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Disponibile Pro Cycling Manager 2021

Pro Cycling Manager 2022 e Tour de France 2022 sono finalmente disponibili
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LoveRocks...l'importante è farsi vedere!!!


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Ok, provo una storia anche io. Da ultimo arrivato sul forum spero di non combinare casini. O almeno non troppi...

Premessa: userò l'ultimo DB Daily. Correrò tutte le tappe (sperando che il DB non mi costringa a simularne qualcuna per superare qualche bug), ma metterò foto dettagliate solo in quelle dove i miei ciclisti saranno protagonisti. La cronaca delle tappe invece sarà quanto più dettagliata possibile. Prima di aggiungere le prime corse farò un discreto preambolo, giusto per inquadrare la storia. Spero che questo non vi annoi troppo e che alla fine il racconto risulti piacevole :)

Iniziamo...

Salve, sono Felicsdecat e ho un hobby: faccio il direttore sportivo di una squadra Elite. La storia che racconterò inizia….con due beffe:

Inizio stagione, febbraio:

Telecronista: “…attenzione!!! C’è una caduta in gruppo!!! Ci sono diversi ragazzi a terra…si stanno rialzando per fortuna, solo un ciclista ha delle difficoltà a riprendere la corsa!!! la strada viscida ha tradito il corridore della Rosti che rimane a terra dolorante. Purtroppo si tiene la spalla destra, mentre gli altri sono già ripartiti….”

Oggi: ultima gara stagionale…

Telecronista: “…siamo allo sprint!!! Ultimi 80 metri….è Salvadori, il velocista della Rosti, che sembra avere lo spunto migliore….esce sulla destra del gruppo in volata!!! Eccoci agli ultimi cinquanta metri...ancora una bicicletta di vantaggio per l’uomo del team laziale!!!!…ma attenzione!!! È caduto!!! È caduto!!! Colpo di scena…il velocista della squadra laziale è scivolato quando era in testa…ai trenta metri…incredibile!!! Niente di grave, il ragazzo è già in piedi…ma che beffa signori!!!”

Già…che beffe!!! L’avevamo preparata nei minimi particolari questa stagione: con il nostro boss, nonché finanziatore principale del team, avevamo passato tre lunghi anni ad allestire la squadra cercando tra i migliori talenti del nostro ciclismo. Tre anni passati in ammiraglia, a spostarsi ogni weekend su è giù per il centro Italia e anche al nord per i trofei più prestigiosi. A dormire scomodi, a mangiare negli autogrill. Ma finalmente, dopo tanti sacrifici e lavoro dietro le quinte, pensavamo fosse giunto il momento di raccogliere i frutti.

Però oggi si era vista la luce in fondo al tunnel. Una corsa sempre nelle prime posizioni, i ragazzi a difendere il nostro velocista e al momento giusto un bel treno per lanciarlo sul traguardo. Lui poi ci aveva aggiunto il talento: fin dalla prima accelerazione aveva preso la testa della volata. Quando ormai era più difficile perdere la corsa che vincerla la beffa finale: un avvallamento nell’asfalto, una vibrazione improvvisa…il carbonio della ruota che cede e la caduta. Quante volte succede che ti si rompa la ruota posteriore in volata? Boh…forse mai. A noi è capitato proprio nell’ultima gara a venti metri da una vittoria che non avrebbe cambiato il giudizio della stagione, assolutamente negativo viste le aspettative, ma ci avrebbe riconciliato con la buona sorte che ci aveva voltato le spalle molte volte

continua....

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....

La stagione quindi si chiude in maniera desolante per colpa di due cadute a distanza di mesi l’una dall’altra. La prima all’esordio: il nostro ciclista di punta che scivola quando era in fuga a pochi chilometri dal traguardo. Stagione finita per lui e addio sogni di gloria per noi: era l’unico in grado di portarci nelle posizioni di vertice della classifica a squadre, a competere con Team Colpack, Valdarno o UC Trevigiani…il top in questa categoria.

Assorbita questa botta ci siamo concentrati allora sui singoli appuntamenti. La stagione era ancora lunga e pensavamo di poterci togliere qualche soddisfazione, di fare comunque buoni risultati in qualche corsa.

Il nostro secondo uomo più forte è un velocista…e allora giù a testa bassa a lavorare per le volate in quei tre o quattro appuntamenti studiati per lui. Ma è stato inutile: la squadra non aveva girato come avevamo sperato. Non è stata colpa loro, il boss è un generoso ma il periodo è quello che è. Questo era l’accordo ad inizio stagione:

Boss: “Felics parliamoci chiaro: risorse ce ne sono solo per due bravi…gli altri dovranno essere gregari”.

E così abbiamo puntato tutto su due ragazzi che seguivamo da tempo: Stanislau Bazhkou e Alessandro Salvadori.

Il primo è un talento bielorusso che vive in Italia da ormai molto tempo. Ha doti che lo porteranno ad essere sicuro protagonista nelle grandi classiche di un giorno.

L’italiano è un velocista con un fisico potente, alla Cipollini. Però…è molto giovane ed incostante: può vincere una gara con metri di distacco come arrivare con il gruppo degli ultimi. Deve maturare molto ma abbiamo puntato sul suo talento ad occhi chiusi.

Li abbiamo fatti crescere senza fretta, li abbiamo aspettati e quest’anno gli abbiamo affidato i ruoli di capitani della squadra. Il resto del team era costituito da ragazzi che avrebbero lavorato solo per loro due.

Dopo la scivolata di inizio stagione di Bazhkou, abbiamo capito l’errore. Le altre squadre si erano organizzate meglio distribuendo più uniformemente talento e responsabilità: se qualche loro big incontrava una giornata storta c’era sempre qualcuno in grado di fare risultato e di portare la squadra in buona posizione di classifica. Noi avevamo impostato la stagione sul bielorusso, senza preoccuparci di trovare un vicecapitano che potesse sostituirlo. Abbiamo rischiato ma ci è andata male…malissimo. Alla fine il massimo che siamo riusciti a racimolare sono stati piazzamenti a metà classifica e un po’ di visibilità in qualche fuga

continua...

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Grazie per il sostegno a Headshot Bike (mmmmh...sei al Giro del 2019...non arriverò mai tanto in là con questa storia :D ), Spino97 e Spino21

...continuiamo la storia

Ora eccomi davanti al motorhome della nostra squadra. Il boss ha voluto essere presente di persona a all’ultimo appuntamento stagionale. Immagino di cosa vorrà parlare…di cosa vuoi parlare dopo aver investito per tre anni risorse e tempo in una squadra costruita, fondamentalmente, dal sottoscritto e che al momento di raccogliere risultati si è sciolta come neve al sole? Posso solo provare ad assumermi totalmente la colpa dei cattivi risultati: i ragazzi meritano una nuova occasione. Già, una nuova stagione di corse per provare a riscattarsi con un direttore sportivo migliore di me, questo è per scontato.

Sono, nonostante tutto, uno fortunato…ho qualcosa che mi aspetta al rientro a casa: il mio negozio specializzato in ciclismo. Il DS l’ho fatto per passione, non per necessità. Tornerò a far correre i bambini nelle corse provinciali. Il mio piccolo team era stato notato dal boss in una di quelle occasioni, gli era piaciuto come sostenevo i ragazzi. Da lì era nata l’idea della squadra Elite.

Bene, ho aspettato abbastanza qua fuori, meglio entrare e togliersi il pensiero.

L’ambiente è organizzato bene, poco spazio ma con tutto il necessario per seguire una competizione: radio, televisore, fax, computer e stampante. Un tavolo con quattro poltroncine imbullonate al pavimento. Una per il Boss, una per il nostro team manager, una per un personaggio che non conosco. La quarta ovviamente per me. Almeno starò comodo.

Boss: “Felics…venga si sieda. La gara non è andata come mi aspettavo. In effetti direi che niente quest’anno è andato come mi aspettavo”

Felics: “Apprezzo la franchezza Boss. Niente giri di parole, sono d’accordo con lei: quest’anno è stato un disastro. Mi assumo le colpe. La gestione della squadra è stata mia, il calendario l’ho deciso io e anche la scelta dei ragazzi è stata mia. I patti erano chiari: due forti e gli altri a faticare. E’ stato uno sbaglio, dovevo cercare più equilibrio nel team. La differenza tra i nostri due ragazzi più forti e gli altri è stata abissale…non credevo ma la verità è questa”

Team Manager: “calma Felics…non è ancora ora dei processi”

Boss: “in effetti Felics ha riassunto bene quello che è stato. I risultati non sono arrivati ma come ha detto il team manager non è questo il momento dei processi. Ora è il momento di preparare la nuova stagione!!!”

Rimasi un po’ intontito da questa novità: mi ero preparato ad un esonero, invece qua si parlava di rilanciarsi nella mischia. Ci doveva essere una trappola da qualche parte…

Boss: “ Vedo che è confuso Felics, lasci che le spieghi. Normalmente una stagione come quella appena conclusa non potrebbe chiudersi che con l’esonero dei responsabili della squadra. A maggior ragione se volessimo puntare di nuovo al top della categoria. Non potremmo impostare la nuova stagione partendo da chi ha fallito nella precedente. Ci sono delle scusanti ma un fallimento è pur sempre un fallimento. Detto questo bisogna però specificare che la nostra intenzione non è quella di rimanere tra gli Elite ma quella di cambiare categoria…”

Ecco dove era la trappola: si scendeva tra i giovani, abbandonando il semiprofessionismo della Elite. Meno spese e meno impegni: insomma…un ridimensionamento. Per fare un ridimensionamento va bene anche un Ds come il sottoscritto.

Boss: “…il prossimo anno correremo tra le Continental!!!”

Cosa? Continental? I professionisti?

Team Manager: “Abbiamo ricevuto ieri la conferma della licenza, e anche se dobbiamo partire dal basso saremo una squadra Pro!!!”

Boss: “L’obiettivo nel medio periodo è quello di arrivare al World Tour, alle grandi corse a tappe, alle classiche del Nord. Non siamo sognatori, per questi traguardi ci vogliono ciclisti forti e neanche pochi. E per averli servono soldi. Oppure, ed è questa la strada che seguiremo, servono ciclisti di talento cresciuti all’interno del team. I giovani cresciuti da noi saranno praticamente a costo zero mentre il grosso dell’investimento degli sponsors lo metteremo sul mercato per fare qualche colpo a sensazione, qualche affare mirato a completare il roster e a rendere credibile da subito il nostro programma. Anche per questo abbiamo deciso di confermarle l’incarico: ha sempre visto giusto con i giovani, i risultati sono stati altalenanti ma le va riconosciuto che sa riconoscere il talento”

Personaggio sconosciuto: “…Felics, lasci che mi presenti. Sono Piotr Gavinski. Sono l’amministratore delegato della LoveRocks. La mia società opera nel settore del lusso: moda, gioielli, profumeria. Vogliamo lanciarci in grande stile in Europa e gli azionisti principali della LoveRocks mi hanno dato mandato per cercare un mezzo in grado di dare visibilità al marchio. Ho scelto di investire nello sport, in particolare nel ciclismo…il motivo non è importante ora. L’incarico è suo se lo vuole, ma la risposta ci serve subito. Se accetterà imparerà presto che sono un tipo ragionevole…ma non ho molta pazienza. In cambio della sponsorizzazione chiedo risultati. Non sono un filantropo, ne un semplice appassionato danaroso. Entro in questo mondo perche lo ritengo vantaggioso per la mia attività. Lavoro in un settore nel quale la visibilità è tutto, e il modo più veloce per ottenerla è fare risultato. Questo per chiarire ruoli e aspettative. Mi fido del giudizio di chi è da più tempo di me in questo mondo. Io avrei preferito un DS più esperto e soprattutto più vincente. Ma il boss punta su di lei e io le concedo fiducia: una fiducia che non sarà a scatola chiusa e soprattutto non sarà illimitata. Se accetta l’incarico deve sapere che non verranno giustificate false partenze o risultati zoppicanti….”

Beh…arrogante il tipo. Ma ha ragione, nessuno butta soldi tanto per buttarli.

Felics: “Sono sorpreso. Non pensavo di parlare di rinnovi contrattuali in questo momento. Il progetto è ambizioso. E la proposta è di quelle che non si possono rifiutare. Da parte mia chiedo la giusta autonomia nella scelta di ciclisti e staff. La dirigenza ovviamente potrà dire la sua per quanto riguarda gli ingaggi e mi potrà sottoporre dei nomi. Se non saranno di mio gradimento non voglio imposizioni. A fine anno valuteremo le scelte fatte e tireremo le conclusioni. Durante la stagione però nessuna interferenza. Sceglieremo di comune accordo gli obiettivi nell’interesse di tutti e cercando di soddisfare le esigenze di tutti, ma l’ultima parola sarà comunque la mia”

Nessuno obiettò. Devo riconoscere che l’atto di fiducia nei miei confronti era notevole visti i risultati ottenuti nel recente, recentissimo passato. La riunione andò avanti fino a sera e tutti i principali dettagli furono discussi. Alla fine trovammo l’accordo. Il boss rimaneva come presidente e sponsor secondario. Gavinski e la sua LoveRocks gli subentravano come sponsor principale. Il nuovo finanziatore avrebbe curato la parte di marketing e la “visibilità” del team. Su sua richiesta i contratti dei ciclisti sarebbero stati firmati in diretta televisiva durante la conferenza stampa di presentazione del team: una trovata abbastanza pacchiana, avrei preferito più sobrietà considerando che non ci conosceva ancora nessuno

...continua

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Un inizio molto interessante :thumbup:

grazie anche a voi :)

un piccolo aggiornamento prima di presentare la squadra....

Il budget era definito, stava a me gestirlo per trovare i ciclisti, assegnare i ruoli e gli obiettivi stagionali. Dovevamo far bene da subito, non si pretendeva la promozione al primo anno…ma “visibilità”. Questa parola sarebbe diventata un karma per noi. Dovevamo farci vedere in ogni corsa: le nostre maglie dovevano essere sempre in primo piano.

Come logico iniziai a cercare uomini nell’ambiente che conoscevo meglio. Tre anni tra gli Elite mi erano serviti per conoscere persone e addetti ai lavori. Trovare un paio di affidabili meccanici e un DS che mi affiancasse quando ci fossero state gare in contemporanea richiese solo un paio di telefonate.

Per i ciclisti era un discorso più complicato: stavolta non dovevo sbagliare le scelte. Per fortuna potevo contare sull’esperienza del mio team manager storico, confermato nel suo ruolo. Aveva buoni agganci tra i procuratori e nelle agenzie di rappresentanza.

I primi a firmare furono chiaramente Bazhkou e Atzori. Mi dispiaceva lasciare a piedi gli altri ragazzi…ma non era il momento di essere sentimentali o romantici: tra i pro si faceva sul serio. Qualche altro ragazzo lo pescammo tra gli svincolati: ex promesse mai del tutto esplose o che semplicemente si erano un po’ persi per strada. Un altro giovane, questa volta danese, fu pescato tra gli under 23.

Agendo con tempestività riuscimmo a firmare diversi ciclisti tra quelli presenti nel folto gruppo di svincolati che si crea sempre tra la fine di una stagione e l’inizio dell’altra.

Infine cercai uomini di esperienza che, oltre a portare la tanto richiesta visibilità, fossero in grado di guidare i ragazzi più giovani sia in corsa sia al di fuori delle competizioni.

Il team manager riuscì ad agganciare quattro italiani e uno straniero, tutti esperti e con un buon passato…più o meno. Loro avrebbero costituito il nucleo della squadra attorno al quale si sarebbero poi mossi tutti gli altri.

Per completare la squadra impiegai meno del tempo concessomi dai boss. A metà gennaio eravamo pronti per la conferenza stampa di presentazione!!!

continua....

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Sembra interessante :dubbio:

vai :thumbup:

Thanx :) :)

proseguiamo....

La sala non era particolarmente piena, ma c’era da aspettarselo. Gavinski non ne fu contento: anche questo era prevedibile. Il primo a prendere la parola fu il presidente che presentò lo staff e il socio. Poche parole per illustrare il progetto basato sui giovani e quello che il team si aspettava di ottenere da lì a qualche anno. Gavinski, da bravo commerciale, focalizzò la sua attenzione sul ruolo che la sua società voleva ritagliarsi nel mondo del ciclismo. Arrivammo rapidamente al momento topico della conferenza: era il momento di svelare i nomi dei nostri ciclisti.

Era il mio turno, presi la parola…ringraziai i presenti ed iniziai a presentare i ragazzi che uscivano da dietro le quinte della sala e firmavano il contratto tra sorrisi e lampi di flash. I primi ad essere chiamati furono i giovani:

Salvadori, Bazhkou, Lauro,Quaade e Pizzaballa

Alessandro Salvadori è il velocista del futuro per quanto riguarda il nostro team. Grande fisico e buon potenziale. Non gli chiederemo risultati immediati ma deve crescere molto se vuole sfruttare l’occasione che gli viene concessa. Due anni di contratto.

Il bielorusso Stanislau Bahzkou può fare bene nelle classiche collinari. Questa è una stagione di transizione, ma dal prossimo anno speriamo che comincino ad arrivare risultati importanti. Puntiamo su di lui ad occhi chiusi: contratto triennale.

Anche Andrea Lauro ha doti per le classiche di un giorno. Il talento non è come quello di Bazhkou ma può diventare un gregario importante in futuro. Contratto annuale

Il danese Rasmus Quaade era tra gli svincolati. Non è giovanissimo, ma secondo noi ha un potenziale non ancora espresso completamente. Cronoman di valore tra gli under 23 gli offriamo la possibilità, forse l’unica che mai avrà a questi livelli, di mettersi in luce anche tra i Pro. Contratto annuale, ma speriamo di firmare il prolungamento al più presto.

Pizzaballa non è una novità in assoluto. Ha già svolto qualche stages presso altre formazioni Pro italiane ma nessuno ci ha puntato con convinzione. Ha buone caratteristiche per le corse a tappe. Deve uscire definitivamente dal guscio. Contratto annuale ma il rinnovo è già nel cassetto.

Poi i gregari;

Cominelli, Benfatto e Pinizzotto

Cristian Cominelli e Leonardo Pinizzotto aiuteranno i capitani in salita, mentre Marco Benfatto sarà a disposizione degli sprinter nelle tappe di pianura. C’è poco altro da dire: è un reparto tutto sommato ancora giovane e con buon potenziale. Pinizzotto e Benfatto hanno la possibilità di ritagliarsi spazi importanti nel futuro della squadra visto il loro ampio margine di crescita. Ma quest’anno saranno tutti a disposizione dei capitani. Per loro contratti biennali.

I velocisti:

Rossi, Fumagalli e Riccio

Nessuno di loro è un top sprinter, ma tutti hanno esperienza, possono migliorare e garantiscono solidità e costanza di prestazioni. Non possiamo offrire loro costantemente un treno adeguato per la volata, per questo motivo il velocista designato per lo sprint dovrà cercare la ruota degli avversari per lanciarsi sul traguardo. Qualche vittoria arriverà ma non è il reparto sul quale punta il team per ottenere risultati.

Enrico Rossi rientra in gruppo dopo un anno sabatico nel team croato Meridian Kamen dove ha ottenuto qualche risultato in corse minori. Nonostante il discusso passato legato alle vicende doping della sorella e del cognato la nostra squadra gli offre l’opportunità di rifarsi un nome. Sarà l’osservato speciale all’interno del team: dovrà sopportare la pressione e meritarsi la riconferma con i risultati e il comportamento. Contratto annuale.

Cristiano Fumagalli sarà, almeno ad inizio stagione, il velocista principe della squadra. Non è esplosivo ma contiamo che possa battersi bene affrontando le volate in progressione. Contratto di due anni

Bernardo Riccio è ancora giovane ma anche lui ha maturato una discreta esperienza, deve crescere perche il suo potenziale non è ancora esaurito. Contratto di due anni anche per lui

I vice capitani:

Possoni e Ginanni

Saranno gli ultimi uomini a supporto dei capitani ma in alcune corse verranno utilizzati come prime punte. Hanno firmato consapevoli che, nel caso il team venga promosso, il ruolo a loro assegnato verrà rivisto.

Morris Possoni è uno degli uomini di maggior esperienza all’interno del team. Si adatta alle corse in montagna ed in collina: non ha lo spunto dei fuoriclasse ma per la categoria Continental è un discreto lusso.

Francesco Ginanni deve fare bene principalmente in collina. Punterà a rimanere nel gruppo di testa nelle corse con traguardi in pendenza per poi sfruttare le buone caratteristiche di sprinter.

Infine, come giusto, ecco i capitani:

Di Gregorio e Ascani

Sono i ciclisti sui quali puntiamo per fare risultati. Hanno la possibilità per la prima volta in carriera di correre con i gradi da capitano. Le loro capacità sono in linea con quelle dei capitani delle altre squadre Continental; a fare la differenza a loro favore dovrà essere la grande esperienza accumulata in anni di competizione. Per motivi diversi entrambi non possono fallire questa opportunità.

Remy Di Gregorio era tra gli svincolati a seguito del licenziamento dopo le accuse di doping lo scorso anno. Gli abbiamo offerto un contratto annuale dopo aver verificato la forte motivazione a cancellare questa esperienza negativa. Vale lo stesso discorso fatto per Rossi: osservato speciale in gruppo e fuori dal gruppo. Contratto annuale.

A trent’anni Luca Ascani è ad un bivio: deve sfruttare questa occasione per imporsi oppure difficilmente gli verrà riproposto un ruolo centrale in squadra. Contratto annuale e rinnovo quasi sicuro. Da decidere solo il ruolo in funzione dei suoi risultati e dalla categoria nella quale correrà il team il prossimo anno.

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Felicsdecat: “Un team che non ha nomi altisonanti o campioni affermati. Ho puntato sulla solidità, sulla capacità di soffrire in sella più che sul talento puro. Sono contento degli uomini a mia disposizione e sono convinto che tutti faranno al meglio il lavoro che gli verrà assegnato. Lavoriamo per il futuro e questo organico è una ottima base per programmare le prossime stagioni...sia che ci ritroveremo tra un anno ancora tra le Continental, sia che riusciremo a passare nella categoria superiore fin da quest'anno. I ragazzi lo sanno e sanno che nelle prossime stagioni troveranno sempre un posto se lavoreranno bene. Gli obiettivi sono logicamente limitati. Buoni piazzamenti nelle corse di un giorno: top dieci o al massimo qualche podio. Nelle corse a tappe puntiamo alle classifiche di specialità: montagna e punti in primis. In qualche corsa l’obiettivo è la vittoria di tappa, in altre dove la competizione di squadre di categoria superiore non è altissima faremo di tutto per raggiungere almeno il podio. Il nostro programma di corse ci vedrà al via in quelle italiane. Qualche trasferta verrà fatta a beneficio dello sponsor soprattutto nei paesi dell’est Europa: i nuovi ricchi fanno gola alla LoveRocks che vuole ottenere la tanto desiderata visibilità anche in quei mercati”.

Questa la sintesi del mio commento a conclusione della conferenza.

Ancora qualche altra domanda di poco conto, qualche risposta di circostanza e la conferenza terminò. Strette le mani di giornalisti e addetti ai lavori e spente finalmente le luci chiamai i miei ragazzi per una prima veloce riunione tecnica. Niente ritiro prestagionale e niente stage durante la stagione: ognuno avrebbe ricevuto e seguito un programma di allenamento personalizzato. Il primo appuntamento era per febbraio al Tour Méditerranéen…fatte le convocazioni non restava altro prepararsi al meglio per la stagione che stava partendo. Tra meno di un mese si corre!!!

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Aspetto con ansia le corse! E mi raccomando nn farti licenziare che c'e crisi! :tongue:

eh...speriamo di no!!! :tongue:

inizia la stagione....

Febbraio 2013

La stagione è già partita per alcuni team. Si è corso sia in Europa che in altri continenti e ci sono già le prime classifiche che però contano poco. Per la LoveRocks – Rosti febbraio è il mese dell’esordio nelle corse, il giorno fissato è il nove.

Il nostro primo impegno stagionale ci porta in Francia per il Tour Méditerranéen, una corsa di quattro tappe di categoria 2.1

Due delle quattro tappe sono adatte agli sprinter. Una è dedicata ai cronoman e l’ultima è di difficile interpretazione visto che presenta l’arrivo in salita al termine di un percorso fondamentalmente pianeggiante. Uno strappo che affrontato ad inizio stagione e con le gambe non ancora ben rodate potrebbe anche risultare decisivo per la vittoria finale. In definitiva una buona corsa, che offre varietà di arrivi nonostante il ridotto numero di tappe, certamente non prestigiosa ma che vede alla partenza anche team del Pro Tour.

I convocati sono: Rossi, Fumagalli, Benfatto, Ascani, Di Gregorio, Balloni, Ginanni e Pizzaballa.

Vista la presenza di team molto più forti di noi i nostri obiettivi si limitano a ben figurare nelle classifiche di specialità. In particolare, visti i molti GP intermedi, puntiamo con Pizzaballa alla maglia di miglior scalatore. Per il resto aspettiamo di vedere se lo svolgimento delle tappe ci offre qualche spiraglio per tentare un’azione importante, altrimenti lavoriamo per far salire la forma dei ciclisti.

La prima tappa è di 146 km e si conclude con un arrivo in volata. A circa un quarto del percorso sono presenti, in successione, due Gp della Montagna di prima e seconda categoria

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Pizzaballa ha l’ordine di uscire non appena possibile per provare ad aggiudicarsi almeno uno dei due. La squadra fa il suo dovere per portarlo ai piedi della salita senza costringerlo ad inseguire eventuali fuggitivi: tutti i tentativi di fuga nei primi chilometri sono riassorbiti dalla LoveRocks costantemente in testa al gruppo. A circa tre chilometri dal primo Gp della montagna inizia l’azione del nostro ciclista.

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Nel gruppo non c’è preoccupazione per il tentativo di Pizzaballa: il vantaggio dello scalatore della LoveRocks aumenta costantemente metro dopo metro.

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Al primo scollinamento Pizzaballa è primo, inseguito da Bernaudeau.

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Il buon lavoro del nostro rappresentante continua fino al secondo GP della Montagna dove passa insieme ad un gruppetto che comprende tra gli altri Sella, Rodriguez, Piluschin, Tulik e Malacarne. Ottenuti i punti utili Pizzaballa si rialza mentre la fuga continua senza troppa convinzione. Ad una decina di chilometri dal traguardo il gruppo ha nel mirino Piluschin, Rodriguez e Tulik gli ultimi a non darsi per vinti. La FDJ forma il treno per favorire Bouhanni. Anche Matthews della Orica GreenEdge e Lightart della Vacansoleil sono in coda ai rispettivi treni. In testa al gruppo ci sono altri velocisti importanti come Modolo e Gavazzi. Rossi è in condizioni migliori rispetto a Fumagalli e per questo viene incaricato dall’ammiraglia di fare la volata.

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....

E’ la Orica GreenEdge che detta il ritmo e si presenta allo sprint in posizione ideale per lanciare Matthews. Rossi all’esterno del gruppo deve percorrere più metri ma ha la strada libera per lanciarsi dietro al compagno di squadra

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Quando parte la volata è Bouhanni ad accelerare in maniera esplosiva mentre all’esterno Lightart e Matthews tentano di contrastarlo. Rossi in questo momento è alle transenne e cerca di saltare il velocista della Astana. Al centro del gruppo Piluschin, Rodriguez e Tulik, incredibilmente, hanno ancora la forza di sprintare. Gavazzi e Modolo non tengono il passo degli altri e vengono rapidamente risucciati indietro.

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Poche decine di metri al traguardo. Il campione francese Bouhanni ha la vittoria in tasca mentre per le posizioni di rincalzo la lotta è serrata tra glia altri velocisti. Rossi all’esterno sfrutta la posizione apparentemente sfavorevole per recuperare metri.

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Sul traguardo Bouhanni precede un sorprendente Saramotins e il nostro Rossi, ottimo terzo grazie al colpo di reni finale

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Delusione invece per Matthews e Lightart che, nonostante l’ottimo lavoro svolto dai loro compagni all’inizio della volata, vengono risucchiati a centro gruppo. Sorprendente la resistenza dei fuggitivi della prima ora: Rodriguez, Piluschin e Tulik si piazzano immediatamente ai piedi del podio precedendo molti accreditati velocisti. E’ evidente che la condizione dei ciclisti più forti è ancora approssimativa. Ma poiché in gara nessuno regala niente l’aver saputo approfittare dell’occasione giusta va assolutamente a loro merito.

La classifica di tappa

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E quella di miglior scalatore che vede in testa Pizzaballa.

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Ecco il primo commento del DS della LoveRocks Felicsdecat:

“Una giornata storica per la nostra squadra. Non potevamo sperare in un esordio migliore. Pizzaballa è stato tempestivo nell’uscire dal gruppo al momento giusto e a portare a casa punti importanti per quello che rimane il nostro obiettivo in questo tour, cioè la maglia di miglior scalatore. Nel finale poi Fumagalli e Rossi hanno dato vita ad una volata perfetta: Enrico ha ottenuto un risultato importante e Corrado ha svolto un grande lavoro per lanciarlo. Sono molto soddisfatto e anche i ragazzi lo sono. Il morale è fondamentale e oggi il nostro è molto, molto alto”

continua....

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....secondo giorno di gara

Smaltita in fretta l’euforia generata dall’ottima prova dell’esordio ci concentriamo sulla seconda tappa del Tour Méditerranéen: protagonisti saranno gli specialisti delle corse contro il tempo.

La tappa prevede infatti una cronometro di 24 km dei quali gli ultimi in leggera salita: chi vuole vincere la generale deve battere un colpo oggi.

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Quanto a noi non abbiamo velleità di vittoria e quindi, nel fare la squadra, abbiamo lasciato a casa il nostro miglior cronoman. Le speranze di ben figurare sono riposte in Balloni e Ascani, discreti nelle prove contro il tempo ma niente di più.

Il primo acuto, dopo un quarto di gara, lo piazza proprio il nostro Balloni che approfitta di una giornata di buona forma fisica per stampare un tempo di 38’14’’ che gli consente di rimanere in vetta alla classifica di tappa fino alla partenza degli specialisti. Man mano che quest’ultimi arrivano sul traguardo il miglior tempo viene regolarmente abbassato.

Al momento della partenza dell’altro specialista della squadra, cioè Ascani, in testa alla classifica provvisoria ci sono Plaza, Siutsou e Westra con lo spagnolo della Movistar che conferma le sue ambizioni di vittoria finale.

Ascani parte piano e nella prima metà di gara adotta un passo volto a conservare le energie. Passati i dieci chilometri il suo ritmo diventa più sostenuto. All’intertempo è nei primi dieci e, poco dopo, attacca la salita che porta al traguardo con veemenza. All’arrivo la sua ottima prova si riflette nel secondo miglior tempo, staccato da Ruben Plaza di solo 3 secondi!!!

L’ultimo scossone alla classifica lo da il belga della RadioShack – Leopard Stjin Devolder che chiude i 24 chilometri di corsa in 37’52” sufficienti a garantirgli la vittoria della tappa davanti a Plaza ed Ascani.

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La classifica generale rispecchia l’andamento della cronometro. Due ciclisti della LoveRocks tra i primi dieci!!!

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Il commento a fine gara del DS della squadra Felicsdecat:

“Non avevamo particolari ambizioni oggi, questo ha permesso ad Ascani e Balloni di correre con la testa libera da pressioni. Il risultato è una logica conseguenza. Le caratteristiche dei nostri due ciclisti non sono propriamente da cronoman…ma la loro solidità mentale e la buona forma fisica gli hanno permesso di piazzarsi tra i primi dieci con, per di più, la perla del terzo posto di Luca. Siamo ovviamente contenti di questo inizio di Tour, stiamo incanalando nella giusta direzione queste emozioni…sono uno stimolo per tutta la squadra a continuare a fare bene”

continua...

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Grande Pizziballa!

Buon inizio!!

Pizzaballa è uno degli uomini che mi terrò stretto al momento di rinnovare i contratti :smilie_daumenpos:

L'inizio è buono perche le altre squadre non mandano i ciclisti più forti, senza contare che chi va alle gare in questo inizio stagione è comunque lontano dalla miglior forma. Io invece ho scelto, pur senza stage di preparazione, di fare partire forte con l'allenamento il gruppetto di ciclisti che lavorerà maggiormente nei primi 3 mesi di competizioni :wink2:

....torniamo al racconto

Il rientro in albergo è vissuto in allegria: i buoni risultati fin qui ottenuti rendono più sicuri e consapevoli delle proprie capacità i nostri ragazzi. Ne approfitto per un piccolo discorso al team…

“Costruire da zero una squadra è sempre difficile: ci sono sempre molte incognite da affrontare, valutare e risolvere. Esiste una soluzione ottimale a queste problematiche, e questa soluzione ha un nome ben preciso: buone prestazioni. E' quello che si chiede ai ciclisti: dimostrare sulla strada di essere competitivi. Le buone prestazioni servono a rendere felice la dirigenza ma anche e soprattutto a dare sicurezza e fiducia a tutto il team. Continuiamo così, continuiamo a toglierci soddisfazioni”

Il tempo di cenare, i soliti massaggi post gara e poi tutti in branda a riposare in vista della terza tappa dell’indomani: 159 chilometri con probabilissimo arrivo in volata.

Durante il viaggio verso il luogo della partenza tengo una breve riunione per ricordare ai miei ragazzi le caratteristiche del percorso della tappa:

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e per definire nei dettagli la nostra tattica di gara: affronteremo ben quattro Gp della montagna. Pizzaballa attaccherà da subito visto che nell’ultima tappa, l’unica con un vero e proprio arrivo in salita, gli scalatori più forti non lasceranno spazi agli altri. Se vogliamo portare a casa la maglia di miglior scalatore bisognerà chiudere il discorso oggi. Per il resto vivremo alla giornata, stando attenti sopratutto alla situazione in gruppo negli ultimi chilometri: l’arrivo infatti è posto a poca distanza dalla conclusione dell’ultima discesa e potremmo sfruttare le doti di Rossi per tentare di fare il buco proprio in discesa evitando una volata dal risultato incerto. Niente altro da dire, inutile caricare gli uomini con troppe istruzioni: sono professionisti e mi aspetto che siano in grado di adattarsi a quel che succede in corsa in maniera autonoma.

Una rapida occhiata alle biciclette e la registrazione dei nomi al via…la solita routine pregara. Nel gruppo in attesa gli sguardi dei giornalisti si fermano sui nostri uomini: segno che stiamo conquistando un po’ di notorietà

Finalmente si parte e, come come nella giornata precedente, la nostra squadra è da subito in testa al gruppo per evitare fughe prima del tempo. A pochi chilometri dal primo GP della Montagna Pizzaballa si mette in azione e riesce ad uscire dal gruppo insieme a Mojano, Rossetto e Peeters.

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Manca ben più di metà corsa e il gruppo lascia fare. La fuga guadagna secondi e una volta stabilizzatosi il vantaggio può procedere con meno foga.

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Al primo scollinamento è il nostro uomo a passare per primo sotto lo striscione. Per ora tutto come previsto: la nostra tattica funziona alla grande.

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Man mano che ci avviciniamo all’arrivo nel gruppo i team dei velocisti intensificano la loro azione. Il vantaggio dei fugitivi si riduce. Sulla penultima salita Pizzaballa si prende i punti necessari ad assicurarsi la maglia di miglior scalatore. Ottenuto l’obiettivo si rialza e si farà riassorbire dagli inseguitori. Peeters e Rossetto tentano invece un nuovo allungo. Il gruppo però sta rimontando a grande velocità.

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Ai meno dicei dall’arrivo si comincia a lavorare per formare i treni dei velocisti. Dall’ammiraglia LoveRocks il DS Felicsdecat chiede ai suoi ragazzi come si sentano. Rossi è decisamente il più in forma e si decide per l’azione di contropiede…sperando di evitare la volata.

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Ultimo Gp della montagna: passa per primo Peeters. Il gruppo ha ormai chiuso il gap che lo separava dai fuggitivi, ma il ciclista della Crelan – Euphony non si da per vinto e prova il tutto per tutto.

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continua....

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....

Cinque chilometri all’arrivo. Gli uomini della Orica - GreenEdge sono numerosi ma incredibilmente non riescono a trascinare Matthews che, evidentemente, è incappato in una cattiva giornata. E’ il momento di tentare il contropiede: lo capisce bene Di Gregorio che si porta in testa con alla ruota Rossi.

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Manca poco alla fine della discesa ma l’azione del nostro velocista è micidiale. Pochi secondi sono sufficienti a guadagnare uno spazio di sicurezza. Nel plotone inseguitore c’è ancora incertezza sul da farsi e così Enrico si lancia all’inseguimento del coriaceo Peeters in fuga ormai da più di 90 chilometri.

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L’aggancio avviene quando mancano mille metri all’arrivo. Peeters è stremato e non può fare nulla per contrastare il più fresco velocista della LoveRocks.

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La volata è una formalità…

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Rossi vince a braccia alzate!!! Per lui un’altra bella prestazione dopo il terzo posto ottenuto nella volata della prima tappa

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Ottimo e meritato secondo posto per Peeters. Alle spalle dei primi due è lo sprinter della FDJ Bouhanni ad aggiudicarsi la volata.

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Felicsdecat al termine della tappa rilascia una breve intervista:

“Grande soddisfazione per il risultato: la stagione è partita in maniera eccellente per noi. Rossi è in grande forma grazie al lavoro che ha svolto nel prestagione. Per lui avevamo preparato un programma intenso e i risultati che sta ottenendo dimostrano che lo ha seguito in maniera scrupolosa. Il resto ce lo ha messo di persona e non posso che essere soddisfatto nel constatare che il ragazzo mantiene ciò che ci aveva promesso. Grande merito anche a Pizzaballa e a tutta la squadra che si è adoperata affinché potesse arrivare nella giusta posizione ai piedi delle salite. I nostri obiettivi li abbiamo centrati, domani correremo quindi con la testa libera...pronti ad approfittare delle eventuali situazioni favorevoli che si dovessero presentare”

continua...

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Bene a che livello giochi??

il penultimo: difficile. Credo che passerò all'estremo verso metà stagione, dopo aver capito bene tutti i meccanismi e le "logiche" del gioco :smile:

Grande vittoria! :D

inaspettata, frutto di una serie di circostanze che si sono concatenate a mio favore: il +5 di giornata di Rossi che gli ha permesso di arrivare, protetto dagli altri, con le barre rossa e gialla praticamente piene alla fine dell'ultima salita. Da lì in poi pallino ad 80 e giù in discesa da solo. Come si vede dagli screenshots le squadre non erano per niente organizzate e sopratutto i ciclisti Orica GreenEdge andavano ognuno per conto suo. Se ci fosse stato un treno organizzato non sarei riuscito ad uscire dal gruppo così facilmente negli ultimi chilometri prima della volata...che a quel punto è stata una pura formalità :wink2:

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Ancora euforia nel viaggio di ritorno verso l’albergo, durante la cena e nel dopocena. Grande protagonista di scherzi e battute Enrico Rossi…il ragazzo sta cercando di lasciarsi alle spalle la vicenda doping e il resto della squadra è decisa ad aiutarlo. Concedo a chi vuole un paio di ore di svago prima del ritiro nelle camere assegnate al nostro team: per noi, in partica, la corsa finiva oggi ed è inutile fare i sergenti di ferro a tutti i costi.

Rilassato in poltrona controllo con gli altri dello staff cosa si dice nei siti specializzati su di noi: per lo più c’è curiosità nel vedere se saremo in grado di confermare le belle prestazioni lungo tutto l’arco della stagione o se saremo uno dei tanti fuochi di paglia che hanno attraversato il mondo del ciclismo. Quando anche gli ultimi ragazzi sono rientrati dalla libera uscita si va a letto.

Come sempre è il nostro massaggiatore che di buona mattina ci sveglia. Colazione e via alla partenza della quarta ed ultima tappa di questo Tour in terra francese.

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145 chilometri molto tormentati: continui Sali e scendi non impegnativi ma che potrebbero spezzare il ritmo. L’arrivo in salita non lascia dubbi su quali sono gli uomini favoriti per la vittoria di tappa: gli scalatori si daranno battaglia e sicuramente chi taglierà per primo il traguardo di oggi si aggiudicherà l’intera corsa.

La gara non ha molto da dire: è l'ultima occasione per mettersi in mostra e i ciclisti dei team rimasti in ombra cercano la fuga utile per mettersi in luce. Come spesso succede le prime fughe sono una continua serie di scatti e controscatti. Dopo un quarto di gara circa cinque uomini riescono a sganciarsi. Il loro vantaggio non diventerà mai sufficientemente ampio da poter permettere l’arrivo in solitaria…ma comunque i loro sforzi sono premiati con i punti del Gp della Montagna, che va a Stybar, e quelli dell’ultimo sprint intermedio che vede passare per primo Saramotins. Ai piedi della salita finale la Movistar si mette all’opera e in pochissimo tempo seleziona il gruppo: l’ascesa del Mont Faron non è certo impossibile ma è comunque lunga abbastanza per mettere in difficoltà chi ancora non ha le gambe ben rodate. Tra questi purtroppo i nostri uomini migliori in salita, primo tra tutti il francese Di Gregorio che pure teneva a far bella figura quest’oggi.

A contrastare gli uomini del team iberico rimane il solo Poels, scalatore della Vacansoleil - DMC. Il ritmo della squadra spagnola è però troppo sostenuto per essere affrontato da solo e quando anche l’ultimo gregario dell’olandese, il connazionale Lieuwe Westra, si arrende la tappa rimane nelle mani dei ciclisti Movistar.

Il team lavora compatto per Moreno che così deve solo aspettare l’ultimo chilometro per piazzare lo scatto vincente: arrivo a braccia alzate per lui, con Poels che è sempre stato alla sua ruota senza poter mai reagire efficacemente. Terzo il colombiano Nairo Quintana, ultimo gregario di Moreno.

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Le dimensioni dello strapotere odierno della Movistar sono evidenti osservando la classifica di tappa: quattro uomini tra i primi cinque

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Quella generale: primo e terzo posto

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E quella di squadra: primi con quasi due minuti di vantaggio sulla Vacansoleil DCM

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Tra i giovani la spunta Jungels della Radioshak – Leopard che precede Matthews e l'immancabile uomo della Movistar…Nairo Quintana.

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Rossi si prende la classifica dei migliori sprinter

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Mentre Pizzaballa svetta, è il caso di dirlo, tra i migliori scalatori

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L’ultima parola è del DS Felicsdecat:

“Niente da fare oggi…abbiamo come sempre corso al meglio delle nostre possibilità, ma quello che per noi ha fatto la differenza nelle precedenti tappe, la forma fisica, oggi è venuta a mancare completamente. Di Gregorio, Balloni, Ascani e Ginanni ci hanno provato ma i ciclisti Movistar erano troppa roba per noi oggi. Torniamo in Italia con un bilancio ben più che positivo: una vittoria di tappa, due terzi posti e le maglie di miglior scalatore e miglior velocista. C’è di che essere soddisfatti. Da domani si lavora per i prossimi impegni…però stasera i ragazzi si sono meritati un bel festeggiamento!!!!”

continua....

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