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Hadriaticum Cycling Project, scalzacani alla riscossa


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"Oggi parliamo di uno dei personaggi più controversi del ciclismo italiano: Roberto Amadio.
Roberto nasce a Portogruaro il 10 luglio del 1963, e fin da bambino dimostra un grande interesse per le biciclette, quando ruba quelle degli amici parcheggiate nell'oratorio cittadino.
Questa sua propensione al furto lo accompagna anche nell'adolescenza e oltre, fino al 1985, quando, mentre scappa dalla volante della polizia in sella ad una delle biciclette appena rubate, viene notato da Bruno Reverberi, che lo mette subito sotto contratto con la sua Santini.
Discreto pistard, la carriera su strada del giovane Roberto si prospetta rosea quando, ad una delle prime corse da professionista, vince la 4a tappa del Cinturón Ciclista Internacional a Mallorca. Resterà il suo unico successo su strada, e si ritirerà dall'atività agonistica quattro anni dopo.
Passa i tre anni successivi tra carceri e tribunali per via della sua attività di ricettazione di biciclette rubate, finchè nel 1992 inizia la carriera di direttore sportivo nella Jolly Componibili-Club 88, squadra che, arrivata a chiamarsi Vini Caldirola-Sidermec, ha annoverato nelle sue fila campioni del calibro di Dmitrij Konyšev, Serhij Hončar e Francesco Casagrande.

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Ma è nel 2005, con il suo passaggio alla Liquigas, che Roberto ottiene i più grandi successi della sua carriera: 2 Giri d'Italia, 1 Vuelta a Espana ed 1 Liegi-Bastogne-Liegi.
Tutto sembra filare per il meglio quando nel 2014 lo sponsor principale del team, nel frattempo divenuto Cannondale, decide di abbandonare il progetto, lasciando Amadio con un pugno di mosche.
Per Roberto è un duro colpo: 4 mogli, 26 figli, il sussidio di disoccupazione non basta, e presto si ritrova a sprofondare nel baratro della cleptomania.
Di Amadio si perdono le tracce per due anni, fino al giugno 2016 quando, di ritorno da un rave party, si ritrova inspiegabilmente a Medjugorje, dove un padre spirituale del luogo lo nota e lo prende sotto la sua ala protettrice: quell'uomo è Paolo Brosio, e sottopone sin da subito Roberto Amadio a sessioni spirituali massacranti.

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La cura di Brosio però sembra avere effetto, Roberto cambia addirittura il suo cognome: sì perchè all'anagrafe il nostro protagonista alla nascita è registrato come Roberto Ama, aggiungerà Dio al suo cognome proprio dopo l'esperienza di Medjugorje.
Amadio torna in Italia, deciso a mettere la testa a posto e a trovare un lavoro che possa permettergli di mantenere mogli e fogli. Il curriculum non è male, ma la risposta che riceve ad ogni colloquio è sempre negativa. La fedina penale è troppo lunga per essere trascurata.
Ma Roberto non demorde, la fede è salda, e nell'ottobre del 2016, mentre entra in un edificio di San Salvo, in Abruzzo, viene notato e riconosciuto da un uomo d'affari: si tratta del presidente di Metamer, azienda energetica locale, che nutre una grande passione per il ciclismo e coltiva il sogno di lanciare nel mondo del ciclismo professionistico una squadra tutta sua.
Tra i due c'è subito intesa, Roberto si mette alla guida del progetto con molta fiducia.

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I tempi sono stringati, ma il budget è buono, se riuscirà Roberto Amadio a sfruttare questa seconda occasione solo il tempo può dirlo, ma questa, beh, questa è un'altra storia."

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Dal diario secondo Roberto. Rendiamo grazie ad Amadio.

10 ottobre 2016.

Appena finito il meeting con The President. Non ho capito una mazza di tutto quello che ha detto, sta di fatto che tra una cosa e l'atra è venuto fuori che ha intenzione di espandere la sua azienda su tutto il bacino dell'Adriatico, quindi mi ha chiesto di ingaggiare per il nuovo team campioni provenienti dalle regioni italiane e dai paesi stranieri che vi si affacciano.
Visto che mi trovo già in Abruzzo, domani inizierò proprio da qui.

11 ottobre 2016

Incredibile, è stato più facile del previsto. Esco dall'hotel, vado al bar, un paio di ragazzi in bici mi riconoscono ed attaccano bottone. Dopo che tra una chiacchiera e l'altra dico loro del progetto che sto realizzando, viene fuori che sono due prof: il primo è Paolo Ciavatta, fino all'anno scorso alla D'Amico-Bottecchia ed ora in cerca di ingaggio, il secondo è Pietro Di Genova, che alla D'Amico corre ancora, ma non vi si sente pienamente valorizzato.
Inutile dire che convincerli a firmare per noi è stato un gioco da ragazzi. Ma non è tutto! Mentre ci stavamo stringendo la mano, entra un altro ragazzo, con la divisa della GM Europa Ovini: è Davide Pacchiardo, che incuriosito chiede di cosa si tratta. Dopo una breve spiegazione, si tira indietro rattristato, dicendo che lui è nato a Torino. 
È bastato che Ciavatta e Di Genova intercedessero per lui, dicendo che ha sempre corso in Abruzzo ed è di casa su queste strade, per convincermi ad ingaggiarlo. E sono 3!

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Piccola nota: la storia di Pacchiardo è venuta fuori così perchè il gioco lo segnala come abruzzese, quindi io l'ho ingaggiato senza farmi troppi problemi. Quando poi ho visto che in realtà è piemontese la story era già partita e non avevo voglia di ricominciare, quindi ho dovuto inventarmi qualcosa :tongue:

 

Se vedete qualche valore verde non abituatevici troppo, di tutti i corridori del team questi saranno gli unici :giur:

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1 ora fa, MattHorse dice:

Come primi innesti non sono male. Se Ciavatta avesse quei 5-6 punti in più allo sprint sarebbe sempre tra i favoriti nelle classichette continental.

Oh c'è qualcuno :nana:

 

Sì diciamo che possono essere considerati tra i più forti del team, quindi si può immaginare il livello degli altri :rotfl:

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Dal diario secondo Roberto. Rendiamo grazie ad Amadio.

20 ottobre 2016

Lasciamo stare il Molise, è stato impossibile trovarvi qualcuno adatto al nostro progetto, e nemmeno in Puglia ho avuto vita tanto facile.
Mi ci sono fermato più di una settimana, ho seguito diverse gare regionali ed alla fine ho optato per un ragazzo che non ne ha vinta nemmeno una, ma si è piazzato in quasi tutte, mostrando una buona duttilità: Pippo Fradelloni, potrebbe avere un futuro nelle corse a tappe.

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24 ottobre 2016

Nelle Marche sapevo già a chi puntare, grazie alle segnalazioni di un vecchio amico che vive lì.
Hanno quindi firmato per noi Giovanni Carboni, promettente scalatore della Unieuro strappato in exrtremis al Team Colpack, ed Ezio Pirozzi, neoprof molto interessante che sembra prediligere le corse di un giorno.

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Dal diario secondo Roberto. Rendiamo grazie ad Amadio.

30 ottobre 2016

Giuro che ci ho provato, ma alla fine è stato più forte di me e non ho resistito, le vecchie abitudini hanno trionfato.
Ho passato una settimana in Romagna a sfondarmi tra rave party e festini privati. Non ho ingaggiato nessuno.

1 novembre 2016

In Veneto avevo intenzione di tirare dritto senza soffermarmi a cercare qualcuno da ingaggiare, visto che qui la Polizia non si è ancora scordata completamente di me, quindi meglio evitare.
È successo però che superata Venezia, mi vedo sfrecciare alla destra un ragazzino sulla bici. Mi sono messo ad inseguirlo.
Quando sono riuscito a raggiungerlo ho accostato, e quando gli ho chiesto cosa avesse da andare così di fretta, questo mi ha risposto :" Io bosniaco, scappo polizia perchè rubato bici". Inutile dire che è stato amore a prima vista. L'ho fatto firmare.
Peccato poi che solo dopo la firma ho scoperto come faceva ad andare così forte sulla bici: l'aveva rubata a Istvan Varjas.

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Dal diario secondo Roberto. Rendiamo grazie ad Amadio

2 novembre 2016

Sono arrivato in Friuli, e mi fermerò qui, visto che la mia fedina mi impone di stare entro i confini nazionali. Per ingaggiare ciclisti stranieri mi toccherà provare a convincerli telefonicamente quindi, ma intanto qui sono riuscito ad ingaggiare altri due italiani: Charly Petelin e Seid Lizde.

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4 novembre 2016

Dopo qualche ricerca sono giunto alla conclusione che gli atleti sloveni che fanno al caso nostro sono due: Ziga Groselj e Matej Mesojedec. Mi ci è voluto un po' ma alla fine li ho convinti a firmare.

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Dal diario secondo Roberto. Rendiamo grazie ad Amadio

5 novembre 2016

Lo ammetto: a parte i soliti noti, non ne so molto di atleti croati, quindi mi son fatto consigliare da un amico, DS della Meridiana Kamen. Ero convinto mi segnalasse uno dei suoi, invece è finta con l'ingaggio di tale Josip Rumac, dalla Synergy Baku.

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8 novembre 2016

Da non credere! Avevo stampato una lista di atleti albanesi, per sapere chi ingaggiare da quella nazione, ma non riusciva a decidermi.
Mentre mi schiarivo le idee camminando per Trieste, c'era questo cinese fuori da un chiosco che continuava a insistere per vendermi qualcosa da mangiare. 
Diceva: "Zupa camberi, zupa camberi". L'ha detto talmente tante volte che anche quando sono tornato in hotel continuava a rimbalzarmi in testa.
Poi la rivelazione: prendo in mano la lista, e chi ti leggo ai primi due nomi? Eugert Zhupa e Giuliano Kamberaj. Zuppa e gamberi insomma!
Li ho contattati subito, e loro non hanno esitato ad accettare. Un segno divino, ne sono certo.

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E con questo, la squadra è al completo. Ancora qualche dettaglio, e la stagione potrà partire :nana:

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Presentato il roster, non mi resta che farvi vedere la maglia, gentilmente offerta da @italyswiss :mrgreen:

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Come detto lo sponsor è Metamer, ma la squadra si chiamerà Hadriaticum Cycling Project, in riferimento alla zona di maggiore interesse del nostro sponsor.

 

Archiviata anche la pratica maglia, non mi resta che iniziare la stagione.

Giocherò con il PackITA, a difficoltà estremo, potenziali casuali, cadute a 1.0, non mi sembra ci sia altro da aggiungere.

 

A breve la prima corsa degli adriatici :bannana_guitar:

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Inizio col botto...

Sicuramente si sperava di debuttare con una buona prestazione, ma siamo andati decisamente oltre le aspettative.

La prima gara della nostra storia è il GP Costa degli Etruschi. La startlist è di livello, con diverse squadre WT, l'obiettivo quindi è solo quello di centrare la fuga buona e mettere in mostra la maglia per più tempo possibile. Schieriamo Groselj, Kamberaj, Lizde, Mesojedec, Petelin e Zhupa. L'indiziato migliore per centrare la fuga sembrerebbe proprio essere quest'ultimo, ma alla fine il tentativo buono è il primo, lanciato in prima persona da Mesojedec, che riesce a farsi seguire da altri 7 coraggiosi.

Le presenze più ingombranti davanti sembrano essere quelle di Hansen (Astana) e Berard (Ag2r), e con il gruppo che non lascia fare arriviamo a guadagnare non più di 2'30". Mesojedec comunque fa il suo e mette in mostra lo sponsor, non tirandosi indietro quando è il suo turno di tirare.

Ai -20 il vantaggio degli 8 davanti scende ad un minuto, ma poi, complici diverse cadute nelle quali rimane coinvolto anche il nostro Kamberaj (leader designato per la volata ad inizio gara), tale vantaggio si mantiene costante fino ai -8.

Arrivati ai -5, con ancora 45" da gestire per i fuggitivi, in gruppo prova a partire Boem (Bardiani), che provoca una reazione violenta di Orica e Sky. Si arriva ai -2,5, davanti si è rimasti in 6, ma Boem ed il gruppo si sono avvicinati sensibilmente.

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All'ultimo Km, con il fiato del gruppo sul collo, Hansen decide di rompere gli indugi, ed alla sua ruota rimangono solo Reutimann (Roth) ed un eccezionale Mesojedec.

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Il danese dell'Astana, che era stato il primo a rompere gli indugi, cede, ed a giocarsi la corsa rimangono due atleti di formazioni Professional, perchè ormai il gruppo, guidato da Mareczko, pare tagliato fuori. Purtroppo lo spunto veloce di Mesojedec è quel che è, ed a spuntarla è lo svizzero.

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L'amaro in bocca per una vittoria sfumata c'è, ma al debutto nel ciclismo che conta si tratta di un risultato coi fiocchi, per cui alla fine nulla da recriminare.

Oltre al piazzamento di Mesojedec il nulla, come d'altronde ci si poteva aspettare, con Lizde 43°, Petelin 47°, Zhupa 48°, Groselj 63° e Kamberaji, staccato per via delle cadute, 110°.

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Sogno o son desto?

Vero che l'inizio era stato promettente, ma nulla faceva presagire quello che sarebbe arrivato alla gara successiva.

Dopo le esaltanti prestazioni del Costa degli Etruschi, andiamo al Trofeo Laigueglia con il morale alle stelle. Anche qui la startlist è di livello assoluto, ed i nostri alfieri sono sempre gli stessi, vale a dire Groselj, Kamberaj, Lizde, Mesojedec, Petelin e Zhupa.

Petelin riesce subito a portare via la fuga buona, formata da 8 atleti e comprendente tra gli altri Martinelli (Quickstep) e Quinziato (BMC).

Il gruppo fa buona guardia ed il vantaggio non sale mai oltre i 3 minuti. Ai piedi di Testico, ultima grande asperità di giornata, la fuga conserva meno di un minuto, e lungo l'ascesa viene riassorbita, con Quinziato ultimo ad arrendersi. 

La selezione è discreta, ed in cima nel gruppo di testa rimangono per noi solo Groselj e Lizde.

Trovatosi a fine discesa nelle prime posizioni di un gruppo molto allungato, Groselj tenta la fortuna partendo ai -3 dall'arrivo, e nessuno lo segue.

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Arrivato alla flamme rouge, il nostro sloveno conserva ancora un buon vantaggio, dietro Sky ed Ag2r provano a ricucire ma Lizde fa buona guardia, stoppando i vari tentativi.

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Incredibile! Non sembra vero, è fatta! Ziga può alzare le braccia al cielo, prima vittoria nel circuito professionistico per la Hadriaticum Cycling Project!

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A coronare il tutto, Lizde conclude in 4a posizione la volata del gruppo, 5o in totale, e si completa così una giornata trionfale per i nostri colori.

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Staccati tutti gli altri, con Zhupa unico a piazzarsi nei primi 100, 98° a 3'10".

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Ed io che speravo che il vecchio bug che ti permetteva di vincere facilmente in questo genere di gare fosse stato risolto...questo gioco è proprio una soddisfazione :nonnn:

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