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Disponibile Pro Cycling Manager 2021

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Movistar Anno Zero


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e allora riproviamoci! ho ricominciato da capo la stessa carriera con la Movistar, aggiornando i valori dei corridori rispetto a quanto visto dopo il lockdown; racconterò le corse molto velocemente per arrivare il prima possibile ai grandi giri, che continuano a rappresentare il fulcro per questa squadra, anche se molto ridimensionata rispetto al passato recente.

Iniziamo dal Tour Down Under, al quale ci presentiamo con almeno tre corridori in grando di fare bene. Jurgen Roelandts, Eduard Prades e José Joaquín Rojas:

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Primo show stagionale di Julian Alaphilippe (Deceuninck-Quick Step), che si aggiudica tutti e tre gli arrivi sugli strappi e precede Daniel Martin (Israel Start-Up Nation) e Simon Clarke (EF1 Pro Cycling) in classifica generale; finisce, dopo sette anni, il regno di Richie Porte a Willunga Hill. In volata festeggiano Juan Sebastián Molano (UAE Team Emirates), due volte, e Kristoffer Halvorsen (EF1 Pro Cycling). La Movistar riesce a piazzare Jurgen Roelandts al quinto posto assoluto e al secondo di tappa a Stirling.

Parallelamente, la squadra ha partecipato anche alla Vuelta a San Juan, puntando a fare classifica con Marc Soler e Carlos Betancur:

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Inizia nel migliore dei modi l'avventura di Aleksandr Vlasov all'Astana: il russo si impone all'Alto Colorado e fa sua la classifica generale della corsa argentina davanti al campione svizzero Sébastien Reichenbach (Groupama-FDJ) e all'irlandese Nicolas Roche (Team Sunweb). Da segnalare le doppiette in volata dell'olandese Ramon Sinkeldam (Groupama-FDJ) e del campione norvegese Amund Grøndahl Jansen (Jumbo-Visma). Entrambi gli uomini di classifica della Movistar centrano la top ten, arrivando anzi l'uno nella scia dell'altro: Marc Soler è quarto a 37" da Vlasov, Carlos Alberto Betancur quinto a 41".

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La prima vittoria di stagione arriva dai campionati nazionali colombiani, che il giovane neoprofessionista Einer Rubio si aggiudica, correndo da isolato, con un attacco al primo giro al quale nessuno risponde. Alla Challenge Mallorca non andiamo invece al di là di un paio di piazzamenti in top ten di Pedrero e di un sesto posto di Valverde, mentre a prendersi la scena sono i corridori belgi, con la doppietta di Ben Hermans (Israel Start-up Nation) ed il sigillo di Xandro Meurisse (Circus-Wanty Gobert) che seguono il colpo del portoghese António Carvalho (Efapel) nella prima delle quattro prove. Alla Cadel Evans Great Ocean Race, infine, successo a sorpresa di Nans Peters (Ag2r La Mondiale) in volata ristretta su O'Connor, Gebreigzabhier, Bilbao e Conti. La Movistar non era in gara.

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La Vuelta Valenciana segna il debutto in maglia Movistar di Enric Mas, ma a fare classifica è ancora l'inossidabile Alejandro Valverde, uscito già con una discreta gamba dalla Challenge Malloca. La corsa inizia all'insegna della Jumbo-Visma, che si aggiudica la cronosquadre di Orihuela e manda in maglia amarillo Laurens De Plus. Epilogo a ranghi compatti a Fredes, dove ad imporsi è Michael Matthews (Sunweb) mentre, per la somma dei piazzamenti, la maglia di leader resta in casa Jumbo ma passa sulle spalle di Tom Dumoulin. Lo show delle "Vespe" prosegue, all'indomani, con la vittoria di Wout Van Aert ad Alzira, che consente al belga di passare anche al comando della generale. Il fenomenale ciclocrossista belga si difende anche nella difficile frazione di Xorret de Catí, vinta da Tadej Pogačar (UAE Team Emirates), ed ipoteca la vittoria finale nell'ultima tappa, la volata di Valencia, appannaggio di Phil Bauhaus (Bahrain-Merida). In classifica, il nostro Alejandro Valverde chiude al quinto posto, a 53" da Van Aert.

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2 hours ago, Stylus said:

Gradito ritorno! Ma non hai il 2020? TI perdi molto in termini di IA e convertire il save non è così complicato (come nuovo database eh)

 

2 hours ago, MattHorse said:

Gran ritorno :D 

 

Bentrovati!

@Stylus magari spiegami in privato di cosa si tratta.... (sempre che valga davvero la pena passare al 2020)

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Non so se possano considerarsi già le "corse serie" richieste da Camenzind (anzi, sono sicuro di no) ma proseguiamo rapidamente con Tour Colombia 2.1 e Vuelta a Murcia, disputatesi in contemporanea: alla prova sudamericana puntiamo su Soler e Betancur, mentre, manco a dirlo, a Murcia il faro della corsa non può che essere il padrone di casa Valverde.

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Non un granché il bilancio del Tour Colombia per i nostri colori, con Carlos Alberto Betancur che non va oltre la settima posizione, a quasi 2' dal vincitore Mikel Nieve, e Marc Soler appena fuori dalla top ten. Protagonista assoluta è invece la Mitchelton-Scott, che si aggiudica la cronosquadre d'apertura e monopolizza il possesso della maglia di leader, facendola scambiare a ben quattro dei suoi cinque uomini: il primo è Tsgabu Grmay, che la cede poi all'indomani a Kaden Groves, meglio piazzato nello sprint vinto da Phil Bauhaus (Bahrain-McLaren), e da questi a Dion Smith, vincitore a Mall Llanogrande e capace di resistere al comando della generale fino all'ultima frazione. La tappa regina, dopo che nei due giorni precedenti le vittorie erano invece andate a Davide Ballerini (Deceuninck-Quick Step) e Winner Anacona (Arkéa-Samsic), vede infine il ritorno alla vittoria di Mikel Nieve, che all'Alto de las Palmas precede l'estone Kangert ed il promettente Andrea Bagioli.

E ora, vediamo invece come sono andate le cose a "casa Valverde":

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La Vuelta a Murcia - tornata gara a tappe lo scorso anno, sia pure su appena due giorni - vede Alejandro Valverde solo sfiorare il successo. Dopo una prima frazione, pianeggiante, vinta da Jempy Drucker (Bora-Hansgrohe), la corsa si decide nella seconda ed ultima tappa, che prevede la scalata al Collado Bermejo prima dell'arrivo in centro a Murcia: sulla salita cara a Pantani, Alejandro Valverde fa la selezione e porta via il drappello che arriverà poi a giocarsi il successo allo sprint ristretto. Ma qui, il campione spagnolo è bruciato da Juan José Lobato (Euskaltel-Euskadi) che gli soffia, al contempo, sia la vittoria di tappa che quella in classifica generale. Decimo un altro veterano Movistar, José Joaquín Rojas.

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Aggiornamento flash dalle prime, piccole classiche del weekend: alla Clásica de Almería arriva il secondo successo stagionale della Movistar, a segno in volata con Jurgen Roelandts davanti a Reinardt Janse Van Rensburg e Timothy Dupont. In Italia, dove noi non eravamo al via, Stefan De Bod (NTT Pro Cycling) conquista il Trofeo Laigueglia - suo primo successo in linea della carriera, in cui prima d'ora aveva vinto solo una cronometro - in volata ristretta su Dani Navarro, Vincenzo Nibali, Rohan Dennis e Daniel Martínez.

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La stagione inizia ad entrare nel vivo con le contemporane Vuelta a Andalucía e Volta ao Algarve: alla prima, portiamo Marc Soler ed Enric Mas per la classifica, e Jurgen Roelandts a cercare il successo di tappa. In Portogallo ci affidiamo, invece, stesso schema a due punte più una, ma con differenti interpreti: Alejandro Valverde e Carlos Betancur a caccia della camisola amarela, Eduard Prades di un successo di giornata.

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Spedizione addirittura trionfale, per la Movistar, alla Vuelta a Andalucía, che Marc Soler si aggiudica davanti al compagno di squadra Enric Mas e con anche Carlos Verona nei dieci. Non solo, perché su cinque tappe ce ne portiamo a casa tre: due in volata con Jurgen Roelandts, a Torredonjimeno e Alauhrín della Torre, e una con Dario Cataldo, trionfatore solitario a Granada dopo avere stroncato, in quella che era la tappa regina, i compagni di fuga. Ai fini della generale si sono però rilevate decisive altre due frazioni: la prima, vinta da Michael Valgren (NTT Pro Cycling), nella quale insieme al danese si sono avvantaggiati proprio i nostri Soler e Mas; e la cronometro della Guardia de Jaén, che ha visto imporsi Tom Dumoulin (Jumbo-Visma) e Soler impadronirsi della maglia roja. Il catalano, alla fine, si aggiudica anche la classifica a punti, pur non avendo vinto tappe.

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Alla Volta ao Algarve la Movistar non riesce ad essere altrettanto protagonista, limitandosi al settimo posto di Alejandro Valverde, a ben 3'04" dal vincitore, Wout Van Aert: il belga della Jumbo-Visma ha sorpreso per il rendimento in salita, chiudendo secondo alle spalle di Adam Yates (Mitchelton-Scott) sull'Alto da Fóia, dove ha preso la camisola amarela che ha poi difeso nella cronometro di Lagoa - vinta, inaspettatamente, da un Egan Bernal (Ineos) apparso ancora lontano dalla miglior condizione in salita - e sull'Alto do Malhão, dove Geraint Thomas (Ineos) ha regolato un gruppo piuttosto folto, con tutti i migliori. Di Amund Grøndahl Jansen (Jumbo-Visma) e Timothy Dupont (Circus-Wanty Gobert) le altre due vittorie, entrambe in volata.

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Proseguiamo con un altro aggiornamento, questa volta da due corse minori: un quintetto capitanato da Davide Villella è volato in Africa per prendere parte al Tour of Rwanda, mentre il gruppo classiche, facente capo a Jurgen Roelandts, ha scaldato il motore alla Faun Ardèche Classic.

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Corsa divertente un po' anarchica, il Tour of Rwanda vede sì imporsi la Ineos, formazione da sempre abituta a spadroneggiare nelle corse a tappe, ma con interpreti decisamente insoliti per questo tipo di gare: Eddie Dunbar, a segno il primo giorno e poi ottavo assoluto; Luke Rowe, che vince le ultime due frazioni e ribalta a suo favore la classifica generale; e Christian Knees, che lo accompagna sul podio finale. In mezzo ai due portacolori del team inglese, il nostro Davide Villella, che ha provato fino all'ultimo a conquistare la maglia gialla lanciandosi anche nelle volate che mettevano in palio secondi di abbuono. Da segnalare anche la prima vittoria da professionista del colombiano Juan Diego Alba.

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Epilogo in volata per la Faun Ardèche Classic, in Francia, e vittoria di Cees Bol (Sunweb) davanti a Niccolò Bonifazio (Total-Direct Énergie) e Iván García Cortina (Bahrain-McLaren). Solo 17º il migliore dei nostri, Jurgen Roelandts.

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48 minutes ago, Camenzind said:

ma perchè perdi tempo con il tour Rwanda? 
17o in volata è già un grande risultato per la Movistar

perché non lo avevo mai giocato e mi andava di fare una gara un po' diversa dal solito: fai che ho giocato tutte le tappe senza simularne nessuna... la Ardèche, invece, l'ho simulata.

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Rapido aggiornamento da alcune importanti corse di questi ultimi giorni, alle quali non partecipavamo: in Medio Oriente vittoria a sorpresa di Sébastien Reichenbach (Groupama-FDJ) all'UAE Tour, davanti agli italiani Giulio Ciccone (Trek-Segafredo) e Andrea Bagioli (Deceuninck-Quick Step), andanti a segno, rispettivamente, a Jebel Jais e Hatta Dam, mentre il campione svizzero si era imposto sul primo arrivo in saltia, a Jabel Hafeet. L'ottima spedizione italiana si completa con la vittoria allo sprint di Sonny Colbrelli (Bahrain-McLaren) nella frazione conclusiva, mentre i primi successi erano andati alla Mitchelton-Scott, ancora a segno nella cronosquadre come già al Tour Colombia, e Phil Bauhaus (Bahrain-McLaren).

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In Belgio, invece, come da tradizione l'ultimo weekend di febbraio è coinciso con le prime classiche: colpo da finisseur di Ben Hermans (Israel Start-up Nation) all'Het Niewusblad, vinta davanti a Jasper Stuyven (Trek-Segafredo) e Jens Keukeleire (EF 1 Pro Cycling). Alla Kuurne-Bruxelles-Kuurne, invece, epilogo in volata ad appannaggio di Pascal Ackermann (Bora-Hansgrohe) su Cees Bol (Sunweb) ed il proprio apripista Jempy Drucker. Da segnalare la presenza di ben quattro italiani nei dieci.

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  • Admininistrators
Il 4/11/2020 Alle 12:23, Camenzind ha scritto:

ma perchè perdi tempo con il tour Rwanda? 
17o in volata è già un grande risultato per la Movistar

non si perde mai tempo in Rwanda

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Ora sì che si entra nel vivo: stanno per prendere il via le due gare a tappe più prestigiose della primavera ma, prima ancora della Parigi-Nizza e della Tirreno-Adriatico, ecco la "classica del nord più a sud d'Europa", la Strade Bianche. Alla quale ci presentiamo, naturalmente, con Alejandro Valverde nelle vesti di capitano:

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Movistar a valanga sugli sterrati senesi anche se, alla fine, lo sprint a quattro di piazza del Campo premia Maximilian Schachmann (Bora-Hansgrohe): il campione tedesco brucia in volata proprio il suo omologo spagnolo, Alejandro Valverde, con Jon Izagirre (Astana) terzo e un altro Movistar, Jurgen Roelandts, a chiudere il gruppetto dopo aver lanciato l'Embatido. Ben cinque, poi, i nostri uomini in top ten, considerando anche Dario Cataldo quinto, Imanol Erviti sesto e José Joaquín Rojas nono. E d'altra parte è stata proprio la Movistar a tenere chiusa la corsa fino alle porte di Siena, annullando tutti i tentativi avversari e mettendo Valverde nelle condizioni di sparare la sua unica cartuccia sullo strappo di Santa Caterina. Alla fine, è mancata solamente mezza ruota.

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Eccoci alla Parigi-Nizza, la course au soleil, dove tutta la squadra sarà per Marc Soler. Il catalano ha un feeling speciale per questa corsa, nella quale si rivelò al grande pubblico, battagliando con un certo Contador, nel 2017, e vincendola, addirittura, l'anno successivo: in entrambi i casi, Soler fu protagonista assoluto nella frazione conclusiva, sotto la pioggia. A supportarlo in questo nuovo assalto ci saranno Carlos Verona, Eduardo Sepúlveda, Nelson Oliveira, Sergio Samitier, Eduard Prades ed Einer Rubio.

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Rivelatosi alla Vuelta dello scorso anno, conclusa al terzo posto con tanto di tre vittorie di tappa, Tadej Pogačar (UAE Emirates) fa sua la classifica della Parigi-Nizza confermando tutte le ottime impressioni destate nel suo primo anno da professionista. Lo sloveno ha fatto il vuoto sulla Croix-de-Chabouret, soffiando la maglia gialla ad un altro giovane fenomeno, Remco Evenepoel (Deceuninck-Quick Step), che l'aveva invece portata fin dal vittorioso prologo di Maurepas, cui erano seguiti il bis allo sprint di Caleb Ewan (Lotto-Soudal) e il primo centro in maglia Cofidis di Elia Viviani. A Rasteau è poi arrivato il terzo centro di Ewan, mentre le ultime due tappe hanno parlato francese: a Julien Simon (Total-Direct Énergie) l'arrivo, a ranghi ridotti, sulla Promenade des Anglais; e a Thibaut Pinot (Groupama-FDJ) la cronoscalata del Col d'Èze. Male Marc Soler, respinto dalla Croix-de-Chabouret dove è stato addirittura 19º a 6'51" da Pogačar e ha accumulato, di fatto, quasi tutto il distacco di 7'12" che lo relega al 14º posto finale.

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