alla Freccia Vallone regola Bakelants e Kwiatkowski; infine alla Liegi trionfa su Rui Costa e Fuglsang!!

Nella Bianchi Ethiopia si segnalano le prime (si spera anche le uniche) lamentele per il prestigio delle gare fin qui corse: ovviamente si tratta del capitano Tsgabu Grmay, che reclama la partecipazione a competizioni più importanti. Purtroppo, Saturnino e Gebrselassie non possono offrirgli molto. Le richieste di invito partono sempre, ma vengono altrettanto spesso respinte..
D'altronde è già stato detto: finchè non si raggiunge la categoria Professional non si possono prefissare traguardi troppo ambiziosi. 
A fine mese la Bianchi Ethiopia vede stabilizzata la propria posizione nella top 10 della classifica Continental, ma scende all'8° posto.
Intanto, si segnalano grandi progressi da parte del giovane Gebrselassie: giudicate voi stessi!

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